Mercosur, Uruguay: Ue ratifichi accordo o perderà il Sud America a favore della Cina

Lubetkin “minaccia” l’Europa: se non ratifica l’accordo andremo con la Cina.
L’accordo trova l’opposizione di diversi Paesi membri perchè danneggerebbe le economie locali a favore dell’import sudamericano.

Il ministro degli Esteri dell’Uruguay, Mario Lubetkin, ha esortato l’Unione europea a cogliere quella che definisce un’opportunità storica portando a termine la ratifica dell’accordo commerciale Ue-Mercosur, avvertendo che l’Europa rischia di cedere influenza in America Latina alla Cina e ad altre potenze globali se l’intesa dovesse arenarsi.

In un’intervista a Euronews durante una visita a Bruxelles, Lubetkin, il cui Paese ha appena assunto la presidenza di turno del Mercosur, ha definito l’accordo un «salto di qualità» nelle relazioni tra Europa e Sud America ed ha insistito sul fatto che il blocco ha già rispettato la propria parte dell’intesa.

«I quattro Paesi del Mercosur hanno ratificato l’accordo in soli due mesi», ha ricordato Lubetkin. «Non era mai successo. Governi di destra e di sinistra hanno trovato un’intesa, perché lo consideriamo strategicamente importante non solo per noi, ma anche per l’Europa».

L’accordo, concluso politicamente dopo oltre due decenni di negoziati, per il Mercosur è entrato nella fase di applicazione il 1º maggio.

In Europa, però, il processo di ratifica resta politicamente controverso, con il Parlamento europeo nel ruolo di principale ostacolo procedurale date le tante contestazioni nei confronti dell’accordo provenienti da Francia, Italia, Polonia, Ungheria ed Irlanda (approfondimento al link) in quanto ritengono che danneggerebbe notevolmente le economie dei Paesi membri, importando tutto a basso prezzo dal Sud America.

Ue: la qualità di vita peggiora del 27% negli ultimi 12 mesi

Drastico e tragico crollo della qualità della vita nell’Ue nell’ultimo anno.
Si salvano solo Malta, Danimarca, Svezia, Polonia e Lettonia.

C’è un filo rosso che collega i Paesi dell’Unione europea: negli ultimi 12 mesi la qualità della vita è peggiorata.

È la realtà che emerge dall’ultima rilevazione dell’Eurobarometro, fresca di pubblicazione e riportata da FIRSTonline.

Mediamente nella Ue il deterioramento della qualità della vita viene registrato dal 27% della popolazione, ma ci sono dati che colpiscono, come ad esempio quello che riguarda la Grecia, dove ben il 43% della popolazione ha percepito un declino delle proprie condizioni di vita. (+6%).

Ed anche oltralpe, in Francia, il deterioramento viene indicato con percentuali elevate, il 39% degli intervistati. Francesi in buona compagnia con portoghesi e bulgari (39%, con incrementi del 6% e del 9%), seguiti dai rumeni (38%). E quanto alla ex locomotiva Germania, il peggioramento della qualità della vita viene indicato da un terzo degli abitanti, il 34%, il cinque per cento in più nel confronto tra l’autunno appena passato e questa primavera.

Insomma, non c’è Stato membro dove non ci sia una percezione negativa dell’andamento della propria qualità della vita, con punte minime che riguardano la Polonia (9%), Danimarca (12%) e Malta (14%). Ma ovviamente c’è anche chi ha visto migliorare la propria qualità della vita, una media dell’11 nella Ue (comunque meno della metà di chi invece ha registrato un peggioramento), con punte che però arrivano al 27% per Danimarca e Svezia ed al 20% per la Lettonia.

In Italia, invece, solo il 6% dichiara un miglioramento nel proprio tenore di vita in questi ultimi 12 mesi, una percentuale bassa, la metà della media europea, sul fondo della classifica, poco più su di ungheresi e slovacchi (5 %). E se per la stragrande maggioranza (74%) tutto è rimasto stabile, la nota dolente eccola: per il 20% invece la qualità della vita ha subìto un peggioramento.

