Scoperto il primo virus informatico gestito dall’IA

Si chiama JadePuffer ed ha fatto un attacco hacker interamente guidato dall’IA, senza alcun intervento umano.
Ha rubato le password, reso illeggibili 1.300 file e poi ha chiesto il riscatto.

Il primo caso in cui un attacco hacker guidato interamente da un’intelligenza artificiale, senza alcun intervento umano.

Si tratta di JadePuffer, scoperto dagli esperti della società di sicurezza informatica Sysdig.

Il virus avrebbe fatto tutto da solo: una volta entrato nel sistema informatico della vittima, ha rubato le password, bloccato i dati rendendoli illeggibili e ha inviato la richiesta di riscatto. L’aspetto più preoccupante, secondo i ricercatori, è che questa intelligenza artificiale si è dimostrata in grado di ragionare e adattarsi. Quando ha incontrato un ostacolo o un sistema di difesa, non si è bloccata, ma ha corretto il tiro da sola, provando nuove strade e riuscendo a forzare gli accessi nel giro di pochi secondi.

L’attacco è partito sfruttando un punto debole in Langflow, un programma usato per creare applicazioni basate sull’intelligenza artificiale.

Da lì, il virus si è annidato nei server e si è spostato fino all’archivio principale dei dati, dove ha reso illeggibili oltre 1.300 file aziendali prima di chiedere il pagamento del riscatto. A confermare che l’attacco sia stato condotto da un’intelligenza artificiale sono stati alcuni errori scoperti nel codice del virus, dagli appunti scritti come se stesse “pensando ad alta voce” all’indirizzo Bitcoin fornito per il pagamento, risultato finto, uguale a quello che di solito si trova nei manuali di istruzioni.

Secondo una nota di Sysdig, JadePuffer segna l’inizio di una nuova era di minacce automatiche, in cui non serviranno più hacker esperti per lanciare attacchi informatici pericolosi “ma basterà affidare il compito ad un’intelligenza artificiale“.

Google amplia la sua presenza a Cracovia

Nuovo ufficio da 300 posti di lavoro che si aggiungono agli oltre 400 già presenti in città.
Aggiungendo Breslavia e Varsavia si superano i 3.000 posti di lavoro: è il più grande hub nell’Ue.

Google ha inaugurato un nuovo ufficio a Cracovia, ampliando la propria presenza nella città che ospita uno dei principali centri ingegneristici del gruppo in Europa.

La nuova sede si trova nel complesso Tertium e offre circa 300 postazioni di lavoro. Gli spazi sono stati progettati con riferimenti alla cultura pop e alla tradizione locale, con ambienti ispirati a opere come The Witcher, Dune e Pirati dei Caraibi.

I dipendenti hanno inoltre a disposizione aree relax, sale riunioni, spazi dedicati alle famiglie e una zona wellness. Nel capoluogo della Piccola Polonia lavorano già oltre 400 specialisti impegnati nello sviluppo di tecnologie utilizzate a livello globale, tra cui Google Cloud, Chrome, Android e i dispositivi Pixel.

Google è presente in Polonia da vent’anni e impiega circa 3 mila persone tra Varsavia, Breslavia e Cracovia.

Secondo l’azienda, come riportato da Polonia Oggi, il Paese ospita oggi il più grande hub ingegneristico di Google nell’Unione Europea.

Edison firma accordo per impianto nucleare in Francia entro il 2035

La firma è avvenuta in occasione del Forum Economico Franco-Italiano, parallelamente al Vertice di Antibes tra Meloni e Macron.

Edison ha sottoscritto insieme a Edf, Nuward e agli operatori dell’industria e della filiera nucleare italiana una dichiarazione di Intenti per lo sviluppo congiunto di un impianto nucleare europeo di terza generazione basato sulla tecnologia Small Modular Reactor (SMR) di Nuward, con l’obiettivo di avere i primi impianti operativi nel 2035.

La firma, come riporta Ansa, è avvenuta in occasione del Forum Economico Franco-Italiano parallelamente al vertice intergovernativo di Antibes tra il Presidente francese Emmanuel Macron e la premier italiana Giorgia Meloni.

