Ue: previsto calo demografico del 12% entro il 2100

Ecco le statistiche con le previsione di quanto aumenteranno o diminuiranno i Paesi europei.
Si tiene conto anche della possibile migrazione.

In Europa la natalità è in calo e la popolazione sta invecchiando.

Le ultime proiezioni di Eurostat indicano che tra il 2025 e il 2100 la popolazione dell’UE dovrebbe ridursi dell’11,7%. Passerà da 452 milioni a 399 milioni di abitanti, con un calo di 53 milioni di persone entro l’inizio del prossimo secolo.

Questa previsione, come riporta Euronews, include anche la possibile migrazione.

Il cambiamento demografico previsto in Europa varia molto da Paese a Paese.

Alcuni Stati avranno più abitanti nel 2100 rispetto al 2025, mentre molti altri vedranno diminuire la loro popolazione.

Tra 30 Paesi europei, 12 dovrebbero registrare una crescita della popolazione, mentre 18 sono destinati a un calo entro il 2100.

Lettonia (−33,9%), Lituania (−33,4%), Polonia (−31,6%) e Grecia (−30,1%) dovrebbero subire le diminuzioni più forti, tutte superiori al 30%. In pratica, questi Paesi potrebbero perdere entro il 2100 più di tre abitanti su dieci.

Il calo sarà superiore al 20 % anche in Bulgaria (−28%), Croazia (−27%), Slovacchia (−26,7%), Romania (−24,3%), Italia (−24%) ed Ungheria (−22,5%). È l’equivalente, più o meno, di perdere circa una persona su quattro in questi Paesi, un dato molto significativo.

La diminuzione della popolazione sarà compresa tra il 10 % e il 20 % in Portogallo (−19,3%), Estonia (−19,1%), Cechia (−11,5%), Finlandia (−10,7%), Slovenia (−10,6%) e Germania (−10,6%).

Al contrario, tre Paesi europei dovrebbero crescere di oltre il 25%, sebbene abbiano popolazioni relativamente piccole: Lussemburgo (+36,4%), Islanda (+27,1%) e Malta (+26%).

Svizzera (+16,9 %), Irlanda (+14,6 %), Norvegia (+11,8 %) e Svezia (+10 %) sono altri Paesi per i quali si prevede un aumento demografico superiore al 10%.

Pensioni: ecco la classifica europea

Grandi differenze tra Est ed Ovest.
Le donne percepiscono in media il 26.1% in meno rispetto agli uomini.

Secondo l’OCSE, le pensioni sono la principale fonte di reddito per gli anziani in Europa.

In molti Paesi europei, le pensioni e i sussidi statali rappresentano oltre il 70% del reddito familiare lordo equivalente totale degli anziani, superando in alcuni casi l’80%.

Secondo Eurostat, nel 2022 la spesa media per pensione di vecchiaia per beneficiario nell’UE è stata di 16.138 euro, ovvero circa 1.345 euro al mese.

Tuttavia, i livelli pensionistici variano notevolmente in Europa, rivelando forti differenze tra Est ed Ovest e tra i sessi.

Le donne nell’UE ricevono in media il 26,1% di reddito pensionistico in meno rispetto agli uomini, a causa dei minori guadagni nell’arco della vita, del lavoro part-time e delle interruzioni di carriera.

Ecco, secondo StarsInsider, la classifica delle pensioni di anzianità in Europa dalle più basse alla più alte per Paese:

35 – Albania: 137 euro al mese
34 – Turchia: 245 euro al mese
33 – Bosnia-Erzegovina: 253 euro al mese
32 – Serbia: 291 euro al mese
31 – Bulgaria: 301 euro al mese
30 – Montenegro: 330 euro al mese
29 – Slovacchia: 396 euro al mese
28 – Croazia: 412 euro al mese
27 – Ungheria: 413 euro al mese
26 – Romania: 424 euro al mese
25 – Lituania: 444 euro al mese
24 – Lettonia: 474 euro al mese
23 – Polonia: 575 euro al mese
22 – Estonia: 611 euro al mese
21 – Repubblica Ceca: 698 euro al mese
20 – Slovenia: 744euro al mese
19 – Malta: 884 euro al mese
18 – Portogallo: 941 euro al mese
17 – Grecia: 1.024 euro al mese
16 – Cipro: 1.040 euro al mese
15 – Germania: 1.494 euro al mese
14 – Spagna: 1.508 euro al mese
13 – Francia: 1.571 euro al mese
12 – Italia: 1.632 euro al mese
11 – Finlandia: 1.757 euro al mese
10 – Irlanda: 1.814 euro al mese
9 – Svezia: 1.870 euro al mese
8 – Belgio: 1.881 euro al mese
7 – Olanda: 2.008 euro al mese
6 – Austria: 2.029 euro al mese
5 – Svizzera: 2.251 euro al mese
4 – Danimarca: 2.518 euro al mese
3 – Norvegia: 2.573 euro al mese
2 – Lussemburgo: 2.653 euro al mese
1 – Islanda: 2.997euro al mese

