Ungheria contro enbargo a petrolio russo

Telefonata tra Orban e Macron sulla sicurezza energetica.
Von del Leyen rassicura.

Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha discusso in una telefonata con il presidente francese Emmanuel Macron di questioni relative alla sicurezza energetica dell’Europa.

Come riporta “Reuters”, a rendere nota la notizia è stato il responsabile stampa di Orban all’agenzia di stampa statale Mti, senza fornire ulteriori dettagli.

L’Ungheria aveva già espresso le critiche più aspre alla proposta di embargo sul petrolio russo.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha detto ieri di aver compiuto progressi nei colloqui con Orban sulla questione, dopo che qualche giorno aveva già annunciato delle concessioni per prolungare la data sull’embargo del petrolio russo proprio ad Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca (approfondimento al link).

Macron: piano d’emergenza per sicurezza alimentare globale

Iniziativa “Farm” con l’Unione Africana.
Potrebbe portare grossi proventi alla Francia.

Un piano d’emergenza per la sicurezza alimentare globale.

Questa è la proposta del presidente francese, Emmanuel Macron, che ha annunciato una nuova iniziativa di “solidarietà alimentare”, tra i punti chiave della crisi in Ucraina, visto che sia l’Ucraina sia la Russia sono due grandi produttori di cereali.

Come riporta “Askanews”, le parole di Macron sono state le seguenti:

Ho voluto, come presidente del Consiglio per questo semestre a livello europeo, e in collegamento diretto con l’Unione Africana, lanciare l’iniziativa ‘Farm’”.

Lo scopo dichiarato è quello di “alleviare questa crisi”, n primo luogo sviluppando un piano di emergenza commerciale, liberando scorte da alcuni paesi e, per prevenire la mancanza di produzione questa estate, aiutando i Paesi più dipendenti ad aumentare la loro produzione.

Stiamo entrando in una crisi alimentare senza precedenti”, ha continuato il presidente francese; va però sottolineato che la Francia potrebbe giovare di enormi proventi economici, come già fa a livello monetario (approfondimento dell’autore per Wall Street Italia al link), dato che i territori africani in questione sono di fatto delle colonie francesi.

Belgio: proposta la settimana lavorativa corta

L’orario complessivo resterebbe invariato.
Le parti sociali esprimono scetticismo.

Anche il Belgio segue l’esempio di altri Paesi come il Giappone, l’Islanda e la Spagna e propone la settimana lavorativa corta.

Il governo, composto da una coalizione di sette partiti che raggruppa socialisti, liberali e verdi francofoni e fiamminghi oltre che il partito democristiano fiammingo, intende infatti aumentare il tasso occupazionale portandolo dal 71% all’80%.

Per farlo, punta a cavalcare l’onda della rivoluzione portata dalla pandemia ed aumentare la flessibilità, al fine di migliorare il work-life balance; come spiega il primo ministro Alexander de Croo, il totale complessivo delle ore lavorative settimanali rimarrebbe invariato (ovvero al massimo 45), ma verrebbe spalmato in 4 giorni lavorando dal lunedì al giovedì e lasciando libero il venerdì.

Non solo. Un lavoro potrebbe anche chiedere di lavorare di più in una settimana e di meno quella successiva.

Questo, secondo il governo belga, garantirebbe maggiore flessibilità alle persone in situazioni di co-genitorialità, ovvero nei casi di genitori con figli che vivono separati. Il tutto sarebbe possibile solo tramite una richiesta del lavoratore ed un accordo a livello aziendale.

Secondo le linee-guida presentate dal governo belga, l’impresa potrebbe rifiutare la richiesta ma sarebbe tenuta a motivare la scelta per iscritto.

La proposta, però, sta trovando scetticismo sul fronte delle parti sociali e l’associazione imprenditoriale belga FEB ha spiegato di temere quanto di seguito:

Poche aziende saranno disposte a concedere questa nuova flessibilità ai lavoratori, a causa dei molti obblighi aggiuntivi che comporta.”

Mentre il sindacato FGTB ha definito la settimana lavorativa di quattro giorni “una pugnalata assassina alla richiesta di una riduzione collettiva del lavoro”.

La bozza prevede anche che i giorni di formazioni passino da 3 a 5 e che il lavoro notturno inizi alle 24:00 (attualmente inizia alle 20:00, mentre in Germania alle 23:00), in modo da ridurre i costi in questa fascia oraria.

Stando ai dati Ocse la settimana lavorativa in Belgio è mediamente pari a 35,5 ore (in Francia a 36,5 ed in Italia a 36,3); nel 2020, inoltre, il commercio online in Belgio è incrementato del 7,5% annuo raggiungendo la quota di 8,8 miliardi di euro.

Covid, Ue: troppo presto per considerarlo virus endemico

Véran: “Nulla ci dice che nel mondo non ci sia una variante più pericolosa”.
Kyriakides: “L’unica certezza è l’incertezza”.

Continuano gli inviti alla cautela, in merito alla fine della pandemia.

Il ministro della Salute francese, Oliver Véran, al termine del consiglio informale della Salute di Grenoble infatti ha dichiarato quanto di seguito:

Non c’è ancora nulla che ci consenta di dire che non esiste, da qualche parte nel mondo, una nuova variante proveniente da un ceppo più pericoloso di Omicron.

Come riporta “Rai News” anche gli altri 26 ministri della Salute dei governi europei presenti si sono associati alle sue parole; la commissaria Ue alla salute, Stella Kyriakides, ha anche aggiunto:

L’unica certezza del Covid: è l’incertezza. E’ troppo presto.”