Un discount al posto dell’hangar con i 25.000 quadri di Berlusconi

Eurospin aprirà un punto vendita con ampio parcheggio.
Nell’hangar l’infinita collezione che Berlusconi comprò prevalentemente durante le televendite notturne: ecco tutti i retroscena.

Dove un tempo campeggiava l’enorme ritratto a olio di Silvio Berlusconi, tra qualche mese potrebbero trovare posto il reparto surgelati o gli scaffali delle offerte.

L’hangar di viale Monte Rosa, ad Arcore, che ospitava la monumentale raccolta privata di opere pittoriche e scultoree acquistate dall’ex presidente del Consiglio, è infatti destinato a lasciare spazio a un supermercato Eurospin.

Secondo quanto raccontato da Il Corriere della Sera, poi ripreso da Affaritaliani, entro circa un anno dell’edificio che accoglieva la cosiddetta “quadreriaberlusconiana non dovrebbe rimanere più nulla. Al suo posto sorgerà un punto vendita della catena discount, dotato di un ampio parcheggio.

Non credo che al presidente avrebbe fatto piacere. Un discount al posto della sua collezione da 25mila opere”, osserva Lucas Vianini, ex allestitore della raccolta.

Le opere sarebbero già state trasferite nei mesi scorsi. La collezione era nata soprattutto dagli acquisti compiuti da Berlusconi durante le televendite notturne e comprendeva pezzi molto diversi tra loro, spesso di valore economico non particolarmente elevato. Secondo Vianini, tuttavia, sarebbe sbagliato liquidare l’intera raccolta come un semplice accumulo di opere di scarso pregio. “Era una collezione eterogenea, nella quale erano presenti anche dipinti di valore museale. Ma la quadreria non aveva la pretesa di essere una collezione tradizionale: nasceva da un’idea diversa, visionaria”.

L’allestimento era organizzato per generi e raccoglieva nature morte, immagini religiose e mitologiche, ritratti storici, paesaggi e riproduzioni di grandi capolavori. Un percorso che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto offrire una sorta di introduzione alla storia dell’arte. Non era aperta al pubblico, ma l’obiettivo era renderla accessibile a tutti. La valenza del luogo era quasi pedagogica, spiega l’ex allestitore.

Più che una collezione in senso stretto, la quadreria rappresentava una grande scenografia costruita attorno ai gusti, alle passioni e all’immagine pubblica di Berlusconi. Vianini la definisce una manifestazione della “mitologia berlusconiana”. Nelle sale trovavano spazio le città del cuore dell’ex premier, con vedute di Milano, Napoli, Parigi e Positano, ma anche personaggi storici, paesaggi assolati, animali, gladiatori e grandi condottieri come Napoleone. “Era quasi uno studio antropologico sul potere”, racconta ancora Vianini. Quando arrivavano ospiti, Berlusconi chiedeva di aprire la quadreria e accompagnava personalmente ministri, esponenti politici e imprenditori tra le opere.

Tra i visitatori vengono ricordati Licia Ronzulli, la ministra Anna Maria Bernini, l’ex compagna Francesca Pascale e Renato Brunetta, che davanti a una serie di vedute veneziane si sarebbe lanciato in una lunga spiegazione.

Con gli imprenditori, invece, Berlusconi amava trasformare la visita in una sorta di gioco. Mostrava un dipinto e domandava quanto, secondo loro, potesse valere. Dopo aver ascoltato la stima, spesso molto superiore alla cifra effettivamente pagata, si rivolgeva soddisfatto a Vianini“Hai visto che affare ho fatto?”.

Ora quell’universo fatto di dipinti, statue, ritratti e autocelebrazione è destinato a scomparire insieme all’hangar che lo custodiva. Al posto della quadreria arriveranno corsie, carrelli e scaffali di un supermercato.

Ilaria Salis condannata per per licenziato due collaboratori senza giusta causa

Condannata a oltre 300mila euro di indennizzo più 10mila di spese legali.
L’eurodeputata: ho già impugnato la sentenza.

I contratti, in scadenza nel 2029, prevedevano mansioni strategiche e retribuzioni analoghe.

La rottura dei rapporti, come riporta Sky tg24, era stata motivata dall’eurodeputata con il “venir meno della fiducia” e con una presunta insoddisfazione professionale.

Il giudice ha rilevato l’assenza di prove sulla giusta causa, riconoscendo il risarcimento di 300.900 euro per i mancati guadagni e 10 mila euro di spese legali.

