Auschwitz: 9 turisti entrano senza biglietto

Si tratta di 8 statunitensi ed 1 canadese tra i 18 ed i 19 anni.
Oltre alla multa rischiano limitazione della libertà o fino a 1 anno di carcere.

Nove turisti (8 statunitensi e 1 dal Canada) sono entrati senza permesso ad Auschwitz II-Birkenau senza biglietto.

I giovani, tra 18 e 19 anni, hanno spostato la recinzione per entrare.

Come riporta Polonia Oggi, sono stati fermati dalla polizia e portati alla stazione di Oświęcim dove sono stati accusati di ingresso illegale nell’ex campo.

Hanno ammesso la colpa e accettato la pena: ognuno ha ricevuto una multa di 3.000 zł (circa 700 euro) e deve pagare 1.000 zł (circa 230 euro) al museo.

Il caso andrà al tribunale di Oświęcim dove, per questo reato, si rischiano multa, limitazione della libertà o fino a un anno di carcere.

Polonia, Braun: “Le camere a gas di Auschwitz sono un fake”

Le dichiarazione dell’eurodeputato durante un’intervista radiofonica.
La Procura Distrettuale di Varsavia ha avviato accertamenti: rischia fino a 3 anni di carcere.

La Procura Distrettuale di Varsavia Śródmieście-Północ ha avviato accertamenti dopo una dichiarazione di Grzegorz Braun, eurodeputato del partito Konfederacja Korony Polskiej.

Come riporta Polonia Oggi, ieri durante un’intervista a Radio Wnet, Braun ha affermato che le camere a gas ad Auschwitz sono un fake.

Queste parole potrebbero costituire una violazione dell’articolo 55 della Legge sull’Istituto della Memoria Nazionale, che prevede una pena per chi nega pubblicamente, contro i fatti, i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità.

In Polonia, questo reato può essere punito con una multa o con la reclusione fino a tre anni.

La deputata Anna Maria Żukowska ha presentato una denuncia formale, dichiarando che Braun ha negato fatti storici riconosciuti da istituzioni ufficiali e ha offeso la memoria delle vittime di Auschwitz-Birkenau.

Anche il direttore del Museo di Auschwitz-Birkenau, Piotr Cywiński, ha dichiarato che la frase di Braun è una distorsione storica basata sull’antisemitismo e l’odio, e ha annunciato che sarà presentata una denuncia formale alle autorità.

Durante l’intervista, Braun ha anche criticato il lavoro del Museo, sostenendo che le ricerche sulle camere a gas sarebbero bloccate.

Il giornalista ha interrotto l’intervista affermando che ci sono dei limiti che non vanno superati.

Netanyahu: la Polonia non rispetterà il mandato d’arresto internazionale

Il Primo Ministro israeliano potrà visitare la Polonia per l’anniversario di Auschwitz.
Il Consiglio Nazionale degli Avvocati critica la decisione del governo: mina la fiducia dei cittadini nello stato di diritto.

Il governo polacco ha deciso di garantire la sicurezza al Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu in caso di sua visita in Polonia per le celebrazioni dell’80º anniversario della liberazione di Auschwitz-Birkenau.

Questa decisione è stata criticata dal Consiglio Nazionale degli Avvocati (Naczelna Rada Adwokacka – NRA), che l’ha giudicata come un atto che mina la fiducia dei cittadini nello stato di diritto.

Sullo sfondo della vicenda si trova un mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale (CPI) contro Netanyahu, accusato di crimini di guerra nella Striscia di Gaza.

La decisione di garantire la sicurezza è stata presa su richiesta del Presidente Andrzej Duda; in una dichiarazione ufficiale, l’NRA ha sottolineato che l’esecuzione dei mandati della CPI spetta ai tribunali, non alle autorità esecutive.

La risoluzione del governo e le dichiarazioni pubbliche dei rappresentanti del potere esecutivo hanno suscitato indignazione tra gli avvocati e le organizzazioni sociali.

Come riporta Polonia Oggi, l’NRA ha lanciato un appello per il rispetto del diritto internazionale come base per ricostruire lo stato di diritto in Polonia.

La decisione del governo ha scatenato proteste a Varsavia: tra i manifestanti, attivisti e rifugiati provenienti da Gaza hanno espresso opposizione alla garanzia di sicurezza per Netanyahu, accusato dalla CPI di genocidio.

I partecipanti hanno criticato anche la posizione del Primo Ministro Donald Tusk e del Presidente Duda, evidenziando contraddizioni nell’approccio della Polonia al diritto internazionale.

Secondo alcune fonti, la decisione del governo polacco mirava a mantenere buoni rapporti con l’amministrazione statunitense, che sostiene fortemente Netanyahu.

I critici hanno accusato il governo di agire per calcoli politici piuttosto che per impegni verso il diritto internazionale.

La decisione relativa a Netanyahu evidenzia la complessità della politica internazionale e i dilemmi legati all’equilibrio tra interessi politici e obblighi legali.

Le polemiche generate potrebbero influire negativamente sull’immagine della Polonia come stato di diritto.

Nel contesto delle celebrazioni per Auschwitz, la questione del rispetto coerente del diritto internazionale assume un’importanza particolare.