L’Azerbaigian sfida Spagna, Iran e Turchia nella produzione di melograno

Si tratta dell’esportazione non petrolifera più in crescita del Paese.
Esportazione verso 26 Stati sfruttando una localizzazione perfetta per mercato Ue e Paesi del Golfo.

L’Azerbaigian ha esportato melograni e prodotti derivati per 48,2 milioni di euro nel 2025, rendendo questo frutto una delle esportazioni non petrolifere in più rapida crescita del Paese.

Circa 23 mila ettari di frutteti oggi forniscono frutta fresca, succhi, concentrati, vino e olio di semi a 26 Paesi, dagli Stati del Golfo ai mercati di tutta l’Asia. Questo colloca l’Azerbaigian in concorrenza con esportatori già affermati come Iran, Turchia e Spagna, che vendono melograni su larga scala.

Per l’Azerbaigian, il melograno è parte integrante del patrimonio culturale della nostra nazione, con una storia che sfiora i duemila anni e che simboleggia abbondanza, prosperità e benessere“, ha dichiarato a Euronews Farhad Garashov, presidente dell’Associazione dei produttori ed esportatori di melograni dell’Azerbaigian.

I produttori azeri indicano come principali vantaggi la combinazione di varietà autoctone, standard fitosanitari compatibili con l’UE e la vicinanza ai mercati europei e del Golfo.

Oltre 200 varietà sono coltivate, concentrate nella pianura del Kur-Araz e nel distretto di Goychay.

Pakistan: alleanza fra Paesi islamici contro Israele

Il ministro della Difesa Asif: Israele Stato illegittimo prodotto dalla Dichiarazione Balfour del 1919; non importa chi verrà dopo Netanyahu, la loro mentalità non cambierà.

Il patto militare firmato questa settimana dal Pakistan – unico Paese a maggioranza islamica al mondo dotato di un arsenale nucleare – con la Turchia e l’Arabia Saudita s’inserisce in un contesto in cui Israelerappresenta una minaccia per tutto il mondo musulmano“. Lo ha ha affermato il ministro della Difesa pachistano, Khawaja Asif, in un’intervista a un giornale locale ripresa nel weekend da vari media arabi e internazionali.

Asif, come riporta Ansa, ha evocato la necessità che i Paesi musulmani diano vita a “un fronte militare unito” contro questa minaccia, non senza additare Israele come “uno Stato illegittimo, prodotto dalla Dichiarazione Balfour” del 1919, e accusarlo di “minacciare ciascuno dei Paesi della regione“. Ha inoltre escluso che le prossime elezioni israeliane e l’eventuale uscita di scena di Benyamin Netanyahu possano cambiare alcunché: “Non importa chi va al potere a Gerusalemme, che diventi premier magari Naftali Bennet o qualcun altro, le differenze saranno solo marginali, poiché la loro attitudine contro i Palestinesi e la loro mentalità anti-islamica non sparirà“.

Secondo il ministro della Difesa del Pakistan, Paese che unisce una forte alleanza con la Cina a legami storici con l’Occidente, l’obiettivo dello Stato ebraico resta quello di provare a “mettere i Paesi musulmani l’uno contro l’altro“, mentre “il mondo islamico deve restare unito fino a che la questione palestinese non sarà definitivamente risolta“.

Trump: la Groenlandia dovrebbe essere controllata dagli Usa

Al summit Nato il presidente Usa torna sulla questione: la Danimarca non spende soldi per aiutare la Groenlandia, noi li aiutiamo a contrastare Russia e Cina.

In occasione del summit Nato in Turchia, il presidente Usa Donald Trump ha detto che la Groenlandia dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti e non dalla Danimarca.

Le affermazioni di Trump secondo cui Washington dovrebbe acquisire o controllare la Groenlandia, territorio danese semi-autonomo, hanno suscitato tensioni tra Stati Uniti e Danimarca – entrambi membri fondatori della Nato – e, più in generale, in tutta Europa.

Come riporta Reuters, la questione è poi approdata sul piano diplomatico:

Dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti, non dalla Danimarca“, ha detto Trump ai giornalisti durante un incontro con il presidente turco Tayyip Erdogan.

Trump ha detto che la questione del controllo sulla Groenlandia ha danneggiato la relazione degli Stati Uniti con l’Alleanza.

È questo che ha danneggiato il mio rapporto con la Nato, perché la Groenlandia non aiuta la Danimarca. La Danimarca non spende soldi per aiutare davvero la Groenlandia, ma è una parte importante per gli Stati Uniti ed è circondata da navi cinesi e navi russe, e questo non deve accadere“, ha detto ricordando “tutti i soldi che spendiamo per aiutarli a contrastare la Russia“.

Il segretario di Stato statunitense Rubio ha detto a giugno che i colloqui con la Danimarca e la Groenlandia proseguono con cadenza mensile.

L’Ucraina lancia oltre 400 droni verso Mosca

Il sindaco di Mosca: la maggior parte abbattuti in fase di avvicinamento, altri 36 mentre si avvicinavano a Mosca.

L’Ucraina ha lanciato più di 400 droni in direzione della capitale russa.

Lo ha dichiarato il sindaco di Mosca, alla vigilia del cruciale vertice NATO in Turchia.

Da ieri fino alle 6:00 del mattino (03:00 GMT), più di 430 droni hanno sorvolato la regione di Mosca“, ha scritto il sindaco Sergei Sobyanin sulla piattaforma statale MAX poi ripresa da Ansa, aggiungendo che la maggior parte è stata abbattutain fase di avvicinamento“, mentre 36 sono stati “distrutti mentre si avvicinavano a Mosca“.

Turchia: cittadino si ritrova 20 miliardi di euro nel conto in banca

Nato in Azerbaigian, vive in Turchia da 10 anni; si è accorto solo perchè la sua carta era stata bloccata (per verifiche) e non riusciva a pagare la spesa al supermercato.

Dopo che sul conto bancario di Ahmad Jahangard Takalo, 32 anni, residente a Van, è comparsa una somma di circa 1 trilione di lire turche di origine non spiegata, in euro la cifra si aggira sui 20 miliardi, la banca ha avviato un’inchiesta.

Questo somma di denaro di provenienza sconosciuta potrebbe collocarlo tra i più ricchi al mondo. Un trilionario solo teorico, a causa del blocco imposto dalla banca, da circa un mese non può accedere ai suoi conti.

Secondo quanto riportato da NTV, Takalo, nato in Azerbaigian e residente in Turchia da circa 10 anni, si è rivolto a una filiale della banca dopo non essere riuscito a usare la carta durante la spesa in un supermercato. Dalle verifiche è emerso che sul suo conto risultava un saldo disponibile di 999 miliardi 999 milioni 999 mila 999 lire turche e 99 kuruş.

Takalo ha dichiarato di non avere alcuna informazione su come questa somma sia finita sul suo conto. A causa del saldo anomalo, i suoi conti sono stati sottoposti ad accertamenti e la banca ha disposto il blocco delle operazioni.

Intervistato dalla televisione turca, NTV, Takalo ha spiegato di aver chiesto informazioni alla banca, ma che, a causa dell’indagine in corso, non gli è stata fornita alcuna spiegazione dettagliata.

Takalo ha raccontato di essersi rivolto anche ad applicazioni di intelligenza artificiale per chiedere come potrebbe essere utilizzata una cifra del genere. Le risposte ricevute, come riporta Euronews, indicavano che con un budget di queste dimensioni si potrebbero realizzare grandi progetti infrastrutturali o acquistare ingenti quantità di oro.