TELNET DATA è PMI innovativa

Riconoscimento importante per l’azienda di Udine che produce software gestionali: “Siamo molto orgogliosi dell’importante traguardo raggiunto, frutto di lavoro e competenze”.

Telnet Data, l’azienda di Udine nata nel 2007 e che produce software gestionali, è stata riconosciuta PMI innovativa.

Dopo essersi già resa protagonista nel supportare le aziende per affrontare le modalità lavorative imposte dal Covid19 e fino a prima decisamente molto poco utilizzate o quantomeno non sfruttate (approfondimento al link), Telnet Data raggiunge un altro traguardo a dir poco importante: il riconoscimento di PMI innovativa.

Ci sono cinque requisiti che accomunano tutte le PMI Innovative:

  • Hanno meno di 250 dipendenti;
  • Hanno un fatturato inferiore ai 50 milioni di euro o un patrimoniale attivo inferiore ai 43 milioni;
  • Hanno almeno una sede produttiva o filiale in Italia con bilancio certificato o redatto da un revisore contabile;
  • Non sono iscritte al registro delle StartUp Innovative o ad incubatori;
  • Non sono quotate sul mercato.

Per essere veramente innovative, devono possedere almeno due di questi criteri:

  • Un certo volume di spese di ricerca e innovazione maggiore o uguale al 3% del maggiore tra costo e valore totale della produzione;
  • Dipendenti o collaboratori per almeno un quinto della forza lavoro che siano dottorati o dottorandi di ricerca, laureati con almeno tre anni di attività di ricerca presso istituti pubblici o privato. Oppure, che un terzo della forza lavoro sia costituita da laureati magistrali.
  • Titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale per un’invenzione o titolare dei diritti di un programma per elaboratore che sia registrato al Registro Pubblico Speciale per i Programmi per Elaboratore, purché sia direttamente afferente all’oggetto sociale e all’attività d’impresa.

Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Sara Di Gaspero, laureata in “Lingue e Culture dell’Asia e dell’Africa Mediterranea – curriculum Giapponese” presso l’Università degli Studi Ca’ Foscari di Venezia ed attualmente addetta Commerciale della stessa Telnet Data.

Dott.ssa Di Gaspero, come avete accolto la bella notizia?

“È un grande orgoglio per noi annunciare questo enorme traguardo: siamo diventati parte della grande famiglia delle PMI Innovative, sparse su tutto il suolo italiano e simbolo di cosa siamo in grado di fare per continuare a costruire il futuro del nostro paese.”

Secondo lei, qual è stata la chiave del successo nel raggiungere un obiettivo così importante?

“Dietro Telnet Data ci sono giovani laureati, fiduciosi, pieni di voglia di fare ed imparare che mettono le loro conoscenze a servizio dell’innovazione e della digitalizzazione, guidati dall’esperienza del CEO Stefano Marioni.”

Quali sono i vostri punti di forza? Cosa vi differenzia dalla concorrenza?

“I nostri prodotti, altamente tecnologici e sviluppati in cloud, sfruttano anche un algoritmo proprietario nato dallo sforzo comune dei membri del team con più esperienza e i giovani laureati. Il loro know-how migliora costantemente la funzionalità dell’algoritmo, aprendo diverse porte ad un futuro sempre più tecnologico e piazzato su basi sicure.”

Ha qualche esempio?

“i vantaggi per l’utente che usa i nostri software sono notevoli: questi garantiscono risparmio di tempo e semplificazione delle normali procedure amministrative e operative, permettendogli di concentrarsi con semplicità sul proprio business, e tenendo sotto controllo le funzioni aziendali in un’unica soluzione. Data Working ad esempio è uno strumento molto utile per l’imprenditore: lo assiste nella gestione della rilevazione delle ore lavorate, sia in presenza che in remoto, fornendo quindi uno strumento semplice di comunicazione con il consulente del lavoro.”

Interessante! Nonostante il periodo non facile, pare essere il momento giusto per investire nei vostri prodotti ed aggredire la crisi dovuta al Covid19, dico bene?

