Ebola: il Canada sospende gli ingressi dai Paesi ad alto rischio

Sospeso l’ingresso ai residenti di Paesi ad alto rischio ed autoisolamento per 3 settimane per chi vi è stato recentemente.
Il governo fornirà gli alloggi per l’isolamento.

Il Canada ha sospeso temporaneamente l’ingresso ai residenti di paesi ad alto o altissimo rischio di focolai di Ebola e richiederà a coloro che hanno recentemente visitato le aree colpite di autoisolarsi per tre settimane.

E’ quanto si legge in una nota pubblicata sul sito web del governo, poi ripresa da RaiNews.

Il governo del Canada intende sospendere i documenti di immigrazione per i residenti di paesi ad alto o altissimo rischio di focolai di malattia da Ebola per i prossimi 90 giorni a partire dal 27 maggio.  Al momento, ciò include la Repubblica Democratica del Congo, l’Uganda e il Sud Sudan, si legge nella dichiarazione.

La misura si applica anche ai titolari di visti precedentemente rilasciati, compresi coloro che hanno diritto alla residenza permanente.

Inoltre, “il governo intende attuare un’ulteriore misura, in vigore dal 30 maggio fino al 29 agosto 2026, in base alla quale i cittadini canadesi, i residenti permanenti, le persone registrate ai sensi dell’Indian Act e i cittadini stranieri che siano stati in queste aree nei 21 giorni precedenti e non presentino sintomi, dovranno osservare un periodo di quarantena di 21 giorni“.

Le autorità hanno affermato che verrà fornito un alloggio per l’autoisolamento a coloro che non saranno in grado di organizzarlo autonomamente, mentre i passeggeri che presentano sintomi di Ebola saranno isolati in ospedale per ulteriori accertamenti.

Ebola: rischio per i Mondiali di calcio

Le autorità messicane lanciano l’allarme per l’epidemia: i giocatori del Congo dovrebbero fare la quarantena e dovrebbe essere impedito l’ingresso nel Paese ai tifosi.

Le autorità sanitarie del Messico hanno lanciato un allarme di fronte al rischio che l’epidemia di Ebola raggiunga il Messico durante i Mondiali di calcio tenendo conto che si disputerà nel Paese una delle tre partite della nazionale della Repubblica Democratica del Congo (Rdc).

Il ministro della Salute, David Kershenobich, ha comunicato oggi di aver emesso un allerta epidemiologica alle strutture sanitarie e che le autorità mantengono una “vigilanza attiva” e rimangono “attente a qualsiasi caso di importazione“.

L’esperto messicano di malattie infettive Francisco Moreno ha suggerito tuttavia che i giocatori africani dovrebbero sottoporsi a una quarantena di 21 giorni, ovvero “il periodo di incubazione del virus“, e che ai tifosi provenienti da quel Paese non dovrebbe essere consentito l’ingresso in Messico, come misura per prevenire i contagi.

Sono misure severe, ma abbiamo già visto cosa può succedere se non prendiamo sul serio questo tipo di infezioni virali“, ha affermato Moreno, come riportato da Ansa.

La nazionale congolese affronterà la Colombia il 23 giugno nella città occidentale di Guadalajara, mentre gli Stati Uniti ospiteranno altre due partite: una contro l’Uzbekistan ad Atlanta il 27 giugno e un’altra contro il Portogallo a Houston il 17 giugno.

Vaccini imperfetti fortificano il virus

Studi americani ed inglesi lanciano l’allarme.
Fondamentale identificare per tempo i vaccini imperfetti.

Ricercatori statunitensi della Penn State University e ricercatori britannici del Pirbright Institute lanciano l’allarme.

Come riporta “Ansa.it”, i dati raccolti nello studio degli esiti della vaccinazione dei polli contro la malattia di Marek causata da un herpes virus e pubblicati su Plos Biology, mettono in luce che i vaccini imperfetti possono far diventare più aggressivi e pericolosi i virus, lanciando l’allerta sia nel caso di quelli utilizzati negli allevamenti sia nel caso dei futuri vaccini umani contro malaria, Ebola ed Hiv.

Andrew Read, il coordinatore dello studio, spiega di seguito:

I vaccini che funzionano perfettamente, come quelli contro vaiolo, polio, orecchioni, rosolia e morbillo, sono capaci di prevenire la malattia e anche la trasmissione del virus (l’azione di questi vaccini è efficace perchè mima la forte immunità che l’organismo sviluppa naturalmente dopo essere stato esposto al virus). I vaccini imperfetti, invece, consentono al virus di sopravvivere, circolare ed evolvere verso forme più aggressive.

Read sostiene dunque che identificare per tempo questi vaccini “imperfetti” diventa fondamentale per la sicurezza degli allevamenti e per la salute dell’uomo; concludo poi lo stesso:

Stiamo iniziando a sviluppare una nuova generazione di vaccini che potrebbero essere imperfetti perchè mirati contro virus che non inducono una forte immunità naturale, come nel caso dell’Hiv e della malaria.

Lo stesso vale per l’Ebola: “Nessuno vorrebbe che un virus così letale potesse diventare ancora più aggressivo per colpa di vaccini imperfetti.