Pd: dimissioni di Conte ma sostegno a nuovo esecutivo

Il Partito democratico spinge perché il premier si dimetta, promettendo però di appoggiare un suo nuovo esecutivo.

Dopo le ultime turbolenze inerenti alla crisi di governo, il Pd ha una nuova mossa: spingere Conte alle dimissioni, salvo però supportarlo per la formazione di un nuovo esecutivo.

Stando a quanto riporta “Reuters”, infatti, fonti parlamentari del Partito democratico spiegano che la manovra sarebbe necessaria a disinnescare il cruciale voto di questa settimana in Senato sulla giustizia.

Una volta dimessosi, il premier avrebbe comunque l’appoggio del Pd nella formazione di un nuovo esecutivo; questo perchè dopo la defezione del partito di Renzi, Italia Viva, Giuseppe Conte sulla carta non dispone più di una maggioranza assoluta in Senato.

Tuttavia, una fonte governativa avrebbe sottolineato la non disponibilità di Conte a dimettersi.

Domani la conferenza dei capigruppo si riunirà al fine di calendarizzare il voto a Palazzo Madama.

Poste Italiane acquista Nexive: denuncia all’Antitrust Ue

L’accordo si dovrebbe chiudere il 31 gennaio.
Denuncia per posizione monopolistica.

Poste Italiane acquista Nexive, con un accordo che dovrebbe essere ufficializzato il 31 gennaio.

Una volta che l’operazione andrà a buon fine, però, Poste Italiane raggiungerà una posizione monopolistica sul mercato e la cosa va in netto contrasto con le normative europee inerenti alla concorrenza.

Questo, almeno, è il parere di Acu-Associazione Consumatori Utenti che, con la partecipazione e la collaborazione dei sindacati di base (COBAS), Poste Lombardia e SLG-CUB Poste, che hanno sporto denuncia alla Commissione Europea chiedendo l’intervento dell’Antitrust Ue.

Cashback: Italia Viva lo vuole tagliare

L’app per il cashback fortemente voluto dal premier Conte sembra aver risolto i problemi tecnici, ma il partito di Renzi preferirebbe dirottare i fondi verso il ristoro.

C’è stato qualche intoppo tecnico, all’inizio, ma ora pare siano stati superati i problemi per il funzionamento dell’app che gestisce il cashback, tanto voluto dal premier Conte.

Non solo. Sull’app, che prende il nome di “appIO”, è anche possibile vedere la classifica degli utenti che aspirano all’extra cashback, ovvero il programma che prevede un rimborso extra di 1.500 euro per i primi 100.000 utenti che effettueranno più transazioni valide.

Al momento circa 6 milioni di italiani si sono iscritti al programma e proprio nel momento in cui il cashback sembra essere entrato a regime, però, arriva un intervento da parte di Italia Viva che preferirebbe destinare i 4,7 miliardi di euro destinati al cashback, verso i ristori per le attività commerciali ed i lavoratori autonomi colpiti dalla crisi.

Il partito di Renzi, infatti, tramite l’ex ministro dell’Economia Enrico Zanetti, starebbe preparando un emendamento da presentare in Commissione Bilancio al Senato, sfruttando l’attuale parità di membri tra maggioranza e opposizione.

Renzi non ha mai amato il cashback ed ora che non si trova più al governo vorrebbe puntare allo spostamento delle risorse dal cashback ai ristori per ottenere consenso, dimostrando di essere coerente alla linea con le critiche che hanno portato ad uscire dal governo.

Danone: CEO accusato di scarso rendimento

La Bluebell critica il rendimento finanziario del titolo in Borsa.
La società difende l’operato di Faber.

Emmauel Faber, CEO e presidente della Danone, è sotto attacco.

A chiederne simbolicamente la testa è il fondo d’investimento Bluebell, perché non soddisfatto del rendimento in Borsa del titolo.

L’impero francese dello yogurt, nonostante una capitalizzazione da 37 miliardi di euro, dal 2014 (anno in cui Faber ha preso nelle sue mani le redini del gruppo) ha guadagnato sui listini appena il 2%.

Per avere un’idea dell’andamento in Borsa dei concorrenti, la svizzera Nestlè nello stesso arco di tempo ha fatto registrare un +46%.

Per questo motivo la Bluebell, fondo con sede a Londra ma fondato dall’italiano Giuseppe Bivona e che in Danone ha investito, chiede che la voce degli azionisti sia ascoltata; più precisamente, chiede un cambio alla guida del gruppo o, quantomeno, che la figura di CEO sia staccata da quella di presidente (attualmente unificate).

Stando a quanto riportato dal “Financial Times”, la Danone avrebbe risposto di “apprezzare il dialogo costruttivo con tutti gli azionisti”, sottolineando però che l’azienda “è concentrata sul creare valore nel lungo termine” e soprattutto mettendo in evidenza che sotto la gestione Faber si sia registrata una crescita del 5o% degli utili per azione.

JP Morgan taglia le stime economiche italiane

Crescita azzerata nel primo trimestre secondo le previsioni, a causa della proroga dello stato d’emergenza.
Al ribasso anche le stime annuali.

Il prolungamento delle misure restrittive anti Covid, ovvero la proroga dello stato d’emergenza che proprio pochi giorni fa il ministro della Salute Roberto Speranza ha ritenuto opportuno (approfondimento al link), ha portato la banca JP Morgan a rivedere le previsioni di crescita economica italiana.

Le previsioni hanno letteralmente tagliato la crescita, azzerandola per quanto riguarda il primo trimestre dell’anno; una riduzione drastica rispetto alle precedenti previsioni, dove si ipotizzava una crescita del 3,5%.

Nonostante si preveda poi un rimbalzo, sono state riviste a ribasso anche le stime annuali che sono passate dal 5,8% al 5,5%.