Putin: risposte rapide e decise a provocazioni

Il presidente russo lamenta azioni ostili ed infondate contro la Russia.
Dalla Russia collaborazione a patto che non si superino le “linee rosse”.

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha rivolto il suo annuale discorso agli alti funzionari ed ai rappresentanti di entrambe le camere del Parlamento.

In questa occasione, ha detto che Mosca risponderà in maniera rapida e decisa ad ogni provocazione proveniente da altri Paesi; nel dirlo, Putin ha aggiunto delle lamentele in merito a continue azioni ostili nei confronti della Russia.

Lo stesso Putin ha poi aggiunto che Mosca cerca di mantenere buoni rapporti e relazioni con tutti a livello internazionale, sperando che nessuno degli altri Paesi superi le “linee rosse” della Russia.

Pfizer avvia sperimentazione orale per farmaco anti-Covid

La nuova terapia sotto test negli Usa, dove c’è viva concorrenza.
Il farmaco impedirebbe al virus di replicarsi nelle cellule.

Pfizer sta testando un nuovo farmaco anti-Covid da assumere per via orale.

Il farmaco, denominato PF-07321332, è fase di sperimentazione negli Stati Uniti; si tratterebbe di un inibitore della proteasi che impedisce al virus di replicarsi nelle cellule (come quelli utilizzati contro l’Epatite e l’HIV).

Non solo. L’azienda sta anche studiando un candidato antivirale somministrato per via endovenosa in uno studio in fase iniziale su pazienti COVID-19 ospedalizzati.

Di seguito, quanto dichiarato da Mikael Dolsten, Chief Medical Officer di Pfizer:

I due candidati (orale e endovenoso) hanno il potenziale per creare un paradigma di trattamento end-to-end che integra la vaccinazione nei casi in cui la malattia è ancora presente.

Ma Pfizer non è l’unico produttore: un farmaco sostanzialmente analogo è in via di sperimentazione anche da parte della rivale Merck & Co con Ridgeback Bio e da Roche Holding in collaborazione con Atea Pharmaceuticals.

Bitcoin, nuovo record: superati i 60.000 dollari

La spinta sui mercati dopo l’annuncio del piano di aiuti firmato Biden.
Assegni anche ai giovani investitori, che nei mesi scorsi li hanno spesi in Bitcoin.

È arrivata la firma del presidente Biden sul piano di stimoli da 1.900 miliardi di dollari.

La notizia è stata accolta positivamente dai mercati, tanto da far registrare un nuovo record al Bitcoin che hanno superato la quota di 60.000 dollari.

Gli americani, infatti, dovrebbero ricevere gli assegni ed i trasferimenti da 1.400 dollari a persona già in questi giorni. Questi aiuti arriveranno anche ai giovani investitori; gli stessi che nei mesi scorsi li investirono spesso proprio in Bitcoin.

Ma anche le aziende erano in allerta, pronte a raccogliere milioni di dollari di finanziamenti sfruttando la forza della cripto-valuta.

Tra queste, proprio la Tesla Inc. investì 1,5 miliardi di dollari in Bitcoin. Insieme ad essa, ad avere riserve di liquidità con moneta digitale, troviamo anche la società di software aziendali Micro Strategy Inc. e la società di pagamenti Square Inc., che appartiene a Twitter.

Usa vs Cina: mancanza di trasparenza, vogliamo rapporto Oms su Covid

Attacchi sulla linea dell’ex presidente Trump da parte degli Usa.
“Vogliamo i rapporti perché queste epidemie non si ripetano”.

Non è bastato il cambio alla presidenza della Casa Bianca, per calmare le acque tra Usa e Cina.

Il Dipartimento di Stato americano, infatti, ha accusato la Cina di non essere stata finora trasparente per quanto riguarda il Covid19.

Riprendendo le tracce dell’ex presidente Donald Trump, le accuse si riferiscono in particolare mancanza di trasparenza sulle origini del virus che ha causato l’attuale pandemia.

Più precisamente, le accuse del Dipartimento sono state le seguenti.

“I cinesi non hanno offerto la necessaria trasparenza di cui abbiamo bisogno per impedire che questo pandemie si ripresentino.”

Da parte sua, il portavoce del dipartimento di Stato usa Ned Price, ha ribadito quanto di seguito:

“Non vediamo l’ora di ricevere il report e i dati derivanti dall’indagine dell’Oms sull’origine del coronavirus in Cina per analizzarli noi stessi, sapendo che abbiamo bisogno di totale trasparenza, su qualunque tipo di cooperazione che l’Oms abbia potuto ricevere o non ricevere dalla Cina.”

