La Corea del Nord testa un “nuovo tipo” di arma

Pyongyang non fornisce ulteriori informazioni sui nuovi missili balistici a corto raggi testati.
Proteste da parte di Tokyo e Seul.

Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha supervisionato il test di un “nuovo tipo” di arma, secondo quanto riportato martedì dall’agenzia di stampa ufficiale, senza fornire ulteriori dettagli.

Corea del Sud e Giappone hanno riferito che domenica la Corea del Nord aveva lanciato due missili balistici a corto raggio a poche ore di distanza l’uno dall’altro.

Seul, come riporta Ansa, ha condannato il lancio come un “atto grave” e Tokyo ha presentato una “forte protesta” a Pyongyang. Secondo la KCNA, l’autorità nordcoreana responsabile del programma missilistico ha “testato con successo un nuovo tipo di arma” domenica alla presenza del leader Kim Jong Un.

Pyongyang non ha fornito ulteriori informazioni sulle sue caratteristiche. Il leader ha elogiato il lancio, definendolo “indubbiamente una dimostrazione eclatante di tecnologia di difesa all’avanguardia“, secondo la stessa fonte.

La settimana precedente, la Corea del Nord aveva già lanciato missili balistici verso il Mar del Giappone nell’ambito di un'”esercitazione di attacco di potenza“, secondo l’agenzia di stampa KCNA.

Zelensky: Corea del Nord continua a fornire missili a Mosca e si perfeziona

Il presidente ucraino: con l’esperienza acquisita in guerra, Pyongyang migliora le proprie capacità e diventa un pericolo per Giappone, Filippine, Corea del Sud e tutta la regione.

La Corea del Nord continua a fornire armi alla Russia, e l’esperienza acquisita in guerra potrebbe consentire a Pyongyang di migliorare le proprie capacità missilistiche.

Lo afferma in un videomessaggio sui social il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

“Più correggeranno le loro imperfezioni e la loro ignoranza, maggiore sarà il pericolo per il Giappone, la Corea del Sud, le Filippine e gli altri Paesi della regione“, ha sottolineato il presidente, come riportata da Ansa.

Softbank investe 75 miliardi di euro in Francia

Investimento per vasta rete di cluster di calcolo per l’intelligenza artificiale.
Accordo concluso a Tokyo tra Macron e Son; si prevede la collaborazione con Schneider Electric.

“SoftBank si è impegnata a investire fino a 75 miliardi di euro in una vasta rete di cluster di calcolo per l’intelligenza artificiale in Francia“.

Lo scrive il Financial Times, poi citato da Ansa, in un’esclusiva sull’edizione online sottolineando che l’impegno rappresenta il più grande investimento in intelligenza artificiale del gruppo giapponese al di fuori degli Stati Uniti e che l’accordo è stato concluso dopo una cena tra Macron e Son a Tokyo all’inizio di aprile.

L’impegno iniziale di SoftBank, scrive ancora il giornale, prevede un investimento di 45 miliardi di euro per la costruzione di una capacità di 3,1 gigawatt nella regione settentrionale degli Hauts-de-France entro il 2031, con un ulteriore progetto da 2 GW.

Uno dei principali impianti a Dunkerque vedrà SoftBank collaborare con Schneider Electric per creare un hub per infrastrutture di intelligenza artificiale e produzione robotica.

Se completato, l’intero complesso da 5 GW – equivalente alla produzione di cinque centrali nucleari, o all’incirca al picco di domanda di elettricità di New York – porterebbe l’investimento totale di SoftBank a circa 75 miliardi di euro.

Nissan pensa di chiudere stabilimenti dopo un rosso di 4 miliardi

Chiuso uno stabilimento in Giappone, si pensa di chiuderne 2 in Messico: il primo aperto all’estero nel 1966 e la joint venture con Mercedes-Benz.

Nissan valuta la sospensione delle attività in due stabilimenti messicani, nell’ambito del piano globale di chiusura di sette siti produttivi.

Lo riferisce l’agenzia Kyodo, poi ripresa da Il Messaggero, che cita fonti a conoscenza del dossier, secondo cui gli impianti in esame includono la prima fabbrica Nissan aperta all’estero, nel 1966 a Cuernavaca, e uno stabilimento in joint venture con la tedesca Mercedes-Benz che produce Suv con il marchio Infiniti.

La casa automobilistica è sempre più sotto pressione per ridurre la capacità produttiva in eccesso a causa del calo delle vendite globali e, nell’ambito di una più ampia riorganizzazione aziendale sta considerando la chiusura di altri stabilimenti significativi.

Quello di Cuernavaca produce pick-up e altri veicoli, ma le strutture stanno invecchiando, riferiscono le fonti.

Nissan gestisce quattro impianti automobilistici in Messico e sta valutando la possibilità di consolidare la produzione nelle due fabbriche rimanenti, entrambe situate nella parte centrale del Paese.

La casa automobilistica ha registrato una perdita netta di 671 miliardi di yen (4,1 miliardi di euro) per l’anno fiscale 2024, a fronte di vendite deludenti negli Stati Uniti ed in Cina.

Ad inizio luglio Nissan ha annunciato che cesserà la produzione di veicoli nel suo stabilimento di punta di Oppama, nella prefettura di Kanagawa, a sud di Tokyo, entro la fine dell’anno fiscale 2027, trasferendo le attività in uno stabilimento nel sud-ovest del Giappone.

Trump annuncia accordo storico con il Giappone

Il Giappone investirà 550 miliardi di dollari negli Usa e pagherà dazi al 15%.
Trump: creerà migliaia di posti di lavoro.

E’ “l’accordo forse più importante mai fatto. Creerà migliaia di posti di lavoro“, afferma Trump sul suo social Truth.

L’indice Nikkei della Borsa di Tokyo, come riporta Ansa, balza di oltre il 3% dopo l’accordo commerciale con gli Stati Uniti.