Volkswagen annuncia fino a 5 mila licenziamenti

Ridimensionamento del personale in Germania entro il 2023.
Riduzione di costi per finanziare il passaggio all’elettrico.

Una riduzione fino a 5 mila posti di lavoro entro il 2023.

Questo è il piano annunciato dal colosso automobilistico tedesco, che però non ha precisato il numero di personale che ritiene di dover licenziare in Germania.

Le dichiarazioni parlano di una riduzione fino a 5 mila posti, sperando che la vicenda non finisca come per Disney che dopo aver annunciato 28.000 licenziamenti, ne attuerà 32.000 (approfondimento al link).

Più nel dettaglio, in un comunicato stampo, la Volkswagen ha annunciato di aver raggiunto un accordo con i sindacati che prevede che “fino a 900 dipendenti” optino per una formula di pensionamento anticipato a breve termine, mentre “un numero a quattro cifre” lascerebbe l’azienda nell’ambito di un piano di progressiva cessazione dell’attività. Il numero a quattro cifre sarebbe compreso tra le 2.000 e le 4.000 unità.

Il licenziamento dei dipendenti è inerente alla riduzione dei costi, finalizzata a finanziare il passaggio all’elettrico.

Italia: 76 miliardi per il primo green bond

Scadenza fissata per il 2045.
Spread a 12 punti base sopra il Btp ordinario.

L’Italia ha emesso il suo primo green bond.

L’obbligazione verde ha in poco tempo superato i 76 miliardi di euro, di cui 5,75 dai joint manager.

Il titolo ha scadenza nel 2045 ed il suo spread è stato fissato a 12 punti base sopra il Btp ordinario, avente scadenza nel 2041.

Le banche incaricate del collocamento sono cinque: Intesa Sanpaolo, Bnp Paribas, Credit Agricole, NatWest Markets e Jp Morgan.

Auto elettriche: forte spinta da Ford, Jaguar e General Motors

Le case automobilistiche puntano ad una produzione esclusiva entro pochi anni.
Il Regno Unito vieta la vendita di veicoli nuovi interamente a benzina dal 2030.

Ford, gigante automobilistico americano, ha dichiarato di voler produrre esclusivamente auto elettriche entro pochi anni.

La volontà è quella di allontanarsi dai motori a combustione interna inquinanti prima di incombere nel divieto sui veicoli a combustibili fossili.

Più precisamente la data target è il 2030, anno entro il quale la casa automobilistica afferma che due terzi dei suoi veicoli commerciali saranno completamente elettrici o ibridi, e l’investimento che sarà messo in campo a livello globale è pari a circa 20 miliardi di dollari.

Nell’immediato, Ford ha già messo in preventivo 1 miliardo di dollari al fine di convertire un impianto di assemblaggio di veicoli a Colonia (Germania), facendolo diventare il suo primo impianto di veicoli elettrici in Europa. La produzione su larga di veicoli elettrici sarebbe pianificata già per il 2023.

Attualmente Ford sta lavorando con Volkswagen, con la quale ha stretto un’alleanza e collabora tramite una piattaforma per costruire alcuni modelli.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Jaguar-Land Rover: il marchio britannico di proprietà dell’indiana Tata Motors ha infatti dichiarato che le sue auto di lusso a marchio Jaguar saranno solo elettriche entro il 2025 e che non ci saranno più veicoli a benzina dalla metà del prossimo decennio.

Sul tema è intervenuto anche l’AD di Jaguar-Land Rover, Thierry Bolloré:

Nei prossimi 5 anni, Land Rover accoglierà 6 varianti completamente elettriche, la prima delle quali arriverà nel 2024. Durante quella stessa linea temporale, Jaguar avrà subìto una completa rinascita per emergere come un marchio di lusso esclusivamente elettrico.”

Come loro, anche General Motors, che punta ad avere una gamma a emissioni zero entro il 2035.

Per chiudere il cerchio, il Regno Unito ha annunciato il divieto di vendita di auto e furgoni nuovi alimentati interamente a benzina e diesel dal 2030.

Manhattan, via al Climate Clock: meno di 8 anni al collasso della Terra

Ad Union Square è iniziato il countdown verso il punto di non ritorno.
Il primo gennaio del 2028 la data del giorno cruciale.

A Manhattan, precisamente a Union Square, è partito il conto alla rovescia verso il collasso della Terra.

Inaugurato nell’ambito della Climate Week, quello che prende il nome “Climate Clock” serve ad indicare il giorno in cui, se il livello di inquinamento continuerà ai ritmi attuali, la Terra arriverà ad un punto di non ritorno.

Il tempo rimanente segnato dall’orologio è di meno di 8 anni, per la precisione poco più di 7 anni e 100 giorni, e vede la sua scadenza il primo gennaio del 2028. Gli studi sono stati condotti dall’Onu a riguardo dei cambiamenti climatici.

Sul sito del Climate Clock si può leggere quanto di seguito:

L’umanità ha il potere di aggiungere tempo all’orologio ma solo se lavoriamo collettivamente e misuriamo i nostri progressi rispetto ad obiettivi definiti.”

Con l’Accordo di Parigi tutto il mondo si è impegnato ad impedire che la temperatura media globale superi le soglie di 1,5-2°C sopra le medie preindustriali, così da evitare le conseguenze catastrofiche che un tale aumento potrebbe comportare.

Svolta green: Intesa Sanpaolo finanzia la polacca Tauron

Svolta green: Intesa Sanpaolo finanzia Tauron, colosso polacco dell’energia.
Dall’Ue, invece, bilancio limitato per eventuali fondi all’Ilva.

Intesa Sanpaolo finanzierà Tauron, il più grande distributore polacco di energia, per 175 milioni di euro nell’ottica della svolta green.

Il finanziamento prevede un piano di 5 anni e servirà a sostenere gli investimenti della società nello sviluppo delle energie rinnovabili e della distribuzione elettrica, tra cui l’ammodernamento della propria rete e il collegamento dei nuovi clienti utilizzando le ultime tecnologie ecocompatibili.

L’operazione è curata dalla Divisione Corporate and Investment Banking dell’Istituto bancario sotto la guida di Mauro Micillo ed è strutturata da Banca IMI Londra e dalla filiale di Varsavia della Divisione CIB.

La mossa va a confermare le parole di Carlo Messina in merito alle volontà di Intesa Sanpaolo di spingere sui principi della sostenibilità ambientale; dal lato di Tauron, si tratta del primo grande progetto green, confermando il proprio impegno nel raggiungimento degli obiettivi di transizione energetica 2025-2030 previsti nel piano d’impresa e contribuendo nello stesso tempo a sostenere la trasformazione energetica del Paese.

Per la svolta green in Italia, invece, Paolo Gentiloni ha detto che il bilancio è limitato (approfondimento al link); il nostro Paese, infatti, per il piano verde versa più del doppio di quanto di riceve (approfondimento al link).