L’Ucraina lancia oltre 400 droni verso Mosca

Il sindaco di Mosca: la maggior parte abbattuti in fase di avvicinamento, altri 36 mentre si avvicinavano a Mosca.

L’Ucraina ha lanciato più di 400 droni in direzione della capitale russa.

Lo ha dichiarato il sindaco di Mosca, alla vigilia del cruciale vertice NATO in Turchia.

Da ieri fino alle 6:00 del mattino (03:00 GMT), più di 430 droni hanno sorvolato la regione di Mosca“, ha scritto il sindaco Sergei Sobyanin sulla piattaforma statale MAX poi ripresa da Ansa, aggiungendo che la maggior parte è stata abbattutain fase di avvicinamento“, mentre 36 sono stati “distrutti mentre si avvicinavano a Mosca“.

Cremlino a Kallas: pressione su Kiev continuerà ad aumentare

Kallas (Ue): introdurre nuove sanzioni per aumentare la pressione su Mosca.
Peskov: la pressione sul regime ucraino continuerà fino per arrivare agli obiettivi.

La Russia continuerà ad aumentare la pressione sul regime di Kiev per arrivare ai suoi obiettivi“.

Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, dopo i massicci attacchi della scorsa notte sull’Ucraina e rispondendo alle dichiarazioni dell’Alto rappresentante della Ue, Kaja Kallas, sulla necessità di introdurre nuove sanzioni per aumentare la pressione su Mosca.

Lo riferisce l’agenzia Tass, poi ripresa da Ansa.

La Repubblica Ceca vuole ritirare un’onorificenza a Zelensky

Rajchl: Zelesnky protagonista di gesti controversi nei confronti della storia.
Pochi giorni fa anche la Polonia aveva ritirato un’onorificenza al presidente ucraino.

Il movimento “Libertà e Democrazia Diretta” (Spd), che partecipa al governo in Repubblica Ceca, ha chiesto di revocare a Volodymyr Zelensky l’Ordine del Leone Bianco, la più alta onorificenza statale. Come ha riferito il deputato Jindřich Rajchl, il partito partito si adopererà affinché la Camera dei deputati rivolga un appello in tal senso al presidente ceco Petr Pavel.

L’Spd, come riporta Euronews, prevede inoltre di sollevare il tema durante le riunioni della coalizione.

Rajchl ha sottolineato che non si può ignorare la situazione attuale, ovvero il fatto che la massima onorificenza ceca è detenuta da una persona che, a suo avviso, si rende protagonista di gesti controversi nei confronti della storia, tra cui l’attribuzione di nomi a unità militari che richiamano l’Esercito insurrezionale ucraino, accusato di crimini contro polacchi, ebrei e cechi durante la Seconda guerra mondiale.

Zelensky ha ricevuto l’Ordine del Leone Bianco dalla Repubblica Ceca nel 2022, dopo l’inizio della guerra tra Russia ed Ucraina. L’onorificenza gli è stata conferita come riconoscimento per la sua leadership in tempo di guerra e per la difesa dell’indipendenza del Paese e dei valori democratici.

La vicenda si inserisce nelle più ampie tensioni in Europa centro-orientale, dove le diverse interpretazioni della storia della Seconda guerra mondiale continuano a influenzare i rapporti tra i Paesi.

Pochi giorni fa, anche la Polonia aveva deciso di ritirare un’onorificenza a Zelensky (approfondimento al link).

Cremlino: le condizioni di Mosca per la pace in Ucraina non cambiano

Peskov: le condizioni sono le stesse da 2 anni: ritiro delle truppe ucraine dalle regioni rivendicate e non adesione di Kiev alla Nato.

Le condizioni della Russia per arrivare a una pace negoziata in Ucrainanon sono cambiate“, dal punto di vista territoriale e della richiesta a Kiev di rinunciare a entrare nella Nato.

Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

La nostra posizione è ben conosciuta” e “non è cambiata“, ha sottolineato Peskov, citato dalla Tass. “La nostra posizione – ha aggiunto il portavoce di Vladimir Putinè stata illustrata due anni fa dal capo di Stato durante un discorso al ministero degli Esteri“.

In quel discorso, Putin disse che per ottenere la pace, Kiev avrebbe dovuto ritirare le sue truppe dall’intero territorio delle quattro regioni rivendicate da Mosca e impegnarsi ufficialmente a non entrare nella Nato.

Tale posizione russa “è ben nota al regime di Kiev, è ben nota ai negoziatori americani, ed è molto coerente“, ha concluso Peskov come riporta Ansa.

Putin: nessuno può sconfiggere la Russia sul campo di battaglia

Lo zar: L’Occidente non è riuscito a sconfiggere la Russia sul campo di battaglia, da qui i suoi futili tentativi di destabilizzare la situazione politica in Russia. Aspettiamo i negoziatori Usa quando saranno meno impegnati con l’Iran.

“Nessuno può sconfiggere la Russia sul campo di battaglia“.

Lo ha detto il presidente russo, Vladimir Putin, parlando al congresso del partito Russia Unita, riferisce la Tass, poi ripresa da Ansa.

Il regime di Kiev ricorre a metodi terroristici mentre le forze ucraine continuano a ritirarsi lungo l’intera linea di contatto“, ha proseguito lo zar.

L’Occidente non è riuscito a sconfiggere la Russia sul campo di battaglia, da qui i suoi futili tentativi di destabilizzare la situazione politica in Russia“, ha aggiunto.

Oggi si tiene il primo turno del congresso pre-elettorale di Russia Unita, il partito di maggioranza parlamentare.

I membri dovranno nominare i candidati e approvare le liste elettorali per le elezioni di novembre alla Duma (la Camera bassa del Parlamento).

In base alla legge, i partiti che partecipano alle elezioni della Duma devono tenere congressi per nominare i candidati per le liste di partito e i collegi uninominali entro 25 giorni dall’inizio della campagna.

Infine, in merito al conflitto con l’Ucraina, ha detto: “stiamo aspettando i negoziatori americani, quando saranno meno occupati con l’Iran“.