“Esatto! Non solo questo titolo ci porterà ad una più ampia possibilità di poter collaborare con altre aziende, ma chi investe nelle PMI ha delle agevolazioni: ora la detrazione d’imposta per le persone fisiche che investono è passata al 50%, mentre è del 30% per le persone giuridiche. Questo riflette quanto il mondo delle PMI è colmo di possibilità non solo per le aziende stesse, ma anche per chi crede nel futuro e nelle capacità di chi sta lavorando per proiettarci il più lontano possibile.”

Sul prestigioso traguardo è intervenuto anche il CEO di Telnet Data, Stefano Marioni:

“Questo è il commento del nostro CEO Stefano Marioni: “Il riconoscimento di Telnet Data come PMI Innovativa ci apre a nuovi orizzonti a cui potremo ambire d’ora in poi. L’obiettivo raggiunto è importantissimo e di grande pregio, il che ci porterà anche a nuove, entusiasmanti occasioni di collaborazione con altre PMI ed anche con le più raffinate realtà italiane. Insomma: il bello viene proprio ora!”.

Nintendo acquista la canadese Next Level Games

Shopping in Canada per il colosso giapponese, che non rende noti i termini dell’operazione.
Si punta a migliorare qualità e velocità dei videogiochi.

Previa l’autorizzazione delle autorità normative canadesi, la Nintendo acquisirà la Next Level Games.

Il colosso giapponese punta a migliorare la qualità e la velocità dei videogiochi e, proprio per questo, ha voluto acquistare la società canadese sviluppatrice di software.

I termini finanziari dell’accordo non sono ancora stati resi noti, ma si sa che la Nintendo conta di acquisire la totalità delle azioni della Next Level Games in data 1 marzo 2021.

Cina, “credito sociale”: ecco come uscire dal Covid-19

Ogni cittadino parte da un punteggio base che aumenta o diminuisce a seconda dei suoi comportamenti.
Indurre tutti alla buona condotta porta però al tramonto della privacy: sareste disposti?

Un progetto pilota allo scopo di ottenere un comportamento civilmente corretto in modo espanso e garantito.

È quanto la Cina sta attuando in 43 città: un sistema di monitoraggio totale dei cittadini che, partendo da un punteggio base uguale per tutti, ottengono o perdono punti a seconda dei comportamenti da loro stessi adottati.

Se il punteggio di una persona diventa troppo basso, le verranno impedite determinate azioni come, ad esempio, acquistare una casa o anche un solo biglietto aereo. Coloro i quali riceveranno punteggi infimi, vedranno addirittura pubblicate le loro foto negli spazi pubblici (cinema, cartelli pubblicitari, eccetera) al fine di essere evitati e derisi dagli altri cittadini.

Dal “credito sociale”, dunque, dipende il proprio posto nella società.

Per riuscire a garantire il corretto funzionamento del medesimo sistema, la Cina ha messo in piedi una struttura di classificazione sociale in grado di associare il viso alle generalità dei cittadini (nome, cognome, residenza, eccetera), praticamente schedandoli virtualmente.

Questo comporta il sostanziale addio alla privacy, dato che le telecamere devono essere in grado di calcolare il “credito sociale” in qualsiasi momento, in qualunque luogo e per chiunque. La Cina, il Paese più popoloso del mondo, dichiara che così facendo è capace di monitorare in ogni istante ciascuno dei suoi cittadini.

Il governo punta sul potenziamento di questo tipo di strutture, sostenendo che sono state determinanti per sconfiggere il Covid-19, cosa ancora non riuscita nel resto del mondo.

Il video è andato in onda su Rai2HD ed è reperibile a questo link, condiviso anche sul profilo facebook della politica e conduttrice televisiva Elisabetta Gardini.

Se questa fosse la chiave per uscire dalla pandemia e da eventuali futuri problemi analoghi piuttosto che il prezzo da pagare per essere sicuri che tutti rispettino le regole e si comportino in modo corretto, sareste disposti a vivere in una società gestita in questo modo o la reputereste una forma di controllo estremo?

