Kiev potrà acquistare componenti cinesi con i fondi Ue

Ennesimo controsenso europeo: mentre l’Ue mette i dazi per i prodotti cinesi a spese dei cittadini europei, permette a Kiev di finanziare l’economia cinese sempre con i soldi dei cittadini europei.

L’Ucraina potrà utilizzare i fondi provenienti dai prestiti Ue destinati alla difesa per l’acquisto di componenti cinesi per droni cinesi.

Lo scrive il Financial Times poi ripreso da Ansa, citando due fonti a conoscenza del dossier.

Kiev ha ottenuto una deroga per una parte di una tranche da 6 miliardi di euro – proveniente dal prestito Ue per l’Ucraina – per destinarla all’acquisto di componenti per droni dalla Cina.

La decisione, osserva il foglio britannico, evidenzia le lacune che permangono nella produzione interna di difesa dell’Ue, nonostante lo sforzo di rafforzare la base industriale nella difesa.

Altro controsenso europeo: mentre si introducono i dazi verso la Cina a spese dei cittadini europei, si concede comunque di usare i soldi europei per finanziare gli acquisti ucraini verso l’economia cinese.

Volkswagen dimezzerà i modelli in vendita

La gamma dei modelli sarà ridotta del 50% in base ai mercati più attrattivi.
Le possibilità di allestimento e optional vari saranno ridotti fino al 75%.

Dopo le recenti notizie inerenti alla chiusura di 4 stabilimenti, il taglio di 100.000 dipendenti e la riduzione di 50 miliardi di investimenti (approfondimento al link), dopo la riunione del consiglio avvenuta ieri 9 luglio, ecco il quadro della situazione, come riporta motor1.com:

Nel corso della riunione odierna, il consiglio di amministrazione del Gruppo ha presentato al consiglio di sorveglianza un ampio pacchetto di misure articolato in 12 iniziative e la visione-obiettivo 2030. In un contesto di mercato globale, è fondamentale rendere l’azienda ancora più solida, efficiente e rapida. Il consiglio di amministrazione del Gruppo ha già avviato l’attuazione delle prime misure del suo piano per il futuro.
Tra queste rientrano, nell’immediato, la riduzione della complessità e della varietà di versioni nel portafoglio prodotti, un orientamento ancora più regionale di prodotti, tecnologie e sviluppo nei mercati, l’adeguamento delle capacità della rete produttiva alle attese del mercato, nonché la semplificazione delle strutture e del portafoglio partecipazioni.

In parole povere: il Gruppo Volkswagen – ed è bene sottolineare la parola Gruppo, la strategia comprenderà infatti tutti i brand (Volkswagen, Audi, Porsche, Seat, Lamborghini, Ducati e Skoda) – produrrà meno modelli di auto.

Più precisamente, la gamma di modelli sarà progressivamente razionalizzata fino al 50% e si concentrerà sui segmenti di mercato più attrattivi. La complessità dell’offerta – per esempio il numero di possibili opzioni di allestimento – sarà ridotta fino al 75%.

Cremlino: le condizioni di Mosca per la pace in Ucraina non cambiano

Peskov: le condizioni sono le stesse da 2 anni: ritiro delle truppe ucraine dalle regioni rivendicate e non adesione di Kiev alla Nato.

Le condizioni della Russia per arrivare a una pace negoziata in Ucrainanon sono cambiate“, dal punto di vista territoriale e della richiesta a Kiev di rinunciare a entrare nella Nato.

Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

La nostra posizione è ben conosciuta” e “non è cambiata“, ha sottolineato Peskov, citato dalla Tass. “La nostra posizione – ha aggiunto il portavoce di Vladimir Putinè stata illustrata due anni fa dal capo di Stato durante un discorso al ministero degli Esteri“.