Lituania e Lettonia non concedono lo spazio aereo alla Slovacchia

Il presidente slovacco Fico non potrà usare quelle rotte per andare a Mosca alle celebrazioni della fine della Seconda guerra mondiale.
L’anno scorse fece lo stesso l’Estonia.

La Lituania e la Lettonia non concederanno il loro spazio aereo all’aereo del primo ministro slovacco, Robert Fico, in occasione del suo viaggio a Mosca per le celebrazioni per la fine della Seconda guerra mondiale, prevista per il prossimo 9 maggio.

Lo ha dichiarato lo stesso Fico a The Kyiv Independent.

Fico, come riporta RaiNews, si è detto dispiaciuto per la chiusura dello spazio aereo dei due Paesi al suo aereo ribattendo di esservi abituato in seguito all’analoga chiusura decretata lo scorso anno dall’Estonia e dicendosi sicuro di poter trovare una via alternativa per essere presente a Mosca.

La Lettonia esce dalla Convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne

Lo stesso Parlamento aveva ratificato la Convenzione nel novembre 2024.
Le motivazioni: promuove l’ideologia di genere, incoraggia la sperimentazione sessuale e danneggia i bambini.

Dopo una sessione di 13 ore di acceso dibattito, il Parlamento lettone ha deciso giovedì di ritirarsi dalla Convenzione di Istanbul, il trattato pensato per aiutare le donne vittime di violenza.

Il sì di giovedì, se ratificato dal presidente Edgars Rinkevics, farebbe della Lettonia il primo Stato membro dell’Ue a rinunciare alla Convenzione di Istanbul, che lo stesso parlamento aveva ratificato nel novembre 2024.

Entrato in vigore l’anno scorso, il trattato del Consiglio d’Europa ha lo scopo di standardizzare il sostegno alle donne vittime di violenza, compresi gli abusi domestici.

Tuttavia, come riporta Euronews, gruppi e partiti politici ultraconservatori in tutta Europa hanno criticato il trattato, sostenendo che promuove “l’ideologia di genere“, incoraggia la sperimentazione sessuale e danneggia i bambini.

Polonia, Lituania, Estonia e Lettonia si ritirano dalla Convenzione di Ottawa

La convenzione vieta l’uso, la produzione e lo stoccaggio di mine antiuomo.
I Paesi: serve per fronteggiare il crescente pericolo russo.

La Polonia, la Lituania, la Lettonia e l’Estonia hanno annunciato congiuntamente il loro ritiro dalla Convenzione di Ottawa, che vieta l’uso, la produzione e lo stoccaggio delle mine antiuomo.

La decisione, come riporta Polonia Oggi, è stata comunicata dai ministri della difesa di questi paesi, che l’hanno giustificata con il crescente pericolo rappresentato dalla Russia, che non è parte della Convenzione e utilizza attivamente le mine antipersona nella guerra contro l’Ucraina.

In precedenza, il primo ministro polacco Donald Tusk aveva già anticipato l’intenzione di raccomandare questo passo, sottolineando l’importanza di adattare la politica di difesa alle minacce attuali.

Il ritiro dalla Convenzione è volto a rafforzare la capacità di difesa e deterrenza.

I ministri della difesa hanno precisato che, nonostante il ritiro dalla Convenzione di Ottawa, la Polonia e i Paesi baltici restano impegnati a rispettare il diritto internazionale umanitario, in particolare la protezione dei civili durante i conflitti armati.

Hanno sottolineato che il ritiro non implica un abbandono dei principi fondamentali, ma piuttosto la necessità di prepararsi meglio alle possibili minacce nella regione.

La decisione è stata presa all’unanimità e i governi di questi paesi hanno ringraziato gli alleati per la comprensione e il sostegno di fronte alle serie sfide per la sicurezza.