Ceuta chiede chiusura frontiera con Marocco e intervento esercito

L’enclave spagnola letteralmente invasa da migranti clandestini via terra e via mare: la frontiera Sud dell’Europa chiede “urgente e improrogabile” chiusura della frontiera.

Dopo i nuovi ingressi in massa di migranti alla frontiera terrestre e gli oltre 1500 arrivi a nuoto via mare in una settimana, l’assemblea di Ceuta, attraverso la confrenza dei capigruppo riunita d’urgenza, ha approvato un ordine del giorno in cui si chiede al governo spagnolo la chiusura immediata della frontiera con il Marocco, il dispiegamento dell’esercito e la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale.

La richiesta, come riporta Ansa, è stata approvata all’unanimità della conferenza dei capigruppo, che riunisce il partido Popular, il Partito socialista (Psoe), Vox, e le liste locali MdyC e Ceuta ya!, dopo quello che è stato definito “un salto qualitativo” della crisi migratoria.

Nelle ultime ore, in contemporanea agli arrivi via mare, centinaia di giovani marocchini sono riusciti ad entrare anche a piedi nell’enclave spagnola in Marocco, frontiera sud dell’Europa, aggirando la scogliera frangiflutti del Tarajal.

La richiesta dei partiti a Madrid è di procedere alla chiusura della frontiera come misura “urgente e improrogabile” e dispiegare l’esercito per “garantire la sicurezza dei cittadini“, mentre invitano la popolazione a mantenere “serenità e calma“, ricordando che Ceutaha già saputo superare situazioni limite grazie alla maturità e alla solidarietà dei suoi cittadini“.

Gibilterra rafforza i controlli in vista dell’eliminazione della barriera con la Spagna

Dopo 4 anni di negoziati verranno tolti i controlli alla frontiera con la Spagna sulla base di Schengen.
Ecco come ha risposto Gibilterra aggiungendo controlli.

A meno di due settimane dall’entrata in vigore provvisoria dell’accordo tra Unione europea e Regno Unito su Gibilterra, prevista per il 15 luglio, il governo del Territorio britannico ha presentato il nuovo dispositivo di sicurezza che accompagnerà la rimozione della storica recinzione di confine – la cosiddetta Verja – con la Spagna, destinata a scomparire nell’ambito dell’intesa post-Brexit.

L’accordo, raggiunto dopo quasi 4 anni di negoziati, prevede l’eliminazione dei controlli alla frontiera terrestre tra la Rocca e La Linea de la Concepcion, trasferiti al porto e all’aeroporto di Gibilterra, secondo le regole dell’area Schengen.

Per Madrid, come riporta Ansa, si tratta della caduta “dell’ultimo muro dell’Europa continentale“. Tuttavia, secondo quanto ha spiegato l’esecutivo della Rocca, guidato dal ministro principale Fabian Picardo, la vecchia recinzione in rete metallica e filo spinato è già stata sostituita, pochi metri più all’interno, da una nuova barriera di alta sicurezza “antiscalata, dello stesso tipo impiegato per proteggere le installazioni militari britanniche.

La recinzione, si legge in una nota, si estende dal mare fino all’aeroporto e protegge le infrastrutture strategiche, fra cui la pista, i depositi di carburante, il tunnel e le strutture doganali.

L’unico tratto che resterà senza recinzione sarà quello di circa 150 metri già utilizzato dai pedoni per attraversare il confine. In quell’area saranno concentrati i nuovi controlli, con una presenza permanente di polizia, dogana e guardia costiera, supportati da telecamere a circuito chiuso, sistemi di riconoscimento facciale collegati alle banche dati dell’Interpol, lettori automatici di targhe e pattuglie con fuoristrada.

La sicurezza di Gibilterra alla frontiera viene rafforzata, non indebolita“, ha assicurato il primo ministro Fabian Picardo.

La Spagna taglia al 10% l’Iva sui carburanti. Ue: va contro le nostre norme

Sanchez: aiuto concreto a milioni di famiglie e imprese.
Bruxelles: non rispetta le norme per gli obiettivi climatici.

A fine marzo la Commissione europea ha inviato una lettera formale al governo spagnolo con un messaggio chiaro: “È importante sottolineare che la direttiva europea sull’Iva non prevede la possibilità di applicare un’aliquota ridotta alle forniture di carburante“.

Il governo di Madrid, guidato da Pedro Sánchez, aveva appena approvato il Real Decreto-ley 7/2026, che taglia l’Iva sui carburanti dal 21% al 10% per attenuare l’impatto del rincaro petrolifero su 20 milioni di famiglie e 3 milioni di imprese, come riporta Adnkronos.

Il nodo giuridico è la direttiva Ue sull’Iva, in vigore dal 2006 e aggiornata con la direttiva 2022/542, dove si stabilisce che l’aliquota standard minima per i carburanti fossili non può scendere sotto il 15%. Aliquote più basse (fino al 5%) sono ammesse solo per categorie specifiche come elettricità gas naturale, non per benzina gasolio. Un’aliquota del 10% sui carburanti per autotrazione si colloca quindi fuori dal perimetro legale comunitario.

