Arriva la prima Ferrari elettrica: pioggia di critiche

Reazione generale negativa con il titolo che perde subito l’8% in Borsa.
Montezemolo: Spero tolgano il Cavallino da quella macchina.

La prima elettrica della storia della Casa modenese ha deluso le aspettative di molti, tra cui Montezemolo.

Quest’ultimo ha traghettato la Ferrari fuori dalla pesante crisi post era Enzo Ferrari, riuscendo a inanellare anche una serie di risultati positivi nella massima categoria del Motorsport. Dopo le divergenze con Marchionne e con l’attuale dirigenza del Cavallino, l’avvocato bolognese ha scelto di intraprendere un’altra strada, sposando il piano della Casa di Woking.

L’inserimento nel board McLaren ha stupito, tuttavia il legame affettivo e passionale che ha dimostrato negli anni in Ferrari rimarrà indissolubile. Nel giorno dell’unveiling della Luce, Montezemolo è parso quasi affranto perché ha intravisto la concreta possibilità che il mito del Cavallino possa essere oscurato.

Senza tanti giri di parole, interpellato dai media, ha puntato il dito contro l’operato della Casa modenese che si è spinta nell’era green con un progetto dallo scarso appeal.

L’ex condottiero del Cavallino è stato molto critico nei confronti della prima auto alla spina della Ferrari, esprimendo il suo dissenso come di seguito, come riporta HDmotori.it:

“Spero tolgano il Cavallino da quella macchina. Se dovessi dire quello che penso, farei del male alla Ferrari. Si rischia la distruzione di un mito e mi dispiace moltissimo. Almeno una cosa che i cinesi non copieranno.”

Intorno alla Ferrari Luce si è alzato anche un polverone mediatico che va oltre il concetto di tecnologia elettrica vs termica. La vettura non ha convinto per l’estetica che è stata curata da creativi esterni che non hanno saputo enfatizzare il DNA del Cavallino.

Si è deciso per un azzardo stilistico che di innovativo ha ben poco. Il car market cinese è già strapieno di vetture simili alla Luce e che non raggiungono quotazioni folli.

Il patrimonio stilistico della Casa emiliana avrebbe potuto esplorare ben altre frontiere.

Non solo, in Borsa il titolo ha perso l’8%, sintomo che i mercati in generale non hanno apprezzato la scelta.

Stellantis richiama 700mila veicoli ibridi: potenziale rischio incendio

Nel mirino auto prodotte tra il 2023 ed il 2026.
Peugeot, Citroën, DS, Opel/Vauxhall, Lancia, Alfa Romeo, Jeep e Fiat i marchi interessati.

In una nota, Stellantis comunica di star richiamando volontariamente alcuni veicoli a causa di un potenziale problema relativo al gioco tra il tubo del filtro antiparticolato benzina e il generatore di avviamento a cinghia (BSG).

La decisione è stata presa “avendo la sicurezza e la soddisfazione del cliente al centro dei propri valori“. Come riporta Handelsblatt, l’Autorità federale tedesca per i trasporti automobilistici (KBA) aveva emesso avvisi di richiamo per un totale di circa 700mila veicoli Stellantis in tutto il mondo.

Alcuni veicoli Peugeot, Citroën, DS Automobiles, Opel/Vauxhall, Lancia, Alfa Romeo, Jeep e Fiat prodotti tra il 2023 e il 2026, sottolinea Stellantis, “potrebbero essere stati assemblati con un gioco insufficiente tra il tubo del filtro antiparticolato benzina e la calotta di protezione del polo del generatore di avviamento a cinghia (BSG) a 48V”.

In condizioni di umidità, prosegue la nota come riporta RaiNews, “esiste la possibilità che questo gioco insufficiente e un possibile contatto tra questi componenti possano causare infiltrazioni d’acqua, generando un arco elettrico che potrebbe innescare un evento termico, come il surriscaldamento. Nel peggiore dei casi, ciò potrebbe comportare un potenziale rischio di incendio nel vano motore“.

Stellantis, sottolinea la nota della casa automobilistica, “contatterà immediatamente i proprietari dei veicoli interessati, chiedendo loro di rivolgersi al proprio concessionario per fissare un appuntamento. L’intervento correttivo prevede la sostituzione della calotta di protezione del polo del generatore di avviamento a cinghia da 48 V (BSG) con una dotata di un isolamento superiore. Inoltre, verrà verificata e, se necessario, regolata la distanza tra il tubo del filtro antiparticolato per motori a benzina e il BSG. Questo intervento richiede circa 30 minuti e viene eseguito gratuitamente“.

Stellantis: addio allo smart working per recuperare produttività

La casa automobilistica punta anche al ritorno al diesel dopo i fallimenti dell’elettrico.
Sul tavolo anche collaborazioni con produttori cinesi.

Il settore automotive sta attraversando una fase di profonda instabilità, segnata da un ripensamento globale delle strategie industriali e dalla situazione geopolitica sempre meno favorevole.

