Ecco i primi 30 Paesi al mondo per consumo di petrolio greggio

Nonostante il crescente investimento in energie rinnovabili, il mondo dipende ancora fortemente dal petrolio come fonte primaria di energia per trasporti, industrie, turismo e tecnologia.

Il mondo dipende ancora fortemente dal petrolio come fonte primaria di energia.

Esso svolge un ruolo cruciale nell’alimentare settori quali l’industria manifatturiera, i trasporti, il turismo e la tecnologia. Oltre all’energia, il petrolio è una delle principali materie prime per molti prodotti petrolchimici che utilizziamo nella vita quotidiana.

Sebbene molti Paesi stiano lavorando per ridurre la loro dipendenza dal petrolio, esso rimane una forza dominante nel panorama energetico globale.

Dalle nazioni avanzate alle economie in rapida crescita, il petrolio continua ad alimentare il progresso economico in tutto il mondo.

Ecco i dati di StarsInsider che rappresentano il numero di barili di petrolio greggio che un Paese consuma al giorno, dove un barile equivale a 42 galloni americani, ovvero circa 159 litri, sotto forma di classifica dei Paesi che consumano più petrolio greggio al mondo:

30 – Argentina:  604.000 barili di petrolio greggio al giorno
29 – Polonia: circa 705.000 barili al giorno
28 – Vietnam: 707.000 barili al giorno
27 – Egitto: 782.000 barili al giorno
26 – Paesi Bassi: 785.000 barili al giorno
25 – Taiwan: 824.000 barili al giorno
24 – Iraq: 925.000 barili al giorno
23 – Malesia: 934.000 barili al giorno
22 – Australia: 1.1 milioni di barili al giorno
21 – Turchia: 1.2 milioni di barili al giorno
20 – Emirati Arabi Uniti: 1.2 milioni di barili al giorno
19 – Thailandia: 1.3 milioni di barili al giorno
18 – Italia: 1.3 milioni di barili al giorno
17 – Spagna: 1.3 milioni di barili al giorno
16 – Regno Unito: 1.3 milioni di barili al giorno
15 – Francia: 1.4 milioni di barili al giorno
14 – Singapore: 1.5 milioni di barili al giorno
13 – Indonesia: 1.6 milioni di barili al giorno
12 – Messico: 1.9 milioni di barili al giorno
11 – Iran: 2 milioni di barili al giorno
10 – Germania: 2.1 milioni di barili al giorno
9 – Canada: 2.3 milioni di barili al giorno
8 – Brasile: 2.6 milioni di barili al giorno
7 – Corea del Sud: 2.9 milioni di barili al giorno
6 – Giappone: 3.2 milioni di barili al giorno
5 – Russia: 3.7 milioni di barili al giorno
4 – Arabia Saudita: 4 milioni di barili al giorno
3 – India: 5.6 milioni di barili al giorno
2 – Cina: 16.4 milioni di barili al giorno
1 – Stati Uniti: 19 milioni di barili al giorno

Il Vietnam vieta la benzina tradizionale dal 1 giugno

Si punta a rivitalizzare la produzione interna di etanolo, abbassare le emissioni di CO2 e ridurre la dipendenza esterna della benzina tradizionale.

Dal prossimo 1° giugno il Vietnam vieterà la vendita di benzina tradizionale senza componente biologica, rendendo obbligatorio l’uso esclusivo di carburanti miscelati con bioetanolo.

Lo ha annunciato il Ministero dell’Industria e del commercio vietnamita, come riferito da Tuoi Tre News e poi ripreso da Ansa.

Sul mercato resteranno soltanto due prodotti: l’E5 RON92, con il 5% di etanolo, e l’E10 RON95, con il 10%.

Per i veicoli più datati non compatibili con le nuove miscele sono previste soluzioni transitorie fino al 2030.

Secondo le autorità, l’adozione diffusa dell’E10 consentirebbe di ridurre il consumo di benzina fossile di circa un milione di metri cubi all’anno e di tagliare le emissioni di CO2 di circa 2,5 milioni di tonnellate annue.

La misura punta anche a rivitalizzare la produzione interna di etanolo e a stabilizzare il mercato agricolo interno, creando uno sbocco costante per la manioca, di cui il Vietnam esporta circa cinque milioni di tonnellate annue in Cina, con prezzi spesso volatili.

Infine, diversi analisti sottolineano come lo sviluppo dei biocarburanti contribuisca a ridurre la dipendenza del paese dalle importazioni di petrolio, per il 30% ancora provenienti dall’estero, e in particolare dal Medio Oriente.

Le 10 città più inquinate al mondo

Vale la pena intestardirsi sulle auto elettriche quando la sola Shanghai inquina più di tutta l’Ue?
La top ten è tutta in Aisa.

Nonostante l’Ue si intestardisca con le auto elettriche quando la sola Shanghai inquina più di tutta l’Ue, le zone più inquinate al mondo non sono in Europa.

Le 10 città più inquinate al mondo si trovano, infatti, tutte in Asia.

Ecco, come riporta Esquire Italia, la classifica delle prime 10 città più inquinate al mondo:

10 – Hanoi, Vietnam
9 – Shanghai, Cina
8 – Mumbai, India
7 – Pechino, Cina
6 – Jakarta, Indonesia
5 – Kabul, Afghanistan
4 – Ulaanbaatar, Mongolia
3 – Dhaka, Bangladesh
2 – Lahore, Pakistan
1 – Nuova Delhi, India

Le 25 città più belle al mondo

Le valutazioni si basano su luoghi d’interesse, cibo, shopping, cultura, cordialità del posto e valore.
Il Messico piazza ben 5 città.

Travel + Leisure, punto di riferimento del settore turistico, ogni anno realizza delle classifiche tematiche che prendono in esame a livello mondiale le città, gli hotel e le spa, le isole turistiche, le crociere.

Per il World’s Best Awards dedicato alle città, i lettori sono stati chiamati a dare le loro valutazioni in base ai seguenti criteri: luoghi d’interesse/punti di riferimento, cibo, shopping, cultura, cordialità della gente del posto, valore, possibilità di shopping.

I punteggi finali sono la media ottenuta su questi criteri (qui il dettaglio per la classifica europea).

Di seguito, ecco le prime 25 città al mondo:

25 – Mérida, Messico
24 – Porto, Portogallo
23 – Siena, Italia
22 – Mendoza, Argentina
21 – Oaxaca, Messico
20 – Agra, India
19 – Santa Fe, Nuovo Messico
18 – Roma, Italia
17 – Città del Capo, Sudafrica
16 – Mumbai, India
15 – Siem Reap, Cambogia
14 – Istanbul, Turchia
13 – Granada, Spagna
12 – Siviglia, Spagna
11 – Firenze, Italia
10 – Cuzco, Perù
9 – Ubud, Bali
8 – Kyoto, Giappone
7 – Città del Messico, Messico
6 – Hoi An, Vietnam
5 – Jaipur, India
4 – Bangkok, Thailandia
3 – Tokyo, Giappone
2 – Chiang Mai, Thailandia
1 – San Miguel de Allende, Messico

Trump annuncia i dazi

Il presidente americano ufficializza i dazi sulle importazioni.
Ecco le percentuali per ogni nazione.

Ecco, di seguito, i dazi che il presidente americano Donald Trump ha annunciato ieri sulle importazioni:

  • 20% dall’EE
  • 34% dalla Cina
  • 46% dal Vietnam
  • 24% dal Giappone
  • 32% da Taiwan
  • 10% dal Regno Unito
  • 31% dalla Svizzera
  • 49% dalla Cambogia
  • 30% dal Sudafrica
  • 17% da Israele