Porsche cede MHP all’indiana Tata

Dopo aver licenziato il CFO e il Direttore Vendite, il gruppo cede la consulenza gestionale e informatica.
Tata acquista l’intero gruppo MHP con 4.500 dipendenti nel mondo.

Tra tutte le mosse industriali viste nel gruppo Porsche negli ultimi anni (ad esempio il licenziamento del CFO e del Direttore Vendite – approfondimento al link), la vendita di MHP è una di quelle che cambia di più la struttura dietro le quinte.

La casa di Zuffenhausen, come riporta motor1.com, ha firmato a Stoccarda un accordo per cedere al gruppo indiano Tata Consultancy Services (TCS) la società di consulenza gestionale e informatica che controllava dal 2007 e che ha seguito la trasformazione digitale del marchio.

Nel piano interno chiamato “Sportwagenschmiede 35” questa operazione è un tassello centrale: TCS rileverà l’intero gruppo MHP, che continuerà però a usare il proprio marchio e a lavorare come consulenza indipendente. Il passaggio di proprietà deve ancora ottenere le autorizzazioni regolatorie e antitrust e, in base alle comunicazioni ufficiali, dovrebbe chiudersi nei prossimi mesi.

La scelta di separarsi da MHP arriva mentre Porsche sta rivedendo in profondità la propria organizzazione, anche con tagli ai costi legati all’andamento dell’utile nel 2026.

Uscire da una controllata che fa consulenza libera risorse per l’attività principale: progettare, costruire e vendere auto sportive, con maggiore attenzione ai modelli che generano più margini.

Porsche e MHP hanno chiarito che il cambio di proprietà non interrompe la collaborazione costruita in questi anni. La società di consulenza, con sede a Ludwigsburgoltre 4.500 dipendenti nel mondo, resterà un fornitore importante per la digitalizzazione di varie aree del costruttore, in particolare nei progetti che usano l’intelligenza artificiale dentro i processi industriali e commerciali.

Brics: L’Avana chiede sostegno a Mosca per entrare a pieno titolo

Cuba è Paese partner dal 2025 insieme a Bolivia, Bielorussia, Kazakistan, Malesia e Nigeria.
Ora chiede il supporto della Russia per l’ingresso completo.

Cuba ha chiesto alla Russia di sostenere la sua candidatura a membro a pieno titolo dei Brics, di cui dal 2025 è Paese partner.

Lo ha reso noto l’ambasciata cubana a Mosca, sottolineando l’auspicio di ottenere il sostegno degli altri membri, “in particolare della Russia“.

L’Avana, come riporta Ansa, ha inoltre indicato nella nuova fase di apertura economica avviata a giugno un elemento favorevole all’integrazione nel gruppo, sostenendo che le riforme possono creare maggiori opportunità per gli investimenti esteri e una più stretta cooperazione con le economie dei Brics.

Cuba era entrata nel 2025 nella categoria dei Paesi partner insieme, tra gli altri, a Bolivia, Bielorussia, Kazakistan, Malesia e Nigeria.

L’adesione a pieno titolo consentirebbe all’Avana di rafforzare i legami economici e finanziari con il gruppo, che promuove una maggiore cooperazione tra i Paesi membri e alternative all’attuale assetto finanziario internazionale.

Ecco i primi 30 Paesi al mondo per consumo di petrolio greggio

Nonostante il crescente investimento in energie rinnovabili, il mondo dipende ancora fortemente dal petrolio come fonte primaria di energia per trasporti, industrie, turismo e tecnologia.

Il mondo dipende ancora fortemente dal petrolio come fonte primaria di energia.

Esso svolge un ruolo cruciale nell’alimentare settori quali l’industria manifatturiera, i trasporti, il turismo e la tecnologia. Oltre all’energia, il petrolio è una delle principali materie prime per molti prodotti petrolchimici che utilizziamo nella vita quotidiana.

Sebbene molti Paesi stiano lavorando per ridurre la loro dipendenza dal petrolio, esso rimane una forza dominante nel panorama energetico globale.

Dalle nazioni avanzate alle economie in rapida crescita, il petrolio continua ad alimentare il progresso economico in tutto il mondo.

Ecco i dati di StarsInsider che rappresentano il numero di barili di petrolio greggio che un Paese consuma al giorno, dove un barile equivale a 42 galloni americani, ovvero circa 159 litri, sotto forma di classifica dei Paesi che consumano più petrolio greggio al mondo:

