Forex: calano dollaro e corona svedese, salgono euro e sterlina

Euro e sterlina ai massimi da circa tre mesi; Qe in Svezia.
Investitori in cerca di rischi e mercati in attesa dell’incontro tra Londra e Bruxelles.

Buttando lo sguardo all’andamento delle valute, si vede che l’euro è salito ai massimi da quasi tre mesi e che sulla stessa scia viaggia la sterlina, anch’essa vicina ai massimi da tre mesi nel confronto con il dollaro americano.

Quanto alla sterlina, inoltre, i trader sono in attesa di dettagli in merito ai colloqui sul commercio tra Londra e Bruxelles di questa settimana.

Chi cala, appunto, è invece il biglietto verde, sulla base di dati Usa deboli probabilmente dovuti alla fase di incertezza che gli Usa stanno attraversando a livello politico.

In calo anche la corona svedese, che perde terreno rispetto all’euro vista la decisione della Riksbank (la Banca Centrale della Svezia) di estendere il programma di quantative easing.

Più in generale, gli investitori sono in cerca di asset più rischiosi legati alle materie prime a livello globale ed ai mercati emergenti.

Polonia: -28% di investimenti esteri diretti nel 2019

La Banca Nazionale di Polonia registra il calo da 57,77 miliardi di zloty a 41,7 rispetto al 2018.
Gli investimenti polacchi verso l’estero rimangono invece stabili.

Un calo del 28% negli investimenti esteri diretti rispetto al 2018.

Questo è quanto riporta la Banca Nazionale di Polonia (Narodowy bank Polski o più semplicemente Bank Polski); più nel dettaglio, la nota riporta quanto di seguito:

Nel 2019 l’afflusso di capitale netto dall’estero come risultato degli investimenti esteri diretti è ammontato al 41,7 miliardi zloty. A ciò hanno concorso re-investimenti dei ricavi per un valore di 43,4 miliardi zloty e afflusso di capitali derivante dalle azioni e altri strumenti di capitale e altre forme di partecipazione (4,1 miliardi zloty), notando al contempo un deflusso di -5,8 miliardi zloty derivante dagli strumenti finanziari di debito.”

Nel 2018 l’afflusso ammontava a 57,77 miliardi di zloty ed il deflusso si è sostanziato principalmente tra gli enti impegnati nelle attività finanziarie e comunicative. La maggior parte degli investimenti, invece, si è concretizzato nel settore delle lavorazioni industriali e nel commercio.

Per quanto riguardo il rovescio della medaglia, ovvero gli investimenti diretti polacchi all’estero, dal rapporto si nota che questi hanno raggiunto la quota di 5 miliardi di zloty, con i redditi derivanti dai medesimi investimenti che hanno fatto registrare un valore di 7,8 miliardi di zloty.

In questo caso, il livello e la forma degli investimenti sono stabili negli ultimi tre anni.

Atlantia a Cdp: “18 giorni per fare un’offerta per Aspi”

Il Governo deve presentare un’offerta per l’88,06% di Atlantia in Aspi entro pochi giorni.
Il titolo schizza in Borsa.

Avete 18 giorni per fare un’offerta per Aspi”.

Sembra la frase di un film, detta da un criminale che ha un detenuto da negoziare. Invece è l’apertura che Atlantia a fatto a Cdp (Cassa Depositi e Prestiti), condendo un “periodo di esclusiva” che terminerà domenica 18 ottobre.

Il giorno successivo è fissata la riunione del board di Atlantia per valutare l’eventuale offerta pervenuta da Cdp, ovvero dal Governo.

La quota in ballo è quella dell’88,06% detenuta appunta da Atlantia in Aspi, per la gestione di Autostrade per l’Italia. I negoziati continueranno sulla base dell’accordo stipulato in data 14 luglio 2020, sul quale il Governo stava tornando a minacciare la revoca.

Alla notizia, il titolo in Borsa di Atlanta è schizzato, registrando in poco tempo un aumento che del 9,5% circa.

Zloty in calo: opportunità per aziende, brokers e privati

Il tasso di cambio della moneta polacca è particolarmente appetibile.
Dalle commodities alle speculazioni, ecco a chi può interessare.

Lo zloty polacco (PLN), che da anni oscilla molto lievemente tanto da avere un tasso di cambio medio con l’euro tra i 4,25 ed 4,28 (1 euro = 4,25 zloty) fatta eccezione per qualche picco che lo ha visto posizionarsi sui 4,20 piuttosto che sui 4,30 o poco più in entrambi i sensi, negli ultimi mesi di quest’anno ha subìto una forte svalutazione.

Durante il periodo caratterizzato dal Covid-19, infatti, il governo polacco è intervenuto fortemente in aiuto dell’economia nazionale, tanto da far sì che la Polonia fosse il miglior Paese europeo per reazione al coronavirus (approfondimento al link).

Questo intervento di aiuti pubblici, sommato alla forte spinta nel welfare voluta dal governo di PiS (ad esempio 500 zloty al mese per ogni figlio fino ai 18 anni, la tredicesima mensilità per i pensionati, gli sgravi fiscali per i giovani assunti ed altre riforme) ed alla volontà di svalutare la moneta per favorire l’economia in un momento alquanto delicato come quello della pandemia, ha portato il tasso di cambio su livelli senza precedenti.

L’attuale tasso di cambio si aggira sui 4,55 zloty per ogni euro (il 30 settembre la Bce chiudeva esattamente il rapporto a 4,5462 zloty per ogni euro).

Il picco si è verificato proprio verso la metà di marzo, per poi registrare una flessione ad agosto (circa 4,40 zloty per ogni euro) e tornare a salire sopra i 4,50 zloty per ogni euro a settembre.

