AfD, Wiedel: gli ucraini devono tornare al loro Paese e Berlino smetta di finanziare Kiev

La leader del partito: la Germania dovrebbe anche chiedere la restituzione dei prestiti all’Ucraina.
Oltre un milioni di ucraini ricevono sussidi sociali tedeschi: è insostenibile.

Gli ucraini devono tornare nel loro paese, dobbiamo interrompere il sostegno finanziario alla guerra. Dobbiamo pretendere la restituzione del denaro dall’Ucraina“.

La leader dell’AfD, Alice Weidel, ha chiesto che i rifugiati ucraini presenti in Germania vengano espulsi e rimpatriati, come riporta Adnkronos.

La numero 1 del partito di estrema destra, reduce dal trionfo nelle elezioni regionali del Land della Sassonia-Anhalt, ritiene che Berlino debba eliminare gli aiuti finanziari a Kiev e richiedere, anzi, la restituzione delle somme stanziate per l’Ucraina.

Gli ucraini devono tornare nel loro Paese, soprattutto i giovani ucraini soggetti al servizio militare“, dice Weidel in un’intervista al canale YouTube AUF1. La leader di estrema destra ha definito “incomprensibile” il fatto che le autorità tedesche continuino a sostenere, con denaro pubblico, oltre un milione di cittadini ucraini che ricevono sussidi sociali di base. Weidel ritiene che si tratti di un onere insostenibile per la Germania che “non può più essere finanziato“. “Queste persone qui ricevono un sostegno finanziario, è francamente incredibile“.

Lo abbiamo detto chiaramente, dobbiamo chiudere i nostri confini. L’immigrazione illegale non è più accettabile, dobbiamo applicare le leggi. Questo significa che dobbiamo espellere chi non può stare qui in base alla legge“. In Germaniac’è un milione di persone a cui è stata respinta la richiesta di asilo. Queste persone devono lasciare il paese, non c’è molto spazio per altre interpretazioni“, afferma.

Germania: diffuso malcontento verso Merz e l’AfD punta a vincere in Sassonia

Il cancelliere tedesco ammette: diffuso malessere verso il suo operato.
La Sassonia-Anhalt, governata dalla Cdu e tra le meno prospere in Germania, potrebbe eleggere il primo governatore regionale di estrema destra.

In Sassonia arriva la scalata dell’estrema destra, le elezioni di domenica potrebbero portare alla nomina del primo governatore regionale di uno schieramento estremista di destra nella storia del Paese del dopoguerra.

Infatti Alternative fur Deutschland (AfD), partito anti-immigrazione, vola nei sondaggi in vista delle elezioni per il parlamento regionale della Sassonia-Anhalt.

l cancelliere Friedrich Merz e il suo impopolare governo nazionale sembrano essere sopraffatti da quello che lo stesso cancelliere tedesco ha più volte definito “un diffuso malessere”, come riporta Quotidiano.Net.

Un successo sarebbe il massimo traguardo raggiunto dall’AfD e, al contrario, un colpo da ko per Merz.

Dal 2022 la Sassonia-Anhalt, una regione a ovest di Berlino tra le meno prospere del Paese e che ospita 2,1 milioni degli 83,5 milioni di abitanti della Germania, è governata dall’Unione Cristiano-Democratica (Cdu) di centrodestra di Merz.

Gas: l’Ue rischia l’inverno al gelo

Le riserve sono al livello più basso degli ultimi 13 anni.
O’Shea: Regno Unito praticamente senza stoccaggio.
Italia e Polonia le migliori: 80%.

L’Europa si appresta ad affrontare i mesi più freddi con le riserve di gas al livello più basso degli ultimi 13 anni, il che sta scatenando il “panico invernale” tra gli operatori del settore energetico.

Ma non è il caso dell’Italia: con scorte pari già all’80% della capacità totale il Paese si conferma infatti ben al di sopra della media Ue.

Secondo un articolo del Guardian che fa il punto sulle scorte energetiche sulla scia del perdurare della guerra in Iran, le riserve di gas europee erano piene al 63% nell’ultima settimana di agosto, ben al di sotto della media dell’80% registrata negli ultimi anni a fine agosto e ai minimi mai registrati in questo periodo dell’anno.

