Pene fino a 3 anni di carcere per chi commercia con gli insediamenti israeliani in Cisgiordania.
Altri 11 Paesi stanno adottando la stessa linea.
La Norvegia sta valutando una legge che vietiil commercio con gli insediamenti israeliani in Cisgiordania con pene fino a tre anni di carcere.
Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri norvegese, Espen Barth Eide, all’emittente pubblica Nrk poi ripresa da Agi, sottolineando che le argomentazioni a favore “si sono rafforzate ulteriormente perché la situazione in Cisgiordania è peggiorata ancora di più“.
Il capo della diplomazia di Oslo ha aggiunto che “molti altri Paesi stanno ora adottando la stessa linea”. La settimana scorsa il Regno Unito ha annunciato un pacchetto di sanzioni ad ampio raggio contro le colonie in Cisgiordania e altri 11 Paesi (Norvegia, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Irlanda, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia) hanno espresso l’intenzione di adottare o sostenere misure analoghe. Il volume degli scambi commerciali tra la Norvegia e gli insediamenti non è ingente, ha osservato Eide, precisando che “i prodotti in questione includono, ad esempio, vino e alcuni articoli agricoli“.
La risposta dell’ambasciata israeliana a Oslo è stata dura ed ha criticato con forza la possibile misura, definendo la “proposta di criminalizzare il commercio“ come “l’ultimo esempio dell’ossessivo attivismo anti-israeliano del ministro degli Esteri norvegese sulla scena globale“.
“La Norvegia ha scelto ripetutamente di sacrificare le proprie relazioni bilaterali con Israele a favore di una retorica unilaterale e di azioni ostili che servono interessi locali, minano gli sforzi per raggiungere soluzioni pacifiche e sono completamente avulse dalla realtà del Medio Oriente“, si legge nella dichiarazione del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar.
Le riserve sono al livello più basso degli ultimi 13 anni.
O’Shea: Regno Unito praticamente senza stoccaggio.
Italia e Polonia le migliori: 80%.
L’Europa si appresta ad affrontare i mesi più freddi con le riserve di gas al livello più basso degli ultimi 13 anni, il che sta scatenando il “panico invernale” tra gli operatori del settore energetico.
Ma non è il caso dell’Italia: con scorte pari già all’80% della capacità totale il Paese si conferma infatti ben al di sopra della media Ue.
Secondo un articolo del Guardian che fa il punto sulle scorte energetiche sulla scia del perdurare della guerra in Iran, le riserve di gas europee erano piene al 63% nell’ultima settimana di agosto, ben al di sotto della media dell’80% registrata negli ultimi anni a fine agosto e ai minimi mai registrati in questo periodo dell’anno.
All’attuale lento ritmo di immissione di gas nei depositi, l’Ue rischia di entrare nella stagione invernale con scorte di gas inferiori di circa un quinto rispetto alla media quinquennale e al livello più basso dal 2013, secondo Greg Molnar, analista del settore del gas e professore, citato dal quotidiano britannico.
“I bassi livelli di stoccaggio stanno naturalmente aumentando il rischio di una maggiore volatilità dei prezzi invernali“, osserva, situazione che potrebbe aggravarsi se aumentassero i consumi a causa di eventuali “ondate di freddo“.
Seppur fuori dall’Ue, il Paese più a rischio appare il Regno Unito con scorte tra le più basse in Europa. Anzi, sulla base dei dati di questa settimana, Chris O’Shea, amministratore delegato di Centrica, società proprietaria di British Gas, sottolinea che la Gran Bretagna praticamente non dispone “di gas in stoccaggio” per il prossimo inverno.
In cima alla lista dei virtuosi, invece, Italia e Polonia con l’80% di scorte in deposito; in Germania, come riporta Adnkronos, che dispone della maggiore capacità di stoccaggio di gas in Europa, gli impianti sono pieni circa a metà, secondo Gas Infrastructure Europe.
I livelli di stoccaggio in Belgio e nei Paesi Bassi, che sono collegati direttamente al mercato del gas del Regno Unito tramite gasdotti, si attestano rispettivamente al 51% e al 45%.
