Carri armati Leopard: no di Berlino all’Ucraina

Insiste la Polonia che potrebbe ignorare la Germania ed esportare i propri.
Prevista una forte azione di Mosca nei prossimi mesi.

Carri armati Leopard: l’Ucraina afferma di averne un urgente bisogno.

Ecco perché la Germania può porre il veto alla loro riesportazione, anche se la Polonia ha suggerito che potrebbe semplicemente ignorare la Germania ed esportare i suoi Leopard a prescindere.

Poiché i carri armati sono stati forniti ai paesi con licenze di esportazione, la Germania può porre il veto alla loro riesportazione.

Ma la posizione di Berlino è conflittuale: sebbene la Germania abbia fornito una grande quantità di attrezzature all’Ucraina, ha anche lottato con la sua tradizione di antimilitarismo post-seconda guerra mondiale.

Come riporta Quotidiano.net, la fornitura dei principali carri armati era stata considerata problematica a causa delle loro capacità offensive molto più evidenti. L’Ucraina afferma di avere un urgente bisogno di armature più pesanti nella sua guerra contro l’offensiva della Russia e Kiev ha una disponibilità limitata di carri armati, la maggior parte dei quali di epoca sovietica o post-sovietica.

Oltre a sottolineare la convinzione che Mosca intenda lanciare una nuova e significativa offensiva nei prossimi mesi, Kiev e molti dei suoi alleati ritengono che la guerra finirà più rapidamente se la Russia sarà sconfitta sul campo di battaglia nelle controffensive ucraine per riprendersi territorio occupato dai russi.

L’ampia disponibilità di Leopard, anche nella vicina Polonia che vuole fornirli all’Ucraina, li rende appetibili e adatti per Kiev: l’Ucraina ha suggerito di aver bisogno di 300 carri armati, mentre gli analisti occidentali ritengono che 100 potrebbero probabilmente spostare l’equilibrio della guerra.

La resistenza della Germania viene subito sfruttata da uno dei canali Telegram vicini al Gruppo Wagner che posta una foto del cancelliere tedesco Olaf Scholz sotto la scritta “Eroi dell’operazione Z” (l’operazione speciale in Ucraina), alludendo alla resistenza di Berlino ad inviare i tank Leopard tedeschi in Ucraina.

E sotto: “I Paesi che appoggiano l’Ucraina non sono riusciti a convenire su una posizione unica sulle forniture di carri armati a Kiev“, una citazione delle parole pronunciate ieri dal ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius.

In attesa del via libera tedesco alla fornitura dei Leopard 2, i soldati ucraini cominceranno ad addestrarsi all’uso di questi tank in Polonia, come ha annunciato il ministro della Difesa ucraino, Oleksii Reznikov, a Voice of America:

I paesi che già hanno i Leopard possono iniziare missioni di addestramento per i nostri equipaggi di tank. Partiremo da questo e poi andremo avanti. Spero che la Germania segua il suo processo decisionale, conduca le sue consultazioni interne e arrivi alla decisione di trasferire i carri armati. Sono ottimista, perché il primo passo è stato fatto. Cominceremo i programmi di addestramento per i nostri equipaggi di tank sui Leopard 2“.

L’addestramento fin d’ora potrà accelerare dei tempi dell’utilizzo sul campo di questi carri armati quando il governo tedesco darà l’autorizzazione.

Credit Agricole: 500euro contro il carovita

Un bonus per aiutare i dipendenti ed un pacchetto di aiuti.
Esclusi i dirigenti dal premio.

Un pacchetto di misure concrete a sostegno dei dipendenti è stato definito da Crédit Agricole Italia insieme alle organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di garantire un supporto continuativo e rafforzare il potere d’acquisto dei collaboratori.

La banca guidata dall’ad Giampiero Maioli erogherà un contributo straordinario welfare, del valore di 500 euro, a favore di tutto il personale, con esclusione dei dirigenti; l’importo sarà reso disponibile entro la fine di febbraio attraverso la piattaforma interna Mondo Welfare, attraverso cui i lavoratori potranno accedere a tutti i numerosi servizi e convenzioni disponibili.

Tra le misure che verranno messe in atto, come riporta Milano Finanza, figurano inoltre le condizioni bancarie agevolate: dal 1° gennaio 2023 e per tutto il 2024 ai mutui ipotecari prima casa verrà applicato il parametro Bce e per quanto riguarda i prestiti documentati lo spread sarà limitato a 50 punti base.

Inoltre, con l’occasione, sono stati incrementati i plafond massimi concedibili per i medesimi prodotti, elevati rispettivamente a 300 mila euro per i mutui prima casa e a 50 mila per i prestiti documentati.

A confermare l’attenzione del gruppo per la salute dei dipendenti, dal 2024 verrà elevato a 800 euro il contributo che l’azienda versa in materia di assistenza sanitaria per ogni dipendente.

Queste misure si aggiungono all’innalzamento del congedo parentale per i padri, che da questo gennaio potranno beneficiare – entro i 24 mesi dalla nascita o ingresso in famiglia del figlio/a e successivamente alla fruizione del congedo obbligatorio – di 20 giorni di congedo retribuito al 100% (che diventeranno complessivamente 28 giorni nel 2024).

Un’iniziativa a sostegno della genitorialità, che agevola l’equilibrio fra la vita personale e quella professionale.

