Carovita: prezzi in aumento del 12,7% su base annua

Unioncamere: vola il prezzo di pasta, pollo, riso e olio di semi.
+2,1% in un mese; +10,9% sull’anno scorso.

Il carovita è in aumento del 12,7% su base annua.

A dare l’allarme è Unioncamere, indicando più precisamente che l’impatto riguarda in particolar modo i prezzi del pollo, dell’olio di semi vari, della pasta di semola e del riso.

Come riporta “RaiNews”, l’inflazione attesa per i prodotti dell’industria alimentare acquistati dalle Centrali d’Acquisto si proietta verso il +12,7% nel bimestre aprile-maggio, rispetto all’anno precedente.

Secondo le rilevazioni sugli importi pagati dall’industria alimentare dalla GDO (grande distribuzione organizzata), i prezzi mostrano un aumento del +2,1% a marzo per la media dei 46 prodotti alimentari maggiormente consumati, con una crescita però che si porta al +10,9% se andiamo a guardare i prezzi medi del marzo 2021.

Le donazioni Covid finite in bond alle Cayman

Si indaga su scandali inerenti ai soldi donati dagli italiani per la pandemia.
Continuano gli scandali all’italiana.

La solita vecchia storia.

Siamo forse di fronte ad un’altra truffa all’italiana, ovvero ai fondi delle donazioni che poi spariscono in qualche strano conto.

C’eravamo già passati, tra i vari episodi, con le donazioni per i terremotati ed in chi sperava nel lockdown per fare soldi (approfondimento al link).

Ora si parla del fatto che le donazioni effettuate dagli italiani per aiutare a superare la pandemia di Covid-19 siano finiti in bond alle isole Cayman.

A riporta la notizia è la “La Verità” e l’articolo, con tutti i dettagli, è reperibile qui.

Banca d’Italia: con questi prezzi le imprese non sopravvivono

Prezzi del gas sale di dieci volte in due anni.
L’allarme si aggiunge a quelli di Confindustria e dei costruttori.

Con questi prezzi del gas le aziende chiudono.

È l’allarme lanciato da Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, che va ad aggiungersi a quelli di Confindustria (approfondimento al link) e dei costruttori (approfondimento al link).

Con i prezzi del gas saliti di dieci volte in due anni, “c’è un grande stress sui consumatori e sulle industrie che non possono sopravvivere con questi prezzi“.

Stando a quanto riporta “Tgcom24”, Visco sottolinea come rispondere a questa difficoltà “non sia responsabilità delle politiche monetarie” ma che importante invece è stata la “forte coordinazione di risposta all’invasione russa dell’Ucraina. È questo l’unico modo di rispondere a questo shock terribile“.

Rivolta dei costruttori: costretti a chiudere

Pesano i rincari.
Anche Confindustria contro il governo.

Un “dietrofront inconcepibile” da parte del governo: così Gabriele Buia, presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili, commenta la decisione di eliminare dall’ultimo decreto energia la norma che dava alle imprese la possibilità di prorogare o sospendere i lavori a causa dei rincari delle materie prime.

Come riporta “Tgcom24”, Buia avverte che in questo modo “è impossibile tenere i cantieri aperti” poiché quella norma “era l’unico strumento a disposizione delle imprese per non abbandonare del tutto i cantieri, vista l’impossibilità di proseguire i lavori con i costi attuali e la scarsità di materiali”.

Sul tema era anche recentemente intervenuta Confidustria, esprimendo forti perplessità e delusione (approfondimento al link).

Confindustria: delusione per decreto energia

L’associazione esprime forti perplessità e delusione.
Intervento del governo troppo scarso sul costo dei carburanti.

Forti perplessità e delusione.

È quanto esprime Confindustria in merito al Dl energia.

Più precisamente, come riporta “Tgcom24”:

A fronte delle urgenti misure strutturali chieste al governo sui prezzi energetici, Confindustria esprime forti perplessità, nonché delusione, su quanto ha deciso venerdì il Consiglio dei ministri“.

La nota dell’associazione continua poi indicando che con il decreto per ridurre gli effetti dei rincari dei prezzi dell’energia, in particolare Confindustria critica “l’indisponibilità a un taglio strutturale delle accise sui carburanti che porta a una limatura per soli 30 giorni di pochi centesimi di accise per litro“.