Reddito pro capite: la Polonia supera la Spagna

Il confronto tiene conto delle differenze del costo della vita tra i vari Paesi.
Tusk: Polonia parte dell’élite economica europea.

Secondo i dati più recenti del MFW (in polacco: Międzynarodowy Fundusz Walutowy), la Polonia ha superato la Spagna in termini di reddito pro capite calcolato in base al PPP (Purchasing Power Parity, l’indicatore che tiene conto delle differenze nel costo della vita tra i paesi).

Come riporta Polonia Oggi, il reddito pro capite in Polonia ha raggiunto 58,56 mila dollari (PPP), mentre in Spagna è stato 58,35 mila dollari (PPP).

Il primo ministro Donald Tusk ha commentato questi dati, definendo la Polonia parte dell’”élite economica europea“.

Tuttavia, il reddito medio in Europa resta più alto, con una media di circa 66,8 mila dollari (PPP).

Alcuni paesi come Italia, Repubblica Ceca, Lituania e Slovenia hanno il reddito pro capite superiore a quello polacco.

Il rapporto evidenzia anche che l’economia polacca ha continuato a crescere nel 2025 a un ritmo più veloce rispetto a quella spagnola, riflettendo un trend positivo per l’economia nazionale.

Banco Santander compra Webster Financial

Operazione da 12,2 miliardi di dollari.
La nuova piattaforma vanta 327 miliardi di dollari di attivi, 185 miliardi di prestiti e 172 miliardi di depositi.

Banco Santander rafforza la propria strategia di crescita negli Stati Uniti con l’acquisizione della banca regionale Webster Financial in un’operazione da 12,2 miliardi di dollari che porterà il gruppo spagnolo tra i primi dieci istituti commerciali e retail del Paese per dimensioni.

Dalla combinazione nascerà una piattaforma con circa 327 miliardi di dollari di attivi, 185 miliardi di prestiti e 172 miliardi di depositi, numeri che aumentano in modo significativo la scala operativa Oltreoceano.

La mossa, come riporta FIRSTonline, si inserisce in una fase di consolidamento del credito europeo e arriva dopo il fallimento della seconda offerta pubblica di acquisto di Bbva su Banco Sabadell e dopo lo stop alla vendita di Novo Banco a CaixaBank.

Venezuela: compagnie petrolifere in coda per chiedere licenze export greggio agli Usa

Eni, Repsol e Maurel & Prom hanno già avanzato le richieste.
In un incontro alla Casa Bianca Trump ha chiesto di investire in Venezuela.

Numerosi partner europei della compagnia petrolifera statale venezuelana Pdvsa, tra cui Eni, la spagnola Repsol e la francese Maurel & Prom, hanno fatto richiesta per licenze o autorizzazioni Usa per l’esportazione di petrolio dal Paese, membro dell’Opec.

Lo hanno detto a Reuters sei fonti industriali.

I termini richiesti sono simili a quelli concessi da Washington negli scorsi anni, che hanno permesso alle compagnie di ricevere ed esportare petrolio venezuelano per le proprie raffinerie e altri clienti, fornendo al contempo carburante al Venezuela tramite un meccanismo di recupero del debito, secondo due delle fonti.

Le compagnie non hanno potuto esportare petrolio venezuelano sin dal secondo trimestre dello scorso anno, dopo che l’amministrazione di Donald Trump aveva sospeso le licenze. La settimana scorsa Repsol ha partecipato ad un incontro alla Casa Bianca durante il quale il presidente ha chiesto a un gruppo di compagnie petrolifere di investire in Venezuela.

Nessun commento per ora da parte delle compagnie petrolifere.

The Times: “Polonia miracolo economico d’Europa”

“Dopo 50 anni di comunismo, si è trasformata in una delle economie più dinamiche d’Europa”.
L’economia supera il Giappone e l’istruzione supera Germania, Svezia e Danimarca in diverse discipline.

La Polonia, dopo cinquant’anni di comunismo, si è trasformata in una delle economie più dinamiche d’Europa”, scrive il quotidiano britannico The Times.

Il giornale sottolinea che il Paese si sviluppa in modo vigoroso, mentre altre cosiddette economie “tigre” europee affrontano diverse sfide. La Polonia ha evitato gli effetti della crisi finanziaria del 2008 e la pandemia non ne ha rallentato il ritmo di crescita.

Entro la fine dell’anno entrerà a far parte dell’élite dei Paesi il cui PIL ha superato i 1.000 miliardi di dollari”, scrive ancora il The Times. Secondo il quotidiano, quest’anno la Polonia potrebbe superare il Giappone in termini di PIL pro capite calcolato secondo la parità di potere d’acquisto.

Come sottolineato, ciò significherebbe una crescita triplicata rispetto al periodo immediatamente successivo alla fine della Guerra Fredda. Le previsioni , come riporta Polonia Oggi, indicano che nel 2026 la Polonia potrebbe superare anche Israele e, negli anni successivi, avvicinarsi al livello di Spagna e Nuova Zelanda.