Il nuovo premier Burnham a Kiev: sono determinato insieme ai Volenterosi a darvi l’aiuto che vi serve. Non solo per la difesa ma anche per distruggere i missili russi prima che partano.
“Da 30 anni la Russia cerca di mettere fine alla vostra indipendenza ma ha fallito, le sue azioni l’hanno rafforzata: siete una democrazia viva con un brillante futuro davanti, il Regno Unito ha tenuto viva la fiamma della libertà del XX secolo, voi lo avete fatto nel XXI“.
Lo ha detto il premier britannico Andy Burnham parlando dalla piazza di Santa Sofia, tra gli applausi della platea.
“Sono determinato con i Volenterosi a darvi l’aiuto che serve, non solo per la difesa aerea ma anche per distruggere i missili russi prima che partano“, ha aggiunto, come riporta Ansa.
Il Parkrun nasce a Bushy Park a Londra, in Inghilterra, il 2 ottobre 2004.
L’evento fu fondato da Paul Sinton-Hewitt con il nome originale Bushy Park Time Trial, prima di diventare un fenomeno globale.
Parkrun Katowice Slesia Parco Tadeusza Kościuszki
Questi sono parte dei benefici che porta la camminata o la corsa: 10.000 passi al giorno non costano nulla. Corri e dimagrisci, migliori l’umore e ti liberi dello stress. Mangi e non ingrassi e aiuti la digestione. Abbassi la pressione sanguigna. Alleni il cuore e la mente, riduci le malattie croniche. Migliori la salute del cuore e la salute delle ossa. Conosci tanta bella gente. Aiuta a perdere peso ed aumenta la capacità polmonare.
Dopo 1 minuto migliora la circolazione sanguigna. Dopo 5 minuti migliora l’umore. Dopo 10 minuti si abbassa il cortisolo. Dopo 15 minuti si riduce la glicemia. Dopo 30 minuti si iniziano a bruciare i grassi. Dopo 45 minuti si riducono i pensieri eccessivi. Dopo 60 minuti aumenta la dopamina.
Il Parkrun si svolge a livello globale tutto l’anno, con qualsiasi condizione meteorologica, solo il sabato mattina con partenza alle 9:00 ed è organizzato nei parchi.
Prima della partenza vi è un coordinatore che fornisce delle informazioni generali sul percorso. Lungo il percorso, comunque, ci sono le indicazioni (frecce con su scritto “Parkrun”) ed i km percorsi.
All’inizio, per i debuttanti che partecipano per la prima volta al Parkrun della città dove si svolge, viene fatta una piccola spiegazione riguardo al percorso. Solo per la prima volta, inoltre, è necessario registrarsi gratuitamente sul sito (https://www.parkrun.com/), dopo di che si riceverà un’email con uno scan code; si può fare una foto dello scan code oppure scaricare l’appositavapplicazione del Parkrun.
Questo codice è importante perché, alla fine dei 5 km, viene dato un token con un codice a barre numerico che viene scannerizzato insieme al codice personale, per rilevare il tempo ed il nome del partecipante (bisogna ricordarsi di restituire il token numerico alla fine alla persona addetta).
Il percorso è di 5 km per tutti ma lo si può affrontare in modi diversi: si può camminare velocemente, lentamente, correre, portare i figli e/o i propri amici a quattro zampe.
Camminando, oppure facendo il volontario o il parkwalker, si accumulano dei crediti; dopo 25/50/100 presenze viene rilasciato un diploma con nome e cognome del partecipante, sia per chi partecipa sia per chi fa il volontario.
Nel primo pomeriggio o nella tarda mattinata di sabato si ricevono i risultati, visibili sull’applicazione o sul portale, con il numero dei partecipanti ed il proprio tempo personale (PB). Alla fine del percorso di 5 km c’è un ristoro gratuito per tutti con acqua, tè caldo, dolcetti, frutta, ecc.
Di solito, alla fine del Parkrun, chi lo desidera va insieme in una caffetteria vicina per un momento conviviale al fine di approfondire la conoscenza reciproca e fare rete.
