Amancio Ortega è il maggior proprietario di case al mondo

Il proprietario di Zara vanta 200 proprietà in 13 Stati.
Ecco alcuni dei più importanti immobili del 90enne.

Amancio Ortega, fondatore della catena internazionale di negozi di abbigliamento Zara e della sua controllante Inditex, è il più importante imprenditore del settore immobiliare a livello mondiale.

L’investimento più noto risale allo scorso novembre, quando il magnate spagnolo ha acquistato il polo tecnologico Canada post a Vancouver, che ospita anche gli uffici di Amazon, per un totale di 850 milioni di euro.

Come riportato dal Corriere della sera, l’uomo d’affari, che recentemente ha compiuto 90 anni, detiene il più grande patrimonio immobiliare al mondo che ammonta a 25 miliardi di dollari (pari a circa 21,2 miliardi di euro al cambio di oggi) con 200 proprietà in 13 Paesi.

Ortega ha iniziato a investire nell’ambito real estate dal 2001, dopo la quotazione del suo colosso Inditex. Come parte dell’ipo e dopo aver venduto una quota del 13,5% della società per 1,1 miliardi di dollari (oltre 950 milioni di euro), il magnate ha istituito l’holding Pontegadea.

Sono numerosi i possedimenti dell’imprenditore, che solo a Madrid detiene la Torre Picasso, nel cuore economico-finanziario Azca, e la Torre Moeve, uno dei grattacieli situati nella zona nord de la Castellana. Il Royal bank plaza, edificio situato a Toronto, è considerato il suo più grande acquisto del 2022, dal valore di 916 milioni di dollari (circa 777,4 miliardi di euro).

Tra le sue proprietà si ricordano ancora, come riporta Milano Finanza, la storica Devonshire house a Londra dal valore di 671 milioni di dollari (circa 569,3 milioni di euro), rilevata nel 2013 e il complesso Troy block a Seattle occupato da Amazon dal valore di 740 milioni di dollari (circa 627,78 milioni di euro), acquistato nel 2019.

Ecco i primi 30 Paesi al mondo per consumo di petrolio greggio

Nonostante il crescente investimento in energie rinnovabili, il mondo dipende ancora fortemente dal petrolio come fonte primaria di energia per trasporti, industrie, turismo e tecnologia.

Il mondo dipende ancora fortemente dal petrolio come fonte primaria di energia.

Esso svolge un ruolo cruciale nell’alimentare settori quali l’industria manifatturiera, i trasporti, il turismo e la tecnologia. Oltre all’energia, il petrolio è una delle principali materie prime per molti prodotti petrolchimici che utilizziamo nella vita quotidiana.

Sebbene molti Paesi stiano lavorando per ridurre la loro dipendenza dal petrolio, esso rimane una forza dominante nel panorama energetico globale.

Dalle nazioni avanzate alle economie in rapida crescita, il petrolio continua ad alimentare il progresso economico in tutto il mondo.

Ecco i dati di StarsInsider che rappresentano il numero di barili di petrolio greggio che un Paese consuma al giorno, dove un barile equivale a 42 galloni americani, ovvero circa 159 litri, sotto forma di classifica dei Paesi che consumano più petrolio greggio al mondo:

30 – Argentina:  604.000 barili di petrolio greggio al giorno
29 – Polonia: circa 705.000 barili al giorno
28 – Vietnam: 707.000 barili al giorno
27 – Egitto: 782.000 barili al giorno
26 – Paesi Bassi: 785.000 barili al giorno
25 – Taiwan: 824.000 barili al giorno
24 – Iraq: 925.000 barili al giorno
23 – Malesia: 934.000 barili al giorno
22 – Australia: 1.1 milioni di barili al giorno
21 – Turchia: 1.2 milioni di barili al giorno
20 – Emirati Arabi Uniti: 1.2 milioni di barili al giorno
19 – Thailandia: 1.3 milioni di barili al giorno
18 – Italia: 1.3 milioni di barili al giorno
17 – Spagna: 1.3 milioni di barili al giorno
16 – Regno Unito: 1.3 milioni di barili al giorno
15 – Francia: 1.4 milioni di barili al giorno
14 – Singapore: 1.5 milioni di barili al giorno
13 – Indonesia: 1.6 milioni di barili al giorno
12 – Messico: 1.9 milioni di barili al giorno
11 – Iran: 2 milioni di barili al giorno
10 – Germania: 2.1 milioni di barili al giorno
9 – Canada: 2.3 milioni di barili al giorno
8 – Brasile: 2.6 milioni di barili al giorno
7 – Corea del Sud: 2.9 milioni di barili al giorno
6 – Giappone: 3.2 milioni di barili al giorno
5 – Russia: 3.7 milioni di barili al giorno
4 – Arabia Saudita: 4 milioni di barili al giorno
3 – India: 5.6 milioni di barili al giorno
2 – Cina: 16.4 milioni di barili al giorno
1 – Stati Uniti: 19 milioni di barili al giorno

