Volkswagen taglia 611 operai in Messico. L’indotto altri 650

Eliminato il terzo produttivo dei modelli Jetta e Tiguan.
Parte del piano collettivo di riduzione di 50.000 posti.

Il taglio dei terzi turni di produzione dei modelli Jetta e Tiguan da parte dello stabilimento Volkswagen a Puebla ha provocato il licenziamento di 611 lavoratori.

Questa decisione ha generato un effetto a catena nel settore della componentistica, portando alla perdita di altri 650 posti di lavoro in sette aziende fornitrici.

Il presidente locale della Canacintra, Carlos Sosa Spínola, ha definito gli esuberi inevitabili a causa degli aggiustamenti della casa madre, che a livello globale ha annunciato il taglio di 50.000 posizioni. Sosa Spínola, come riporta Quotidiano.Net, ha rassicurato sul fatto che si cercheranno ricollocamenti per sfruttare la manodopera qualificata, escludendo una fuga verso altri stati. “Qui ci sono aziende che richiedono personale in modo permanente, soprattutto con esperienza“, ha dichiarato, prevedendo nuove opportunità lavorative entro il 2027 grazie a futuri investimenti.

Il presidente ha infine rivolto un appello alla prudenza nelle trattative tra azienda e sindacato, dopo la bocciatura dell’aumento del 10,04%, per scongiurare scioperi che danneggerebbero un’industria già sotto pressione a causa dei dazi statunitensi.

Il lavoro da 1 a un massimo di 7 minuti da casa e il percorso di un’intera vita

7 minuti da casa.
Un tempo che non è nemmeno un tempo: è un respiro, un privilegio, una piccola tregua dopo anni in cui la mia vita sembrava una valigia sempre pronta.

7 minuti da casa.
Sette.
Un tempo che non è nemmeno un tempo: è un respiro, un privilegio, una piccola tregua dopo anni in cui la mia vita sembrava una valigia sempre pronta.Perché non ho solo attraversato la città.
L’ho attraversata tutta,quasi da un capo all’altro, e nel frattempo ho cambiato tre alloggi.
Tre case, tre ripartenze, tre modi diversi di chiamare “casa” qualcosa che ancora non lo era del tuttoe continua a non esserlo, perché la mia vera casa è dove tengo le emozioni più grandi più vere, è dove sono diventata mamma e dove ho coltivato quel germoglio chiamato famiglia.Ma qui c’è il lavoro e le mura che chiamo casa con dentro quel germoglio fiorito che mi dà la forza di continuare a costruire il nostro futuro insieme.
E ogni volta,fino a l’altro ieri prendevo tre mezzi per andare al lavoro, un’ora di viaggio, una collezione di attese che avrebbero meritato un album fotografico.E ora, all’improvviso, la vita mi regala una distanza minima.
Una vicinanza che quasi mi commuove.Entro nella scuola con la sensazione di essere arrivata in un luogo che non mi chiede fatica, ma solo presenza.
E, per non smentirmi mai, arrivo con un gesto che è più mio di qualsiasi documento: un vassoio di paste di mandorla fatte da me.
Perché cambiano le scuole, cambiano le distanze, cambiano gli alloggi… ma certe dolcezze restano identiche.Mi accolgono, mi consegnano lecarte della presa servizio mi fanno accomodare… e poi mi mandano alla visita del lavoro.
Un passaggio necessario, certo, dopo il mio ultimo “episodio” al Policlinico.
Un episodio che non è solo un ricordo: è qualcosa che porto ancora con me, come una nota scritta sul margine della mia storia. Esco dalla scuola e mi avvio verso la visita.
Cammino per 300 metri.
E mentre cammino, mi accorgo di una leggerezza strana.
Non quella dell’anima, ma quella che ti fa dire:
“Qui manca qualcosa.” E infatti mancava.
Le carte del Policlinico sono rimaste dentro la borsa con le paste di mandorla.
Quelle che parlano di me, del mio corpo, della mia salute.
Quelle che non puoi dimenticare perché non sono solo burocrazia: sono memoria, sono percorso, sono verità.Mi volto e torno indietro.
Non è una grande distanza, ma è sufficiente per farmi riflettere: anche quando la vita si semplifica, io riesco a complicarla con una naturalezza che sfiora l’arte.
E forse non è un difetto.
Forse è il mio modo di ricordarmi che nulla è mai solo logistico: tutto è emotivo.Rientro a scuola trafelata.
La segreteria mi guarda, preoccupata:
«Ketty, cos’è successo?»E io, con quella mia ironia che spesso protegge ciò che non dico:
«Sono andata a lignaa senza corda.» e aggiungo che poi glielo spiego.
Perché certe espressioni non sono solo dialetto: sono filosofia.
Vuol dire partire convinti, ma senza ciò che ti serve veramente per concludere l’obiettivo.
Vuol dire slancio senza struttura.
Vuol dire che a volte la fretta ci illude di essere pronti, quando in realtà ci manca ancora un pezzo — e quel pezzo, spesso, è importante.Riprendo le carte del Policlinico, rifaccio i miei 300 metri, faccio la visita, torno a casa.
Tutto in una manciata di minuti.E mentre rientro, mi rendo conto che questa nuova scuola non è solo vicina.
È un simbolo.
Un invito a vivere con meno corse e più consapevolezza.
A riconoscere che le distanze che contano davvero non sono quelle tra casa e lavoro, ma quelle tra ciò che siamo stati e ciò che stiamo diventando.La vita, a volte, si accorcia.
E noi dobbiamo imparare a non allungarla inutilmente.
Magari portando con noi, sempre, qualcosa che ci somiglia:
una pasta di mandorla, un sorriso, un pezzo di casa.Benvenuti nella mia nuova quotidianità.
Vicina, sì.
Ma piena di significat e speranzei che camminano con me.