Salis: “Si tratta di una decisione che contesto integralmente e che ho già impugnato

Gibilterra rafforza i controlli in vista dell’eliminazione della barriera con la Spagna

Dopo 4 anni di negoziati verranno tolti i controlli alla frontiera con la Spagna sulla base di Schengen.
Ecco come ha risposto Gibilterra aggiungendo controlli.

A meno di due settimane dall’entrata in vigore provvisoria dell’accordo tra Unione europea e Regno Unito su Gibilterra, prevista per il 15 luglio, il governo del Territorio britannico ha presentato il nuovo dispositivo di sicurezza che accompagnerà la rimozione della storica recinzione di confine – la cosiddetta Verja – con la Spagna, destinata a scomparire nell’ambito dell’intesa post-Brexit.

L’accordo, raggiunto dopo quasi 4 anni di negoziati, prevede l’eliminazione dei controlli alla frontiera terrestre tra la Rocca e La Linea de la Concepcion, trasferiti al porto e all’aeroporto di Gibilterra, secondo le regole dell’area Schengen.

Per Madrid, come riporta Ansa, si tratta della caduta “dell’ultimo muro dell’Europa continentale“. Tuttavia, secondo quanto ha spiegato l’esecutivo della Rocca, guidato dal ministro principale Fabian Picardo, la vecchia recinzione in rete metallica e filo spinato è già stata sostituita, pochi metri più all’interno, da una nuova barriera di alta sicurezza “antiscalata, dello stesso tipo impiegato per proteggere le installazioni militari britanniche.

La recinzione, si legge in una nota, si estende dal mare fino all’aeroporto e protegge le infrastrutture strategiche, fra cui la pista, i depositi di carburante, il tunnel e le strutture doganali.

L’unico tratto che resterà senza recinzione sarà quello di circa 150 metri già utilizzato dai pedoni per attraversare il confine. In quell’area saranno concentrati i nuovi controlli, con una presenza permanente di polizia, dogana e guardia costiera, supportati da telecamere a circuito chiuso, sistemi di riconoscimento facciale collegati alle banche dati dell’Interpol, lettori automatici di targhe e pattuglie con fuoristrada.

La sicurezza di Gibilterra alla frontiera viene rafforzata, non indebolita“, ha assicurato il primo ministro Fabian Picardo.

Bce: possibili le dimissioni anticipate di Lagarde

La presidente della Bce potrebbe mirare alla presidenziali in Francia: “penso che una voce europea debba farsi sentire nel dibattito presidenziale francese”.

La presidente della Bce Christine Lagarde ha dichiarato giovedì, in un’intervista a Les Echos, di non escludere la possibilità di lasciare Eurotower prima della scadenza del suo mandato, nell’ottobre 2027, per far sentire “una voce europea” nel dibattito presidenziale francese.

Interrogata su un’eventuale dimissione anticipata, con un occhio alle future elezioni in Francia, Lagarde ha risposto: “È possibile. Penso che una voce europea debba farsi sentire nel dibattito presidenziale francese“.

Come riporta Ansa, domani Lagarde è attesa in Provenza per gli “incontri economici“, ai quali partecipa anche il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.

Polonia: proposto il 28 giugno come giornata dell’Opposizione Anticomunista

Il Presidente della Repubblica firma l’iniziativa di legge.
Alla commemorazione della brutale repressione da parte del regime comunista hanno partecipato ospiti internazionali, istituzioni statali e della Chiesa.

In occasione delle celebrazioni per il settantesimo anniversario della rivolta di Poznań del 1956, il presidente della Repubblica Karol Nawrocki ha annunciato di aver firmato un’iniziativa legislativa per istituire il 28 giugno come Giornata degli Attivisti dell’Opposizione Anticomunista e delle Persone Perseguitate per Motivi Politici.

Nel suo discorso, il presidente ha sottolineato il significato storico della rivolta di Poznań come simbolo della lotta per la libertà, la dignità e l’indipendenza della Polonia, ricordando la brutale repressione della protesta da parte del regime comunista.

Alle celebrazioni, come riporta Polonia Oggi, hanno partecipato anche ospiti internazionali, rappresentanti delle istituzioni statali e della Chiesa.

La rivolta di Poznań ebbe inizio il 28 giugno 1956 con lo sciopero degli operai degli stabilimenti Cegielski, trasformandosi rapidamente in una grande manifestazione contro il regime comunista.

La protesta fu repressa con l’intervento dell’esercito e delle forze di sicurezza: morirono 73 persone, tra cui numerosi adolescenti.

Durante le commemorazioni è stato reso omaggio anche alle vittime di quei tragici eventi, le cui tombe sono oggi protette dallo Stato.