No del M5S al sostegno militare all’Ucraina

Conte: continuo ad essere per una svolta negoziale che l’Europa non vuole; direi a Zelensky che lui è l’aggredito, ma subito dopo chiamerei Putin per negoziare la pace.

No al sostegno militare all’Ucraina.

Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, si esprime così sulla posizione in relazione al conflitto tra Ucraina e Russia.

Noi siamo stati favorevoli al primo invio di armi per una assimetria militare e impedire alla Russia di invadere e conquistare tutta l’Ucraina”, dice a PiazzAsiago, con la notizia poi ripresa da Adnkronos. Ma il prossimo voto sul sostegno militare, lo voterete? “Noi non votiamo il sostegno militare”, dice. 

Io continuo ad essere favorevole a una svolta negoziale che l’Europa non vuole”, afferma Conte. “Più che una coalizione di volonterosi servirebbe una coalizione di coraggiosi“, dice ancora, delineando poi la propria strategia se fosse presidente del Consiglio. “Se dovessi essere investito” della premiership “chiamerei Zelensky, lo incontrerei per rassicurarlo che lui è l’aggredito, ma gli preannuncerei che un attimo dopo chiamerei Putin, l’aggressore, per imprimere una svolta negoziale”. 

Nel centrosinistra non c’è una posizione unitaria in relazione al conflitto. Esiste un nodo Ucraina? “Lo scioglieremo con le primarie, faremo decidere agli italiani”, la risposta. “Se dovessi essere io vincente alle primarie, il giorno dopo mi batterò in Europa per trovare una soluzione negoziale. Una soluzione che tuteli al massimo gli interessi dell’Ucraina che è il paese aggredito”, ripete. 

Netanyahu: incontro eccellente con Trump

Il premier israeliano: non lo dico in maniera superficiale, c’è accordo totale.
Poi aggiunge: non vogliamo nucleare all’Iran.

Ho appena concluso un incontro eccellente con il presidente Trump. Quando dico eccellente, non intendo in senso superficiale, ma una conversazione all’insegna della piena collaborazione, del sostegno reciproco e della comprensione dell’obiettivo comune: garantire che l’Iran non possieda armi nucleari e anche altri obiettivi”.

Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu in un video diffuso sui suoi canali social e ripreso da Ansa.

Mosca emette un mandato di cattura per il capo di Telegram

L’accusa è di “complicità nel terrorismo”.
Durov, nato in Russia, attualmente si trova in Francia.

La Russia ha annunciato di aver emesso un mandato di cattura internazionale per il fondatore e Ceo di TelegramPavel Durov, con l’accusa di “complicità nel terrorismo“.

“È stato emesso un mandato di cattura internazionale per il capo dell’amministrazione di Telegram, Pavel Durov“, hanno dichiarato i servizi di sicurezza del Cremlino, Fsb, tramite un comunicato citato dalle agenzie di stampa russe.

I servizi di sicurezza, come riporta Tgcom24, hanno inoltre reso noto che Durov, nato in Russia ed in possesso di passaporto francese ed emiratino, si trova attualmente in Francia

Tensioni Francia-Iran: Barrot denuncia l’Iran che convoca l’ambasciatore francese

La Francia: diplomatici trattenuti e interrogati per diverse ore; intimidazione estremamente grave.
L’Iran: interferivano negli affari interni col pretesto di impegnarsi con la società civile.

L’ambasciatore francese in Iran, Pierre Cochard, è stato convocato ieri dal ministero iraniano degli Affari esteri.

Al rappresentante francese sono state contestate delle “ingerenze negli affari interni dell’Iran.”

Questa convocazione arriva dopo le accuse formulate dal Quai d’Orsay: il 20 luglio Jean-Noël Barrot, ministro degli Esteri francese, aveva denunciato Un’azione di intimidazione estremamente grave da parte dei servizi di sicurezza iraniani contro due diplomatici francesi“, uno dei quali sarebbe stato “maltrattato“.

Secondo il ministro francese, come riporta Euronews, i due diplomatici sono stati trattenuti senza motivo per diverse ore” ed “interrogati“, a causa della loro missione di sostegno alla società civile iraniana.

Le autorità iraniane avevano subito smentito le accuse e parlato di un breve interrogatorio, dopo un incontro dei diplomatici “con diverse persone ricercate dalle autorità“.

Il portavoce della diplomazia iraniana, Esmaïl Baqhaï, ha dichiarato lunedì 27 luglio che i due diplomatici avevano svolto attività “che non erano in alcun modo giustificate” e che avevano interferito negli affari interni dell’Iran con il pretesto di impegnarsi con la società civile.

Salvini: rinunciare al gas russo è irrilevante per la fine del conflitto

Diversi Paesi dell’Ue, come Francia e Spagna, non rinunciano al gas russo.
Il divieto al gas russo non ferma il conflitto ma penalizza le aziende italiane.

Vietare l’acquisto di gas russo è “irrilevante in termini di fine del conflitto e condizionante per le nostre imprese e la nostra economia“.

Lo ha detto il vice premier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini intervenendo in videoconferenza all’assemblea di Gim Unimpresa, associazione delle imprese italiane in Russia.

Salvini, come riporta Ansa, ha sottolineato che diversi Paesi della Ue, tra cui Francia e Spagna, continuano ad acquistare gas russo, mostrando di non voler rinunciare a questo “potenziale di energia“.

Non mi sembra che le sanzioni abbiano portato alla fine del conflitto… e mi auguro che non ci siano altri 20 pacchetti di sanzioni prima di arrivare alla fine di questa guerra. Al tavolo negoziale, perché questo conflitto non si concluderà con un vincitore evidente“, ha aggiunto.