L’articolo del Times è stato commentato dal primo ministro polacco, Donald Tusk. “Questo miracolo è il frutto del duro lavoro di milioni di polacche e polacchi. È bello da leggere”, ha scritto. Il quotidiano britannico ricorda anche il contesto storico del successo della Polonia e afferma che il sogno di Wałęsa, di far diventare la Polonia il “secondo Giappone”, si sta lentamente realizzando.

Descrivendo la trasformazione della Polonia dopo la caduta del comunismo, The Times evidenzia che il Paese ha progressivamente introdotto riforme economiche che hanno permesso la privatizzazione delle imprese statali e hanno attratto investitori stranieri. “Leszek Balcerowicz, eminente economista, ha introdotto riforme radicali che con il tempo sono diventate le fondamenta dello sviluppo economico”, osserva il quotidiano britannico.

The Times sottolinea anche il livello dell’istruzione polacca. “Gli adolescenti polacchi superano regolarmente i loro coetanei tedeschi, svedesi e danesi in matematica, lettura e scienze secondo le classifiche internazionali PISA”, si legge nell’articolo.

Secondo il giornale, nell’ultimo anno 25.000 polacchi sono tornati nel Paese dal Regno Unito, mentre solo 7.000 sono emigrati nella direzione opposta. “Tuttavia, sulla strada verso il pieno successo ci sono numerose sfide, come il crescente deficit di bilancio, la spesa sociale inefficace e il divario sempre più profondo tra ricchi e poveri”, conclude il quotidiano. 

Cristiano Ronaldo apre un locale: lavoro, moda, sociale e gastronomia

1.000 metri quadri, 15.000 euro per entrare, vietati i cellulari.
All’interno spazi per riunioni, coworking, bar, ristoranti, uffici privati e studio per podcast.

Un nuovo concetto di club privato nel cuore di Madrid.

La firma è quella di Cristiano Ronaldo che, insieme all’imprenditore Inigo Onieva e alla sua azienda, la Mabel Hospitality che il campione dell’Al Nassr gestisce col suo socio Manuel Campos Guallar, hanno dato vita a Vega.

Si tratta di un locale signorile che a fine anno aprirà i battenti nel cuore del quartiere di Salamanca su una superficie di 1000 metri quadrati. L’obiettivo, oltre a fondere vita sociale, relazioni professionali ed esperienze gastronomiche in un ambiente esclusivo, è anche quello di creare un club che possa preservare la privacy di chiunque vi acceda.

Ecco perché la filosofia del locale impostata da Ronaldo e gli altri fondatori è quella di vietare l’uso di telefoni cellulari e fotografie. Si tratta di un concetto di locale molto noto a Londra che ora si sposterà proprio a Madrid. Vega di fatto attinge alla tradizione anglosassone e ruota attorno a quattro pilastri: l’aspetto lavorativo, affinché i soci possano fare affari e creare contatti, l’aspetto culturale, con diverse offerte per il tempo libero, l’aspetto gastronomico con tre diversi ristoranti, e l’aspetto sociale, che sarà uno dei grandi elementi differenzianti del club, affinché i soci possano collaborare con le fondazioni.

L’idea esclusiva di Ronaldo e dei fondatori di questo club esclusivo è quella di creare connessioni in diversi settori come il business, la moda, l’industria e lo sport . Uno dei soci è di fatto proprio il campione portoghese esperto in questo ambito dato che il suo gruppo possiede anche i ristoranti Tatel, Totó e Casa Salesas. Lo studio Mabel ha incaricato Inigo Onieva di gestire Casa Salesas e Vega, e insieme hanno creato il Casablanca Hospitality Group. Vega, dunque, come spazio rivoluzionario, ma non per tutti. Al mattino, offrirà un ambiente tranquillo e sofisticato per riunioni, uffici privati, coworking e persino uno studio per podcast.

Di notte, lo spazio si trasformerà in un centro sociale con cene esclusive e bar specializzati, un omaggio alla vivace vita notturna di Madrid. Oltre al divieto di strumenti di comunicazione più comuni come cellulari, macchine fotografiche di ultima generazioni di ultimo modello, solo un gruppo selezionato di persone può diventare membro di Vega, perché l’adesione richiede un invito.

I fondatori, come riporta Fanpage, sono responsabili delle persone che faranno accesso. Ecco perché esistono diverse opzioni di iscrizione, con una media di circa 4.400 euro all’anno, anche se gli under 35 beneficiano di una tariffa più economica di 2.500 euro. L’iscrizione più ambita, la Founders’ Membership, richiede un pagamento una tantum di 15.000 euro. Offre accesso illimitato, prenotazioni prioritarie ed esperienze personalizzate in un ambiente totalmente rivoluzionario.