Usa: arrestato ingegnere-spia

Insieme alla moglie vendeva informazioni segrete sui sottomarini nucleari americani.
Informazioni nascoste dentro panini e chewingum.

Un episodio che ricorda quello di non molto tempo fa accaduto in Italia (approfondimento al link), ma sta volta negli Stati Uniti.

Jonathan Toebbe, un ingegnere nucleare del Maryland di 42 anni, è stato incriminato incriminati con l’accusa di aver tentato ripetutamente di vendere informazioni segrete sui sottomarini nucleari americani ad un non meglio precisato Paese straniero; con lui, anche sua moglie Diana, di 45 anni.

Stando a quanto riporta il Washington Post, il presunto piano spionistico è stato smascherato dall’FBI, tramite una trappola appositamente tesa contro i coniugi.

La fuga di notizie avvenite tramite cose assolutamente comuni: venivano infatti nascoste dentro a sandwich al burro di arachidi, panini, pacchetti di chewingum e quant’altro.

L’operazione dell’FBI è iniziata ancora nell’aprile del 2020 ed ha coinvolto circa 30 agenti; l’ingegnere, che lavorava come civile per l’esercito dal 2017 dopo essersi arruolato nella Marina, sarebbe stato disposto a vendere manuali operativi, rapporti sulle prestazioni e altre informazioni sensibili relativi alla flotta di sottomarini nucleari americana.

Toebbe si occupa di propulsione nucleare navale dal 2012, nello specifico è esperto della tecnologia che riduce i rumori e le vibrazioni dei sottomarini, aspetto fondamentale da cui dipende la loro più o meno facile individuazione.

L’FBI, per rendersi credibile agli occhi dell’ingegnere, si era proposta di pagare quelle informazioni con migliaia di dollari in criptovalute.

Il primo passo è stato il seguente: una prima iniezione di fiducia, costata all’FBI 10.000 dollari, è avvenuta durante l’estate scorsa quando ha avuto luogo il primo scambio; Toebbe si è recato in una località concordata del West Virginia insieme alla moglie che sembrava fare da palo durante l’operazione. L’FBI ha recuperato, comprandola per 20.000 dollari, una memory card avvolta nella plastica e nascosta tra due fette di pane in un mezzo sandwich al burro di arachidi. La scheda conteneva informazioni relative a elementi di progettazione e caratteristiche di prestazione dei reattori sottomarini.

Lo stesso modus operandi è continuato in altre occasioni, quando l’ingegnere ha venduto informazioni per un controvalore di 70.000 dollari sempre pagati in criptovalute, sta volta nascondendole in una memory card all’interno di un pacchetto di gomme da masticare.

Ora i coniugi dovranno presentarsi in tribunale.

Abdulrazak Gurnah Nobel per la Letteratura 2021

È il quinto africano a vincere il premio.
La Francia il Paese più premiato in questo campo.

È Abdulrazak Gurnah, nato nell’isola di Zanzibar in Tanzania ed emigrato in Gran Bretagna quando aveva 18 anni, il vincitore del premio Nobel per la Letteratura 2021.

È il quinto africano a vincere il medesimo premio e la motivazione annunciata dall’Accademia di Svezia è la seguente:

Per la sua intransigente e profonda analisi degli effetti del colonialismo e del destino del rifugiato nel golfo tra culture e continenti.

A detenere il primato dei premi Nobel per la Letteratura è, al momento, la Francia: i transalpini ne vantano ben 15.

Seguono a ruota gli Stati Uniti con 13 vincitori ed il Regno Unito con 12 premi Nobel.

Moderna ammette calo efficacia vaccino per chiedere dosi richiamo

La casa farmaceutica sostiene che l’efficacia cala nel tempo.
L’ammissione al fine di richiedere l’autorizzazione alle dosi di richiamo.

Come già fatto per Pfizer, ora anche Moderna punta all’autorizzazione delle dosi di richiamo per il proprio vaccino anti-Covid19.

A mettere in evidenza il calo dell’efficacia dei vaccini dopo soli 3-4 mesi era già stato il “Financial Times“:

Se eravamo abituati ad assistere a situazioni nelle quali le case farmaceutiche facevano di tutto per dimostrare la bontà dei loro prodotti, ora assistiamo invece al contrario: Moderna porta dati al fine di dimostrare che il suo vaccino anti-Covid19 perde efficacia col passare del tempo.

Questo, al fine di far autorizzare le dosi di richiamo, esattamente come sta accadendo per Pfizer.

Se eravamo abituati al fatto che un vaccino era tale perchè dava l’immunità da una specifica malattia, dimenticatevi anche quello: in Israele si stanno già preparando per la quarta dose, mentre in Italia a breve inizieranno le terze dosi per i soggetti fragili.

