Trump: abbiamo ottenuto la Groenlandia

Firmato l’accordo che concede agli Usa ampio accesso allo spazio aereo ed al territorio, il rafforzamento della base militare esistente più la creazione di altre due.

“L’abbiamo ottenuta, abbiamo ottenuto la Groenlandia. (Gli alleati, ndr) sono stati abbastanza gentili da cedercela, nonostante tutte le polemiche”.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, intervenendo ieri alla Casa Bianca, durante la presentazione di un’iniziativa contro le frodi, ha spazzato via qualsiasi eventuale dubbio residuo su come consideri l’isola artica, oggetto dei suoi desideri fin dal suo primo mandato.

Per Trump, la regione è “fondamentale” per la sicurezza degli Usa e dunque deve essere americana, acquistandola oppure, ha lasciato intendere, usando la forza.

Oppure ancora, attraverso l’accordo firmato il mese scorso con la Groenlandia e la Danimarca (cui l’isola appartiene come territorio autonomo), che potrebbe fungere da ‘cavallo di troia’ per controllare de facto il territorio.

L’intesa, come riporta Adnkronos, prevede per gli Usa un ampio accesso allo spazio aereo e al territorio dell’isola, il rafforzamento della loro attuale base militare a Pituffik – che supporta le operazioni di allerta missilistica, difesa missilistica e sorveglianza spaziale per gli Stati Uniti e la Nato – e la realizzazione di altre due basi, a Narsarsuaq e Mestersvig. Ciascuna delle tre parti può inoltre proporre ulteriori “aree di difesa”, con l’approvazione delle altre due.

“Qualsiasi futuro attacco agli Stati Uniti dovrà necessariamente passare attraverso la Groenlandia, dove la nostra Difesa abbatterà regolarmente droni, missili o qualsiasi altra forma di arma non ancora nemmeno concepita. Ci offre tempo, posizione e visuale come nessun altro luogo al mondo“, ha scritto Trump sul suo social Truth.

Trump: ora devo prendere una decisione: o l’Iran firma l’accordo, o cesserà di esistere

Il presidente americano a 360 gradi.
Sull’Iraq: non abbandonerò mai i nostri alleati.
Sul Venezuela: riempiremo le nostre riserve con il loro petrolio.
Sulla Polonia: nutro grande rispetto per il presidente polacco, possibile base militare in Polonia.

“Ora devo prendere una decisione: o l’Iran firma l’accordo, oppure cesserà di esistere“.

Così Donald Trump ha risposto ai giornalisti alla Casa Bianca prima di partire per il Texas, riferendosi ai colloqui con Teheran. Il presidente americano è stato interpellato anche sul volo FlyDubai e sulla possibilità di ritorsioni da parte degli Stati Uniti qualora venisse confermato un coinvolgimento dell’Iran.

“Saranno colpiti duramente. Non preoccupatevi“, ha dichiarato Trump, come riporta Rai News. Alla domanda se fosse stato informato del coinvolgimento iraniano, il presidente ha risposto: “Direi di sì, in base a quello che sento. Ma ci stiamo lavorando proprio ora“.

Trump ha quindi parlato dell’Iraq: “Non abbandonerò mai i nostri alleati“, ha affermato.

Sul Venezuela, invece, il presidente ha dichiarato: “Riempiremo le nostre riserve strategiche nazionali con il petrolio venezuelano“.

Interpellato sul rilascio da parte del Regno Unito dei sospetti legati alla base militare, Trump ha detto di essere rimasto “sorpreso“. “Ho molto rispetto per Scotland Yard. Penso che sappiano quello che fanno, ma sono rimasto un pò sorpreso“, ha aggiunto.

Il presidente americano ha risposto anche a una domanda sulla possibilità di una base militare statunitense in Polonia. “Nutriamo grande rispetto per il presidente polacco, quindi stiamo valutando la questione. E potrebbe concretizzarsi“, ha detto Trump.

