Inter: bilancio in rosso di 102,4 milioni di euro

Chiuso il bilancio al 30 giugno 2020.
Assemblea degli azionisti svolta in videoconferenza.

Gli effetti del Covid-19 si fanno sentire, pesantemente, anche nel mondo del calcio.

L’Inter, ufficialmente F.C. Internazionale Milano S.p.A., ha infatti chiuso il bilancio al 30 giugno 2020 facendo registrare una perdita di 102,4 milioni di euro.

L’assemblea degli azionisti, svoltasi tramite videoconferenza, ha approvato la sopracitata chiusura di bilancio in rosso.

Più precisamente, l’esercizio ha visto una diminuzione dei ricavi che si aggira sui 45 milioni di euro ed il dato consolidato si è attestato a quota 372,4 milioni di euro; l’Ebitda è risultato pari a 14,5 milioni di euro.

Usa: il Pil rimbalza del 33,1% nel terzo trimestre

Dopo il crollo dovuti al Covid-19, l’economia statunitense ha saputo reagire.
I posti di lavoro persi sono stati “coperti” dai sussidi, che Biden sembra voler interrompere.

Ci si attendeva un rimbalzo del Pil Usa, dopo il crollo del secondo trimestre.

Quanto perso durante la prima fase dell’epidemia dovuta al Covid-19, infatti, è stato recuperato nel terzo trimestre.

Se in prima battuta gli Stati Uniti avevano fatto registrare una perdita di Pil pari al 31,4%, le politiche economiche attuate hanno permesso di recuperare segnando una crescita pari al 33,1% nel terzo trimestre.

Mentre si seguono con attenzione le vicende relative all’esito delle elezioni presidenziali con Biden che rivendica una vittoria democratica e Trump che annuncia ricorsi per frodi, l’amministrazione “uscente” è riuscita a far tornare l’economia ai livelli pre-coronavirus.

Questi, infatti, i dati che emergono dal dipartimento del Commercio americano, che segnala anche un aumento dei sussidi per disoccupazione.

Quanto a quest’ultimo dato, più precisamente, nell’ultima settimana si sono aggiunte 30 mila richieste, portando i sussidi a quota 778 mila, in crescita rispetto ai 748 mila della settimana precedente.

Se da una parte il dato indica che il mercato del lavoro stia ancora subendo gli effetti della pandemia, dall’altra gli Usa hanno saputo colmare le perdite con politiche economiche che riportassero il Pil a regime.

Positivi anche i dati sugli ordini di beni durevoli, cresciuti nel terzo trimestre dell’1,3% rispetto allo 0,8% previsto dagli analisti ed in aumento rispetto al dato di settembre, che aveva fatto registrare un +1,2%.

Gli Stati Uniti sono stati, infatti, tra i Paesi che hanno provveduto a fare versamenti direttamente nei conti correnti dei cittadini, dato che la perdita del posto di lavoro non dipendeva da fattori a loro imputabili (in Italia invece, per esempio, si sono persi sia posti di lavoro che Pil facendo registrare il peggior crollo dell’Eurozona).

Pare che Biden non sia invece altrettanto intenzionato a continuare nella via dei sussidi e, a commento del dato, arriva anche l’analisi di Paul Molte, di Kinsview Investment:

“Il timore è che il mercato del lavoro stia facendo passi indietro rispetto ai progressi fatti sulla scia degli stimoli all’economia; ora gli stimoli si sono esauriti e non ce ne sono di nuovi in arrivo.”

Polonia: -28% di investimenti esteri diretti nel 2019

La Banca Nazionale di Polonia registra il calo da 57,77 miliardi di zloty a 41,7 rispetto al 2018.
Gli investimenti polacchi verso l’estero rimangono invece stabili.

Un calo del 28% negli investimenti esteri diretti rispetto al 2018.

Questo è quanto riporta la Banca Nazionale di Polonia (Narodowy bank Polski o più semplicemente Bank Polski); più nel dettaglio, la nota riporta quanto di seguito:

Nel 2019 l’afflusso di capitale netto dall’estero come risultato degli investimenti esteri diretti è ammontato al 41,7 miliardi zloty. A ciò hanno concorso re-investimenti dei ricavi per un valore di 43,4 miliardi zloty e afflusso di capitali derivante dalle azioni e altri strumenti di capitale e altre forme di partecipazione (4,1 miliardi zloty), notando al contempo un deflusso di -5,8 miliardi zloty derivante dagli strumenti finanziari di debito.”

Nel 2018 l’afflusso ammontava a 57,77 miliardi di zloty ed il deflusso si è sostanziato principalmente tra gli enti impegnati nelle attività finanziarie e comunicative. La maggior parte degli investimenti, invece, si è concretizzato nel settore delle lavorazioni industriali e nel commercio.

Per quanto riguardo il rovescio della medaglia, ovvero gli investimenti diretti polacchi all’estero, dal rapporto si nota che questi hanno raggiunto la quota di 5 miliardi di zloty, con i redditi derivanti dai medesimi investimenti che hanno fatto registrare un valore di 7,8 miliardi di zloty.

In questo caso, il livello e la forma degli investimenti sono stabili negli ultimi tre anni.

Economia sommersa ed illegale: per l’Istat vale l’11,9% del Pil

In calo rispetto al passato, sono ancora 211 i miliardi di euro che sfuggono al fisco.

L’11,9% del Pil.

Questo è quanto valgono, stando ai dati Istat, l’economia sommersa e le attività illegali.

Benché il dato risulti in calo rispetto al passato, la quota è ancora alta; più precisamente, stima sempre l’Istituto di statistica, si parla di 211 miliardi di euro.

L’anno di analisi è il 2018 che, rispetto al 2017, presenta un calo di 3 miliardi di euro. Il trend viene dunque confermato in discesa dopo il picco registrato nel 2014 e che valeva il 13% del Pil.

Nel dettaglio, l’economia sommersa ammonta a 192 miliardi di euro mentre le attività illegali a 19 miliardi di euro.

Patuelli: “No a proroga blocco licenziamenti”

Il ministro dello Sviluppo economico, in trattative anche con i sindacati, intenzionato a togliere il divieto di licenziare nonostante la pandemi.

Ritengo che il percorso fatto fino adesso, Cig e blocco dei licenziamenti, non possa essere prorogato ancora.

Interviene così, il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuelli, sul tema dei licenziamenti a pandemia in corso.

Lo steso ministro, come riporta “Tgcom24”, ha continuato sostenendo quanto di seguito:

Non credo che rimandare significhi risolvere il problema dei disoccupati.

Infine, per quanto concerne la richiesta dei sindacati di estendere il blocco ai licenziamenti fino alla fine dell’emergenza legata al cornavirus, ha risposto:

“Stiamo individuando gli strumenti per non far licenziare, ma non per obbligare a non licenziare.”