Come riporta “Reuters”, è stata la stessa casa farmaceutica a portare diversi studi recenti indicanti che il vaccino Moderna potrebbe avere un vantaggio rispetto alla dose sviluppata da Pfizer e dalla società tedesca BioNTech SE, rispetto al mantenimento dell’efficacia nel corso del tempo, cosa secondo gli esperti probabilmente dovuta alla maggior dose di RNA messaggero (mRNA) ed all’intervallo ridotto nella somministrazione tra la prima e la seconda dose.

Stando sempre ai dati della casa farmaceutica, entrambi i vaccini sono risultati incredibilmente efficaci nel prevenire sintomi gravi, in occasione dei loro studi su vasta scala di Fase III, ma l’analisi mostra un punto debole per il vaccino Moderna nel corso del tempo, con tassi d’infezione più alti per i soggetti vaccinati circa 13 mesi fa, rispetto ai vaccinati di circa otto mesi fa.

Si precisa ,infine, che lo studio deve essere ancora sottoposto a “peer review“.

L’1 settembre Moderna ha inviato alla Fda statunitense la richiesta per l’autorizzazione all’uso delle dosi di richiamo.

Russia: Usa sblocchi riserve banca centrale afgana

Non farlo agevolerebbe il commercio della droga e delle armi.
Borrell: Ue ha fallito, impari.

Zamir Kabulov, inviato del Cremlino per l’Afghanistan, ha chiesto che gli Usa liberino le riserve monetarie della Banca centrale afghana:

“Se i nostri colleghi occidentali sono davvero preoccupati per la sorte del popolo afghano, non dobbiamo creare loro ulteriori problemi congelando le riserve di oro e valuta estera. sbloccare questi beni per sostenere il corso della moneta al collasso.

Secondo Kabulov, non farlo, significherebbe incentivare il traffico di oppiacei illegali e la vendita delle armi sul mercato nero, armi tra l’altro abbandonato dall’esercito afghano e dagli Stati Uniti.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, a fine aprile le riserve lorde della Banca centrale afghana ammontavano a 9,4 miliardi di dollari, di cui circa 7 miliardi in una combinazione di contanti, oro, titoli di Stato Usa e altri asset. La maggior parte di questi fondi è detenuta al di fuori dell’Afghanistan.

Da parte degli Stati Uniti i talebani non avranno accesso ai beni detenuti negli Stati Uniti, senza specificare l’importo in questione; in data 18 agosto il governatore in carica della banca centrale fuggito da Kabul, Ajmal Ahmaty, aveva annunciato che le riserve monetarie dell’Afghanistan sono per lo più detenute in conti esteri e non sono state compromesse da quando i talebani hanno preso la capitale:

Non è stato rubato denaro da nessun conto di riserva. Non riesco a immaginare uno scenario in cui il Tesoro/Ofac possa dare ai talebani accesso a tali fondi.”

Sul tema è intervenuto anche Filippo Grandi, Alto Commissario per i Rifugiati delle Nazioni Unite:

Il ponte aereo che garantisce l’uscita da Kabul sarà chiuso entro pochi giorni e la tragedia dell’Afghanistan non sarà più sotto i nostri occhi. Ma rimarrà una realtà quotidiana per milioni di afghani. Non dobbiamo voltare la testa da un’altra parte. Questo è solo l’inizio di una crisi umanitaria di proporzioni ancora più ampie.

Anche Josep Borrell, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri, ha detto la sua:

Da quest’esperienza dobbiamo tirare degli insegnamenti. Come europei non siamo stati in grado di mandare 6.000 soldati attorno all’aeroporto per proteggere la zona. Gli americani ci sono riusciti, noi no. L’ue dovrebbe avere una initial entry force di 5.000 soldati che deve essere in grado di mobilitarsi a chiamata rapida.”

Ue toglie Usa da lista Paesi sicuri

Possibili test e quarantena per chi arriva dagli Stati Uniti.
Tolti dalla lista anche Kosovo, Libano, Macedonia del Nord, Israele e Montenegro.

I governi degli Stati membri dell’Unione europea hanno appena concordato la rimozione degli Usa dalla lista dei Paesi sicuri.

Questo implica che le persone provenienti dagli Stati Uniti potrebbero essere soggette a test e quarantena, a seconda delle regole che ogni Stato deciderà di applicare.

La lista, infatti, punta ad unificare le regole per i viaggi attraverso il blocco, benché non sia vincolante per gli Stati membri, che rimangono liberi di determinare le proprie politiche in materia di confini.

Insieme agli Usa, sono stati rimossi dalla lista anche Israele, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Libano.

(Foto da internet)