Islanda: referendum sull’adesione all’Ue

Il 29 agosto i cittadini finlandesi saranno chiamati a decidere se riaprire i negoziati di adesione all’Ue o mantenere l’attuale status quo.
La premier islandese: il popolo avrà la prima e l’ultima parola.

Gli islandesi sono chiamati a votare per decidere se riaprire i negoziati di adesione all’Unione europea o congelare definitivamente la prospettiva di un’inclusione.

Presentato dal governo come un bivio decisivo — un’occasione “ora o mai più” — il voto del 29 agosto metterà gli islandesi di fronte a una scelta chiara: abbracciare il percorso di adesione all’Unione europea oppure confermare l’attuale status quo nello Spazio economico europeo.

Un’intesa, quest’ultima, che garantisce a Reykjavík l’accesso al mercato unico, ma la priva di un seggio ai tavoli decisionali di Bruxelles.

l referendum non decreterà l’ingresso immediato, ma stabilirà soltanto se riaprire i negoziati con le istituzioni europee. L’eventuale adesione formale richiederebbe infatti un secondo passaggio alle urne per la ratifica finale, eventualmente già nel 2028.

È abbastanza chiaro che questo voto serve a ottenere un mandato per negoziare“, ha dichiarato a maggio la prima ministra Kristrún Frostadóttir in parlamento.

Non credo che dovremmo farci bloccare dalla retorica. Concluderemo un buon accordo. Il popolo avrà la prima e l’ultima parola su questo” ha aggiungo, come riportato da Euronews.

Soldati ucraini disertano durante l’addestramento. Germania: sono centinaia a fuggire

La Bundeswehr: circa 29mila soldati ucraini hanno seguito un addestramento in Europa; sono fuggiti a centinaia.
Su richiesta del governo ucraino, Bruxelles non concede asilo ai militari: chi diserta rischia anni di carcere.

Dall’inizio della guerra tra Russia ed Ucraina, secondo la Bundeswehr, l’esercito della Germania, circa 29mila soldati ucraini hanno seguito un addestramento nella nazione europea, in numerose basi.

I militari imparano, tra le altre cose, a maneggiare le armi, le tecniche di mimetizzazione e le nozioni di primo soccorso di base. Al termine del corso, in condizioni normali, dovrebbero rientrare in Ucraina per essere impiegati al fronte.

Per i soldati che non rientrano, la diserzione può avere conseguenze pesanti: l’allontanamento non autorizzato dalla truppa può comportare, in caso di condanna, diversi anni di carcere.

Allo stesso tempo resta da capire cosa accada alle persone eventualmente coinvolte finché restano in Germania. Lo status di soggiorno semplificato previsto per i profughi di guerra ucraini, in linea di principio, non si applica automaticamente ai militari che l’Ucraina ha inviato in Germania per addestramento.

Alcuni potrebbero però cercare di restare comunque in Germania attraverso una procedura d’asilo. Come Euronews aveva già riportato a giugno e riporta nuovamente, gli Stati membri dell’Unione europea si sono accordati a Bruxelles per escludere gli uomini in età da leva dalla norma che prevede un diritto automatico alla protezione sul territorio comunitario. La decisione è stata presa su richiesta del governo ucraino.

Di conseguenza, potranno beneficiare delle procedure di accoglienza semplificate solo le persone che hanno già svolto il servizio militare in Ucraina o ne sono state esentate.

Come prova, sarà necessario un timbro sul passaporto o un certificato ufficiale che attesti che la partenza dall’Ucraina è avvenuta in modo legale oppure che sussiste appunto un’esenzione dal servizio militare.

L’Ue interferisce nelle elezioni degli Stati

Accusa Russia ed Usa di interferire nelle elezioni, ma fa lo stesso.
Finanziamenti ai media per influenzare il dibattito e l’opinione pubblica: 40 milioni nel 2023 per il cambio di governo in Polonia.

L’Ue interferisce nelle elezioni, facendo di fatto esattamente quello che accusa gli altri Paesi di fare.

Quante volte avete sentito accuse verso la Russia o verso gli Usa di interferire con le elezioni dei vari Paesi?

L’Ue fa esattamente lo stesso, finanziando i vari media per influenzare l’opinione pubblica.

Prawy.pl riporta un’intervista pubblicata dal quotidiano tedesco Berliner Zeitung con il commentatore e ricercatore Thomas Fazi. Secondo Fazi, prima delle elezioni polacche del 2023 sarebbero affluiti in Polonia fondi europei destinati a organizzazioni non governative favorevoli all’integrazione europea, con l’effetto di influenzare il dibattito pubblico e l’opinione pubblica.

