Vanden Bossche: “Fermate le vaccinazioni o sarà una catastrofe”

Dopo l’allarme di uno dei creatori del vaccino a mRNA, arriva la lettera aperta dell’ex responsabile senior per la Vaccine Discovery della Bill and Melinda Gates Foundation.

Poco tempo fa il dottor Malone, uno degli inventori del vaccino a mRNA, aveva denunciato di essere stato censurato da LinkedIn dopo aver espresso i suoi dubbi sul vaccino stesso (approfondimento al link).

Ora, con una lettera aperta, anche Geert Vanden Bossche lancia l’allarma sull’attuale campagna di vaccinazione anti Covid-19.

Geert Vanden Bossche ha conseguito il DVM presso la Facoltà di Veterinaria di Ghent e il PhD in Virologia presso l’Università di Hohenheim, Stoccarda. Dopo la sua formazione post-dottorato in Virologia, Immunologia e Biologia Molecolare presso la Libera Università di Berlino e l’Università di Hohenheim (Germania), ha ricevuto la Venia Legendi e successivamente ha ricoperto incarichi di facoltà a contratto presso l’Università di Hohenheim (Germania), l’Università di Leuven (Belgio) e la Facoltà europea di igiene ambientale presso l’Università di Ghent (Belgio). È quindi passato all’industria dei vaccini per ricoprire vari ruoli senior nello sviluppo di vaccini sia precoci che tardivi (GSK, Novartis, Solvay).

Nel 2008 è entrato a far parte della Bill & Melinda Gates Foundation di Seattle per ricoprire il ruolo di Senior Program Officer in Vaccine Discovery for Global Health. Inoltre, ha anche fondato UNIVAC LLC, una società di vaccini start-up, e ha coordinato il programma per il vaccino contro l’Ebola per conto di GAVI.

Attualmente è il capo dell’Ufficio per lo sviluppo dei vaccini presso il Centro tedesco per la ricerca sulle infezioni (DZIF) in Germania. È certificato in Virologia e Microbiologia, autore di oltre 30 pubblicazioni e inventore di una domanda di brevetto per vaccini universali. Ha presentato argomenti relativi ai vaccini e agli adiuvanti in numerosi congressi internazionali.

Come riporta Database Italia, secondo Vanden Bossche è necessario fermare la vaccinazione altrimenti sarà una catastrofe ed indica i motivi per i quali la vaccinazione di massa in mezzo ad una pandemia crea un mostro irrefrenabile. L’articolo completo con tutti i rimandi e le fonti è disponibile al link.

La Parola ai Lettori – Fauci aveva torto sulle origini del virus

Josh Rogin twitta: “Rand Paul aveva ragione e Fauci torto”.
L’editorialista del Washington Post torna a parlare dei finanziamenti al laboratorio di Wuhan.

Il dott. Fauci aveva torto. Ed il National Institutes of Healt aveva finanziato il laboratorio di Wuhan.

È quanto riporta l’editorialista del Washington Post, Josh Rogin, che da circa un anno lega il virus al laboratorio di Wuhan, ipotesi appunto invece scartata da Fauci.

Di seguito il testo del suo tweet:

Hey guys, [Rand Paul] was right and Fauci was wrong. The NIH was funding gain of function research in Wuhan but NIH pretended it didn’t meet their “gain of function” definition to avoid their own oversight mechanism. SorryNotSorry if that doesn’t fit your favorite narrative.

La notizia ci è stata segnalata dal nostro lettore M. C., che ringraziamo, ed è reperibile al link.

Accordo Usa-Cina: Pechino ammetterà uscita covid da laboratorio

Condanna per gli scienziati che hanno insabbiato il caso.
L’Oms ora mette in dubbio il suo stesso report sulle origini del virus.

La Cina, dopo lunghe indagini, sarebbe disposta ad ammettere che il virus è accidentalmente sfuggito dal laboratorio di Wuhan. Di contro, gli Usa sarebbero disposti ad accettare la versione secondo la quale Pechino avrebbe saputo della fuga del virus solo di recente e che verranno perseguiti scienziati e ricercatori che hanno tenuto nascosta la verità impedendo alla Cina di informare tempestivamente gli Stati Uniti ed il mondo della grave minaccia.

Questo è quanto riporta Tgcom24, aggiungendo che gli Stati Uniti sarebbero anche pronti a a svolgere un’indagine sul coinvolgimento attivo di alcuni scienziati e ricercatori statunitensi negli studi sul virus nel laboratorio di Wuhan.

Il tema è aperto da tempo, con notizie che già legavano il virus al laboratorio di Wuhan (approfondimento ai link1 e link2) ed il fatto che la notizia non volesse essere ammessa per non essere associati a Trump (approfondimento al link).

L’Oms, addirittura, avrebbe messo in dubbio il suo stesso report diffuso a marzo dal suo stesso team che liquidava come improbabile la fuga dal centro ricerche di Wuhan, tanto che il direttore Ghebreyesus ha dichiarato:

Serve una nuova missione in Cina, per proseguire le ricerche sull’origine del coronavirus, anche nei laboratori, c’è stata una spinta prematura a escludere la teoria del virus fuggito dal laboratorio di Wuhan. All’inizio della pandemia non tutti i dati sono stati condivisi. Chiediamo alla Cina di essere più aperta, trasparente, collaborativa. Dobbiamo la verità a milioni di morti.

Erdogan: casa vacanze da 60 milioni di euro e 90mila metri quadrati

300 stanze, piscina, parco, pista per elicotteri e spiaggia con accesso privato al mare.
Polemica sulla villa del presidente turco.

Una super villa extralusso da 60 milioni di euro; di fatto una reggia. Ed utilizzata esclusivamente per le vacanze.

Ecco cosa si è fatto costruire Tayyip Erdogan: 300 stanze, piscina, parco e spiaggia con accesso privato al mare, su una superficie di circa 90.000 metri quadrati a Marmaris, una delle località più esclusive sulla costa egea meridionale della Turchia.

Come riporta Tgcom24, le foto del “Palazzo d’estate”, pubblicate dal quotidiano di opposizione laica Sozcu, immediatamente scatenato le polemiche da parte dell’opinione pubblica. Le foto mettono in luce che la residenza dispone anche di una pista per elicotteri.

Le polemiche riguardano soprattutto due punti: da una parte il costo ritenuto eccessivo, specie considerando che si tratta di una casa vacanze, in un periodo di crisi e forte svalutazione della lira turca, dall’altra la massiccia deforestazione dell’area necessaria per l’ampliamento dell’edificio sorto sul sito che ospitava già la residenza estiva dell’ex presidente Turgut Özal.

Israele: non passa la legge sulla cittadinanza

La proroga non ottiene la maggioranza.
Il governo Bennett alla prima battuta d’arresto.

La proroga della legge che, per motivi di sicurezza, impedisce l’estensione automatica della cittadinanza di Israele a palestinesi sposati con cittadini israeliani, non passa.

L’esito della votazione, protrattosi per la notte intera ed ha visto una mobilitazione generale da parte dell’opposizione, è stato di 59 voti favorevoli e di altrettanti contrari, non ottenendo quindi la maggioranza.

Tanta la delusione tra i ministri del governo Bennett, che insediatosi da circa un mese, ha dunque dovuto affrontare la sua prima battuta d’arresto. Il premier aveva infatti definito il voto come una mozione di fiducia.

Ad opporsi fortemente sono stati i partiti della coalizione Ràam e Meretz.