Non è mancata la risposta della Cina, che ha replicato invitando gli esperti dell’Oms a condurre studi proprio negli Usa. Il Paese del dragone ha infatti ribattuto come di seguito:

“Invitiamo Washington ad avere un atteggiamento aperto, trasparente e scientifico invitando gli esperti dell’Oms a condurre studi sulle origini del nuovo coronavirus negli usa.”

A questo si è aggiunto quanto dichiarato dal portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, il quale ha affermato che varie ricerche hanno indicato che il coronavirus è emerso in diverse località del mondo nella seconda metà del 2019.

Inoltre, lo stesso Wang Wenbin, riprendendo quanto sostenuto da Liang Wannian, leader della parte cinese del team congiunto con l’Oms impegnato a Wuhan, ha sostenuto che tracciamento dei virus è “una questione scientifica complessa e dovrebbe essere condotta dagli scienziati a livello globale“.

Ancora Wang, ha poi così concluso:

“Con l’accumulo di prove concrete e lo sviluppo di un’ipotesi scientifica, cambierà anche la posizione del tracciamento del virus. La Cina spera che i Paesi interessati possano mantenere un atteggiamento scientifico per condurre studi sull’origine del coronavirus e condividere le loro scoperte.”

Vaccino Covid19: ecco come sta andando nei vari Stati

Tra chi non aspetta altro che poterlo fare e chi denuncia malesseri post somministrazione, ecco come si stanno muovendo i vari Paesi.

Le posizioni, come su ogni cosa, sono le più diverse.

Da chi ritiene il vaccino l’unica via per uscire dall’epidemia (approfondimento al link) a chi lo ritiene un business (approfondimento al link), passando per chi lo desidera e spera che tutte le dosi necessarie arrivino presto (approfondimento ai link1, link2 e link3) e chi invece lamenta effetti collaterali dopo la somministrazione del vaccino stesso (approfondimento al link).

Cerchiamo di vedere cosa accade a livello generale nei vari Stati.

La Germania ha vaccinato oltre 188mila persone e, in attesa di ricevere altre scorte di vaccino, deve scegliere a sorte tra chi vaccinare e chi no nelle fasce considerate più a rischio.

L’Italia, con più di 80mila inoculati, è la seconda in Europa per numero di vaccinati.

Boris Johnson, per quanto riguarda la Gran Bretagna che è stato il primo Paese a dare il via alle vaccinazioni, dichiara:

“Abbiamo vaccinato un milione di persone: più del resto d’Europa messo insieme.”

E poi, come riporta “TgCom24”, continua sottolineando che da lunedì circa 530mila dosi del vaccino Oxford-AstraZeneca saranno disponibili nei centri di vaccinazione e “qualche milione in più” del vaccino Pfizer deve ancora essere somministrato ai pazienti.

La Spagna, dal lato suo, pare intenzionata ad istituire un registro in cui inserire i nomi di chi non si sottoporrà al vaccino.

Chi va a rilento, da questo punto di vista, è invece la Francia; il presidente Macron, da poco uscito dall’isolamento (approfondimento al link), chiede un cambio di passo nella campagna di vaccinazione:

Presto e con forza. Io sono in guerra mattino, giorno, sera e mi attendo da tutti lo stesso impegno”.

La Francia ha ricevuto 560mila dosi del vaccino Pfizer/BioNTech, ma i dati ufficiali (riferiti ancora alle 20:30 del 31 dicembre) danno conto di 352 dosi somministrate.

Poi c’è il Belgio, dove medici e sanitari hanno chiesto che l’Oms fosse indagato per avere una falsa pandemia (approfondimento al link).

Andando oltreoceano, vediamo che negli Usa, con i dati aggiornati alle ore 09:00 di sabato 2 gennaio, si è superata la quota di 4 milioni di vaccinati. Più precisamente, il Cdc Covid Data Tracker ha riferito che erano state distribuite 13.071.925 dosi e ne erano state somministrate 4.225.756, comprendendo sia i vaccini Pfitzer che Moderna.

Il primo Paese al mondo per numero di inoculazioni è la Cina, che dichiara di averne somministrati 4,5 milioni.

In questo caso, però, George Gao Fu, il direttore del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie, avrebbe preferito adottare un mix di vecchie e nuove tecnologie sviluppando 5 diverse categorie di vaccino: vaccini inattivi, vaccini a subunità proteiche ricombinanti, vaccini influenzali vivi attenuati, vaccini a vettore adenovirus e vaccini basati su acidi nucleici.

Questo perché, sempre a detta di George Gao Fu, in occidente sono stati somministrati vaccini che hanno una tecnologia mRNA che è stata sviluppata per i malati di cancro e non si può escludere che il somministrarla a persone sane possa comportare dei rischi.