No del M5S al sostegno militare all’Ucraina

Conte: continuo ad essere per una svolta negoziale che l’Europa non vuole; direi a Zelensky che lui è l’aggredito, ma subito dopo chiamerei Putin per negoziare la pace.

No al sostegno militare all’Ucraina.

Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, si esprime così sulla posizione in relazione al conflitto tra Ucraina e Russia.

Noi siamo stati favorevoli al primo invio di armi per una assimetria militare e impedire alla Russia di invadere e conquistare tutta l’Ucraina”, dice a PiazzAsiago, con la notizia poi ripresa da Adnkronos. Ma il prossimo voto sul sostegno militare, lo voterete? “Noi non votiamo il sostegno militare”, dice. 

Io continuo ad essere favorevole a una svolta negoziale che l’Europa non vuole”, afferma Conte. “Più che una coalizione di volonterosi servirebbe una coalizione di coraggiosi“, dice ancora, delineando poi la propria strategia se fosse presidente del Consiglio. “Se dovessi essere investito” della premiership “chiamerei Zelensky, lo incontrerei per rassicurarlo che lui è l’aggredito, ma gli preannuncerei che un attimo dopo chiamerei Putin, l’aggressore, per imprimere una svolta negoziale”. 

Nel centrosinistra non c’è una posizione unitaria in relazione al conflitto. Esiste un nodo Ucraina? “Lo scioglieremo con le primarie, faremo decidere agli italiani”, la risposta. “Se dovessi essere io vincente alle primarie, il giorno dopo mi batterò in Europa per trovare una soluzione negoziale. Una soluzione che tuteli al massimo gli interessi dell’Ucraina che è il paese aggredito”, ripete. 

Kiev potrà acquistare componenti cinesi con i fondi Ue

Ennesimo controsenso europeo: mentre l’Ue mette i dazi per i prodotti cinesi a spese dei cittadini europei, permette a Kiev di finanziare l’economia cinese sempre con i soldi dei cittadini europei.

L’Ucraina potrà utilizzare i fondi provenienti dai prestiti Ue destinati alla difesa per l’acquisto di componenti cinesi per droni cinesi.

Lo scrive il Financial Times poi ripreso da Ansa, citando due fonti a conoscenza del dossier.

Kiev ha ottenuto una deroga per una parte di una tranche da 6 miliardi di euro – proveniente dal prestito Ue per l’Ucraina – per destinarla all’acquisto di componenti per droni dalla Cina.

La decisione, osserva il foglio britannico, evidenzia le lacune che permangono nella produzione interna di difesa dell’Ue, nonostante lo sforzo di rafforzare la base industriale nella difesa.

Altro controsenso europeo: mentre si introducono i dazi verso la Cina a spese dei cittadini europei, si concede comunque di usare i soldi europei per finanziare gli acquisti ucraini verso l’economia cinese.

Polonia: partito di opposizione voleva bloccare i 90 miliardi a Kiev e ingresso nell’Ue

Czarnek: Tusk avrebbe dovuto impedire gli aiuti fino a quando Kiev non avrebbe intrapreso un percorso di “valori umani”.
Poi presenta un progetto al Parlamento per bloccare l’adesione dell’Ucraina all’Ue.

Il vicepresidente del partito conservatore PiS, Przemysław Czarnek, ha scatenato una bufera politica affermando in televisione che, da premier, avrebbe “costretto” l’Unione Europea a sospendere il finanziamento degli armamenti e della ricostruzione dell’Ucraina, fino a quando Kiev non avesse intrapreso un percorso di “valori umani.

Le sue parole hanno suscitato una reazione durissima da parte del governo.

Il premier Donald Tusk, come riporta Polonia Oggi, ha definito le dichiarazioni di Czarnekparole idiote” e una “politica suicida“, inserita in una “gara all’anti-ucrainismo“. Ha sottolineato che nell’interesse della Polonia c’è la difesa efficace dell’Ucraina dalla Russia, aggiungendo: “punto e basta“.

Il ministro degli Esteri Radosław Sikorski ha commentato ironicamente che Czarnekvuole far arrivare Putin al confine polacco“, mentre il ministro degli Interni Marcin Kierwiński ha affermato che il politico di PiS è “scivolato perfettamente nella retorica di Putin“.

Il ministro della Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz ha definito le dichiarazioni “un’aperta opposizione alla NATO e alla ragion di stato della Repubblica di Polonia“.

Czarnek non ha fatto marcia indietro: poco dopo la conferenza stampa di Tusk ha depositato in Parlamento un progetto di risoluzione che obbligherebbe il governo a bloccare il processo di adesione dell’Ucraina all’UE.

Ha collegato questa proposta alla questione storica della gloryfikation dell’UPA da parte dell’Ucraina, ponendo al premier una sfida: se stia dalla parte della “verità storica e dell’interesse nazionale polacco” o scelga il silenzio.

Il Comitato Olimpico Internazionale riabilita la Russia

Kiev: tradimento dei valori olimpici.
Il CIO: le scelte dei governi non devono ricadere sugli atleti.

Il Comitato internazionale olimpico (CIO) ha deciso di riabilitare il Comitato olimpico russo (OKR), raccomandando alle federazioni sportive internazionali di revocare tutte le restrizioni agli atleti russi hanno suscitato molti interrogativi e reazioni accese.

Il CIO motiva la sua scelta con una “analisi della situazione” condotta dalla commissione giuridica dell’organizzazione.

Il comitato ha affermato che l’OKR non include più tra i propri membri le organizzazioni sportive regionali nei territori occupati dell’Ucraina e assicura di non svolgere né svolgere in futuro alcuna attività in tali territori.

Kiev non ha reagito bene alla decisione, sostenendo che “Ogni bandiera russa esposta mentre i missili russi continuano a piovere sulle città ucraine rappresenta un tradimento dei valori olimpici di pace e dignità umana“.

Al CIO, come riporta Euronews, hanno dichiarato di sostenere l’UcrainaMa non ritengo che gli atleti debbano pagare per questo“, ha dichiarato la presidente del CIO Kirsty Coventry.

Secondo la presidente Kirsty Coventryil CIO non vuole “attribuire agli atleti la responsabilità delle azioni del loro governo.

L’Ucraina lancia oltre 400 droni verso Mosca

Il sindaco di Mosca: la maggior parte abbattuti in fase di avvicinamento, altri 36 mentre si avvicinavano a Mosca.

L’Ucraina ha lanciato più di 400 droni in direzione della capitale russa.

Lo ha dichiarato il sindaco di Mosca, alla vigilia del cruciale vertice NATO in Turchia.

Da ieri fino alle 6:00 del mattino (03:00 GMT), più di 430 droni hanno sorvolato la regione di Mosca“, ha scritto il sindaco Sergei Sobyanin sulla piattaforma statale MAX poi ripresa da Ansa, aggiungendo che la maggior parte è stata abbattutain fase di avvicinamento“, mentre 36 sono stati “distrutti mentre si avvicinavano a Mosca“.