All’attuale lento ritmo di immissione di gas nei depositi, l’Ue rischia di entrare nella stagione invernale con scorte di gas inferiori di circa un quinto rispetto alla media quinquennale e al livello più basso dal 2013, secondo Greg Molnar, analista del settore del gas e professore, citato dal quotidiano britannico.

I bassi livelli di stoccaggio stanno naturalmente aumentando il rischio di una maggiore volatilità dei prezzi invernali“, osserva, situazione che potrebbe aggravarsi se aumentassero i consumi a causa di eventuali “ondate di freddo“.

Seppur fuori dall’Ue, il Paese più a rischio appare il Regno Unito con scorte tra le più basse in Europa. Anzi, sulla base dei dati di questa settimana, Chris O’Shea, amministratore delegato di Centrica, società proprietaria di British Gas, sottolinea che la Gran Bretagna praticamente non disponedi gas in stoccaggio” per il prossimo inverno.

In cima alla lista dei virtuosi, invece, Italia e Polonia con l’80% di scorte in deposito; in Germania, come riporta Adnkronos, che dispone della maggiore capacità di stoccaggio di gas in Europa, gli impianti sono pieni circa a metà, secondo Gas Infrastructure Europe.

I livelli di stoccaggio in Belgio e nei Paesi Bassi, che sono collegati direttamente al mercato del gas del Regno Unito tramite gasdotti, si attestano rispettivamente al 51% e al 45%.

Malaria: a Francoforte morto un dipendente dell’aeroporto

Fraport: purtroppo possiamo confermarlo.
Altri 4 casi tra i dipendenti; la causa sarebbe da ricercarsi in zanzare importate.

Un dipendente dell’aeroporto di Francoforte è deceduto a seguito di un’infezione da malaria.

Purtroppo possiamo confermarlo“, ha dichiarato un portavoce di Fraport, come riporta Ansa.

Esprimiamo il nostro più profondo cordoglio ai familiari del defunto“, ha aggiunto.

La causa dell’infezione sarebbe da ricercarsi in zanzare importate. La notizia era stata riportata in precedenza da hessenschau.de. A metà luglio, l’Istituto Robert Koch (RKI) aveva confermato un focolaio di quattro casi di malaria tra i dipendenti dell’aeroporto.

Le persone colpite si sono ammalate tra il 4 e il 6 luglio 2026“, scrive l’RKI nel suo “Bollettino epidemiologico“.

Porsche cede MHP all’indiana Tata

Dopo aver licenziato il CFO e il Direttore Vendite, il gruppo cede la consulenza gestionale e informatica.
Tata acquista l’intero gruppo MHP con 4.500 dipendenti nel mondo.

Tra tutte le mosse industriali viste nel gruppo Porsche negli ultimi anni (ad esempio il licenziamento del CFO e del Direttore Vendite – approfondimento al link), la vendita di MHP è una di quelle che cambia di più la struttura dietro le quinte.

La casa di Zuffenhausen, come riporta motor1.com, ha firmato a Stoccarda un accordo per cedere al gruppo indiano Tata Consultancy Services (TCS) la società di consulenza gestionale e informatica che controllava dal 2007 e che ha seguito la trasformazione digitale del marchio.

Nel piano interno chiamato “Sportwagenschmiede 35” questa operazione è un tassello centrale: TCS rileverà l’intero gruppo MHP, che continuerà però a usare il proprio marchio e a lavorare come consulenza indipendente. Il passaggio di proprietà deve ancora ottenere le autorizzazioni regolatorie e antitrust e, in base alle comunicazioni ufficiali, dovrebbe chiudersi nei prossimi mesi.

La scelta di separarsi da MHP arriva mentre Porsche sta rivedendo in profondità la propria organizzazione, anche con tagli ai costi legati all’andamento dell’utile nel 2026.

Uscire da una controllata che fa consulenza libera risorse per l’attività principale: progettare, costruire e vendere auto sportive, con maggiore attenzione ai modelli che generano più margini.

Porsche e MHP hanno chiarito che il cambio di proprietà non interrompe la collaborazione costruita in questi anni. La società di consulenza, con sede a Ludwigsburgoltre 4.500 dipendenti nel mondo, resterà un fornitore importante per la digitalizzazione di varie aree del costruttore, in particolare nei progetti che usano l’intelligenza artificiale dentro i processi industriali e commerciali.