Porsche cede MHP all’indiana Tata

Dopo aver licenziato il CFP e il Direttore Vendite, il gruppo cede la consulenza gestionale e informatica.
Tata acquista l’intero gruppo MHP con 4.500 dipendenti nel mondo.

Tra tutte le mosse industriali viste nel gruppo Porsche negli ultimi anni (ad esempio il licenziamento del CFO e del Direttore Vendite – approfondimento al link), la vendita di MHP è una di quelle che cambia di più la struttura dietro le quinte.

La casa di Zuffenhausen, come riporta motor1.com, ha firmato a Stoccarda un accordo per cedere al gruppo indiano Tata Consultancy Services (TCS) la società di consulenza gestionale e informatica che controllava dal 2007 e che ha seguito la trasformazione digitale del marchio.

Nel piano interno chiamato “Sportwagenschmiede 35” questa operazione è un tassello centrale: TCS rileverà l’intero gruppo MHP, che continuerà però a usare il proprio marchio e a lavorare come consulenza indipendente. Il passaggio di proprietà deve ancora ottenere le autorizzazioni regolatorie e antitrust e, in base alle comunicazioni ufficiali, dovrebbe chiudersi nei prossimi mesi.

La scelta di separarsi da MHP arriva mentre Porsche sta rivedendo in profondità la propria organizzazione, anche con tagli ai costi legati all’andamento dell’utile nel 2026.

Uscire da una controllata che fa consulenza libera risorse per l’attività principale: progettare, costruire e vendere auto sportive, con maggiore attenzione ai modelli che generano più margini.

Porsche e MHP hanno chiarito che il cambio di proprietà non interrompe la collaborazione costruita in questi anni. La società di consulenza, con sede a Ludwigsburgoltre 4.500 dipendenti nel mondo, resterà un fornitore importante per la digitalizzazione di varie aree del costruttore, in particolare nei progetti che usano l’intelligenza artificiale dentro i processi industriali e commerciali.

Tesla: liquidati tutti i lavoratori coinvolti nello sciopero in Svezia

Non avendo trovato un accordo col sindacato per un contratto collettivo, sono stati raggiunti accordi individuali per l’uscita dei lavoratori coinvolti nello sciopero iniziato nel 2023.

Dopo quasi tre anni si chiude uno degli scontri sindacali più duri affrontati da Tesla in Europa.

Lo sciopero in Svezia, iniziato nel 2023, terminerà ufficialmente il 19 agosto 2026.

Ma, come riporta Autoblog.it, non perché sia stato raggiunto l’accordo richiesto dal sindacato.

La ragione è decisamente più particolare: Tesla ha raggiunto accordi per l’uscita dall’azienda di tutti i lavoratori ancora coinvolti nello sciopero.

Venendo meno i dipendenti in protesta, viene meno anche lo sciopero. A comunicarlo è stato IF Metall, il sindacato che aveva avviato la vertenza per ottenere un contratto collettivo per i lavoratori della società di Elon Musk in Svezia.

Non sono stati resi noti né il numero delle persone interessate dagli accordi né gli importi riconosciuti per la loro uscita.

Volkswagen dimezzerà i modelli in vendita

La gamma dei modelli sarà ridotta del 50% in base ai mercati più attrattivi.
Le possibilità di allestimento e optional vari saranno ridotti fino al 75%.

Dopo le recenti notizie inerenti alla chiusura di 4 stabilimenti, il taglio di 100.000 dipendenti e la riduzione di 50 miliardi di investimenti (approfondimento al link), dopo la riunione del consiglio avvenuta ieri 9 luglio, ecco il quadro della situazione, come riporta motor1.com:

Nel corso della riunione odierna, il consiglio di amministrazione del Gruppo ha presentato al consiglio di sorveglianza un ampio pacchetto di misure articolato in 12 iniziative e la visione-obiettivo 2030. In un contesto di mercato globale, è fondamentale rendere l’azienda ancora più solida, efficiente e rapida. Il consiglio di amministrazione del Gruppo ha già avviato l’attuazione delle prime misure del suo piano per il futuro.
Tra queste rientrano, nell’immediato, la riduzione della complessità e della varietà di versioni nel portafoglio prodotti, un orientamento ancora più regionale di prodotti, tecnologie e sviluppo nei mercati, l’adeguamento delle capacità della rete produttiva alle attese del mercato, nonché la semplificazione delle strutture e del portafoglio partecipazioni.