Trump: l’immigrazione sta uccidendo l’Europa

Il presidente americano: conosco l’Europa meglio delle persone che la guidano; due cose la stanno uccidendo: immigrazione ed energia.

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha attaccato l’Europa, criticando la sua politica migratoria.

“In Europa dovete fermare l’immigrazione illegale. Conosco l’Europa meglio di chiunque altro, meglio delle persone che la guidano“, ha detto parlando con i giornalisti nello Studio Ovale.

“Due cose stanno uccidendo l’Europa – ha aggiunto, come riportato da Agi – al primo posto l’immigrazione. Al secondo l’energia“. 

Barron Trump lancia un brand di bevande energetiche

Il padre Donald nel consiglio di amministrazione della start-up.
Forti investimenti anche in criptovalute per il rampollo della Casa Bianca.

Il figlio più piccolo del presidente Usa Donald Trump, Barron, presenta in anteprima i primi gusti di una bevanda energetica.

Il giovane Trump è uno dei cinque direttori della start-up di tisane SOLLOS Yerba Mate Inc., il cui  lancio è previsto per maggio 2026  con varianti al gusto di ananas e cocco.

La yerba mate è un infuso amaro originario del Sud America, commercializzato come alternativa al caffè contenente caffeina.

Secondo i documenti depositati presso il registro delle imprese statale, Trump è membro del consiglio di amministrazione della società, costituita in Florida lo scorso dicembre.

La società è inoltre registrata nel Delaware, uno stato particolarmente favorevole alle imprese. Secondo i documenti depositati presso la Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense, Sollos Yerba Mate ha raccolto 1 milione di dollari da investitori privati.

Barron ha creato l’impresa con amici del liceo, l’Oxbridge Academy di West Palm Beach, in Florida. Ora il rampollo multimilionario è al secondo anno presso la Stern School of Business della New York University, e ha manifestato l’intenzione di seguire le orme della famiglia nel settore imprenditoriale piuttosto che in quello politico.

Come riporta RaiNews, infatti, oltre alla sua azienda di energy drink, Barron si è cimentato anche nel settore delle criptovalute, fondando World Liberty Financial insieme a suo padre e ai suoi fratelli maggiori, Don Jr. ed Eric., dove ha un interesse significativo: stime indicano che avrebbe accumulato circa 150 milioni di dollari principalmente da investimenti crypto come token WLFI e Bitcoin.

Una voce virale sul web in queste settimane, speculava su un presunto investimento di 30 milioni di dollari in petrolio 48 ore prima del conflitto, ma è stata smentita da fact-checker.

Colombia: Petro vola da Trump

Storico incontro tra i due presidenti.
Al centro dei colloqui ci saranno la lotta al narcotraffico e la crisi migratoria.

Il presidente colombiano Gustavo Petro è partito alla volta di Washington per un incontro con Donald Trump, definito “una pietra miliare” dalla presidenza di Bogotà.

La visita, prevista fino al 5 febbraio, rappresenta un tentativo di ricucire i rapporti tra i due Paesi, logorati da mesi di scontri verbali e profonde divergenze ideologiche.

Il vertice avviene in un clima di estrema tensione regionale, segnato dalla recente operazione militare statunitense che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro in Venezuela e dalle minacce di dazi e interventi armati rivolte in passato da Trump alla Colombia.

“Abbiamo molte ragioni per ottenere un patto per la vita nelle Americhe“, ha dichiarato Petro prima della partenza, come riportato da Ansa, sottolineando la volontà di cercare punti di incontro nonostante le distanze.

Al centro dei colloqui ci saranno la lotta al narcotraffico e la gestione della crisi migratoria.

L’incontro, nato da un inaspettato invito telefonico a gennaio, costringe il leader colombiano a un delicato equilibrismo diplomatico: mantenere la cooperazione con la Casa Bianca senza tradire la propria linea politica, il tutto a pochi mesi dalle elezioni presidenziali in Colombia.