In questo scenario di incertezza e dopo un’annata finanziaria complessa, come riporta HDmotori, Stellantis vuole recuperare competitività e, oltre alle strategie industriali come il possibile ritorno del diesel (approfondimento al link) e le trattative con costruttori cinesi, punta sul miglioramento della produttività interna.

Una delle azioni attuate in questo senso è il ritorno in ufficio per i suoi dipendenti in tutto il mondo.

La misura prevede la fine del lavoro da remoto, chiamato “smart working” in Italia, e l’obbligo di presenza in ufficio per cinque giorni a settimana.

A partire dal periodo del post-pandemia, l’azienda aveva adottato delle policy di lavoro agile che richiedevano una presenza minima di solo un giorno e mezzo a settimana.

Stellantis non fa prezzo in borsa

Il cambio di strategia sull’elettrico costa 22 miliardi di euro.
Il titolo non riesce a scambiare in avvio di contrattazioni e segna un ribasso teorico dell’11,8%.

Stellantis non fa prezzo a Piazza Affari dopo che il gruppo automobilistico ha annunciato un cambio di strategia sull’elettrico che costerà 22 miliardi di oneri, provocando una perdita nel secondo semestre tra i 19 e i 21 miliardi di euro, accompagnata dalla sospensione del dividendo nel 2026 e dall’emissione di 5 miliardi di bond ibridi perpetui non convertibili.

Il titolo, come riporta Ansa, non riesce a scambiare in avvio di contrattazioni e segna un ribasso teorico dell’11,8%.

Stellantis: licenziamenti di massa in Polonia

Prevista una riduzione di 700 dipendenti.
Il sindacato: l’annuncio dell’abbandono dei motori a combustione ha influito negativamente sui volumi.

Lo stabilimento Stellantis di Tychy (in Polonia) ha annunciato un piano di licenziamenti collettivi che interesserà oltre 300 dipendenti.

I sindacati avvertono tuttavia che la portata effettiva della riduzione del personale potrebbe essere molto più ampia: considerando anche i lavoratori assunti indirettamente tramite agenzie e quelli con contratti a tempo determinato, il numero delle persone che potrebbero perdere il lavoro supera le 700 unità.

Lunedì, i sindacati attivi nello stabilimento FCA Poland di Tychy, appartenente al gruppo Stellantis, hanno ricevuto una lettera ufficiale che comunica l’intenzione dell’azienda di procedere a licenziamenti collettivi.

La riduzione dei posti di lavoro dovrebbe interessare 320 dipendenti, sia operai sia impiegati. Secondo il documento visionato dal portale noweinfo.pl, i licenziamenti dovrebbero essere attuati al termine di tutte le procedure previste dalla legge, entro e non oltre il 30 aprile 2026.

Il datore di lavoro ha inoltre prospettato la possibilità di aderire a un Programma di Dimissioni Volontarie, che prevede, tra l’altro, indennità superiori a quelle stabilite dalla normativa vigente.

Un incontro tra la direzione e i sindacati su questo tema è previsto per mercoledì 14 gennaio, come riporta Polonia Oggi. L’autenticità della lettera è stata confermata da Bolesław Klimczak, presidente del sindacato Metalowcy presso FCA Poland.

Tra le principali cause dei licenziamenti, la direzione dello stabilimento indica il persistente calo della domanda delle automobili prodotte e la mancanza di prospettive di miglioramento del mercato automobilistico nel prossimo futuro.

Attualmente nello stabilimento di Tychy lavorano 2.378 persone, di cui 2.087 operai e 391 impiegati. Secondo i sindacati, il numero effettivo di persone che perderanno il lavoro potrebbe arrivare a circa 740. Ai licenziamenti collettivi annunciati vanno infatti aggiunti i lavoratori il cui contratto a tempo determinato scadrà senza rinnovo, nonché quelli assunti tramite agenzie di lavoro interinale.

L’energia è molto costosa e lo stabilimento ne consuma grandi quantità. Questo si riflette inevitabilmente sull’aumento dei prezzi delle automobili prodotte e sul conseguente calo della domanda“, spiega Bolesław Klimczak. A suo avviso, anche l’annuncio del graduale abbandono dei veicoli con motore a combustione interna ha influito negativamente sulle decisioni d’acquisto dei clienti.

Le auto elettriche risultano infatti più costose, aumentando l’incertezza dei consumatori. La produzione nello stabilimento FCA Poland di Tychy si concentra attualmente principalmente su due modelli: Jeep Avenger e Alfa Romeo Junior.

L’impianto produce inoltre veicoli moderni con motorizzazione ibrida, come la Fiat 600. A seguito dei cambiamenti previsti, il numero dei dipendenti dello stabilimento dovrebbe ridursi da circa 2.300 a 1.600 persone, con un impatto significativo sia sul mercato del lavoro locale sia sul futuro dello stabilimento di Tychy.