Microsoft propone uscita volontaria a 60.000 dipendenti

Interessati i reparti di AI experiences, Copilot, finanza, risorse umane, Xbox e Windows + Devices.
Il programma riguarda Canada, India, regno Unito ed Usa.

Microsoft sta proponendo incentivi all’uscita volontaria a circa 60.000 dipendenti.

Lo ha riportato oggi Business Insider, citando un portavoce dell’azienda.

Contattata da Reuters, l’azienda non ha rilasciato commenti immediati sul numero di dipendenti interessati.

L’offerta di uscita volontaria interesserà divisioni chiave, tra cui AI experiences, Copilot, finanza, risorse umane, Xbox e Windows + Devices, ha riferito a Reuters una fonte a conoscenza della questione.

Saranno escluse divisioni quali marketing, attività commerciali e sicurezza, ha aggiunto la fonte.

“Questa offerta sarà disponibile per i dipendenti idonei dei team in Canada, India, Regno Unito e Stati Uniti di livello 70 e inferiore“, ha scritto Microsoft oggi in un post sul proprio blog.

L’azienda ha precisato che si tratta di un programma volontario a tempo limitato, basato sulle conoscenze acquisite da un precedente programma di pensionamento volontario.

La Francia lancia il suo nuovo missile nucleare da un sottomarino

Macron assiste al test e dichiara: Per essere liberi, bisogna essere temuti. E per essere temuti, bisogna essere potenti.

La Francia ha effettuato il primo lancio di prova del missile balistico strategico M51.3 dal sottomarino nucleare Le Vigilant, al largo della Bretagna.

Il missile è stato lanciato senza testata nucleare, è caduto nell’Atlantico del Nord ed è servito a certificare la piena operatività del sottomarino dopo i lavori di manutenzione.

Il presidente Emmanuel Macron ha assistito al test dalla fregata Auvergne e, come riporta Giubbe Rosse, sottolineando la credibilità della dissuasione nucleare francese, ha dichiarato quanto di seguito:

“Per essere liberi, bisogna essere temuti. E per essere temuti, bisogna essere potenti“.

Londra pronta ad espellere 27 diplomatici israeliani

Walters: se Israele non ritirerà la decisione di chiudere il consolato britannico a Gerusalemme dove lavorano 27 diplomatici inglesi, Londra ne espellerà 27 israeliani.

L’ambasciatore britannico Simon Walters ha trasmesso alle autorità israeliane un messaggio secondo cui, se Israele non revocherà la decisione del ministro degli Esteri Gideon Sa’ar di chiudere il Consolato britannico a Gerusalemme Est, dove operano 27 diplomatici britannici, la risposta sarà l’espulsione di 27 diplomatici israeliani dall’ambasciata di Londra.

È quanto emerge da un messaggio trasmesso dal Regno Unito a esponenti israeliani, sullo sfondo del deterioramento dei rapporti tra i due Paesi.

I dettagli del messaggio sono stati pubblicati da Ynet e poi ripresi da Ansa.

Usa ritirano tutti i bombardieri dalla base britannica di Fairford

La base era usata dagli Usa per lanciare attacchi contro l’Iran.
Gli aerei sono stati ridispiegati nelle loro basi originarie negli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti hanno confermato di aver ritirato tutti i bombardieri B-1 dalla base aerea britannica della Raf di Fairford, al centro di un’indagine antiterrorismo in seguito a un misterioso incidente di sicurezza avvenuto il mese scorso.

Il 27 settembre, la polizia è stata chiamata alla base nel sud-ovest dell’Inghilterra dopo che un agricoltore locale aveva segnalato un gruppo di uomini con diversi furgoni impegnati in attività “sospette”. Gli investigatori, tuttavia, non hanno trovato esplosivi e i cinque cittadini britannici residenti a Londra arrestati nell’ambito dell’episodio sono stati rilasciati su cauzione.

L’allarme ha costretto all’evacuazione di 85 abitazioni situate vicino alla base aerea, utilizzata dagli Stati Uniti per lanciare attacchi contro l’Iran. In una dichiarazione rilasciata da un funzionario del Pentagono, si legge: “Possiamo confermare che tutti i bombardieri statunitensi schierati presso la base Raf di Fairford sono stati ridispiegati nelle loro basi di origine negli Stati Uniti“.

Trump: ora devo prendere una decisione: o l’Iran firma l’accordo, o cesserà di esistere

Il presidente americano a 360 gradi.
Sull’Iraq: non abbandonerò mai i nostri alleati.
Sul Venezuela: riempiremo le nostre riserve con il loro petrolio.
Sulla Polonia: nutro grande rispetto per il presidente polacco, possibile base militare in Polonia.

“Ora devo prendere una decisione: o l’Iran firma l’accordo, oppure cesserà di esistere“.

Così Donald Trump ha risposto ai giornalisti alla Casa Bianca prima di partire per il Texas, riferendosi ai colloqui con Teheran. Il presidente americano è stato interpellato anche sul volo FlyDubai e sulla possibilità di ritorsioni da parte degli Stati Uniti qualora venisse confermato un coinvolgimento dell’Iran.

“Saranno colpiti duramente. Non preoccupatevi“, ha dichiarato Trump, come riporta Rai News. Alla domanda se fosse stato informato del coinvolgimento iraniano, il presidente ha risposto: “Direi di sì, in base a quello che sento. Ma ci stiamo lavorando proprio ora“.

Trump ha quindi parlato dell’Iraq: “Non abbandonerò mai i nostri alleati“, ha affermato.

Sul Venezuela, invece, il presidente ha dichiarato: “Riempiremo le nostre riserve strategiche nazionali con il petrolio venezuelano“.

Interpellato sul rilascio da parte del Regno Unito dei sospetti legati alla base militare, Trump ha detto di essere rimasto “sorpreso“. “Ho molto rispetto per Scotland Yard. Penso che sappiano quello che fanno, ma sono rimasto un pò sorpreso“, ha aggiunto.

Il presidente americano ha risposto anche a una domanda sulla possibilità di una base militare statunitense in Polonia. “Nutriamo grande rispetto per il presidente polacco, quindi stiamo valutando la questione. E potrebbe concretizzarsi“, ha detto Trump.