Parler sifda Twitter e punta sulla libertà di espressione

Censure sempre al centro delle critiche: il social si candida come alternativa.
Funzionamento identico, promette spazio a tutte le idee. Interessante l’investimento.

Le censure dei tweets ed i blocchi degli account sono sempre al centro delle critiche inerenti alla libertà di espressione e delle qualità dell’informazione.

Il tema è caldo ormai da tempo ma, inevitabilmente, c’è stata un’impennata di contestazioni durante il periodo delle elezioni americane.

Da un lato i tweets di Donald Trump censurati da Twitter venivano visti come mancanza della libertà di espressione, dall’altro come filtro alle fake news.

Breve il passo che portava poi alle critiche (a volte anche pesanti nei termini usati) dei sostenitori di una o dell’altra parte, che sfociava in una pioggia di account sospesi o addirittura bloccati.

Da qui si passava alle minacce degli iscritti di non tornare più ad utilizzare la piattaforma perché appunto limitante della libertà di espressione, per aver ricevuto una sospensione o un blocco ingiustificati e via dicendo; tutti, o quasi, però poi tornavano ad usare il social network, anche a costo di creare un account nuovo e perdendo quindi tutti i followers acquisiti nel tempo, perché di fatto non vi erano alternative alla tipologia di partecipare ad una discussione pubblica in rete sui temi, principalmente, di politica, economia, finanza ed attualità.

Ecco allora che, nell’agosto del 2018, ad Henderson (in Nevada) per mano di John Matze e Jared Thomson nasce Parler, che in francese significa letteralmente “parlare” e si auto-definisce la “piazzetta del mondo”; i due alunni del programma di informatica dell’Università di Denver hanno creato una piattaforma dal design e dalle funzionalità sostanzialmente identiche a Twitter: si può dare eco ad un post (che equivale al “ritwitta” di Twitter), votarlo (che corrisponde al “mi piace” a forma di cuore di Twitter) oppure commentare (sempre con un limite al numero di caratteri possibili).

I profili ritenuti sostenitori di Trump, conservatori, teorici della cospirazione ed estremisti di destra hanno iniziato a spostarsi su questo social network, lamentando che Twitter (o Facebook) non permettessero la libertà di espressione oscurando i loro post ed impedendo di fatto la circolazione delle loro idee, fossero queste espresse direttamente nei post piuttosto che con la chiusura dei link riportanti tesi a loro favore (bloccando le fonti pubblicate su youtube, siti, articoli, eccetera).

La lamentela principale dei profili che abbandonano questi canali è infatti quella che i punti di vista differenti dal meanstream non possano essere espressi, pena la chiusura dell’account. Quanto appena detto, viene vissuto come una monopolizzazione dell’informazione.

La piattaforma attualmente non ha una grande diffusione ma sta crescendo molto velocemente: a fine giugno registrava circa un milione e mezzo di utenti giornalieri e solo due settimane più tardi ne contava oltre due milioni ed ottocento mila.

Al momento non risultano avere un account Parler molti personaggi famosi, ma la loro eventuale iscrizione al social potrebbe garantirne un ulteriore forte slancio.

Per il momento Parler si propone di essere competitivo puntando sulla libertà di parola senza correre il rischio di essere bloccati, al fine di alimentare una discussione aperta che crei valore aggiunto e condivisione di conoscenza, dichiarando comunque di garantire il non accesso ai troll ed ai contenuti sensibili.

Per chi, invece, vive con distacco i social network, potrebbe essere interessante tenere monitorato l’andamento di Parler per eventuali futuri investimenti in Borsa.

Aggredire il Coronavirus: l’esempio di Telnet Data

Attaccare la crisi anziché subirla.
L’idea imprenditoriale dell’azienda friulana aiuta le imprese ad essere pronte nelle più diverse circostanze, facilitandone il lavoro.

Il distanziamento sociale è stato ed è uno dei simboli più rappresentativi del Coronavirus, specie durante il periodo del lockdown.

