Tricarico: difficile credere che Putin attacchi

Il Generale già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica militare: oltre a scaramucce di ordinaria amministrazione, non c’è stato e non c’è nulla che faccia pensare a un attacco russo ai Paesi del Mediterraneo.

 “Risulta difficile credere in una specificità italiana come target militare di Putin. A parte qualche scaramuccia passata e di ordinaria amministrazione non c’è stato nulla e non c’è nulla che possa far pensare di essere una priorità nella dissennata strategia militare russa“.

Lo sottolinea il generale Leonardo Tricarico, già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica militare e attuale presidente della Fondazione Icsa, commentando all’Adnkronos la notizia del quotidiano spagnolo El Mundo, secondo cui la Cia avrebbe raccolto informazioni sui piani di attacco della Russia ai Paesi del Mediterraneo, Italia compresa.

“Verificare le notizie è un principio base e inderogabile del giornalismo. Cercare riscontro anche a chi dice che tua madre ti vuol bene. Oggi, in una guerra ibrida ricca di tante nefandezze, cercare conferme deve essere un riflesso condizionato e da effettuare con cura maggiore rispetto al passato. In questo contesto la fonte, in questo caso apparentemente la Cia, deve essere incalzata affinché confermi ed argomenti la sua sortita. Se la notizia poi fosse confermata andrebbe probabilmente inquadrata nella persistente guerra dell’informazione divenuta a tutti gli effetti una capacità strutturata e di indubbia efficacia nella quale i russi sono maestri. Nello specifico – prosegue Tricarico – la minaccia si inserisce in una percezione pubblica di montante ‘filo putinismo’, di crescente stanchezza per il conflitto e di campagna elettorale già operante in cui il rifiuto di un ruolo attivo è la spina dorsale del manifesto politico di più di un partito che verosimilmente Putin aiuterà anche con questi mezzi e con altro“.

L’Olanda ci ripensa: parteciperà all’Eurovision

I Paesi Bassi fanno retromarcia e lasciano la lista degli Stati che hanno deciso di sabotare il festival per la presenza di Israele.
L’emittente pubblica subentrerà a quella che si è ritirata.

I Paesi Bassi parteciperanno all’Eurovision Song Contest del prossimo anno, poiché l’emittente pubblica ha annunciato mercoledì che subentrerà alla società che si era ritirata.

“L’emittente pubblica olandese tornerà a partecipare all’Eurovision Song Contest a partire dal 2027 con un concorrente olandese. Un team indipendente di esperti seguirà attentamente il processo relativo all’esibizione“, ha dichiarato la Npo (emittente pubblica nazionale), ripresa da Ansa.

Ad agosto, l’emittente Avrotros, che selezionava il brano olandese e trasmetteva lo spettacolo, si era ritirata, affermando che l’evento non può “più essere considerato neutrale” alla luce delle divisioni sulla guerra di Gaza. “Da allora l’Ebu (Unione Europea di Radiodiffusione, che gestisce l’Eurovision) ha adottato misure significative riguardo alle regole dell’Eurovision Song Contest“, ha dichiarato la Npo. Riconoscendo che il concorso suscita “sentimenti contrastanti” nei Paesi Bassi, l’emittente ha affermato di aver “chiesto esplicitamente all’Ebu di riportare il carattere unificante del festival al centro dell’evento“.

L’Olanda, quindi, esce dalla lista dei Paesi (Irlanda, Spagna, Norvegia ed Islanda) che hanno deciso di sabotare l’Eurovision per la presenza di Israele (approfondimento al link).

Volkswagen taglia 611 operai in Messico. L’indotto altri 650

Eliminato il terzo produttivo dei modelli Jetta e Tiguan.
Parte del piano collettivo di riduzione di 50.000 posti.

Il taglio dei terzi turni di produzione dei modelli Jetta e Tiguan da parte dello stabilimento Volkswagen a Puebla ha provocato il licenziamento di 611 lavoratori.

Questa decisione ha generato un effetto a catena nel settore della componentistica, portando alla perdita di altri 650 posti di lavoro in sette aziende fornitrici.

Il presidente locale della Canacintra, Carlos Sosa Spínola, ha definito gli esuberi inevitabili a causa degli aggiustamenti della casa madre, che a livello globale ha annunciato il taglio di 50.000 posizioni. Sosa Spínola, come riporta Quotidiano.Net, ha rassicurato sul fatto che si cercheranno ricollocamenti per sfruttare la manodopera qualificata, escludendo una fuga verso altri stati. “Qui ci sono aziende che richiedono personale in modo permanente, soprattutto con esperienza“, ha dichiarato, prevedendo nuove opportunità lavorative entro il 2027 grazie a futuri investimenti.

Il presidente ha infine rivolto un appello alla prudenza nelle trattative tra azienda e sindacato, dopo la bocciatura dell’aumento del 10,04%, per scongiurare scioperi che danneggerebbero un’industria già sotto pressione a causa dei dazi statunitensi.

La crescita dell’AfD mostra auspicio a migliori relazioni con Mosca

Media: i vertici del partito tedesco stanno cercando di instaurare relazioni normali con la Russia.
Peskov: non potrei che esserne felice.

La posizione del partito Alternativa per la Germania (AfD) sul miglioramento delle relazioni con Mosca “non può che essere apprezzata“.

Lo ha dichiarato il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, invitato dai media a commentare le notizie secondo cui i rappresentanti del partito tedesco starebbero cercando di instaurare normali relazioni con Mosca.

“Non ho queste informazioni, ma non possiamo che valutare positivamente una forza politica in Germania, la cui popolarità è in costante crescita, che dimostra l’auspicio a migliorare le relazioni con il nostro Paese“.

Ue: spesi miliardi in cybersicurezza senza che nessuno verifichi esiti e dove finiscono

I revisori: nessuno verifica in modo indipendente se i soldi finiscono ad organizzazioni ostili.
Il Centro europeo non verifica direttamente chi riceve i fondi e che uso ne fa.

Bruxelles ha stanziato 1,4 miliardi di euro per difendere l’Europa dagli attacchi informatici.

I suoi stessi revisori hanno constatato che, quando questi fondi vengono trasferiti a terzi, nessuno verifica in modo indipendente se possano finire a organizzazioni esposte all’influenza di Stati ostili.

L’allarme arriva da un rapporto (fonte in inglese) ripreso da Euronews pubblicato lunedì dalla Corte dei conti europea (ECA), che ha esaminato quanto efficacemente l’UE individua e gestisce i grandi incidenti di cibersicurezza tra il 2022 e il 2025.

I beneficiari delle sovvenzioni sono responsabili di valutare la proprietà e il controllo di qualsiasi terza parte che riceva fondi europei per la cybersicurezza. Ma il Centro europeo di competenza per la cybersicurezza, l’organismo che supervisiona queste sovvenzioni, non verifica direttamente tali valutazioni, hanno rilevato i revisori.

Di conseguenza, infrastrutture sensibili, dati operativi e tecnologie critiche per la sicurezza potrebbero essere esposti a rischi.

I finanziamenti rientrano nel programma Europa digitale, il principale canale di spesa dell’UE per la cybersicurezza nel quadro del bilancio 2021-2027.