In parole povere: il Gruppo Volkswagen – ed è bene sottolineare la parola Gruppo, la strategia comprenderà infatti tutti i brand (Volkswagen, Audi, Porsche, Seat, Lamborghini, Ducati e Skoda) – produrrà meno modelli di auto.

Più precisamente, la gamma di modelli sarà progressivamente razionalizzata fino al 50% e si concentrerà sui segmenti di mercato più attrattivi. La complessità dell’offerta – per esempio il numero di possibili opzioni di allestimento – sarà ridotta fino al 75%.

Volkswagen chiuderà 4 stabilimenti entro il 2031

La riduzione dell’organico potrebbe arrivare a 100.000 dipendenti.
Previsti anche tagli di 50 miliardi di investimenti.

Volkswagen intende chiudere quattro stabilimenti a partire dal 2031: lo rivela lo Spiegel, poi citato da Agi, spiegando che il più grande gruppo automobilistico tedesco intende attuare tagli massicci.

Oltre alla chiusura degli impianti, è previsto infatti che gli investimenti diminuiscano di circa 50 miliardi di euro.

Volkswagen, che già a marzo aveva annunciato 50.000 tagli di posti di lavoro in Germania entro il 2030, sta valutando di procedere a ulteriori tagli.

Lo riporta, citando due fonti anonime, il quotidiano tedesco Manager Magazin secondo il quale la riduzione dell’organico potrebbe arrivare fino a 100 mila dipendenti nei prossimi anni. Il gruppo tedesco, come il resto dell’industria automobilistica, è in crisi, colpito dall’impennata dei costi energetici, dalla crescente concorrenza cinese, dalle difficoltà nel passare all’elettrico e dalle tensioni commerciali con gli Stati Uniti.

Lo scorso 30 aprile, il gruppo che riunisce in totale dieci marchi (tra cui, oltre a VW, Audi, Lamborghini, Porsche, Skoda, Ducati e Seat) aveva annunciato un calo del 28% dell’utile netto nel primo trimestre e aveva dichiarato di voler accelerare, di conseguenza, il proprio programma di risparmio.

Tra gli stabilimenti più orientati alla chiusura, troviamo quelli di Emden e Zwickau.

Stellantis investirà oltre 1 miliardo di euro in Francia

L’investimento era già stato annunciato dal presidente francese Macron.
Servirà a produrre 3 nuovi modelli di Peugeot elettrici ed ibridi.

Stellantis investirà oltre 1 miliardo di euro in Francia per produrre tre nuovi modelli PeugeotMulhouse.

La notizia, anticipata nei giorni scorsi dal presidente francese Emmanuel Macron, è stata confermata oggi da Stellantis, come riporta Quotidiano.Net.

Gli investimenti consentiranno la produzione di tre modelli elettrici e ibridi di nuova generazione basati sulla nuova piattaforma Stla One, a partire dal 2029. I modelli del segmento C garantiranno a Peugeot una forte presenza nel segmento di mercato di punta europeo, che rappresenta circa il 30% delle vendite automobilistiche.

Antonio Filosa, ceo di Stellantis, ha ospitato oggi presso il sito industriale di Mulhouse Roland Lescure, ministro dell’Economia, delle Finanze e della Sovranità Industriale, Energetica e Digitale, e Sébastien Martin, ministro Delegato dell’Industria, per discutere del piano strategico FaSTLAne 2030 di Stellantis.

Si tratta del secondo grande investimento in Francia nel giro di pochi giorni, dopo il quello colossale da 45 miliardi annunciato da Softbank (approfondimento al link).