Migranti: il trucchetto di Macron

Assegnati porti sotto il controllo militare, per poi accusare l’Italia di sovranismo.

Faccia di bronzo.

È quella che ci vuole per fare quanto sta facendo Emmanuel Macron in merito alla gestione dei migranti.

La Francia, infatti, additava l’Italia di non essere umanitaria per poi però rifiutare i migranti, invitando pure gli altri Paesi a fare lo stesso (approfondimento al link).

Poi sono arrivate le dichiarazioni delle Ong in cui si sosteneva che Macron non avesse offerto un porto sicuro (approfondimento al link).

Dalla vicenda della Ocean Viking, infine, come riporta “Il Gironale” impariamo quanto segue: la Francia dispone di aree, come nel porto di Tolone, sotto il controllo militare in cui le autorità civili non hanno giurisdizione ed è lì che fanno sbarcare i migranti.

In Italia, invece, quando attracca una ONG o un gommone, i migranti si trovano direttamente su territorio italiano, liberi di andare dove gli pare.

Le autorità francesi invece hanno fatto scendere i duecentotrentaquattro e gli agenti della Gendarmeria li hanno messi in fila e interrogati ad a uno a uno, come si faceva all’inizio del secolo scorso nell’isola di Ellis Island davanti a New York.

Le stesse autorità hanno poi comunicato a 123 degli sbarcati che non potevano essere ammessi e li ha rispediti da dove venivano.

Gli ammessi, invece, sono stati subito redistribuiti in altri Paesi europei.

New York: sindaco vegano sorpreso a mangiare pesce

Promotore della dieta vegana per il pianeta, aveva annunciato anche i venerdì vegani una volta a settimana nelle scuole.

Eric Adams, sindaco di New York, cinque anni fa è diventato vegano per combattere i sintomi del diabete; da allora è diventato un promotore della dieta vegana, che ritiene più sana per sé stesso e per il pianeta.

Non solo. La settimana precedente aveva annunciato i venerdì vegani: una volta a settimana le mense delle scuole pubbliche sono tenute a servire un pasto a base vegetale agli studenti.

Ancora, come riporta “Tgcom24”, lunedì 7 febbraio, ha organizzato un evento pubblico per promuovere la dieta vegana, in cui lui stesso ha cucinato un menù senza derivati animali. Nel corso della preparazione ha parlato con la stampa, suscitando alcune polemiche per aver paragonato chi mangia formaggio con chi si fa di eroina:

Il cibo è come una droga. Se prendi una persona dipendente dall’eroina e la metti in una stanza, poi prendi qualcuno dipendente dal formaggio e lo metti in un’altra stanza, poi li tieni in astinenza, vi sfido a dirmi quale persona è dipendente dall’eroina e quale dal formaggio.

Poi, però, è stato sorpreso a mangiare pesce. Più precisamente è stato sorpreso a farlo al ristorante italiano l’Osteria La Baia di New York, da molti considerato “l’ufficio ufficioso” di Adams che è solito organizzare incontri e telefonate al ristorante di Manhattan.

Alcuni dipendenti del locale hanno rivelato che il sindaco mangia spesso il pesce, contravvenendo alla dieta vegana.

Da parte sua, il sindaco Adams ha dichiarato:

Fatemi essere chiaro. Convertirmi a una dieta a base vegetale ha salvato la mia vita. Aspiro a mangiare alimenti provenienti al 100% dal mondo vegetale. Voglio essere un modello per le persone che seguono o aspirano a seguire una dieta vegana, ma, come ho detto, sono perfettamente imperfetto e occasionalmente ho mangiato del pesce.

Morgan Stanley: tutti in ufficio entro settembre

Gorman: “Se potete andare in un ristorante, potete anche venire in ufficio”.
Annunciate conseguenze in caso di smart working prolungato.

Si torna in ufficio.

A distanza di poco tempo dopo il caso Apple (approfondimento al link), arriva anche il diktat della Morgan Stanley: entro settembre tutti in ufficio.

A dare il messaggio è proprio il Ceo, James Gorman, che ad inizio settimana durante l’incontro annuale dedicato agli investimenti.

Le sue parole, più precisamente, sono state le seguenti:

Se potete andare in un ristorante, potete anche venire in ufficio. E noi vi vogliamo in ufficio.”

Per dare maggiore effetto al discorso, Gorman ha tenuto a sottolineare che si stava connettendo dal suo ufficio (non da casa) ed in abito lavorativo (non da smart working), ovvero nel classico giacca e cravatta (non in mutante e ciabatte dalla vita in giù).

Ad onor del vero, diversi dipendenti hanno già iniziato a tornare in ufficio per almeno due giorni alla settimana; la cosa non è però sufficiente per James Gorman che vuole vedere pieni gli uffici al 1585 Broadway di Times Square che, per rafforzare il concetto, ha continuato il suo intervento dicendo:

Se entro il Labor Day le persone non saranno tornate in ufficio, sarò molto deluso e allora dovremo rivedere un po’ di cose. Se si vuole essere pagati a New York, si lavora a New York.

Per attenuare il clima e non incombere in rischi, come riporta la Cnn, Gorman ha anche aggiunto che in azienda non inizierà un clima “dittatoriale” e che comunque si cercherà di mantenere una politica lavorativa flessibile, in particolar modo per chi ha figli e per chi viene da fuori New York.

Il messaggio, infatti, non riguarda ad esempio i circa 10 mila lavoratori impiegati in India dove la situazione è particolarmente sotto pressione dal punto di vista pandemico.

Gorman, tuttavia, batte sul fatto che “ben oltre il 90%” dei dipendenti americani ha già ricevuto il vaccino anti Covid-19 e che la percentuale salirà al 98-99%, quindi niente scuse per loro.