Carola Rackete si dimette da europarlamentare

Sarà rimpiazzata da Martin Gunter.
Vannacci: non ci mancherai; speriamo che Salis e Lucano seguano l’esempio.

L’attivista Carola Rackete, nota per aver sfidato il governo giallo-verde sulla migrazione speronando una nave della Guardia Costiera, ha annunciato le proprie dimissioni dal Parlamento europeo.

La tedesca, in una nota, ha dichiarato quanto di seguito:

La mia candidatura e il mio mandato hanno sempre avuto l’obiettivo di contribuire al rinnovamento del partito Die Linke, un processo che sta procedendo con successo. Come persona attiva nei movimenti sociali, io e il mio team abbiamo discusso fin dall’inizio di definire il mandato in modo collettivo e questo spirito collettivo si sta ora concretizzando con le mie dimissioni.

Carola Rackete sarà rimpiazzata dal brandeburghese Martin Gunter, candidato con la Die Linke ed arrivato appena dietro di lei.

Le sue dimissioni sono state commentate anche dal Generale Vannacci come di seguito:

Non ci mancherai, ora speriamo che Salis e Lucano seguano l’esempio“.

Aereo da ricognizione tedesco attaccato con un laser da una fregata cinese

L’incidente è accaduto nel Mar Rosso al largo delle coste dello Yemen.
Il Ministro degli Esteri tedesco convoca l’ambasciatore cinese a Berlino.

Un Beechcraft 350 ISR della Bundeswehr, impegnato nella missione UE Aspides nel Mar Rosso per proteggere la navigazione civile dagli attacchi dei ribelli Houthi, è stato apparentemente preso di mira con un laser da una fregata cinese al largo delle coste dello Yemen.

Il Ministero degli Esteri tedesco, come riporta Der Spiegel, ha definito l’incidente “del tutto inaccettabile” per la minaccia al personale tedesco e l’interferenza con la missione, convocando l’ambasciatore cinese a Berlino.

La missione Aspides, che coinvolge fino a 700 militari tedeschi, mira a salvaguardare una rotta commerciale cruciale dagli attacchi Houthi, intensificati dall’inizio del conflitto a Gaza.

Pare che la Cina abbia voluto mandare un segnale molto chiaro all’Occidente.

Germania elogia attacco israeliano. El Baradei: non sa che viola Convenzioni Ginevra?

Kiesewetter spinge anche per usare i Taurus tedeschi contro la Russia.
L’ex presidente IAEA: forse dovrebbero familiarizzare con le basi del diritto internazionale.

L’Iran ha missili che possono raggiungere l’Europa. L’attacco preventivo ci renderà più sicuri e ci farà guadagnare tempo. Grazie, Israele!

Così Roderich Kiesewetter (CDU), lo stesso che da tempo spinge per usare i Taurus tedeschi contro il Cremlino, commentava l’attacco israeliano ai danni dell’Iran.

Anche il ministro degli Esteri tedesco, Wadephul, si dichiara sulla stessa lunghezza d’onda di Kiesewetter ed a loro ha risposto Mohamed El Baradei, diplomatico e funzionario internazionale egiziano, che ha ricoperto la carica di Direttore Generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA) dal 1997 al 2009:

Nessuno le ha mai detto, signore, che gli “attacchi mirati contro impianti nucleari” sono proibiti dall’articolo 56 del protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra di cui la Germania fa parte, e che l’uso della forza nelle relazioni internazionali è generalmente proibito dall’articolo 2 (4) della Carta dell’ONU ad eccezione del diritto all’autodifesa in caso di attacco armato o su autorizzazione del Consiglio di sicurezza in caso di azione di sicurezza collettiva. Forse lei dovrebbe familiarizzare con i principi fondamentali del diritto internazionale…

Annalena Baerbock nuova presidente dell’Assemblea Generale dell’Onu

Nota per gli scivoloni diplomatici, la violenta retorica antirussa e l’appoggio indiscriminato ad Israele: la nuova presidente è stata criticata anche dall’ambasciatore tedesco presso le Nazioni Unite.

L’ex ministra degli Esteri tedesca ed esponente del partito dei Verdi Annalena Baerbock è stata eletta ieri presidente dell’80ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con 167 voti su 193, superando ampiamente la maggioranza semplice richiesta di 88 voti.

Nel suo discorso post-elezione, la Baerbock ha enfatizzato il suo ruolo come “costruttrice di ponti” e mediatrice onesta, con l’obiettivo di rafforzare il multilateralismo, promuovere l’uguaglianza di genere e affrontare la crisi dell’ONU come un’opportunità di riforma.

La Baerbock “vanta” un’incredibile sequenza di gaffe e dichiarazioni disastrose; ieri, ad esempio, si è autodefinita “costruttrice di ponti”, ma durante il suo mandato si è distinta piuttosto per la violenta retorica antirussa e l’appoggio indiscriminato a Israele.

Rimarrà negli annali l’affermazione secondo cui il diritto all’autodifesa di Israele si estende all’uccisione di civili e che i luoghi civili perdono il loro status di protezione nel momento in cui i terroristi ne abusano.

L’elezione della Baerbock è stata criticata persino dall’ex ambasciatore della Germania presso le Nazioni Unite Christoph Heusgen, che le avrebbe preferito un profilo con maggiore esperienza diplomatica come Helga Schmid, ex segretaria generale dell’OSCE.

Come riporta Giubbe Rosse, si potrà obiettare che il ruolo di presidente dell’Assemblea Generale è più che altro simbolico. Ma è altrettanto vero che in un momento di altissima tensione a livello globale come quello che stiamo vivendo servirebbe all’ONU una vera figura di mediazione piuttosto che un individuo che si è distinto finora per l’infiammata retorica atlantista, oltre che per un’imbarazzante serie di scivoloni diplomatici.

Merz: Kiev può usare armi occidentali in Russia

L’annuncio del cancelliere tedesco nel peggior momento possibile, ovvero durante i tanto agognati negoziati di pace: continuano le folli strategie occidentali.

Il cancelliere tedesco Merz conferma: l‘Ucraina può colpire obiettivi militari in Russia con armi fornite da Germania, Usa, Francia e Regno Unito.

Una mossa che cambia notevolmente lo scenario trasformandolo da difensivo ad offensivo, ovvero dall’aiutare l’Ucraina a difendersi a permetterle di attaccare su suolo russo con armi Nato.

Forse non era il momento ideale per seguire questa strategia, dato che sono in corso i tanto sperati negoziati per la pace e l’Ucraina ha effettuato degli attacchi su suolo russo che sicuramente non passeranno inosservati, per dirlo in maniera pacata.

Ora il clima si scalderà notevolmente, non aiutando i negoziati ed anzi aprendo alla concreta possibilità di una guerra su vasta scala che non fa bene a nessuno e che è più pericolosa per la Nato che per la Russia: va infatti ricordato che, come ammesso dal segretario della Nato Mark Rutte, la Russia produce in 3 mesi le munizioni che la nato produce in un anno.