Brics: L’Avana chiede sostegno a Mosca per entrare a pieno titolo

Cuba è Paese partner dal 2025 insieme a Bolivia, Bielorussia, Kazakistan, Malesia e Nigeria.
Ora chiede il supporto della Russia per l’ingresso completo.

Cuba ha chiesto alla Russia di sostenere la sua candidatura a membro a pieno titolo dei Brics, di cui dal 2025 è Paese partner.

Lo ha reso noto l’ambasciata cubana a Mosca, sottolineando l’auspicio di ottenere il sostegno degli altri membri, “in particolare della Russia“.

L’Avana, come riporta Ansa, ha inoltre indicato nella nuova fase di apertura economica avviata a giugno un elemento favorevole all’integrazione nel gruppo, sostenendo che le riforme possono creare maggiori opportunità per gli investimenti esteri e una più stretta cooperazione con le economie dei Brics.

Cuba era entrata nel 2025 nella categoria dei Paesi partner insieme, tra gli altri, a Bolivia, Bielorussia, Kazakistan, Malesia e Nigeria.

L’adesione a pieno titolo consentirebbe all’Avana di rafforzare i legami economici e finanziari con il gruppo, che promuove una maggiore cooperazione tra i Paesi membri e alternative all’attuale assetto finanziario internazionale.

La Russia accusa l’Italia di razzismo e violazione dei diritti umani

Mosca denuncia una preoccupante manifestazione di xenofobia con connotazioni politiche.
Stesse preoccupazioni anche dalla Bielorussia.

Razzismo, russofobia, violazione della libertà di stampa, indulgenza verso neofascismo e neonazismo.

Sono alcune delle accuse mosse dalla Russia all’Italia contenute nell’ultimo rapporto annuale sulla situazione dei diritti umani nei Paesi occidentali, redatto in modo congiunto dai ministeri degli Esteri russo e bielorusso, come riportato da Agi.

In Italia, nonostante il numero significativo di garanzie di diritti e libertà fondamentali sancite dalla legislazione nazionale e il dichiarato impegno delle autorita’ a tutelarli, gli attivisti per i diritti umani segnalano ancora violazioni“, denuncia Mosca, secondo la quale “negli ultimi anni, la discriminazione razziale ed etnica si è aggravata“.

Tra gli esempi di “preoccupante manifestazione di xenofobia con connotazioni politiche“, il documento cita la presunta “diffusa discriminazione nei confronti dei cittadini e dei connazionali russi nel Paese, nel contesto della crisi ucraina“. “Nel corso del 2025, le violazioni più frequenti dei diritti dei cittadini russi e delle persone di origine russa da parte degli istituti finanziari italiani hanno incluso il rifiuto di emettere carte di credito, l’imposizione di condizioni aggiuntive sui conti correnti e l’ingiustificata estensione dei tempi di elaborazione dei ricorsi“, sostiene Mosca.

La Russia registra tra le violazioni dei diritti in Italia anche “la campagna su larga scala contro la cultura russa e i suoi rappresentanti“, portano l’esempio di alcune esibizioni di artisti russi annullate nel nostro Paese: il concerto del tenore Ildar Abdrazakov, previsto a gennaio a Verona ed annullato nel novembre 2025; il ritiro dell’invito del Teatro dell’Opera di Firenze alla ballerina russa e prima ballerina del Teatro Bolshoi, Svetlana Zakharova, e al violinista Vadim Repin; la cancellazione dell’esibizione sempre di

Per Mosca e Minsk, “le manifestazioni di russofobia in Italia sono legate anche ai problemi relativi alla garanzia della libertà di stampa, in particolare alla persecuzione dei media russi“, in base alle decisioni del Consiglio europeo sul bando di alcune testate russe come Russia Today (RT) e Sputnik, “con un impatto significativo sull’accesso dei cittadini italiani a informazioni affidabili“. “Le manifestazioni di intolleranza“, denuncia il ministero degli Esteri russo, “sono alimentate dalla presenza in Italia di diverse organizzazioni di estrema destra che promuovono idee nazionaliste e neofasciste“. Zakharova, prevista per marzo all’Auditorium Parco della Musica.

Tali organizzazioni“, secondo Mosca, “godono di relativa libertà d’azione nel Paese, poiché le autorità italiane, a prescindere dall’orientamento politico del governo, sono relativamente indulgenti nei confronti dei seguaci ideologici di Mussolini, non percependo – o ignorando – le loro marginali associazioni politiche come una reale minaccia all’ordine pubblico e alla sicurezza dello Stato“.

Le accuse a Roma sono presentate come parte di una più ampia denuncia del presunto deterioramento delle libertà fondamentali nei Paesi che, sottolinea la Russia, “si autodefiniscono ‘democrazie modello’, ma che in realtà stanno trasformando libertà, democrazia e diritti umani in mera facciata“. Tra i casi citati figurano anche Francia, Germania, Regno Unito e Paesi baltici, criticati per la gestione delle proteste, le politiche migratorie, le limitazioni ai media russi e il trattamento delle minoranze russofone. Il rapporto si inserisce nella contrapposizione politica e diplomatica tra Mosca e l’Occidente, mentre organizzazioni e media internazionali continuano a documentare diffuse violazioni dei diritti umani all’interno della stessa Russia e della Bielorussia.