Tutto quello che prima era ritenuto normale, d’un tratto è diventato vietato e pericoloso. Andare al bar, mangiare al ristorante, fare shopping; tutte cose più o meno quotidiane che ci sono state proibite. Oltre ovviamente al disagio sociale, ne è conseguito un pesantissimo crollo dell’economia, specie in Italia dove il blocco delle attività si è proteso più a lungo rispetto agli altri Paesi (approfondimento al link).

Forse la cosa non è applicabile per tutti i tipi di business ma, siccome vi è la probabilità che problemi simili al Covid19 accadano nuovamente e visto che si stanno preparando tutta una serie di protocolli volti alla gestione di eventi affini, alcune aziende si stanno preparando a loro volta per essere pronte ad affrontare al meglio le circostanze più varie che possano capitare.

Una di queste è la Telnet Data, azienda di Udine fondata nel 2007 e che fornisce software gestionali.

Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Sara Di Gaspero, laureata in “Lingue e Culture dell’Asia e dell’Africa Mediterranea – curriculum Giapponese” presso l’Università degli Studi Ca’ Foscari di Venezia ed attualmente addetta Commerciale della stessa Telent Data.

Dott.ssa Di Gaspero, cos’è Telnet Data?

“Telnet Data è un software gestionale pensato per le aziende che vendono su internet, la sua peculiarità è quella di permettere la gestione di più piattaforme di vendita online contemporaneamente: da un unico luogo è possibile gestire il proprio magazzino, gli ordini in arrivo da più canali, la pubblicazione delle inserzioni, l’evasione degli ordini con relativa spedizione. Tutto questo nasce dall’idea imprenditoriale che è il fondamento della vision stessa dell’azienda: semplificare al massimo la vita aziendale.”

Perché, secondo lei, questo prodotto è di aiuto alle imprese?

“Già circa il 50% degli Italiani attualmente acquista o vende online e la percentuale è in crescita, visto l’impatto avuto dalla comodità durante il periodo di distanziamento sociale di ricevere la merce direttamente a casa, evitando così di uscire. Il fatto sicuramente più sorprendente, ma che rappresenta anche una grande opportunità, è che di questa crescita non ne hanno beneficiato solo i colossi della vendita mondiale come eBay ed Amazon, ma anche le piccole e medie imprese (come addirittura i negozi di alimentari). Queste realtà hanno potuto continuare a vendere le loro merci attraverso le differenti piattaforme di vendita online, potendo quindi affrontare un periodo molto difficile a livello economico in primis, ma anche sociale.”

Ha degli esempi?

Certo! Se parliamo di marketplace, Ebay è la grande impresa che ha di più beneficiato del boom dell’e-commerce; un altro esempio può anche essere l’aumento dell’uso del plugin WooCommerce per il CMS WordPress, grazie alla sua natura gratuita e di facile utilizzo.

Ma anche l’Azienda Vitivinicola Siddùra di Luogosanto (Sassari), con riferimento a realtà più locali e “concrete”: viste le pochissime possibilità di vendita fisica durante il lockdown, l’azienda ha deciso di partire con il proprio negozio online; dopo un primo momento di stallo, le vendite sono aumentate del 200%, il che non solo ha permesso all’azienda di rimanere a galla, ma anche di poter pianificare con sicurezza la propria presenza online.”

Qual è il punto di forza di Telnet Data?

“Come dicevamo, vista l’enorme richiesta di prodotti online, Telnet Data è una delle nostre soluzioni (insieme a “Data Working” per il controllo degli accessi e delle presenze ed a “Data Cash” per il punto cassa e la fatturazione) pensate per aiutare le aziende e semplificare il loro lavoro. Il compito di un software gestionale è infatti quello di aiutare il più possibile il venditore nel suo mestiere, permettendogli di gestire il magazzino, tutta la parte della vendita online, le spedizioni e la fatturazione; noi lo facciamo fornendo la possibilità di gestire da un unico luogo anche più piattaforme di vendita online, snellendo di molto tutto il processo di ricezione ed evasione dell’ordine.”

(Ulteriori informazioni sull’Azienda Telnet Data, sono reperibili qui e nei rispettivi profili Facebook, LinkedIn e Youtube)