UniCredit: chiusure in Asia Pacifico

Il gruppo riduce la presenza.
Riduzione dei servizi e chiusura di alcuni uffici.

Non saranno più offerti servizi bancari di base in Asia Pacifico alle filiali locali di propri clienti europei.

Questa la decisione di UniCredit che, inoltre, chiuderà gli uffici di Shanghai, Singapore e Tokyo.

Stando a quanto riporta “Reuters”, la mossa si inquadra nella più ampia strategia di semplificazione del business nell’ambito del piano al 2024 presentato a dicembre dal nuovo AD Andrea Orcel.

Saranno invece mantenuti gli uffici di Hong Kong, dove il gruppo eroga servizi per i clienti corporate e finanziari asiatici che svolgono attività in Europa.

Per quanto riguarda servizi corporate come transaction e forex, invece, UniCredit si servirà di un’ampia rete di banche di corrispondenza per servire i propri clienti europei.

Donhoe: entro il 2022 giù l’inflazione per l’eurozona

Caro energia al centro delle discussioni; poi politiche di stimolo e vigilanza sui prezzi al consumo.

Ci sarà un’inversione di tendenza dell’inflazione entro il 2022.

Questo il messaggio di Paschal Donhoe, presidente dell’Eurogruppo, intervenuto in merito alle ripercussioni sul livello dell’inflazione del caro energia che sono al centro delle discussioni del Consiglio dei ministri delle Finanze dell’eurozona:

Dall’insieme delle misure ci si attende un’inversione di tendenza dell’inflazione già nel corso del 2022. Indicatori di questo trend sono i miglioramenti di alcune catene di approvvigionamento in alcuni settori economici, e l’alto livello del risparmio, che ha giocato un ruolo sui prezzi lo scorso anno, ma i cui effetti stanno diminuendo.

Stando a quando riporta “Euronews“, inoltre, al centro delle discussioni ci sono anche le politiche di stimolo al bilancio e le strategie per una stretta vigilanza sull’andamento dei prezzi al consumo.

Donhoe, infine, ha fatto riferimento alle “sfide” poste dall’inflazione ai cittadini ed alle imprese, sostenendo che le istituzioni europee non si sottrarranno dall’adottare “misure appropriate“.

Ing: stop al retail banking in Francia

Possibili ripercussioni su 460 dipendenti.
Trattative in corso per gli asset.

Ing smetterà di effettuare il retail banking in Francia.

La decisione dell’addio a questo tipo di settore bancario, stando a quanto riporta “Reuters”, potrebbe avere ripercussioni su un totale di 460 dipendenti.

Per quanto riguarda il proprio portafoglio clienti francese, la banca ha anche annunciato di essere in trattativa con altre aziende; più nel dettaglio, secondo il giornale francese “Les Echos”, ad essere interessate agli asset di Ing sarebbero in particolare Credit Agricole, Credit Mutuel e SocGen.

Nessun nome per sostituire Weidmann alla Bundesbank

Al momento i tre partiti di coalizione del nuovo governo non hanno un candidato.
Spd ha diritto alla nomina.

Al momento non c’è nessun nome per sostituire Jens Weidmann alla guida della Bundesbank.

A riportarlo è Reuters che, citando una propria fonte a conoscenza dell’esito dei negoziati di coalizione, sostiene che i tre partiti che formeranno il prossimo governo tedesco non hanno ancora convenuto sul nome che ricoprirà questa carica, tantomeno pare ci siano idee a riguardo.

Stando sempre a quanto riporta la fonte di Reuters, i Socialdemocratici del partito Spd avranno diritto di nominare il nuovo governatore della banca centrale.

Tim: possibile rinegoziazione con Dazn

Accordo di partnership sotto riesamina.
Scarsi i risultati commerciali ma la trattativa difficile.

Tim, Telecom Italia Mobile, starebbe valutando la possibilità di rinegoziare i termini dell’accordo di partnership stipulato con Dazn.

A riportarlo sono Reuters ed Il Messaggero, citando fonti vicine alla situazione, secondo le quali lo spazio di manovra sarebbe tuttavia ristretto.

Al centro della questione ci sarebbero i risultati in termini commerciali peggiori del previsto.

Nessuna delle due parti ha però voluto commentare la notizia, mentre il titolo Tim a Piazza Affari ha registrato un aumento del 3,5%.