30 – Argentina:  604.000 barili di petrolio greggio al giorno
29 – Polonia: circa 705.000 barili al giorno
28 – Vietnam: 707.000 barili al giorno
27 – Egitto: 782.000 barili al giorno
26 – Paesi Bassi: 785.000 barili al giorno
25 – Taiwan: 824.000 barili al giorno
24 – Iraq: 925.000 barili al giorno
23 – Malesia: 934.000 barili al giorno
22 – Australia: 1.1 milioni di barili al giorno
21 – Turchia: 1.2 milioni di barili al giorno
20 – Emirati Arabi Uniti: 1.2 milioni di barili al giorno
19 – Thailandia: 1.3 milioni di barili al giorno
18 – Italia: 1.3 milioni di barili al giorno
17 – Spagna: 1.3 milioni di barili al giorno
16 – Regno Unito: 1.3 milioni di barili al giorno
15 – Francia: 1.4 milioni di barili al giorno
14 – Singapore: 1.5 milioni di barili al giorno
13 – Indonesia: 1.6 milioni di barili al giorno
12 – Messico: 1.9 milioni di barili al giorno
11 – Iran: 2 milioni di barili al giorno
10 – Germania: 2.1 milioni di barili al giorno
9 – Canada: 2.3 milioni di barili al giorno
8 – Brasile: 2.6 milioni di barili al giorno
7 – Corea del Sud: 2.9 milioni di barili al giorno
6 – Giappone: 3.2 milioni di barili al giorno
5 – Russia: 3.7 milioni di barili al giorno
4 – Arabia Saudita: 4 milioni di barili al giorno
3 – India: 5.6 milioni di barili al giorno
2 – Cina: 16.4 milioni di barili al giorno
1 – Stati Uniti: 19 milioni di barili al giorno

Possibile accordo commerciale Ue-India entro gennaio

Il cancelliere tedesco Merz è in India parla di accordo di libero scambio.
Ue principale partner commerciale per l’India già nel 2024 con 120 miliardi di euro.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha ventilato la possibilità che l’Unione europea e l’India possano firmare uno storico accordo di libero scambio entro fine gennaio, una decisione che potrebbe riplasmare i legami commerciali globali a fronte dell’aumento del protezionismo e dello stallo dei negoziati Usa-India.

Se i negoziati si concluderanno in tempo i principali leader dell’Ue si recheranno in India per siglare l’accordo, ha detto oggi Merz alla stampa nella città di Ahmedabad, nell’India occidentale, dopo l’incontro con il primo ministro indiano Narendra Modi.

Ad ogni modo faranno un altro importante passo avanti per assicurare che questo accordo di libero scambio venga realizzato“, ha detto Merz durante il suo primo viaggio in India da quando ha assunto l’incarico di cancelliere.

Ancora nessun commento da parte dei funzionari dell’Unione europea, stando a quanto riporta Reuters.

L’accordo commerciale, da anni in fase di discussione, è considerato un’opportunità per entrambe le parti al fine di rafforzare i legami economici e ridurre la dipendenza da Cina e Russia.

Il commercio bilaterale tra India e Ue ha raggiunto 120 miliardi di euro nel 2024, facendo così dell’Ue il principale partner commerciale per l’India.

Settore del bianco: Electrolux si riprende, male Whirlpool

Per il colosso svedese scompare la cassa integrazione.
Whirlpool con il semi-ritiro dall’India rimane confinata in America: defenestrazioni ai vertici.

Una notizia inaspettata, molto positiva e che riguarda Electroluxla cassa integrazione, da tutti gli stabilimenti italiani, è scomparsa. In pochi mesi, e le linee del gigante svedese sono tornate a girare a pieno ritmo.

Ci sono assunzioni e nuovi contratti a termine – dichiara a FIRSTonline Augustin Breda, della Rsu di Electrolux Italia – la prima a uscire dalla cassa integrazione è stata la fabbrica di cottura di Forlì, quattro mesi fa, poi quella della lavastoviglie di Solaro e addirittura, un mese fa, anche il sito di Porcia delle lavatrici che da tempo soffre la dura competizione dei prodotti di importazione a prezzi molto bassi. E dove è arrivata una commessa per una innovativa lavabiancheria che ha portato assunzioni a termine. Quanto alla fabbrica di frigoriferi da incasso di fascia alta, non ha mai fatto cassa integrazione, la domanda c’è sempre stata. Una parte delle assunzioni a termine del gruppo si è anche trasformata in assunzioni a tempo indeterminato.

Una conferma di questa tendenza, ancora a macchia di leopardo per il settore, viene da Applia Italia secondo la quale la produzione delle fabbriche italiane degli elettrodomestici ha registrato un +5% nei primi nove mesi dell’anno rispetto al 2024. Una fiammata che potrebbe essere stata alimentata sia pure in parte dal bonus? “No perché – risponde Breda – gli incentivi sono partiti solo da poco. E poi perché sono stati venduti in gran parte apparecchi entry level richiesti soprattutto da famiglie a redditi bassi. E dalle fabbriche italiane ormai escono elettrodomestici di fascia medio alta e alta”.

Ma se in Italia ed Europa qualcosa si muove in direzione positiva nel mercato degli elettrodomestici, in America pare che sia tutto fermo. E allora cadono le teste.

La Whirlpool è sempre meno multinazionale, anzi, con il semi-ritiro anche dall’India, è ridotta ormai ai confini del Nord America e dell’America  Latina ed i prolungati risultati negativi hanno causato ai vertici clamorose defenestrazioni.