Fazi sostiene che l’Unione Europea eserciterebbe una crescente influenza politica e culturale attraverso programmi di finanziamento, ONG, media e istituzioni accademiche. Secondo la sua analisi, esisterebbe un collegamento stretto tra l’erogazione delle sovvenzioni e specifici obiettivi politici.

Nell’intervista viene citata una ricerca realizzata da Fazi per il think tank ungherese MCC Brussels, incentrata sui flussi finanziari verso le ONG. Fazi afferma che fino ad oggi non esisteva una mappatura sistematica e quantitativa di tali finanziamenti.

L’articolo menziona inoltre il programma europeo CERV (Citizens, Equality, Rights and Values), inserito nel quadro finanziario UE 2021-2027 e affiancato da iniziative come Horizon e Creative Europe. Secondo quanto riportato, dal 2021 le organizzazioni polacche avrebbero ricevuto circa 40 milioni di euro attraverso questo programma.

Infine, Fazi dichiara che nel suo rapporto viene citato il presidente della Fondazione Res Publica, il quale avrebbe riconosciuto che attività sostenute anche con fondi UE hanno contribuito al cambiamento di governo avvenuto a Varsavia nel 2023.

Musk ha fornito dati satellitari all’Ucraina per gli attacchi

Volodin (Presidente del Parlamento russo): raid deliberato delle forze di Kiev contro un dormitorio di studenti liceali; i colpevoli siano chiamati a rispondere.

I satelliti di Elon Musk vengono usati dalle forze ucraine per gli attacchi sul territorio russo, ha affermato Vyacheslav Volodin, presidente della Duma, la camera bassa del Parlamento russo.

Elon Musk deve capire che i suoi satelliti vengono usati per uccidere bambini. La sua immagine rispettabile è in totale contrasto con ciò che sta realmente accadendo“, ha affermato Volodin durante una sessione plenaria dedicata all’attacco a Starobilsk.

In questa località della regione ucraina di Lugansk, controllata dai russi, Mosca ha denunciato la settimana scorsa un raid deliberato delle forze di Kiev contro un dormitorio di studenti liceali, con un bilancio di 21 morti e oltre 40 feriti.

Questa questione si applica anche a quelle aziende americane che permettono al regime di Kiev di utilizzare la loro costellazione satellitare“, ha aggiunto Volodin, citato da Interfax e poi ripreso da Ansa.

Da parte nostra, dobbiamo chiedere a quanti più parlamentari europei possibile, anche a quelli con un briciolo di coscienza, di smettere di aiutare i terroristi. Dobbiamo fare tutto il possibile per garantire che coloro che hanno dato gli ordini, coloro che hanno preso di mira la scuola con i droni, siano chiamati a risponderne“, ha concluso il presidente della Duma.

Cuba: Ue usa doppio standard

Il ministro degli Esteri cubano punta il dito contro gli Usa per la crisi economica e accusa le recenti dichiarazioni dell’Alta rappresentante Ue Kallas.

Il governo cubano ha accusato l’Unione europea di usare un “doppio standard” nel valutare la crisi economica ed energetica che colpisce l’isola, criticando le recenti dichiarazioni dell’Alta rappresentante per la politica estera europea Kaja Kallas sulla situazione interna del Paese caraibico.

Su X, il ministro degli Esteri Bruno Rodriguez ha sostenuto che Bruxellesmanca di obiettività” nel non riconoscere che “il castigo collettivo, illegale, crudele e ingiusto” imposto dagli Stati Uniti rappresenti “la principale causa della difficile situazione affrontata oggi dai cubani“.

Il ministro ha citato in particolare il rafforzamento del blocco economico, “l’accerchiamento petrolifero” e le “minacce militari” di Washington.

Il capo della diplomazia cubana ha inoltre criticato il silenzio dell’Ue rispetto alle conseguenze extraterritoriali delle nuove sanzioni, che secondo L’Avana starebbero colpendo anche imprese e cittadini europei presenti a Cuba.

Allo stesso tempo, il governo cubano ha espresso apprezzamento per gli aiuti umanitari e la cooperazione economica garantiti dall’Ue e da alcuni Stati membri, sottolineando l’importanza dell’Accordo di dialogo politico e cooperazione firmato tra Bruxelles e L’Avana nel 2017.

Rodriguez, come riporta Ansa, ha infine auspicato che la politica estera europea mantenga “indipendenza” e difenda i valori multilaterali “in un contesto internazionale segnato da tentativi di imporre la forza e il dominio imperialista“.