Iran: se Usa torneranno al memorandum, noi faremo subito lo stesso

Il presidente iraniano Pezeshkian: gli Usa hanno rispettato il memorandum solo per 2 settimane. A differenza loro, il mio Paese vanta lunga e illustre storia nel rispetto degli accordi internazionali.

 “L’impegno degli Stati Uniti nei confronti del memorandum d’intesa firmato dal presidente americano non è durato più di due settimane. Se gli Stati Uniti torneranno a rispettare gli impegni assunti nel Memorandum d’intesa, faremo lo stesso immediatamente“.

Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, riportato da Al-Jazeera e poi ripreso da Ansa, al summit dello Sco a Bishkek, Kyrgyzstan.

A differenza degli Stati Uniti – ha aggiunto – il mio Paese vanta una lunga e illustre storia nel rispetto degli impegni e degli accordi internazionali“.

Il concetto è stato espresso anche dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi: “Gli Stati Uniti devono tornare ai loro impegni e rispettare i termini del Memorandum d’intesa di Islamabad per porre fine alla guerra. Solo in questo caso, tutto potrà tornare sulla giusta strada. Continueremo a difendere con fermezza i nostri diritti“.

Gas: l’Ue rischia l’inverno al gelo

Le riserve sono al livello più basso degli ultimi 13 anni.
O’Shea: Regno Unito praticamente senza stoccaggio.
Italia e Polonia le migliori: 80%.

L’Europa si appresta ad affrontare i mesi più freddi con le riserve di gas al livello più basso degli ultimi 13 anni, il che sta scatenando il “panico invernale” tra gli operatori del settore energetico.

Ma non è il caso dell’Italia: con scorte pari già all’80% della capacità totale il Paese si conferma infatti ben al di sopra della media Ue.

Secondo un articolo del Guardian che fa il punto sulle scorte energetiche sulla scia del perdurare della guerra in Iran, le riserve di gas europee erano piene al 63% nell’ultima settimana di agosto, ben al di sotto della media dell’80% registrata negli ultimi anni a fine agosto e ai minimi mai registrati in questo periodo dell’anno.

All’attuale lento ritmo di immissione di gas nei depositi, l’Ue rischia di entrare nella stagione invernale con scorte di gas inferiori di circa un quinto rispetto alla media quinquennale e al livello più basso dal 2013, secondo Greg Molnar, analista del settore del gas e professore, citato dal quotidiano britannico.

I bassi livelli di stoccaggio stanno naturalmente aumentando il rischio di una maggiore volatilità dei prezzi invernali“, osserva, situazione che potrebbe aggravarsi se aumentassero i consumi a causa di eventuali “ondate di freddo“.

Seppur fuori dall’Ue, il Paese più a rischio appare il Regno Unito con scorte tra le più basse in Europa. Anzi, sulla base dei dati di questa settimana, Chris O’Shea, amministratore delegato di Centrica, società proprietaria di British Gas, sottolinea che la Gran Bretagna praticamente non disponedi gas in stoccaggio” per il prossimo inverno.

In cima alla lista dei virtuosi, invece, Italia e Polonia con l’80% di scorte in deposito; in Germania, come riporta Adnkronos, che dispone della maggiore capacità di stoccaggio di gas in Europa, gli impianti sono pieni circa a metà, secondo Gas Infrastructure Europe.

I livelli di stoccaggio in Belgio e nei Paesi Bassi, che sono collegati direttamente al mercato del gas del Regno Unito tramite gasdotti, si attestano rispettivamente al 51% e al 45%.

WSJ: l’Iran ha usato i 2 mesi di tregua per prepara una guerra più ampia

Intensificata la produzione di missili e droni.
“Cambiamento strategico” ai vertici iraniani per prepararsi ad “ampliare la guerra”.

L’Iran avrebbe trascorso i due mesi successivi alla firma del memorandum d’intesa con gli Stati Uniti per prepararsi a un’intensificazione dei combattimenti piuttosto che a dedicarsi alla diplomazia.

Lo scrive il Wall Street Journal, che cita funzionari iraniani e arabi e viene poi ripreso da Ansa.

Teheran ritiene che gli Usa stiano solo prendendo tempo per un futuro attacco. Pertanto, negli ultimi 60 giorni di cessate il fuoco, che scade oggi, l’Iran avrebbe intensificato la produzione di missili e droni e nominato figure intransigenti in posizioni chiave.

Il Wall Street Journal afferma che i funzionari dell’intelligence araba hanno segnalato un “cambiamento strategico” tra i vertici iraniani per “preparare le proprie forze ad ampliare la guerra“.

L’Azerbaigian sfida Spagna, Iran e Turchia nella produzione di melograno

Si tratta dell’esportazione non petrolifera più in crescita del Paese.
Esportazione verso 26 Stati sfruttando una localizzazione perfetta per mercato Ue e Paesi del Golfo.

L’Azerbaigian ha esportato melograni e prodotti derivati per 48,2 milioni di euro nel 2025, rendendo questo frutto una delle esportazioni non petrolifere in più rapida crescita del Paese.

Circa 23 mila ettari di frutteti oggi forniscono frutta fresca, succhi, concentrati, vino e olio di semi a 26 Paesi, dagli Stati del Golfo ai mercati di tutta l’Asia. Questo colloca l’Azerbaigian in concorrenza con esportatori già affermati come Iran, Turchia e Spagna, che vendono melograni su larga scala.

Per l’Azerbaigian, il melograno è parte integrante del patrimonio culturale della nostra nazione, con una storia che sfiora i duemila anni e che simboleggia abbondanza, prosperità e benessere“, ha dichiarato a Euronews Farhad Garashov, presidente dell’Associazione dei produttori ed esportatori di melograni dell’Azerbaigian.

I produttori azeri indicano come principali vantaggi la combinazione di varietà autoctone, standard fitosanitari compatibili con l’UE e la vicinanza ai mercati europei e del Golfo.

Oltre 200 varietà sono coltivate, concentrate nella pianura del Kur-Araz e nel distretto di Goychay.

Trump respinge la richiesta di Zelensky su nuovi missili Patriot

No del presidente Usa alla richiesta ucraina di centinaia di nuovi missili intercettori: ci servono nella guerra contro l’Iran.

Il Financial Times, citando “fonti familiari con i colloqui“, scrive che nell’incontro della settimana scorsa alla Casa Bianca, Donald Trump ha respinto la richiesta di Zelensky di fornire centinaia di nuovi missili intercettori Patriot.

Le fonti, come riporta Ansa, hanno aggiunto che il presidente Usa ha motivato la sua decisione affermando che tali missili sono necessari agli Usa per difendere i loro interessi in Medio Oriente e nel Golfo Persico nella guerra con l’Iran.