Ue: no a deroghe al Patto di stabilità per le spese sull’energia

Respinta la richiesta italiana dovuta alla crisi energetica causata dal guerra.
Gill: abbiamo presentato ai Paesi una gamma di opzioni per affrontare la crisi, la deroga al Patto è esclusa.

La posizione della Commissione europea non è cambiata. Abbiamo presentato agli Stati membri una gamma di opzioni a loro disposizione per affrontare l’attuale crisi energetica. Al momento non stiamo includendo la Clausola di salvaguardia nazionale tra queste opzioni, perché riteniamo che la gamma di strumenti presentata debba restare entro un quadro di vincoli fiscalmente responsabili. Naturalmente osserviamo l’evoluzione della situazione“.

Lo ha detto all’ANSA il portavoce della Commissione Ue Olof Gill, interpellato sulla richiesta italiana di estendere le deroghe del Patto di stabilità anche alle spese per la crisi energetica (approfondimento al link).

Ue: previsto calo demografico del 12% entro il 2100

Ecco le statistiche con le previsione di quanto aumenteranno o diminuiranno i Paesi europei.
Si tiene conto anche della possibile migrazione.

In Europa la natalità è in calo e la popolazione sta invecchiando.

Le ultime proiezioni di Eurostat indicano che tra il 2025 e il 2100 la popolazione dell’UE dovrebbe ridursi dell’11,7%. Passerà da 452 milioni a 399 milioni di abitanti, con un calo di 53 milioni di persone entro l’inizio del prossimo secolo.

Questa previsione, come riporta Euronews, include anche la possibile migrazione.

Il cambiamento demografico previsto in Europa varia molto da Paese a Paese.

Alcuni Stati avranno più abitanti nel 2100 rispetto al 2025, mentre molti altri vedranno diminuire la loro popolazione.

Tra 30 Paesi europei, 12 dovrebbero registrare una crescita della popolazione, mentre 18 sono destinati a un calo entro il 2100.

Lettonia (−33,9%), Lituania (−33,4%), Polonia (−31,6%) e Grecia (−30,1%) dovrebbero subire le diminuzioni più forti, tutte superiori al 30%. In pratica, questi Paesi potrebbero perdere entro il 2100 più di tre abitanti su dieci.

Il calo sarà superiore al 20 % anche in Bulgaria (−28%), Croazia (−27%), Slovacchia (−26,7%), Romania (−24,3%), Italia (−24%) ed Ungheria (−22,5%). È l’equivalente, più o meno, di perdere circa una persona su quattro in questi Paesi, un dato molto significativo.

La diminuzione della popolazione sarà compresa tra il 10 % e il 20 % in Portogallo (−19,3%), Estonia (−19,1%), Cechia (−11,5%), Finlandia (−10,7%), Slovenia (−10,6%) e Germania (−10,6%).

Al contrario, tre Paesi europei dovrebbero crescere di oltre il 25%, sebbene abbiano popolazioni relativamente piccole: Lussemburgo (+36,4%), Islanda (+27,1%) e Malta (+26%).

Svizzera (+16,9 %), Irlanda (+14,6 %), Norvegia (+11,8 %) e Svezia (+10 %) sono altri Paesi per i quali si prevede un aumento demografico superiore al 10%.

Quasi un milione di posti da coprire, competenze che non si trovano, carriere discontinue: come cambia il lavoro in Italia

AI, percorsi sempre meno lineari, job hopping e le nuove aspettative di Millennials e Gen Z stanno ridefinendo il mercato. Con Cambia rotta!, pubblicato da Il Sole 24 ORE, Angelo Spinalbelli propone una guida pratica per leggere il cambiamento e riposizionarsi.

Quasi un milione di posti di lavoro da riempire nei prossimi 4 anni, competenze che cambiano più velocemente di quanto si riesca ad aggiornarle, carriere sempre meno lineari. Come ci si orienta in un mercato del lavoro che si trasforma strutturalmente? È la domanda al centro di Cambia rotta! Guida pratica per riposizionarsi nel mondo del lavoro, il nuovo libro di Angelo Spinalbelli, imprenditore e coach, pubblicato da Il Sole 24 ORE S.p.A.

I numeri descrivono una forte pressione. Secondo i dati provenienti dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, tra il 2026 e 2029 la filiera del Made in Italy (meccatronica, agroalimentare, legno e arredo, moda, filiera del commercio e turismo) potrebbe arrivare ad assumere oltre 900 mila lavoratori, ma per molti profili professionali la difficoltà di reperimento raggiunge il 55% delle assunzioni.