Groenlandia: arriva la difesa europea

Ecco la lista dei Paesi e di cosa hanno inviato; Canada unica nazione extra-europea.
La Polonia dice “no”, gli Usa mantengono la base esistente.
Non rilevata presenza ostile di Russia e Cina.

Diverse nazioni europee, principalmente membri NATO, hanno annunciato l’invio di contingenti militari limitati in Groenlandia per partecipare a esercitazioni congiunte con la Danimarca (denominate Operation Arctic Endurance), in risposta alle tensioni con gli USA riguardo al futuro dell’isola.

Non ci sono indicazioni di invii da parte di nazioni extra-europee oltre al Canada, né di presenze ostili come Russia o Cina.

Ecco, come riporta Giubbe Rosse, un riepilogo delle nazioni coinvolte e dei numeri dichiarati:

Francia: 15 soldati specializzati in montagna, con rinforzi previsti (inclusi asset terrestri, aerei e navali).
Germania: 13 soldati per una squadra di ricognizione.
Svezia: 3 ufficiali.
Norvegia: 2 ufficiali, con partecipazione confermata per esercitazioni.
Paesi Bassi: partecipazione confermata, numero di ufficiali non specificato.
Finlandia: partecipazione confermata, numero di ufficiali non specificato.
Regno Unito: 1 ufficiale per un gruppo di ricognizione (partecipazione limitata).
Canada: partecipazione confermata, numero non specificato.

La Polonia ha esplicitamente escluso l’invio di truppe.

Nel frattempo, gli USA mantengono una base esistente (Thule Air Base) con fino a 150 effettivi.

La Ferrero acquista Kellogg

Valore complessivo di 3,1 miliardi (23 dollari ad azione).
L’acquisizione comprende produzione, marketing e distribuzione degli iconici cereali da colazione.

La Ferrero ha raggiunto l’accordo per l’acquisizione di Kellogg Company per 23 dollari ad azione, che significa un valore complessivo d’impresa di 3,1 miliardi di dollari.

Secondo quanto riferisce la nota dell’azienda, ripresa poi da Forbes, l’acquisizione comprende la produzione, il marketing e la distribuzione del portafoglio iconico di cereali da colazione di WK Kellogg Co negli Stati Uniti, in Canada e nei Caraibi.

L’operazione rientra nel piano di crescita strategica del Gruppo Ferrero.

L’esercito israeliano apre il fuco contro i delegati europei

Presenti anche rappresentanti di alcune nazioni arabe.
Italia e Francia convocano gli ambasciatori israeliani.

Una delegazione straniera a Jenin, in Cisgiordania, composta da funzionari di Regno Unito, Francia, Paesi Bassi, Spagna, Norvegia, Italia e Canada è caduta sotto il fuoco dell’esercito israeliano.

Tra la delegazione, come riporta Giubbe Rosse, erano presenti anche rappresentanti di alcune nazioni arabe.

Le IDF affermano che la delegazione diplomatica europea ha deviato dal percorso concordato ed è entrata in un’area il cui accesso è vietato.

Non sono segnalati feriti, ma il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha incaricato il Segretario generale del Ministero degli Affari Esteri di convocare l’ambasciatore israeliano a Roma per “chiarimenti ufficiali” in merito all’attacco ai diplomatici.

Lo stesso ha fatto Jean-Noël Barrot, Ministro degli Affari Esteri francese.