Rilascio dell’acqua di Fukushima: Corea del Sud contro Giappone

La Corea del Sud impugna la decisione Giapponese di rilasciare le acque contaminate.
In Italia arrivano oltre 40 milioni di kg di pesce da quelle acque.

Il Giappone vuole rilasciare 1,25 milioni di tonnellate di acqua radioattiva, trattata dalla centrale di Fukushima.

La Corea del Sud, tramite il suo presidente Moon Jae-in, ha impugnato la decisione al tribunale internazionale del diritto del mare; portando il caso al tribunale di Amburgo, la Corea del Sud mira a sospendere l’iniziativa annunciata dal governo di Tokyo che ha innescato forte opposizione e indignazione nel Paese.

Moon Jae-in, nel frattempo, ha incontrato l’ambasciatore nipponico Koichi Aiboshi, al quale ha espresso “grande preoccupazione”.

Ma anche l’Italia è interessata al tema. La Coldiretti, infatti, sui dati Istat relativi al 2020 che vedono arrivare in Italia oltre 21 milioni di kg di pesce (tra pesci, crostacei e molluschi) dalle acque del Giappone, oltre che 18 milioni di kg dalla Cina ed altri 3,3 milioni di kg dalla Corea, ha dichiarato quanto di seguito:

E’ devastante la decisione del Giappone, che ha pesanti ripercussioni dal punto di vista ambientale, economico e sanitario a livello globale, sulla quale devono intervenire le istituzioni internazionali.

Erdogan attacca Draghi: “sei stato nominato, non eletto”

Il presidente turco risponde al premier italiano che lo aveva definito un “dittatore”.
Ma i dati mostrerebbero la repressione della democrazia in Turchia.

Poco tempo fa il premier italiano, Mario Draghi, aveva definito un “dittatoreErdogan, in occasione dello sgarbo riservato alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, quando una sedia per l’incontro era stata riservata solo al Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.

Draghi era stato lasciato completamente solo dopo le sue dichiarazioni in difesa della von der Leyen: Germania ed Ue tutta hanno preferito evitare completamente il tema e prendere le distanze dalle dichiarazioni del premier italiano.

Ora anche la replica del presidente turco che, stando a quanto riferito dall’agenzia Anadolu e dalla tv di Stato turca, durante un discorso davanti ad un gruppo di giovani riuniti nella biblioteca del palazzo presidenziale ad Ankara ha dichiarato quanto di seguito:

Prima di dire a Tayyp Erdogan che è un dittatore, devi conoscere la tua storia, ma abbiamo visto che non la conosci. Sei una persona che è stata nominata, non eletta. C’è una totale impertinenza nelle affermazioni del premier italiano. Con le sue affermazioni, Draghi ha purtroppo danneggiato lo sviluppo delle relazioni Turchia-Italia. La dichiarazione del presidente del Consiglio italiano è stata una totale maleducazione, una totale maleducazione.

A giustificazione delle parole di Draghi, invece, è possibile citare alcuni dati: dal fallito tentativo di coipo di stato della notte tra il 15 e il 16 luglio del 2016 ci sono stati circa 40.000 arresti, con 10 soldati finiti dietro le sbarre insieme a 2.745 giudici, 15.000 tra insegnanti e professori ed altre decine di giornalisti.

Sempre dal 15 luglio di 5 anni fa ad oggi, inoltre, le operazioni conto i golpisti sono state decine di migliaia.

Dati, questi, che farebbero percepire una chiara repressione del pensiero contrario al suo governo, con buona pace della democrazia.

Arrestato un ufficiale italiano per spionaggio

Vendeva documenti “classificati” ai russi.
Ufficiale della marina militare arrestato assieme ad un ufficiale russo.

I carabinieri del Ros hanno arrestato un ufficiale della marina militare italiana, colpevole di cedere documenti “classificati” ai russi in cambio di denaro.

Con lui, arrestato anche un ufficiale delle forze armate russe a Roma.

L’accusa è attinente a reati di spionaggio e sicurezza dello Stato. L’arresto è avvenuto in occasione di un incontro clandestino tra i due.

Nello specifico, la posizione dell’ufficiale russo è al vaglio dei magistrati in considerazione del suo status diplomatico; sarebbe colpevole di aver ceduto documenti Nato.

L’ufficiale italiano, invece, è un capitano di fregata.

Sul tema, sono stati convocati il segretario generale del ministero degli Affari esteri Elisabetta Belloni, il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio e l’ambasciatore della Federazione Russa presso la Repubblica Italiana, Sergei Razov.

