Vaccino Covid-19, lo fareste? “No”

Nel sondaggio i lettori esprimono un secco “No”.
Il “Si” non raggiunge il 10%, con una quota simile a quella degli indecisi.

Sono giorni caldi per il vaccino del Covid-19.

L’Ue sta firmando contratti con diverse case farmaceutiche (approfondimenti ai link1, link2 e link3) al fine di approvvigionare gli Stati membri delle dosi di vaccino necessarie e di farlo il prima possibile.

General Magazine, nel frattempo, ha lanciato un sondaggio su twitter per vedere quanti cittadini si sottoporrebbero o meno al vaccino.

La risposta dei lettori è stata decisamente orientata al “no“, che ha toccato quota 89%.

Il “Si” si è fermato ad un 7%, mentre gli indecisi (“Non saprei“) sono stati il 4,1%).

Di seguito, il risultato da noi effettuato:

Recovery Fund bloccato, serve un piano B

Dopo il veto di Polonia ed Ungheria, bisogna trovare altre vie.
Gentiloni: concentrarsi sugli obiettivi realizzabili.

Dopo il veto arrivato da Polonia ed Ungheria, il Recovery Fund è bloccato, così come l’approvazione del bilancio europeo (per approvarlo è necessaria l’unanimità).

Il piano di aiuti inserito nel Next Generation Eu e che dovrebbe vedere l’Italia tra i principali destinatari dei fondi Ue (nessun regalo, sia chiaro, semplicemente una riduzione del delta tra contributi versati dal Bel Paese e finanziamenti ricevuti), oltre che essere fortemente in ritardo (l’epidemia è iniziata a marzo) potrebbe non arrivare per niente.

La causa è quella scritta all’inizio: Polonia ed Ungheria hanno posto il veto; e l’approvazione è legata all’unanimità dei Paesi membri.

Sul tema intervenuto anche Paolo Gentiloni, commissario Ue agli Affari economici, inserendo l’ipotesi di superare il veto in una cornice intergovernativa anziché comunitaria:

E’ sempre meglio non parlare di piani B e concentrarsi sugli obiettivi quando sono realizzabili. Penso che sarebbe un errore rinunciare ad una delle caratteristiche più interessanti del Next Generation Ue.”

Vaccino Pfizer: all’Italia il 13,6% delle dosi

200 milioni le dosi destinate all’Unione Europea.
3,4 milioni potrebbero arrivare a gennaio.

Il vaccino della Pfizer per il Covid-19 potrebbe arrivare a gennaio 2021.

La prima tranche di dosi si aggira sui 3,4 milioni di unità.

In totale, all’Unione europea saranno destinate 200 milioni di dosi. Di queste, in base al meccanismo di acquisto congiunto in sede Ue, l’Italia avrà diritto al 13,6%.

Il tutto, ovviamente, solo se l’autorità europea del farmaco approverà il vaccino a dicembre di quest’anno.

La notizia arriva da una fonte governativa riportata da “Reuters”.

La Polonia propone un Piano Marshall per la Bielorussia

Se la Bielorussia effettuerà elezioni corrette, riceverà 1 miliardo di euro di fondi europei.
I Paesi del Visegrad puntano a creare un’alternativa al prestito offerto da Putin.

È stato presentato a Bruxelles dal governo polacco una sorta di “Piano Marshall”, volto ad aiutare la Bielorussia tramite 1 miliardo di euro proveniente da fondi europei.

La conditio sine qua non per ottenere i sopracitati fondi sarebbe quella di annullare le elezioni contestate del mese scorso (che hanno confermato la leadership di Lukashenko, in carica dal 1994) e l’accettazione da parte dei rappresentanti politici a tenerne di nuove con un voto libero ed equo.

La proposta, dopo aver trovato d’accordo sia il governo che l’opposizione polacchi, è stata portata in collaborazione con i Paesi del Visegrad, ovvero Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e, appunto, Polonia.

Il viceministro degli Affari esteri, Paweł Jabłoński, ha così commentato:

“Sosterremo le azioni più coerenti da parte dell’UE. Dobbiamo presentare una valida alternativa per la Bielorussia, per il popolo bielorusso, per l’economia bielorussa per il futuro.”

La proposta vuole essere anche un’alternativa al prestito recentemente offerto alla Bielorussia dalla Russia di Putin.

Sul tema si è espresso anche Pavel Latushko, del Presidio del Consiglio di coordinamento bielorusso, come di seguito:

“Il piano è un segnale molto forte. È molto importante l’interrelazione tra gli aiuti che possono essere offerti sia dall’Europa che dalla Federazione russa e le aspettative della società bielorussa. Fondamentali anche i nostri tentativi di cambiamento dentro la società bielorussa.”

Germania spinge per bilancio Ue. Frenano Polonia e Ungheria

I tedeschi premono per chiudere entro poche settimane l’accordo che comprende anche il Recovery fund.
Possibili veti dall’Est Europa.

Il Paese della Merkel sta cercando di fare pressioni al fine di chiudere entro breve tempo, ovvero nelle prossime settimane, un accordo sul bilancio dell’Unione europea.

Lo stesso bilancio conterrebbe anche il famoso Recovery fund da 750 miliardi di euro, di cui l’Italia dovrebbe essere tra le principali (se non la principale) beneficiaria.

Tralasciando tutti i discorsi inerenti alla convenienza o meno dei fondi con relative condizioni, pare che, almeno per il momento, l’ostacolo maggiore arrivi dall’Est Europa: Polonia ed Ungheria sembrerebbero infatti orientate a porre il loro veto.

I due Paesi del Visegrad, appunto, sarebbero timorosi di vedere inserite nel bilancio Ue delle sanzioni inerenti al mancato rispetto degli standard di integrità e Stato di diritto (la Polonia era già stata in passato al centro di forte polemiche per la riforma giudiziaria e per i ripetuti “no” alle quote di ripartizione dei migranti).

La loro posizione impedirebbe l’approvazione di qualsiasi accordo di bilancio, con la conseguenza di veder rimanere bloccato anche il Recovery fund.

Stando a quanto riporta “Reuters”, un alto funzionario del governo tedesco, proprio in vista del vertice dei leader Ue e date le posizioni di Polonia ed Ungheria, avrebbe sostenuto che lo Stato di diritto non è oggetto di discussione ufficiale al vertice ma che il tema verrà sicuramente affrontato a margine. Se questa linea venisse confermata, è possibile che l’approvazione del bilancio europeo avvenga senza intoppi ed in breve tempo, esattamente come desiderato dalla Germania.