Per quanto duri questo tasso di cambio non è dato sapere, ma sicuramente è il momento buono per aziende, professionisti e speculatori.

Le possibilità sono tante: si va dalle commodities alla copertura valute (molte utile per esempio alle aziende straniere che devono pagare gli stipendi in zloty presso i propri stabilimenti polacchi), passando per i contratti “pronti contro termine” e/o le “opzioni su valuta”, fino alle speculazioni dei piccoli investitori privati che potrebbero vendere ora Euro allo scoperto per ricomprare una volta che il tasso di cambio sarà tornato sui livelli standard. I rischi sono i soliti: capire se e quando il tasso di cambio tornerà ai livelli “di sempre”.

Electronic Payments, Montanari: “There is a hidden purpose”

The elimination of cash, so much wanted by the government and liberal political forces, has been hampered, among others, by the EU.
Improvements portrayed as a vaccine for tax evasion often carry insidious risks to society.

(Translation by Jolanta Micinska-Hercog)
(Polish version at link – translation by Aneta Chruscik)
(Italian version at link)

The government is pushing for the elimination of cash, which is also the direction of the decrees issued, setting maximum thresholds.

Cash payments first at € 3,000, then € 2,000 and finally € 1,000 over a period of several years.

The main reason, or at least the announced one, is to eliminate tax fraud. However, in a letter dated 16 December last year, the EU asks the Italian government to be cautious, pointing out that the elimination of cash has already had negative effects in Spain and Greece. In addition, among the seven points presented in the list, he emphasizes that in order to eliminate cash, capital should be guaranteed for the implementation of a new alternative payment, explaining: if you want to eliminate cash, you should pay attention that the costs of implementing a new form of payment (be it commissions or purchasing electronic devices) do not fall on citizens. ).

Finally, the EU also raises another point: Cash has a good effect on the correct management of money, helping you to understand it correctly and consequently helping to control your spending.

Alessandro Montanari, a Eurosceptic journalist and TV author (his programs “Lultimaparola” (Rai2), “La Gabbia” (La7), now on Rete 4 in “Stasera Italia“, also commented on this subject), author of the book, sparked a storm of comments on “Euroinomani” by Uno Editori.

SZKOŁA JĘZYKOWA OMEGA – JOLANTA MICINSKA-HERCOG

General Magazine wanted to come back to the subject and it was from Montanari that it faced the discussions it first signaled.

Montanari, do you agree with the theory that eliminating cash will solve the problem of tax fraud?

I would say it will be limited. The fact that without cash there will be no frauds has not been confirmed anywhere. And then it would only protect us from the evasion of small ones but not from the avoidance of large capital, which is what generates shortages in the coffers of the States.

You were one of the first, if not the first, to point out critical points in eliminating cash: can you tell us about it?

“Let’s ignore the pros and cons that we all already know, let’s also abandon the possibility of a blackout (which, admittedly, we should bear in mind, knowing that it would throw us into chaos), let us also leave aside the cost issue, on which the EU has already intervened, as you have already mentioned . Let’s start with such considerations: cash and cards are means of payment, but one is valuable in itself, while the other is only a means of payment, which in fact – look at credit cards – are not able to estimate from the savings account the necessary value for the purchase chosen by us the goods.”

What are you going to do?

“Think about what it means to dematerialize money? What impact would this have on our habits and our way of life, and even more so on the lifestyle of future generations, those who, as children and young people, have not dealt with cash as we do with cash. We rarely think about it, but cash? it leads almost automatically to savings and responsible consumption. For example, when you pay with cash, you only buy goods when you have enough money to buy it and if you have it at the moment. Everyone from my generation, from childhood, was taught to save money through a very simple visual tactile experiment, which is very material and understandable to everyone. The grandparents who gave us money also gave us a piggy bank. If someone gave you a gift, you put your money there. You collected them there, as adults taught us to do, so that you could buy yourself the toy you dreamed of. In this way you saved, week after week, little sacrifices after small sacrifices, in order to be able to go triumphantly and excitedly to the shop and buy the much desired bicycle, thus acquiring your first and instructive experience of responsible consumption. I would like to add that this exhausting expectation had one more value: it taught us to want and choose desires, rejecting the redundant, unnecessary and beyond our reach.”

And all this is lost through electronic payments?

“If we are talking about pedagogy, about children who will become young people and then adults, I think so: they will be lost forever.

For the next generations, abolishing cash, we will not be able to give coins or banknotes to put in the piggy bank. It will also be impossible to explain that a coin equals ice on a stick, a banknote is an ice cream dessert, while a few such notes can magically turn into a bicycle. We will have to wait until they grow up to give young people a card, which, unfortunately, will be both debit and credit cards (you will see for yourself whether it will not be…). For him, this card will have no accumulated value over time, but will be the key to direct and unlimited consumption. Children will no longer have to thirst, make austerities and save. Perhaps they will only question their own desires, select and reject, they will be able to buy whatever they want when they want something by pressing one button while sitting on the couch. You won’t even need to transfer the full value to make a purchase. The credit card works on the principle that you buy when you want something, and give the money later. I will improve, you will “find” money later. I say “you will find” because this system seems to be designed to get us into debt. People in debt may say “no” fewer times than those who have savings. It can be foreseen, for example, that in order to compensate for their effort and ingenuity, they are forced to accept unworthy, if not downright humiliating, remuneration. In other words, the more you get into debt, the more blackmail-prone and docile you will be. It is inevitable. Is this the reason the system enjoys eliminating cash so much?”