Da anni ormai cresce il disallineamento tra le competenze richieste dalle imprese e quelle effettivamente disponibili. Il LinkedIn Work Change Report 2025 sottolinea che chi entra oggi nel mercato del lavoro avrà quasi il doppio delle posizioni lavorative rispetto a chi ha iniziato la propria carriera quindici anni fa, e entro il 2030 il 70% delle competenze richieste nei lavori attuali sarà destinato a cambiare, anche sotto la spinta dell’intelligenza artificiale. 

È dentro questo contesto che nasce Cambia rotta!, un volume che affronta una delle grandi sfide del nostro tempo: aiutare professionisti, manager, lavoratori autonomi e persone in fase di transizione a leggere il cambiamento, capire dove si trovano e costruire una nuova direzione professionale, trasformando l’incertezza in consapevolezza e la crisi in opportunità.

Angelo Spinalbelli è imprenditore, autore e coach, con una carriera costruita tra vertici aziendali e formazione manageriale. Ha fondato a Verona la rete di coworking CozyWork. È già autore di Superhost – Come guadagnare con gli affitti brevi senza avere un immobile di proprietà e, in seguito alla perdita della figlia Martina, ha sviluppato il metodo Avanti, Indietro, Vai, nato per aiutare le persone a superare i grandi traumi della vita e rialzarsi. Nel corso degli anni si è specializzato nell’Employee Coaching, lavorando su motivazione, resilienza e performance di dirigenti e collaboratori, e nella selezione del personale, affiancando le aziende nei processi di recruiting per individuare non solo competenze tecniche, ma anche mindset e potenziale umano.

«Il momento giusto per cambiare rotta arriva quando le coordinate professionali che ci hanno guidato fino a oggi non sono più coerenti con i nostri valori, con il contesto o con il mercato. Il cambiamento non nasce dall’urgenza, ma dalla consapevolezza».

Nel volume, Spinalbelli analizza come la pandemia abbia accelerato trasformazioni già in corso, modificando in modo strutturale il rapporto tra tempo, produttività, presenza fisica e identità professionale. Affronta il coaching come strumento concreto di ripartenza individuale e organizzativa, approfondisce l’evoluzione dello smart working e dei modelli ibridi, racconta come la compressione dei margini economici stia imponendo a imprese, professionisti e freelance nuovi modelli di sostenibilità. Ampio spazio è dedicato alla ricollocazione professionale, con particolare attenzione a chi affronta una seconda o terza carriera in età più avanzata: un tema che riguarda milioni di persone e che il dibattito pubblico tratta ancora con troppa superficialità.

Il libro dedica inoltre un capitolo significativo alle nuove generazioni. Per Millennials e Gen Z, osserva Spinalbelli, il lavoro non è più soltanto uno strumento di stabilità economica, ma un luogo in cui ricercare coerenza, purpose, flessibilità, autonomia e allineamento valoriale. Da qui fenomeni come il job hopping, la crescente richiesta di ambienti organizzativi meno gerarchici e una minore identificazione con il tradizionale modello della carriera lineare. Parallelamente, il libro affronta il rapporto tra lavoro e denaro, l’indipendenza finanziaria, l’evoluzione del potere d’acquisto e la necessità di sviluppare una nuova consapevolezza economica, personale e professionale.

Accanto alle competenze tecniche, Cambia rotta! mette al centro quelle che oggi stanno diventando sempre più decisive: problem solving, pensiero critico, autoapprendimento, gestione emotiva, comunicazione, gestione del conflitto, leadership empatica, resilienza, career agility e capacità di adattamento. In un mercato sempre più digitalizzato e automatizzato, sono proprio queste competenze trasversali a rappresentare il vero elemento distintivo della componente umana, anche di fronte all’avanzata dell’intelligenza artificiale. Il libro propone inoltre strumenti pratici di autoanalisi e riposizionamento, tra cui esercizi di riflessione strategica e modelli come l’analisi SWOT applicata al percorso professionale individuale.

«L’intelligenza artificiale sta ridefinendo processi, ruoli e competenze. Ma creatività, pensiero critico, empatia e capacità di leggere la complessità restano asset che nessuna tecnologia può replicare. Oggi il vero vantaggio competitivo non è sapere più degli altri, ma saper cambiare più velocemente».

Cambia rotta! sarà presentato venerdì 15 maggio 2026 al Salone Internazionale del Libro di Torino, presso lo stand di Il Sole 24 ORE S.p.A., il 21 maggio 2026 al Festival dell’Economia di Trento e a giugno nell’ambito del Mura Festival di Verona.