In quel discorso, Putin disse che per ottenere la pace, Kiev avrebbe dovuto ritirare le sue truppe dall’intero territorio delle quattro regioni rivendicate da Mosca e impegnarsi ufficialmente a non entrare nella Nato.

Tale posizione russa “è ben nota al regime di Kiev, è ben nota ai negoziatori americani, ed è molto coerente“, ha concluso Peskov come riporta Ansa.

Quasi un milione di posti da coprire, competenze che non si trovano, carriere discontinue: come cambia il lavoro in Italia

AI, percorsi sempre meno lineari, job hopping e le nuove aspettative di Millennials e Gen Z stanno ridefinendo il mercato. Con Cambia rotta!, pubblicato da Il Sole 24 ORE, Angelo Spinalbelli propone una guida pratica per leggere il cambiamento e riposizionarsi.

Quasi un milione di posti di lavoro da riempire nei prossimi 4 anni, competenze che cambiano più velocemente di quanto si riesca ad aggiornarle, carriere sempre meno lineari. Come ci si orienta in un mercato del lavoro che si trasforma strutturalmente? È la domanda al centro di Cambia rotta! Guida pratica per riposizionarsi nel mondo del lavoro, il nuovo libro di Angelo Spinalbelli, imprenditore e coach, pubblicato da Il Sole 24 ORE S.p.A.

I numeri descrivono una forte pressione. Secondo i dati provenienti dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, tra il 2026 e 2029 la filiera del Made in Italy (meccatronica, agroalimentare, legno e arredo, moda, filiera del commercio e turismo) potrebbe arrivare ad assumere oltre 900 mila lavoratori, ma per molti profili professionali la difficoltà di reperimento raggiunge il 55% delle assunzioni.

Da anni ormai cresce il disallineamento tra le competenze richieste dalle imprese e quelle effettivamente disponibili. Il LinkedIn Work Change Report 2025 sottolinea che chi entra oggi nel mercato del lavoro avrà quasi il doppio delle posizioni lavorative rispetto a chi ha iniziato la propria carriera quindici anni fa, e entro il 2030 il 70% delle competenze richieste nei lavori attuali sarà destinato a cambiare, anche sotto la spinta dell’intelligenza artificiale. 

È dentro questo contesto che nasce Cambia rotta!, un volume che affronta una delle grandi sfide del nostro tempo: aiutare professionisti, manager, lavoratori autonomi e persone in fase di transizione a leggere il cambiamento, capire dove si trovano e costruire una nuova direzione professionale, trasformando l’incertezza in consapevolezza e la crisi in opportunità.

Angelo Spinalbelli è imprenditore, autore e coach, con una carriera costruita tra vertici aziendali e formazione manageriale. Ha fondato a Verona la rete di coworking CozyWork. È già autore di Superhost – Come guadagnare con gli affitti brevi senza avere un immobile di proprietà e, in seguito alla perdita della figlia Martina, ha sviluppato il metodo Avanti, Indietro, Vai, nato per aiutare le persone a superare i grandi traumi della vita e rialzarsi. Nel corso degli anni si è specializzato nell’Employee Coaching, lavorando su motivazione, resilienza e performance di dirigenti e collaboratori, e nella selezione del personale, affiancando le aziende nei processi di recruiting per individuare non solo competenze tecniche, ma anche mindset e potenziale umano.

«Il momento giusto per cambiare rotta arriva quando le coordinate professionali che ci hanno guidato fino a oggi non sono più coerenti con i nostri valori, con il contesto o con il mercato. Il cambiamento non nasce dall’urgenza, ma dalla consapevolezza».

Nel volume, Spinalbelli analizza come la pandemia abbia accelerato trasformazioni già in corso, modificando in modo strutturale il rapporto tra tempo, produttività, presenza fisica e identità professionale. Affronta il coaching come strumento concreto di ripartenza individuale e organizzativa, approfondisce l’evoluzione dello smart working e dei modelli ibridi, racconta come la compressione dei margini economici stia imponendo a imprese, professionisti e freelance nuovi modelli di sostenibilità. Ampio spazio è dedicato alla ricollocazione professionale, con particolare attenzione a chi affronta una seconda o terza carriera in età più avanzata: un tema che riguarda milioni di persone e che il dibattito pubblico tratta ancora con troppa superficialità.