La riforma del 2022 è parte integrante dell’architettura fiscale del Green Deal europeo, che punta a eliminare entro il 2030 ogni trattamento preferenziale per i combustibili fossili.

In questa logica, ridurre l’Iva sulla benzina non è solo una violazione tecnica, ma una misura che va nella direzione opposta rispetto agli obiettivi climatici di Bruxelles; il che sembra un po’ un paradosso: quando si tratta di aiutare famiglie ed imprese si guardano gli obiettivi climatici (condivisi solamente a livello europeo, non internazionale – e quindi di poco impatto a livello mondiale) ma nel frattempo i leaders europei vanno alle conferenze sul clima ognuno con un jet privato e si finanziamento guerre con missili che inquinano quanto intere nazioni.

Cristiano Ronaldo apre un locale: lavoro, moda, sociale e gastronomia

1.000 metri quadri, 15.000 euro per entrare, vietati i cellulari.
All’interno spazi per riunioni, coworking, bar, ristoranti, uffici privati e studio per podcast.

Un nuovo concetto di club privato nel cuore di Madrid.

La firma è quella di Cristiano Ronaldo che, insieme all’imprenditore Inigo Onieva e alla sua azienda, la Mabel Hospitality che il campione dell’Al Nassr gestisce col suo socio Manuel Campos Guallar, hanno dato vita a Vega.

Si tratta di un locale signorile che a fine anno aprirà i battenti nel cuore del quartiere di Salamanca su una superficie di 1000 metri quadrati. L’obiettivo, oltre a fondere vita sociale, relazioni professionali ed esperienze gastronomiche in un ambiente esclusivo, è anche quello di creare un club che possa preservare la privacy di chiunque vi acceda.

Ecco perché la filosofia del locale impostata da Ronaldo e gli altri fondatori è quella di vietare l’uso di telefoni cellulari e fotografie. Si tratta di un concetto di locale molto noto a Londra che ora si sposterà proprio a Madrid. Vega di fatto attinge alla tradizione anglosassone e ruota attorno a quattro pilastri: l’aspetto lavorativo, affinché i soci possano fare affari e creare contatti, l’aspetto culturale, con diverse offerte per il tempo libero, l’aspetto gastronomico con tre diversi ristoranti, e l’aspetto sociale, che sarà uno dei grandi elementi differenzianti del club, affinché i soci possano collaborare con le fondazioni.

L’idea esclusiva di Ronaldo e dei fondatori di questo club esclusivo è quella di creare connessioni in diversi settori come il business, la moda, l’industria e lo sport . Uno dei soci è di fatto proprio il campione portoghese esperto in questo ambito dato che il suo gruppo possiede anche i ristoranti Tatel, Totó e Casa Salesas. Lo studio Mabel ha incaricato Inigo Onieva di gestire Casa Salesas e Vega, e insieme hanno creato il Casablanca Hospitality Group. Vega, dunque, come spazio rivoluzionario, ma non per tutti. Al mattino, offrirà un ambiente tranquillo e sofisticato per riunioni, uffici privati, coworking e persino uno studio per podcast.

Di notte, lo spazio si trasformerà in un centro sociale con cene esclusive e bar specializzati, un omaggio alla vivace vita notturna di Madrid. Oltre al divieto di strumenti di comunicazione più comuni come cellulari, macchine fotografiche di ultima generazioni di ultimo modello, solo un gruppo selezionato di persone può diventare membro di Vega, perché l’adesione richiede un invito.

I fondatori, come riporta Fanpage, sono responsabili delle persone che faranno accesso. Ecco perché esistono diverse opzioni di iscrizione, con una media di circa 4.400 euro all’anno, anche se gli under 35 beneficiano di una tariffa più economica di 2.500 euro. L’iscrizione più ambita, la Founders’ Membership, richiede un pagamento una tantum di 15.000 euro. Offre accesso illimitato, prenotazioni prioritarie ed esperienze personalizzate in un ambiente totalmente rivoluzionario.

Le 10 città più felici d’Europa

Domina la Spagna; poi Portogallo, Scozia ed Inghilterra.
Nessun altro Paese in classifica.

In tutto, Time Out ha chiamato in causa 18.500 persone per capire quali fossero le città europee in cui si vive meglio.

Come riporta Fanpage.it, ha chiesto loro di rispondere a una serie di quesiti e la “metrica sulla felicità” si basa nello specifico sulla percentuale di risposte positive a cinque affermazioni: “Mi sento più felice nella mia città rispetto ad altri posti che ho visitato o in cui ho vissuto“, “Le persone nella mia città sembrano felici“, “Trovo gioia nelle esperienze quotidiane che la mia città offre“, “Il senso di felicità nella mia città è cresciuto molto di recente” ed infine la fatidica “La mia città mi rende felice“.

Ecco cosa è venuto fuori, con la relativa classifica delle 10 città più felici d’Europa:

  1. Siviglia
  2. Brighton
  3. Porto
  4. Valencia
  5. Glasgow
  6. Londra
  7. Bilbao
  8. Lisbona
  9. Edimburgo
  10. Madrid