Tesla: liquidati tutti i lavoratori coinvolti nello sciopero in Svezia

Non avendo trovato un accordo col sindacato per un contratto collettivo, sono stati raggiunti accordi individuali per l’uscita dei lavoratori coinvolti nello sciopero iniziato nel 2023.

Dopo quasi tre anni si chiude uno degli scontri sindacali più duri affrontati da Tesla in Europa.

Lo sciopero in Svezia, iniziato nel 2023, terminerà ufficialmente il 19 agosto 2026.

Ma, come riporta Autoblog.it, non perché sia stato raggiunto l’accordo richiesto dal sindacato.

La ragione è decisamente più particolare: Tesla ha raggiunto accordi per l’uscita dall’azienda di tutti i lavoratori ancora coinvolti nello sciopero.

Venendo meno i dipendenti in protesta, viene meno anche lo sciopero. A comunicarlo è stato IF Metall, il sindacato che aveva avviato la vertenza per ottenere un contratto collettivo per i lavoratori della società di Elon Musk in Svezia.

Non sono stati resi noti né il numero delle persone interessate dagli accordi né gli importi riconosciuti per la loro uscita.

Kiev potrà acquistare componenti cinesi con i fondi Ue

Ennesimo controsenso europeo: mentre l’Ue mette i dazi per i prodotti cinesi a spese dei cittadini europei, permette a Kiev di finanziare l’economia cinese sempre con i soldi dei cittadini europei.

L’Ucraina potrà utilizzare i fondi provenienti dai prestiti Ue destinati alla difesa per l’acquisto di componenti cinesi per droni cinesi.

Lo scrive il Financial Times poi ripreso da Ansa, citando due fonti a conoscenza del dossier.

Kiev ha ottenuto una deroga per una parte di una tranche da 6 miliardi di euro – proveniente dal prestito Ue per l’Ucraina – per destinarla all’acquisto di componenti per droni dalla Cina.

La decisione, osserva il foglio britannico, evidenzia le lacune che permangono nella produzione interna di difesa dell’Ue, nonostante lo sforzo di rafforzare la base industriale nella difesa.

Altro controsenso europeo: mentre si introducono i dazi verso la Cina a spese dei cittadini europei, si concede comunque di usare i soldi europei per finanziare gli acquisti ucraini verso l’economia cinese.

Volkswagen dimezzerà i modelli in vendita

La gamma dei modelli sarà ridotta del 50% in base ai mercati più attrattivi.
Le possibilità di allestimento e optional vari saranno ridotti fino al 75%.

Dopo le recenti notizie inerenti alla chiusura di 4 stabilimenti, il taglio di 100.000 dipendenti e la riduzione di 50 miliardi di investimenti (approfondimento al link), dopo la riunione del consiglio avvenuta ieri 9 luglio, ecco il quadro della situazione, come riporta motor1.com:

“Nel corso della riunione odierna, il consiglio di amministrazione del Gruppo ha presentato al consiglio di sorveglianza un ampio pacchetto di misure articolato in 12 iniziative e la visione-obiettivo 2030. In un contesto di mercato globale, è fondamentale rendere l’azienda ancora più solida, efficiente e rapida. Il consiglio di amministrazione del Gruppo ha già avviato l’attuazione delle prime misure del suo piano per il futuro.
Tra queste rientrano, nell’immediato, la riduzione della complessità e della varietà di versioni nel portafoglio prodotti, un orientamento ancora più regionale di prodotti, tecnologie e sviluppo nei mercati, l’adeguamento delle capacità della rete produttiva alle attese del mercato, nonché la semplificazione delle strutture e del portafoglio partecipazioni.
“

In parole povere: il Gruppo Volkswagen – ed è bene sottolineare la parola Gruppo, la strategia comprenderà infatti tutti i brand (Volkswagen, Audi, Porsche, Seat, Lamborghini, Ducati e Skoda) – produrrà meno modelli di auto.

Più precisamente, la gamma di modelli sarà progressivamente razionalizzata fino al 50% e si concentrerà sui segmenti di mercato più attrattivi. La complessità dell’offerta – per esempio il numero di possibili opzioni di allestimento – sarà ridotta fino al 75%.