Tutte queste iniziative si inseriscono all’interno del percorso di Crédit Agricole Italia verso la promozione di politiche e azioni concrete di potenziamento e affinamento del welfare aziendale, per sostenere i colleghi e le loro famiglie di fronte alle sfide di questi ultimi anni.

Microsoft: 11.000 licenziamenti in vista

I tagli sarebbero pari al 5% della forza lavoro
Dopo Amazon e Meta, ora tocca ad un altro colosso.

Microsoft si appresta ad annunciare la riduzione di migliaia di posti di lavoro.

Secondo le indiscrezioni riportate da Sky News e poi riportate anche da Il Sole 24 Ore, il taglio sarebbe del 5% della forza lavoro, ovvero circa 11mila posti.

I licenziamenti previsti sarebbero gli ultimi nel settore tecnologico statunitense, dove anche altre grandi aziende come Amazon e Meta hanno annunciato tagli di personale in risposta al rallentamento della domanda e al peggioramento delle prospettive economiche globali.

Tesoro: arriva Barbieri

Il nuovo direttore generale sostituisce Rivera.
Esulta il governo Meloni, che prepara le nomine per Eni ed Enel.

L’economista Riccardo Barbieri è il nuovo direttore generale del Tesoro, al posto di Alessandro Rivera.

Il ministero dell’Economia ha inviato alla presidenza del consiglio la proposta di nomina in vista della riunione di governo in agenda per le 18,30.

La decisione segna una vittoria per la presidente del consiglio Giorgia Meloni, che si è spesa per rimuovere Rivera ed è pronta a giocare un ruolo di rilievo in altre future nomine di peso, secondo quanto riferiscono fonti politiche.

Barbieri, 64 anni, è attualmente il capo economista del Tesoro ed in passato ha lavorato per JP Morgan, Morgan Stanley e Bank of America-Merrill Lynch.

Come riporta Reuters, il fondatore dell’osservatorio sul rischio politico Policy Sonar, Francesco Galietti, ha commentato la notizia come di seguito:

Cosmopolita, Barbieri è uno degli alti rappresentanti del Tesoro che si relaziona più di frequente con Bruxelles“.

Il ministero ha inoltre proposto la conferma di Biagio Mazzotta come ragioniere generale dello Stato.

Il direttore generale del Tesoro gioca un ruolo chiave nella supervisione delle società partecipate dallo stato ed è il Deputy del ministro dell’Economia nelle riunioni di G7, G20 e del Fmi.

Il dipartimento che dirige gestisce inoltre il secondo debito pubblico più alto della zona euro, pari a circa il 150% del Pil.

Tra coloro che hanno ricoperto l’incarico figurano l’ex presidente della Bce e presidente del consiglio Mario Draghi, nonché Domenico Siniscalco e Vittorio Grilli, entrambi in passato ministri dell’Economia.

Meloni aveva messo nel mirino Rivera per il modo in cui aveva gestito alcuni dossier come Mps, controllata dallo stato con una quota del 64% a seguito del salvataggio avvenuto nel 2017, che è costato ai contribuenti 5,4 miliardi.

Nella conferenza stampa di fine anno Meloni avevo detto che Mps era stata “gestita fin qui abbastanza pessimamente“, un commento in cui molti hanno visto una critica indiretta a Rivera.

Nelle prossime settimane Meloni dovrà gestire altre nomine di rilievo, perché andranno a scadenza i consigli di amministrazione di tutte le principali società partecipate dallo stato, a cominciare da Eni ed Enel.

Incontro Yellen-Liu He a Zurigo

La segretaria del Tesoro: “Lavorare per evitare conflitti”.
Conflitti, macroeconomia e finanza climatica i temi toccati.

Un colloquio “schietto, sostanziale e costruttivo“.

Così il governo Usa in una nota ha definito l’incontro avvenuto oggi a Zurigo, in Svizzera, tra la Segretaria al Tesoro statunitense, Janet Yellen, con il vice primo ministro cinese Liu He.

Un faccia a faccia nel corso del quale, stando alle anticipazioni del discorso diffuse da Reuters, l’ex numero uno della FEd avrebbe ribadito che gli Stati Uniti e la Cina condividono la responsabilità di gestire le loro differenze e impedire che la competizione si trasformi in un conflitto.

Yellen, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa, avrebbe sottolineato che c’è una “necessità impellente” per Stati Uniti e Cina di comunicare sulle condizioni macroeconomiche e finanziarie.

Le due parti, come riferisce invece la nota del Tesoro Usa, si sono trovate d’accordo nell’affermare l’importanza, per il funzionamento dell’economia globale, di un miglioramento della comunicazione sulle questioni macroeconomiche e finanziarie.

I due paesi aumenteranno la cooperazione “sulla finanza climatica su basi bilaterali e multilaterali, per esempio all’interno delle nazioni unite, del G20 e dell’Apec, oltre che attraverso il sostegno ai mercati emergenti e ai paesi in via di sviluppo nella loro transizione verso l’energia pulita“.

Yellen, si legge nella nota, “ha anche sollevato le questioni che preoccupano” gli Stati Uniti.

La segretaria al Tesoro andrà in Cina nel “prossimo futuro” e segnerà un altro passo dell’amministrazione biden verso il miglioramento delle relazioni con la cina.

Il segretario di stato, Antony Blinken, sarà in visita in Cina il 5 e 6 febbraio; il viaggio di Yellen sarà successivo a quello di Blinken.