In Polonia, in questo momento, ci sono più di 100 Parkrun organizzati in altrettante città.
Il Parkrun è un momento di svago per incontrare le persone conosciute, fare sport e divertirsi insieme. A Katowice c’è un gruppo molto affiatato e persone molto simpatiche.
Nel corso dell’anno vengono anche organizzati degli eventi sia durante che alla fine del Parkrun; ad esempio, ci si maschera per Halloween, si festeggia la festa dei bambini in Polonia, la festa del nonno, la festa della donna, la festa nazionale dell’11 novembre (Giorno dell’Indipendenza Nazionale), il 3 maggio (Festa Nazionale della Costituzione), il 15 agosto (l’Assunzione della Beata Vergine Maria e la Giornata delle Forze Armate), dimostrazioni di rianimazione con il defibrillatore, si festeggia il Santo Natale.
Ad ogni evento ci sono oggetti, attività e giochi per bambini e per i nostri amici a quattro zampe. L’usanza, o diciamo tradizione, dopo la fine del Parkrun è andare in una caffetteria (il “Gruba Ciotka” di Katowice) dove c’è chi si prende il cappuccino, un dolcetto, fa colazione; dopodiché ci si siede e si parla un po’ di tutto: della nostra settimana lavorativa, dei programmi per il weekend, delle vacanze.
Insomma, ci si diverte in allegria e ci si conosce. Meglio fare attività fisica una volta alla settimana che non fare nulla, rimanendo seduti sul divano a guardare la televisione.
Lo sport è vita, è forma fisica, è energia. “Mens sana in corpore sano“.
La dichiarazione del presidente ucraino durante una conferenza a Belgrado.
Il Kosovo rimuove la bandiera ucraina esposta dal 2022.
La posizione di Kiev sul Kosovo regala al presidente serbo Aleksandar Vučić una vittoria diplomatica.
La scelta dell’Ucraina di non riconoscere l’indipendenza del Kosovo, infatti, ha offerto a Vučić un importante risultato diplomatico, ma ha contemporaneamente provocato una dura reazione a Prishtina. Al centro della disputa c’è la posizione ribadita dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante la sua visita a Belgrado: Kiev continua a sostenere l’integrità territoriale degli Stati e non riconosce il Kosovo come Stato indipendente.
Una posizione che, nel pieno della guerra contro la Russia, assume un peso particolare. Kiev insiste da anni sul principio dell’integrità territoriale dell’Ucraina, contestando l’annessione della Crimea e l’occupazione di territori ucraini da parte di Mosca. Lo stesso principio viene ora utilizzato per spiegare il mancato riconoscimento del Kosovo.
Durante una conferenza stampa a Belgrado, Zelensky ha confermato che la linea dell’Ucraina non è cambiata, rispondendo a una domanda sulla possibilità per la Serbia di continuare a “contare sulla posizione ferma dell’Ucraina” sul Kosovo.
“La nostra posizione resta invariata. Lo abbiamo sempre sottolineato e la politica dell’Ucraina non è cambiata“, ha dichiarato il presidente ucraino, come riporta Euronews.
Le parole di Zelensky hanno però provocato irritazione in Kosovo, dove Pristina chiede a Kiev di rispettare il diritto all’autodeterminazione del Kosovo e la dichiarazione di indipendenza del 2008, riconosciuta da oltre 100 Paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito e 22 Stati membri dell’Unione europea.
La reazione è arrivata anche attraverso un gesto simbolico. Il sindaco di Pristina, Perparim Rama, ha annunciato la rimozione di una grande bandiera ucraina con la scritta “Free Ukraine“, esposta lungo una delle principali arterie della capitale kosovara dall’inizio del conflitto con la Russia del 2022.
“Lo Stato del Kosovo deve essere rispettato“, ha scritto Rama sui social, pubblicando il video della rimozione.
“Quando il Kosovo non viene rispettato, la capitale Pristina reagisce sempre allo stesso modo“, ha aggiunto.