La nota dell’ambasciata russa a Roma ha dichiarato quanto di seguito:

“Speriamo nessuna conseguenza sui rapporti con l’Italia; per adesso riteniamo inopportuno commentare i contenuti dell’accaduto. In ogni caso ci auguriamo che quello che è successo non si rifletta sui rapporti bilaterali tra la Russia e l’Italia”.

Rivoluzione Serie A: a DAZN i diritti TV 2021-2024

Trasmetterà le 10 partite delle singole giornate.
Un’occasione per ripensare noi stessi e iniziare a chiedere, finalmente, infrastrutture di rete adeguate.

La rivoluzione è servita.

In un anno già di per sé rivoluzionario, anche il calcio nostrano ha avuto il suo terremoto. Dopo anni di quasi monopolio, la tv satellitare perderà il suo gioiello. Oggi, infatti, la Lega Serie A, grazie al voto favorevole di 16 società su 20, ha ufficialmente stabilito che sarà il fornitore di contenuti web DAZN a trasmettere tutte le partite del campionato per le prossime tre stagioni. Solamente quattro squadre (Genoa, Crotone, Sampdoria e Sassuolo) hanno espresso voto contrario.

L’azienda di Len Blavatnik (magnate ucraino il cui patrimonio personale è stimato in 30,7 miliardi di dollari) ha vinto, dunque, il braccio di ferro con Sky. Sebbene vi siano rumors legate ad un possibile ricorso della piattaforma satellitare, la svolta è di quelle epocali. Per la prima volta, infatti, il calcio italiano verrà trasmesso solamente via internet. È vero che restano le tre partite in co-trasmissione, ma è anche vero che DAZN trasmetterà tutti e 10 i match delle singole giornate della stagione di Serie A.

Per chi è cresciuto guardando tele+ (e poi Stream), il colpo è davvero duro. Possiamo discutere sul fatto che in questi anni DAZN abbiamo fornito prestazioni altalenanti, ma il tema principale non è “vedremo ancora bene le partite”. Il problema principale è che abbiamo perso un altro pezzo di noi stessi. Sì, lo ammetto, sono un nostalgico di natura. Però pensateci: nell’ultimo anno, prima ci hanno tolto (si fa per dire) lo stadio e ora anche “la parabola”. Ma voi vi ricordate quando ancora il satellite non era tanto diffuso, e ci raccoglievamo nei bar per vedere le partite ? Quando, parafrasando Maradona, il fumo di sigaretta faceva tanto “effetto nebbia a Wembley” ? Beh, quella magia, seppur ormai lontana nei fatti, oggi ha anche epitaffio ufficiale.

Però ora asciughiamoci le lacrime. Il calcio resterà ancora per molto tempo il nostro sport nazionale. Tutti noi continueremo a vedere le partite, online o non online. Tutti noi continueremo ad allenare le nostre squadre del cuore maledicendo la VAR sabato, domenica o lunedì. Dovremo solo abituarci a questa nuova routine. Semmai, facciamo sì che questa sia l’occasione per pretendere di migliorare le infrastrutture di rete nel nostro Paese. Il 41% delle aree rurali europee non è ancora collegata alla banda larga. Che sia il calcio, quindi, a smuovere le coscienze. Almeno questa rivoluzione non sarà arrivata in vano.

Italia e Ue: avanti con trattativa Alitalia

Incontro “positivo e costruttivo”.
Le parti convergono nella necessità di dare un segno di discontinuità.

Vi è stato un incontro tra la vicepresidente della Commissione europea per la concorrenza, Margrethe Vestager, ed i ministri dell’Economia (Daniele Franco), delle Infrastrutture (Enrico Giovannini) e dello Sviluppo economico (Giancarlo Giorgetti) in merito al futuro di Alitalia.

Il colloquio inerente alla società di bandiera è stato definito dai partecipanti “positivo e costruttivo”, svoltosi in un clima cordiale.

I colloqui tecnici, al fine di valutare nel dettaglio le possibili soluzioni che possano garantire al nuovo vettore di nascere ed operare al più presto, avverranno durante questa settimana.

Sia Italia che Ue hanno concordato nella necessità di procedere nel segno della discontinuità, questo molto probabilmente significa che l’intenzione sia quella di vendere la società di bandiera (da qui il consenso favorevole dell’Ue) smettendo di elargire aiuti pubblici.