Soldi per onorificenze: si dimette l’aiuto del principe Carlo

A lungo tra i più stretti collaboratori, era ceo della Princès Foundation.
Al centro dello scandalo un’onorificenza ad un tycoon saudita.

Si è dimesso Michael Fawcett.

L’ex aiutante del principe Carlo, da anni tra i suoi più stretti collaboratori oltre che ceo della Princès Foundation (fondazione creata dall’erede al trono) ed ex assistente personale (valet), ha rassegnato le dimissioni in seguito allo scandalo legato alla concessione di onorificenze reali in cambio di cospicue donazioni.

Come riporta Leggo citando a sua volta il Daily Mail, infatti, al centro dello scandalo ci sarebbero le accuse di aver agevolato cospicue donazioni in denaro alla Princès Foundation da parte di un tycoon saudita che in cambio ha ottenuto una importante onorificenza reale nel 2016.

Un portavoce di Clarence House, inoltre, ha precisato che non ci saranno più legami fra le attività del principe di Galles e Fawcett, anche per quanto riguarda la società di organizzazione di eventi dell’ex valet di Carlo.

Brexit-Irlanda del Nord: accordo fallirà senza cambio governance

Servono nuove disposizioni per regolare il commercio con l’Irlanda del Nord dopo la Brexit.
In settimana nuove proposte da parte dell’Ue.

Il portavoce di Boris Johnson, primo ministro britannico, ha fatto sapere che l’accordo tra Gran Bretagna ed Unione europea che regola il commercio con l’Irlanda del Nord ha bisogno di nuove disposizioni di governance.

Più precisamente, riferendosi al protocollo dell’Irlanda del Nord, le sue parole sono state le seguenti:

“Senza nuovi accordi sulla governance, il protocollo non avrà mai il sostegno di cui ha bisogno per sopravvivere.

Nel corso di questa settimana l’Ue dovrebbe presentare delle proposte per allentare i controlli sugli scambi commerciale dell’Irlanda del Nord verso l’Irlanda; quest’ultima, stato membro dell’Unione europea.

Sempre entro questa settimana, anche la Gran Bretagna invierà all’Ue un nuovo documento negoziale relativo al protocollo.

Abdulrazak Gurnah Nobel per la Letteratura 2021

È il quinto africano a vincere il premio.
La Francia il Paese più premiato in questo campo.

È Abdulrazak Gurnah, nato nell’isola di Zanzibar in Tanzania ed emigrato in Gran Bretagna quando aveva 18 anni, il vincitore del premio Nobel per la Letteratura 2021.

È il quinto africano a vincere il medesimo premio e la motivazione annunciata dall’Accademia di Svezia è la seguente:

Per la sua intransigente e profonda analisi degli effetti del colonialismo e del destino del rifugiato nel golfo tra culture e continenti.

A detenere il primato dei premi Nobel per la Letteratura è, al momento, la Francia: i transalpini ne vantano ben 15.

Seguono a ruota gli Stati Uniti con 13 vincitori ed il Regno Unito con 12 premi Nobel.

Israele, studio: Pfizer perde 30% efficacia su variante Delta

È forse il Paese più vaccinato al mondo ma torna verso le restrizioni.
Il 40% dei nuovi contagi sono vaccinati. Legame tra vaccini imperfetti e nuove varianti?

(Foto da internet)

Israele, il Paese forse più vaccinato al mondo, sta tornando verso le restrizioni di inizio pandemia.

Il 40% dei nuovi contagi è vaccinato (approfondimento al link) ed i dati diffusi dal ministero della Sanità israeliana in un’analisi dell’infezione in un Paese dove la vaccinazione di massa è avvenuta in maniera esclusiva con quel tipo di immunizzazione.

Uno studio nazionale, riportato da Ansa e Huffpost, mette in evidenza che il vaccino Pfizer è “in maniera significativa” meno efficace nel prevenire la diffusione della variante Delta.

Si ritiene che il vaccino riduca i casi seri e le ospedalizzazioni, ma la protezione cala del 94,3% al 64%, perdendo dunque il 30% di efficacia.

Nel ribadire la validità del vaccino, le autorità sanitarie segnalano però che anche nel combattere i casi seri e le ospedalizzazioni, l’efficacia è passata dal 98,2% dello scorso maggio al 93% di giugno.

In Israele, il 90% dei nuovi casi è dovuto alla variante Delta.

Un altro studio americano-britannico, sostiene che i vaccini imperfetti rendano il virus più resistente ed aggressivo (approfondimento al link): potrebbe forse essere questa la causa delle nuove varianti che sfuggono ai vaccini, visto che sono presenti maggiormente nei Paesi più vaccinati (Regno Unito, Israele ed India)?

Vaccino: altra sconfitta dell’Ue

Pachidermica negli aiuti economici, priva di solidarietà ed ora sconfitta sui vaccini.
L’Unione si conferma un macchinoso carrozzone burocratico privo di efficacia.

Un piano di aiuti economici fatto di soli slogan, mentre da altre parti si stampava moneta per farla entrare direttamente nei conti correnti dei cittadini. Le liti del premier olandese e dei Paesi del Nord per non dare soldi all’Italia ed agli Stati in maggiore difficoltà per la pandemia da Covid-19, un virus che mette a nudo il vero funzionamento dell’Ue, ovvero un’unione finanziaria voluta e gestita dall’asse franco-tedesco (approfondimento al link).

Ora anche i vaccini.

Lo smacco più grande, aldilà del confronto internazionale, arriva proprio dentro i confini europei: Regno Unito e Serbia sono, infatti, i primi due Paesi in Europa per numero di vaccini effettuati in rapporto alla popolazione.

Entrambi, non fanno parte dell’Unione europea.

Stando ai dati di “Our Wolrd in Data” e riportati anche su “Ansa”, elaborati ed aggiornati al primo febbraio, vediamo quanto di seguito: Regno Unito 14.42 (dosi per 100 abitanti), Serbia 6.43, Romania 3.75, Slovenia 3.67, Lituania 3.52, Italia 3.36 Polonia 3.25, Ungheria 3.23) e Germania 2.95.

La Serbia, nello specifico, ha iniziato le vaccinazioni il 24 dicembre, anticipando l’Ue, ed utilizza tre tipi di vaccino: l’americano Pfizer, il russo Sputnik V ed il cinese Sinopharm.

Non solo. La Serbia ha anche dato ai suoi cittadini la possibilità di scegliere con quale di questi vaccinarsi.