Gibilterra rafforza i controlli in vista dell’eliminazione della barriera con la Spagna

Dopo 4 anni di negoziati verranno tolti i controlli alla frontiera con la Spagna sulla base di Schengen.
Ecco come ha risposto Gibilterra aggiungendo controlli.

A meno di due settimane dall’entrata in vigore provvisoria dell’accordo tra Unione europea e Regno Unito su Gibilterra, prevista per il 15 luglio, il governo del Territorio britannico ha presentato il nuovo dispositivo di sicurezza che accompagnerà la rimozione della storica recinzione di confine – la cosiddetta Verja – con la Spagna, destinata a scomparire nell’ambito dell’intesa post-Brexit.

L’accordo, raggiunto dopo quasi 4 anni di negoziati, prevede l’eliminazione dei controlli alla frontiera terrestre tra la Rocca e La Linea de la Concepcion, trasferiti al porto e all’aeroporto di Gibilterra, secondo le regole dell’area Schengen.

Per Madrid, come riporta Ansa, si tratta della caduta “dell’ultimo muro dell’Europa continentale“. Tuttavia, secondo quanto ha spiegato l’esecutivo della Rocca, guidato dal ministro principale Fabian Picardo, la vecchia recinzione in rete metallica e filo spinato è già stata sostituita, pochi metri più all’interno, da una nuova barriera di alta sicurezza “antiscalata, dello stesso tipo impiegato per proteggere le installazioni militari britanniche.

La recinzione, si legge in una nota, si estende dal mare fino all’aeroporto e protegge le infrastrutture strategiche, fra cui la pista, i depositi di carburante, il tunnel e le strutture doganali.

L’unico tratto che resterà senza recinzione sarà quello di circa 150 metri già utilizzato dai pedoni per attraversare il confine. In quell’area saranno concentrati i nuovi controlli, con una presenza permanente di polizia, dogana e guardia costiera, supportati da telecamere a circuito chiuso, sistemi di riconoscimento facciale collegati alle banche dati dell’Interpol, lettori automatici di targhe e pattuglie con fuoristrada.

La sicurezza di Gibilterra alla frontiera viene rafforzata, non indebolita“, ha assicurato il primo ministro Fabian Picardo.

Bce: possibili le dimissioni anticipate di Lagarde

La presidente della Bce potrebbe mirare alla presidenziali in Francia: “penso che una voce europea debba farsi sentire nel dibattito presidenziale francese”.

La presidente della Bce Christine Lagarde ha dichiarato giovedì, in un’intervista a Les Echos, di non escludere la possibilità di lasciare Eurotower prima della scadenza del suo mandato, nell’ottobre 2027, per far sentire “una voce europea” nel dibattito presidenziale francese.

Interrogata su un’eventuale dimissione anticipata, con un occhio alle future elezioni in Francia, Lagarde ha risposto: “È possibile. Penso che una voce europea debba farsi sentire nel dibattito presidenziale francese“.

Come riporta Ansa, domani Lagarde è attesa in Provenza per gli “incontri economici“, ai quali partecipa anche il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.

Cremlino a Kallas: pressione su Kiev continuerà ad aumentare

Kallas (Ue): introdurre nuove sanzioni per aumentare la pressione su Mosca.
Peskov: la pressione sul regime ucraino continuerà fino per arrivare agli obiettivi.

La Russia continuerà ad aumentare la pressione sul regime di Kiev per arrivare ai suoi obiettivi“.

Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, dopo i massicci attacchi della scorsa notte sull’Ucraina e rispondendo alle dichiarazioni dell’Alto rappresentante della Ue, Kaja Kallas, sulla necessità di introdurre nuove sanzioni per aumentare la pressione su Mosca.

Lo riferisce l’agenzia Tass, poi ripresa da Ansa.