Accordo Usa-Iran in fase di finalizzazione

Lo annunciano i media arabi: il capo dell’esercito pachistano potrebbe a breve recarsi in Iran per la versione definitiva.

Secondo quanto riportato da Iran International, che riprende l’emittente televisiva araba Al Arabiya, sono in corso i lavori per limare il testo di un accordo tra Washington e Teheran per porre fine alla guerra in Medio Oriente.

L’annuncio del completamento potrebbe arrivare “entro poche ore“, come riportato da Ansa.

Secondo quanto riferito da Al Arabiya, inoltre, il capo dell’esercito pachistano, Asim Munir, potrebbe recarsi in Iran domani per annunciare la versione definitiva del documento.

Messico-Ue: a breve la modernizzazione dell’accordo commerciale

Sheinbaum: aprirà nuovi orizzonti commerciali.
L’Ue nel 2025 è stata il secondo mercato per l’export Messicano per un valore di circa 30 miliardi di dollari.

La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha affermato che la modernizzazione dell’accordo commerciale con l’Unione europea consentirà al Paese di aprire “altri orizzonti” economici, mentre proseguono i negoziati sul trattato nordamericano con Stati Uniti e Canada.

L’intesa con Bruxelles sarà firmata il 22 maggio a Città del Messico durante un vertice con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Sheinbaum, riportano i media locali poi ripresi da Ansa, ha spiegato che il nuovo accordo punta ad attrarre maggiori investimenti stranieri e ad aumentare l’export messicano verso il mercato europeo, in una fase segnata dalle tensioni commerciali legate ai dazi introdotti dal presidente statunitense Donald Trump nel suo secondo mandato.

Secondo i dati diffusi dal governo, nel 2025 l’Unione europea è stata il secondo mercato di destinazione delle esportazioni messicane, per un valore di 27,6 miliardi di dollari, mentre le importazioni dall’Europa hanno raggiunto quasi 67 miliardi.

Il settore imprenditoriale messicano ritiene che l’intesa possa rafforzare il ruolo del Paese come piattaforma produttiva alternativa per le imprese europee.

Anche la Danimarca guarda a destra

Crolla Mette Frederiksen, paladina anti Trump, con la sinistra che ottiene il peggior risultato dal 1903.
L’immigrazione è ora il tema centrale e il re Federico X chiede agli ultraconservatori di formare un esecutivo.

Anche la Danimarca ora guarda a destra.

Dopo che Mette Frederiksen, la paladina anti Trump protagonista della battaglia per la Groenlandia, non è riuscita a formare una coalizione di governo, re Federico X ha chiesto a Troels Lund Poulsen, leader del partito ultraconservatore Venstre, di mettere insieme un nuovo esecutivo.

L’annuncio ha scosso l’establishment politico, dato che Frederiksen è stata una figura di spicco della politica danese per decenni. Il suo partito di sinistra, i Socialdemocratici, ha ottenuto la maggioranza relativa dei voti alle elezioni parlamentari di marzo, ma ha perso consensi, registrando il peggior risultato elettorale dal 1903 e nessun partito ha di fatto conquistato la maggioranza.

Da allora, come riporta Il Tempo, Frederiksen ha cercato di formare un governo di sinistra con il sostegno dei moderati di centro-destra di Lars Løkke Rasmussen, che è considerato un ago della bilancia grazie ad una posizione intermedia tra Frederiksen e Troels Lund Poulsen, ma il progetto di “campo largo alla danese” non ha convinto.

Venerdì sera Rasmussen, potente ex ministro degli Esteri, ha abbandonato i negoziati promettendo sostegno a Poulsen.

Il sovrano ha così chiesto a lui di “guidare i negoziati al fine di formare un governo“, senza la partecipazione dei socialdemocratici e dei moderati.

Negli ultimi anni la politica danese si è spostata sempre più a destra e le elezioni di marzo hanno visto un aumento dei voti per i partiti conservatori.

L’immigrazione è diventata un tema centrale e persino i partiti di sinistra hanno adottato politiche più restrittive in materia di controllo dei lavoratori extracomunitari che entrano nel paese.

Putin a Trump: operazione di terra in Iran inaccettabile e pericolosa

Ushakov: porterebbe ad inevitabili e gravissime conseguenze per l’intera comunità internazionale, non solo per l’Iran e i suoi vicini.

Vladimir Putin ha detto a Donald Trump che condurre un’eventuale operazione di terra in Iran sarebbe “inaccettabile e pericolosa“.

Lo ha detto il consigliere presidenziale russo Yury Ushakov dopo la telefonata tra i due leader, come riporta Ansa:

Il presidente russo ha richiamato l’attenzione sulle inevitabili e gravissime conseguenze non solo per l’Iran e i suoi vicini, ma anche per l’intera comunità internazionale, se gli Stati Uniti e Israele dovessero ricorrere nuovamente ad azioni violente. E, naturalmente, l’opzione di un’operazione di terra sul territorio iraniano appare del tutto inaccettabile e pericolosa“.