BMW crolla in Borsa dopo il profit warning

Il titolo perde il 9% e scivola ai minimi da inizio anno.
Pesano le difficoltà sul mercato cinese ed i dazi Usa.

Scivola Bmw in Borsa dopo la doccia fredda dell’outlook 2025.

Il titolo del gruppo tedesco cede oltre il 9% a Francoforte (9,40% a 79,40 euro), ai minimi da inizio anno, in scia all’abbassamento delle stime sugli utili e sui margini.

La casa di Monaco, come riporta First Online, ha emesso un profit warning, ammettendo che le difficoltà sul mercato cinese e la mancata riduzione dei dazi tra Stati Uniti ed Europa peseranno più del previsto sui conti del prossimo esercizio.

Lufthansa taglierà 4.000 posti di lavoro

Digitalizzazione e crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale permetteranno maggiore efficienza.
Tagli entro il 2030 nel settore amministrativo.

Il gruppo Lufthansa intende tagliare 4.000 posti di lavoro nel settore amministrativo entro il 2030per ridurre i costi“.

L’azienda con sede a Monaco, come riporta Tgcom24, ha annunciato che i processi interni saranno digitalizzati, automatizzati e centralizzati.

Le riduzioni riguardano principalmente i ruoli amministrativi, non quelli operativi, ha spiegato l’azienda: “La digitalizzazione e il crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale garantiranno una maggiore efficienza in molti settori e processi“.

La compagnia aerea, che si confronta con costi operativi elevati, non è ancora riuscita, a differenza di altri grandi vettori europei, a riportare la capacità e la produttività ai livelli del 2019, prima della pandemia.

Volkswagen ferma la produzione di auto elettriche

Fermati gli stabilimenti di Emden e Zwickau, possibili stop per Hannover e Osnabruck.
Straordinari invece negli stabilimenti che producono motori termici.

Dopo Stellantis, è il gruppo Volkswagen a stoppare temporaneamente la produzione di due fabbriche, al fine di ridurre le scorte dovute alla debole domanda di auto elettriche e al peso dei dazi statunitensi.

Come riporta Quattroruote, VW sta beneficiando della crescita delle vendite di Bev in Europa, ma il ritmo complessivo di crescita è più lento e irregolare di quanto inizialmente previsto: pertanto, dal 6 ottobre è prevista una settimana di sospensione a Zwickau, che sforna Audi Q4 e-tron, VW ID.3 e Cupra Born.

Situazione analoga ad Emden (ID.4 e ID.7), che ha ridotto le ore dei dipendenti e si fermerà per diversi giorni.

Altre voci di chiusure temporanee riguardano Hannover e Osnabrück. Situazione differente a Wolfsburg, perché qui i modelli termici (VW Golf, Tiguan e Tayron) garantiscono volumi così elevati da richiedere turnazioni straordinarie.

Di recente, Volkswagen ha quantificato in 5,1 miliardi di euro l’impatto negativo della retromarcia Porsche su redditività e Bev, per la domanda debole, la concorrenza in Cina e i dazi Usa.

Come noto, l’azienda a fine 2024 ha concordato coi sindacati una serie di misure per ottenere risparmi pari a ben 1,5 miliardi di euro l’anno sul fronte del costo del lavoro: l’IG Metall ha accettato il taglio di 35 mila posti entro il 2030 e la Volkswagen l’erogazione di buonuscite importanti.

Comunque, in Germania e non solo, la situazione per il comparto auto resta delicata, come dimostra il caso Bosch, che ha appena annunciato 13mila uscite entro il 2030.

Germania pronta a concludere accordo per il gas con la Cina

L’accordo con i cinesi potrebbe infastidire Washington, dopo che Ursula von der Leyen aveva promesso a Trump 750 miliardi in importazioni di gas dagli Usa in 3 anni.

L’azienda statale tedesca Sefe (“Securing Energy for Europe” – ex Gazprom Germania) è sul punto di concludere una collaborazione strategica con il commerciante di energia cinese Unipec in occasione della fiera dell’energia “Gastech” di Milano.

Lo riporta il Berliner Zeitung, aggiungendo che l’obiettivo è quello di “formalizzare e approfondire la cooperazione esistente sui mercati internazionali del GNL“.

Ci si chiede come reagirà Washington alla notizia, dato che Ursula von der Leyen aveva promesso a Trump 750 miliardi in importazioni di gas dagli Usa in tre anni.

Da Berlino 500 milioni in armi Usa da inviare in Ucraina

Il Segretario della Nato si congratula con la Germania.
Olanda, Norvegia, Danimarca e Svezia dovrebbero fornire altri pacchetti da 500 milioni di dollari.

La Germania ha annunciato oggi che finanzierà un pacchetto di 500 milioni di dollari in attrezzature militari e munizioni per l’Ucraina provenienti dagli Stati Uniti, nell’ambito della nuova iniziativa della Nato denominata “Prioritised Ukraine Requirements List” (Purl).

Il segretario generale Mark Rutte, come riporta Ansa, ha accolto con favore l’annuncio come una forte dimostrazione dell’impegno costante della Germania a favore della difesa dell’Ucraina.

Mi congratulo con la Germania per essersi nuovamente mobilitata. Questa fornitura aiuterà l’Ucraina a difendersi dall’aggressione russa“, ha dichiarato il Segretario generale. “La Germania è il principale contributore europeo di aiuti militari all’Ucraina e l’annuncio odierno sottolinea ulteriormente il suo impegno ad aiutare il popolo ucraino a difendere la propria libertà e sovranità“, ha aggiunto.

Il contributo della Germania nell’ambito dell’iniziativa Purl fa seguito ai precedenti annunci dei Paesi Bassi e all’impegno congiunto di Danimarca, Norvegia e Svezia.

Ciascun pacchetto ha un valore di circa 500 milioni di dollari ed è destinato a soddisfare le esigenze operative più urgenti dell’Ucraina con attrezzature e munizioni provenienti dalle scorte statunitensi.