Contrabbando di sigarette attraverso palloni aerostatici

Il contrabbando avveniva sulla frontiera tra Polonia e Bielorussia.
Nel solo mese di gennaio sequestrate 1,75 milioni di sigaretta per un valore di circa 1,78 milioni di zloty (circa 425mila euro).

La Guardia di Frontiera polacca ha bloccato un traffico insolito di sigarette dalla Bielorussia alla Polonia, realizzato con l’uso di palloni aerostatici.

Nel mese di gennaio sono stati sequestrati circa 1,75 milioni di sigarette senza contrassegni fiscali polacchi, per un valore di circa 1,78 milioni di złoty.

All’operazione ha collaborato anche il Comando Operativo delle Forze Armate, che salvaguardava lo spazio aereo al confine.

Secondo la Guardia di Frontiera, come riporta Polonia Oggi, i controlli sempre più rigidi al confine polacco-bielorusso spingono i contrabbandieri a cercare nuovi metodi. L’uso dei palloni è però pericoloso, perché possono essere riempiti di idrogeno, una sostanza che può esplodere e mettere in pericolo persone e beni.

Le autorità invitano i cittadini a segnalare subito la presenza di palloni sospetti.

Durante l’operazione sono stati arrestati due cittadini bielorussi dalla Guardia di Frontiera della Podlachi: sono accusati di reati fiscali e di violazione delle norme legate alla sicurezza nazionale.

Il tribunale ha deciso per entrambi una arresto di tre mesi.

La Guardia di Frontiera ha annunciato che continuerà a combattere il contrabbando e ha ricordato che nel 2025 sono già state arrestate 29 persone per traffici simili.

La Bielorussia schiera il sistema missilistico Oreshnik

Lukashenko: il sistema missilistico russo è stato ufficialmente implementato.
Allarma dal Regno Unito: i razzi potrebbero raggiungere Londra in 8 minuti.

Il sistema missilistico russo Oreshnik è da ieri in servizio in Bielorussia.

Lo ha confermato il presidente Lukashenko nel suo discorso alla nazione e al Parlamento bielorusso durante l’Assemblea popolare bielorussa a Minsk; come riporta Il Messaggero citando Ria Novosti, le sue parole sono state le seguenti:

Le prime posizioni sono equipaggiate con il sistema missilistico Oreshnik. È arrivato ieri e sta entrando in servizio“.

Il missile ipersonico a medio raggio Oreshnik è un sistema d’arma con testate multiple, che possono essere convenzionali o nucleari.

È stato utilizzato per la prima volta nel novembre 2024 su uno stabilimento industriale militare nella città ucraina di Dnipro.

Lo scorso anno il presidente Lukashenko aveva annunciato l’intenzione di schierare il missile ipersonico nel territorio bielorusso e ad agosto di quest’anno erano state installate le prime posizioni per il nuovo sistema d’arma nel Paese.

Gran Bretagna e Ucraina lanciano l’allarme: Londra verrebbe raggiunta in circa 8 minuti.

Sei Paesi Ue esentati dal Patto sulle Migrazioni

Il commissario Ue per l’immigrazione: le quote di migranti non sono obbligatorie.
Austria, Croazia, Polonia, Repubblica Ceca, Estonia e Bulgaria esentate.
Polonia: dimostra che non facciamo propaganda ma siamo efficaci.

La Commissione Europea ha comunicato che sei paesi dell’Unione Europea possono richiedere l’esenzione dall’obbligo di trasferimento dei migranti nell’ambito del Patto sulle Migrazioni.

Secondo il comunicato, le richieste devono essere presentate al Consiglio dell’UE. La decisione riguarda i paesi che si trovano ad affrontare una forte pressione migratoria: Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Croazia, Austria e Polonia.

Il primo ministro Donald Tusk, come riporta Polonia Oggi, ha annunciato che la Polonia non accetterà migranti ne pagherà per il loro trasferimento, il che ha va considerato come una conferma dell’efficacia del governo.

Analogamente, il viceministro del Ministero dell’Interno e dell’Amministrazione Maciek Duszczyk ha definito la decisione un “enorme successo”, sottolineando che la Polonia è stata esclusa a causa del numero di rifugiati provenienti dall’Ucraina e della situazione al confine con la Bielorussia.

Il portavoce del governo Adam Szłapka ha aggiunto che questo è un segno di efficacia, non di propaganda.

Il commissario per l’immigrazione Magnus Brunner ha spiegato a Bruxelles che la solidarietà nel quadro del patto è flessibile e il trasferimento non è obbligatorio e i Paesi possono scegliere misure alternative.

La Polonia, come paese sottoposto a forte pressione migratoria, può chiedere al Consiglio dell’UE di escludere totalmente o parzialmente il paese del trasferimento, e la decisione sarà presa a maggioranza qualificata.

La Commissione Europea ha confermato che l’esenzione sarà in vigore per un anno, con un’alta probabilità di proroga.

Il Patto sulle Migrazioni, proposto per la prima volta nel 2020, ha lo scopo di dividere equamente le responsabilità tra gli stati membri e di riformare la politica di asilo dell’Unione Europea.