Il libro dedica inoltre un capitolo significativo alle nuove generazioni. Per Millennials e Gen Z, osserva Spinalbelli, il lavoro non è più soltanto uno strumento di stabilità economica, ma un luogo in cui ricercare coerenza, purpose, flessibilità, autonomia e allineamento valoriale. Da qui fenomeni come il job hopping, la crescente richiesta di ambienti organizzativi meno gerarchici e una minore identificazione con il tradizionale modello della carriera lineare. Parallelamente, il libro affronta il rapporto tra lavoro e denaro, l’indipendenza finanziaria, l’evoluzione del potere d’acquisto e la necessità di sviluppare una nuova consapevolezza economica, personale e professionale.

Accanto alle competenze tecniche, Cambia rotta! mette al centro quelle che oggi stanno diventando sempre più decisive: problem solving, pensiero critico, autoapprendimento, gestione emotiva, comunicazione, gestione del conflitto, leadership empatica, resilienza, career agility e capacità di adattamento. In un mercato sempre più digitalizzato e automatizzato, sono proprio queste competenze trasversali a rappresentare il vero elemento distintivo della componente umana, anche di fronte all’avanzata dell’intelligenza artificiale. Il libro propone inoltre strumenti pratici di autoanalisi e riposizionamento, tra cui esercizi di riflessione strategica e modelli come l’analisi SWOT applicata al percorso professionale individuale.

«L’intelligenza artificiale sta ridefinendo processi, ruoli e competenze. Ma creatività, pensiero critico, empatia e capacità di leggere la complessità restano asset che nessuna tecnologia può replicare. Oggi il vero vantaggio competitivo non è sapere più degli altri, ma saper cambiare più velocemente».

Cambia rotta! sarà presentato venerdì 15 maggio 2026 al Salone Internazionale del Libro di Torino, presso lo stand di Il Sole 24 ORE S.p.A., il 21 maggio 2026 al Festival dell’Economia di Trento e a giugno nell’ambito del Mura Festival di Verona.

Electrolux riduce il 40% della forza lavoro in Italia

1.700 esuberi previsti su un totale di 4.000 posti di lavoro.
Collaborazione con la cinese Midea per fronteggiare la crisi negli Usa ma non in Europa.

Electrolux licenzia il 40% della forza lavoro in Italia e chiude lo stabilimento di Cerreto d’Esi in provincia di Ancona.

La debolezza della domanda in Europa, l’incremento dei costi di produzione dovuto in parte anche al caro energia e la crescente pressione competitiva hanno portato il Gruppo a prendere la decisione di “adattare il proprio assetto industriale allo scopo di garantire efficienza nel lungo periodo“, provocando le ire dei sindacati che in un comunicato congiunto hanno indetto 8 ore di sciopero nazionale.

Sono 1.700 gli esuberi previsti dal piano di ristrutturazione aziendale su un totale di 4.000 dipendenti: oltre alla chiusura dell’impianto marchigiano in cui si producono le cappe da cucina, sarà ridotto il numero di lavoratori anche nelle altre quattro sedi italiane, ovvero Porcia (Friuli, produzione di lavatrici), Susegana (Veneto, produzione di frigoriferi e congelatori), Forlì (Romagna, produzione di forni e piani cottura) e Solaro (Lombardia, produzione di lavastoviglie).

Per fronteggiare la crisi, come riporta HDblog.it, Electrolux ha avviato una stretta collaborazione con la cinese Midea negli Stati Uniti, strada che tuttavia il Gruppo non seguirà in Europa come invece auspicato dai sindacati.