Electrolux riduce il 40% della forza lavoro in Italia

1.700 esuberi previsti su un totale di 4.000 posti di lavoro.
Collaborazione con la cinese Midea per fronteggiare la crisi negli Usa ma non in Europa.

Electrolux licenzia il 40% della forza lavoro in Italia e chiude lo stabilimento di Cerreto d’Esi in provincia di Ancona.

La debolezza della domanda in Europa, l’incremento dei costi di produzione dovuto in parte anche al caro energia e la crescente pressione competitiva hanno portato il Gruppo a prendere la decisione di “adattare il proprio assetto industriale allo scopo di garantire efficienza nel lungo periodo“, provocando le ire dei sindacati che in un comunicato congiunto hanno indetto 8 ore di sciopero nazionale.

Sono 1.700 gli esuberi previsti dal piano di ristrutturazione aziendale su un totale di 4.000 dipendenti: oltre alla chiusura dell’impianto marchigiano in cui si producono le cappe da cucina, sarà ridotto il numero di lavoratori anche nelle altre quattro sedi italiane, ovvero Porcia (Friuli, produzione di lavatrici), Susegana (Veneto, produzione di frigoriferi e congelatori), Forlì (Romagna, produzione di forni e piani cottura) e Solaro (Lombardia, produzione di lavastoviglie).

Per fronteggiare la crisi, come riporta HDblog.it, Electrolux ha avviato una stretta collaborazione con la cinese Midea negli Stati Uniti, strada che tuttavia il Gruppo non seguirà in Europa come invece auspicato dai sindacati.

Corte d’appello Torino: confermato nesso tra vaccini Covid e patologia neurologica

Confermato il nesso causale tra vaccino Pfizer e mielite trasversa.
Al 2024 vi erano già 36mila domande di indennizzo legate ai vaccini anti Covid.

La Corte d’appello di Torino ha confermato il nesso causale tra il vaccino anti Covid Pfizer-BioNTech ed una grave patologia neurologica sviluppata da una commerciante di 57 anni di Alba, nel Cuneese.

I giudici hanno respinto il ricorso del ministero della Salute contro la sentenza emessa dal tribunale civile di Asti nell’ottobre scorso, che aveva riconosciuto alla donna il diritto all’indennizzo previsto dalla legge.

La patologia riconosciuta è una mielite trasversa, un’infiammazione del midollo spinale che può provocare gravi disturbi neurologici. La donna aveva ricevuto due dosi del vaccino Comirnaty Pfizer-BioNTech il 7 e il 28 aprile 2021.

Nel procedimento di primo grado il tribunale di Asti aveva nominato due consulenti tecnici indipendenti, che avevano individuato un collegamento tra la vaccinazione e la malattia neurologica sviluppata dalla paziente. La Corte d’appello ha confermato quelle conclusioni senza disporre una nuova consulenza.

«La consulenza tecnica d’ufficio espletata nel primo grado di giudizio ha attestato in modo completo, secondo il parametro della preponderanza dell’evidenza, la sussistenza del nesso di causalità», si legge nella sentenza. Secondo i giudici, non esistono «fondate ragioni per discostarsi» dalle conclusioni dei consulenti nominati dal tribunale.

Il ministero della Salute sosteneva invece che il danno fosse riconducibile ad una patologia autoimmune preesistente della donna. Una tesi che la Corte ha respinto, chiarendo che «l’assetto autoimmune non poteva configurare una causa alternativa», ma semmai «un eventuale terreno favorente l’evento immunomediato post-vaccinale».

La 57enne è assistita dagli avvocati Renato Ambrosio, Chiara Ghibaudo e Stefano Bertone dello studio Ambrosio & Commodo di Torino. Secondo Bertone, la sentenza «ribadisce l’astratta pericolosità del vaccino alla stregua delle leggi di copertura scientifica», ricordando che «i vaccini, come tutti i farmaci, possono comportare reazioni avverse anche gravi».

L’avvocato Ambrosio, come riporta Il Corriere Adriatico, ha sottolineato l’importanza di garantire assistenza specializzata a chi sostiene di avere riportato danni da farmaci o dispositivi medici, mentre Bertone ha affermato che «moltissime italiane e moltissimi italiani ignorano che il loro danno grave alla salute possa essere conseguenza del vaccino».

Secondo il legale, dopo la sentenza di primo grado lo studio avrebbe ricevuto almeno tre nuove segnalazioni alla settimana. Bertone sostiene inoltre che al 2024 nel mondo sarebbero state accolte almeno 36mila domande di indennizzo legate ai vaccini contro il Covid-19.