La dichiarazione di intenti, che si basa sugli accordi già in essere tra Edison, Ansaldo Energia, Ansaldo Nucleare, Maire, Edf, Framatome, Tractebel, Arabelle Solutions, Ain e Gifen, è avvenuta a margine del Vertice di Antibes e rafforza ulteriormente la cooperazione industriale franco-italiana coinvolgendo anche l’associazione italiana attrezzature a pressione, Atb Riva Calzoni, Saipem, Simic, Tectubi Raccordi, Walter Tosto e WeBuild.

Con questa dichiarazione gli operatori chiave della filiera industriale italiana del nucleare si impegnano a “contribuire attivamente a questa cooperazione strategica che riconosce l’eccellenza dell’industria italiana, il suo ruolo chiave nel progresso delle tecnologie nucleari e l’impatto positivo che questa porterà in termini di benefici economici e occupazionali per il sistema Paese“, si legge in una nota.

Con la dichiarazione di intenti firmata oggi puntiamo a sviluppare un modello di cooperazione per lo sviluppo della tecnologia nucleare valorizzando le competenze già presenti in Italia e Francia e facendo sistema a livello europeo affinché le sfide della transizione energetica siano un’opportunità di sviluppo industriale per tutta l’area“, afferma Nicola Monti, amministratore delegato di Edison.

Softbank investe 75 miliardi di euro in Francia

Investimento per vasta rete di cluster di calcolo per l’intelligenza artificiale.
Accordo concluso a Tokyo tra Macron e Son; si prevede la collaborazione con Schneider Electric.

SoftBank si è impegnata a investire fino a 75 miliardi di euro in una vasta rete di cluster di calcolo per l’intelligenza artificiale in Francia“.

Lo scrive il Financial Times, poi citato da Ansa, in un’esclusiva sull’edizione online sottolineando che l’impegno rappresenta il più grande investimento in intelligenza artificiale del gruppo giapponese al di fuori degli Stati Uniti e che l’accordo è stato concluso dopo una cena tra Macron e Son a Tokyo all’inizio di aprile.

L’impegno iniziale di SoftBank, scrive ancora il giornale, prevede un investimento di 45 miliardi di euro per la costruzione di una capacità di 3,1 gigawatt nella regione settentrionale degli Hauts-de-France entro il 2031, con un ulteriore progetto da 2 GW.

Uno dei principali impianti a Dunkerque vedrà SoftBank collaborare con Schneider Electric per creare un hub per infrastrutture di intelligenza artificiale e produzione robotica.

Se completato, l’intero complesso da 5 GW – equivalente alla produzione di cinque centrali nucleari, o all’incirca al picco di domanda di elettricità di New York – porterebbe l’investimento totale di SoftBank a circa 75 miliardi di euro.

La BCE lancia l’allarme Mythos per le banche

Il nuovo modello di intelligenza artificiale può fare reverse engineering della vulnerabilità delle patch rilasciate dai grandi fornitori di software.

La Banca centrale europea ha convocato le banche del continente per un meeting, fissato martedì 26 maggio, in cui alzerà la pressione sulla minaccia cyber ai loro sistemi It creata da Claude Mythos, il nuovo modello d’intelligenza artificiale di Anthropic giudicato così potente da poter ‘bucare‘ gli standard di protezione attualmente in uso.

Nella riunione la Bce, come scrive il Financial Times, intende spingere le banche ad accelerare una soluzione, inclusa la necessità che le banche statunitensi con tecnologie più avanzate condividano informazioni con gli istituti europei.

Anthropic ha consentito l’accesso ad Anthropic a un numero limitato di organizzazioni non europee, principalmente statunitensi, nell’ambito del test del modello chiamato ‘Project Glasswing‘.

Frank Elderson, membro del board Bce vicepresidente del Consiglio di vigilanza sulle banche, ha spiegato al Ft che, data la velocità delle minacce cyber legata all’Ia, queste “devono essere affrontate più velocemente” e martedì “intendiamo sentire le loro valutazioni, far condividere le loro esperienze e sottolineare l’urgenza di questo problema“.

Sembra che, se uno dei grandi fornitori di software rilascia una patch, sia possibile fare reverse engineering della vulnerabilità che la patch dovrebbe correggere, non in settimane, ma forse in 30 minuti“, ha spiegato Elderson, come riporta Ansa. “Questo significa che, una volta pubblicata la patch, una banca deve avere processi in atto per assicurarsi di applicare queste patch molto più velocemente di quanto non avvenga attualmente secondo le prassi di mercato“.