Orban possibile nuovo segretario generale delle Nazioni Unite

L’ex primo ministro ungherese sarebbe appoggiato da Usa, Cina e Russia.
Funzionari: quando questi 3 Paesi concordano su un obiettivo, di solito ottengono ciò che vogliono.

L’amministrazione Trump avrebbe incoraggiato Viktor Orbán a candidarsi alla carica di segretario generale delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di farne un candidato sostenuto da Stati Uniti, Russia e Cina.

L’indiscrezione, riportata dal Wall Street Journal e poi ripresa da Euronews, delinea un’ipotesi diplomatica ancora senza conferme ufficiali e che, se concretizzata, dovrebbe superare l’ostacolo degli altri membri permanenti del Consiglio di Sicurezza.

Secondo il quotidiano statunitense, l’idea sarebbe stata avanzata per prima proprio da Washington. Alcuni funzionari americani ritengono che anche Mosca e Pechino potrebbero appoggiare l’ex primo ministro ungherese, sulla base di precedenti consultazioni diplomatiche. Non sarebbe stata, tuttavia, presa alcuna decisione definitiva.

Secondo due funzionari citati dal Wall Street Journal, uno statunitense ed uno di un altro Paese, quando Stati Uniti, Russia e Cina concordano su un obiettivo al Consiglio di Sicurezza, “di solito ottengono ciò che vogliono“.

Al momento, però, nessuna delle parti coinvolte ha confermato l’ipotesi. Non sono arrivate conferme dalla Casa Bianca, da Mosca o da Pechino, né da Orbán.

Trump insiste: devo decidere se fare un accordo con l’Iran o annientarlo

Il presidente americano ribadisce quanto già detto a inizio ottobre.
Poi aggiunge: gli Usa hanno il totale controllo di Hormuz; noi otteniamo tutto, loro nulla.

Donald Trump ha ribadito di trovarsi di fronte a un bivio riguardo all’Iran: raggiungere un accordo diplomatico o procedere alla totale distruzione militare.

“Devo stipulare un accordo o devo farla finita con loro? È questa l’unica domanda“, ha ripetuto il presidente in un’intervista a Fox news ribadendo che gli Usa detengono il controllo assoluto dello stretto di Hormuz.

“Noi otteniamo tutto, loro non ottengono nulla“, ha dichiarato come riporta Ansa.

Aveva già dichiarato lo stesso ad inizio ottobre (approfondimento al link).

Trump: abbiamo ottenuto la Groenlandia

Firmato l’accordo che concede agli Usa ampio accesso allo spazio aereo ed al territorio, il rafforzamento della base militare esistente più la creazione di altre due.

“L’abbiamo ottenuta, abbiamo ottenuto la Groenlandia. (Gli alleati, ndr) sono stati abbastanza gentili da cedercela, nonostante tutte le polemiche”.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, intervenendo ieri alla Casa Bianca, durante la presentazione di un’iniziativa contro le frodi, ha spazzato via qualsiasi eventuale dubbio residuo su come consideri l’isola artica, oggetto dei suoi desideri fin dal suo primo mandato.

Per Trump, la regione è “fondamentale” per la sicurezza degli Usa e dunque deve essere americana, acquistandola oppure, ha lasciato intendere, usando la forza.

Oppure ancora, attraverso l’accordo firmato il mese scorso con la Groenlandia e la Danimarca (cui l’isola appartiene come territorio autonomo), che potrebbe fungere da ‘cavallo di troia’ per controllare de facto il territorio.

L’intesa, come riporta Adnkronos, prevede per gli Usa un ampio accesso allo spazio aereo e al territorio dell’isola, il rafforzamento della loro attuale base militare a Pituffik – che supporta le operazioni di allerta missilistica, difesa missilistica e sorveglianza spaziale per gli Stati Uniti e la Nato – e la realizzazione di altre due basi, a Narsarsuaq e Mestersvig. Ciascuna delle tre parti può inoltre proporre ulteriori “aree di difesa”, con l’approvazione delle altre due.

“Qualsiasi futuro attacco agli Stati Uniti dovrà necessariamente passare attraverso la Groenlandia, dove la nostra Difesa abbatterà regolarmente droni, missili o qualsiasi altra forma di arma non ancora nemmeno concepita. Ci offre tempo, posizione e visuale come nessun altro luogo al mondo“, ha scritto Trump sul suo social Truth.

Trump firma accordi sul diesel con Putin e invoca un nuovo presidente per l’Ucraina

Oltre 300.000 tonnellate di diesel subito, altre 500.000 a novembre da Mosca a Washington.
Trump: Zelensky rifiuta sempre di firmare accordi, suggerisco un nuovo presidente.

“La Russia fornirà immediatamente oltre 300.000 tonnellate di diesel al mercato americano e globale, e altre 500.000 tonnellate nel corso del mese di novembre“, ha dichiarato Trump dopo i colloqui con Putin.

Zelensky, come riporta Euronews, ha definito la misura un “regalo a Putin” che “non porterà la pace né alcun beneficio al mondo civile“.

Il presidente degli Stati Uniti, di risposta, ha dichiarato che per l’Ucraina è arrivato il momento di avere un nuovo presidente, sostenendo che l’omologo ucraino Volodymyr Zelensky non si è impegnato abbastanza per porre fine all’invasione russa.

“Suggerisco che si scelga un nuovo leader capace di trovare un accordo, perché lui avrebbe potuto concludere molti accordi e per qualche motivo non lo fa mai“, ha detto Trump ai giornalisti alla Casa Bianca, prima di partire per il Tennessee sabato.

Le dichiarazioni sono state accolte con favore dal principale negoziatore economico del presidente russo Vladimir Putin, che ha definito le parole di Trump “iconiche e storiche“.

“Il presidente Trump si unisce a quanti ritengono che l’Ucraina abbia bisogno di una leadership davvero concentrata sulla pace, non sulla propensione alla guerra di Zelensky“, ha scritto Kirill Dmitriev, inviato speciale del Cremlino per la cooperazione economica, in un post su X.

Russia-Ucraina: proposta di cessate il fuoco energetico

Trump: Mosca e Kiev hanno raggiunto un accordo immediato; ma le due capitali non confermano.
Kallas invita gli Usa a mettere sanzioni alla Russia.

Il presidente Usa Trump ha detto ieri che l’Ucraina e la Russia hanno raggiunto un “cessate il fuoco sull’energia“ immediato, senza fornire altri dettagli. Del presunto accordo però non c’è conferma né da Kiev né da Mosca.

Kaja Kallas, l’alta rappresentante dell’Ue per gli affari esteri, ha accolto l’annuncio di un cessate il fuoco nel settore energetico tra Russia e Ucraina, aggiungendo però che preferirebbe una tregua “che includa che le persone non vengano uccise“.

Kallas, come riporta Reuters, ha aggiunto che non è chiaro se la Russia rispetterà la tregua e ha invitato gli Stati Uniti a imporre sanzioni contro Mosca.