Volkswagen taglia 611 operai in Messico. L’indotto altri 650

Eliminato il terzo produttivo dei modelli Jetta e Tiguan.
Parte del piano collettivo di riduzione di 50.000 posti.

Il taglio dei terzi turni di produzione dei modelli Jetta e Tiguan da parte dello stabilimento Volkswagen a Puebla ha provocato il licenziamento di 611 lavoratori.

Questa decisione ha generato un effetto a catena nel settore della componentistica, portando alla perdita di altri 650 posti di lavoro in sette aziende fornitrici.

Il presidente locale della Canacintra, Carlos Sosa Spínola, ha definito gli esuberi inevitabili a causa degli aggiustamenti della casa madre, che a livello globale ha annunciato il taglio di 50.000 posizioni. Sosa Spínola, come riporta Quotidiano.Net, ha rassicurato sul fatto che si cercheranno ricollocamenti per sfruttare la manodopera qualificata, escludendo una fuga verso altri stati. “Qui ci sono aziende che richiedono personale in modo permanente, soprattutto con esperienza“, ha dichiarato, prevedendo nuove opportunità lavorative entro il 2027 grazie a futuri investimenti.

Il presidente ha infine rivolto un appello alla prudenza nelle trattative tra azienda e sindacato, dopo la bocciatura dell’aumento del 10,04%, per scongiurare scioperi che danneggerebbero un’industria già sotto pressione a causa dei dazi statunitensi.

Auto: export tedesco -4%, import cinese +121% in 7 mesi

Reggono solo le auto classiche (motori termici): +37%.
Crollano le auto elettriche (-56,1%) ed ibride (-50,3%).

Calano le esportazioni di auto dalla Germania, mentre accelerano le importazioni, con la Cina che nei primi sette mesi del 2026 diventa per la prima volta il principale Paese di provenienza delle vetture importate. Secondo i dati dell’Ufficio federale di statistica Destatis, tra gennaio e luglio la Germania ha esportato circa 2 milioni di auto nuove, il 4% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025, per un valore di 73,5 miliardi di euro, in flessione dell’8,9%.

Regno Unito, Stati Uniti e Italia si confermano i tre principali mercati di destinazione e insieme assorbono quasi un terzo dell’export tedesco. Nel Regno Unito sono state spedite 258mila vetture, pari al 13% del totale, negli Stati Uniti 245mila, il 12,3%, e in Italia 147mila, il 7,4%. Particolarmente marcato l’impatto del mercato statunitense: le esportazioni verso gli Usa sono diminuite del 2,6% in volume ma del 17,1% in valore, a 9,6 miliardi di euro. Il mix si è inoltre spostato verso i motori termici, le cui consegne sono salite del 31,7%, mentre sono crollate quelle di auto elettriche (-56,1%) e ibride (-50,3%). Le vetture con motore a combustione hanno così rappresentato l’80,8% delle esportazioni tedesche negli Usa.

Nel complesso, tra gennaio e luglio i modelli a combustione hanno pesato per il 52,7% dell’export tedesco, con circa un milione di unità (-2,9%). Le elettriche sono state 560mila, anch’esse in calo del 2,9%, e le ibride circa 380mila, in flessione dell’8,2%.

La dinamica opposta, come riporta il Quotidiano di Sicilia, emerge dalle importazioni. Nei sette mesi la Germania ha importato circa 1,3 milioni di auto nuove, il 16% in più, per un valore di 34,9 miliardi (+12,6%). La Cina è balzata dal quarto al primo posto tra i Paesi fornitori con 175mila vetture, +120,9% e una quota del 13,8%. Seguono la Repubblica Ceca con 173mila auto (+22,9%) e la Spagna con 157mila (-0,4%). A trainare l’aumento delle importazioni sono soprattutto le nuove motorizzazioni: le elettriche sono cresciute del 66,3% a 309mila unità e le ibride del 36% a 403mila, mentre le vetture con motore a combustione sono diminuite del 9% a 554mila.

Volvo: il capo Skoda Zellmer è il nuovo CEO

20 anni in Porsche e oltre 30 nell’automotive: dal 2022 è alla guida di Skoda, portandola ad essere uno dei marchi più venduti in Europa.
Dal 1 ottobre sarà il nuovo CEO di Volvo.

Il costruttore automobilistico svedese (ma di proprietà della cinese Geely) Volvo ha individuato la sua guida per il lungo periodo.

Klaus Zellmer assumerà l’incarico entro il 1º ottobre 2027 al più tardi, mentre l’attuale amministratore delegato Håkan Samuelsson resterà in carica fino ad allora per seguire il passaggio di consegne, ha fatto sapere la società domenica.

Il manager tedesco porta con sé oltre trent’anni di esperienza nel settore automobilistico.

Zellmer guida Škoda dal 2022, trasformandola in uno dei marchi più venduti in Europa, con risultati record lo scorso anno e consegne record di veicoli elettrici nella prima metà del 2026.

In precedenza sedeva nel board della divisione auto passeggeri di Volkswagen e ha trascorso oltre 20 anni in Porsche, dove ha guidato tra l’altro le attività in Germania e in Nord America.

“Klaus Zellmer unisce una profonda competenza nel settore auto a una vasta esperienza di leadership internazionale e a un solido curriculum nel guidare le organizzazioni attraverso fasi di trasformazione e condizioni di mercato mutevoli“, ha dichiarato in un comunicato Eric Li, presidente di Volvo.

Zellmer ha riconosciuto anche la portata dell’eredità che raccoglie, come riporta Euronews:

“Dopo quasi 100 anni, la capacità di Volvo Cars di reinventarsi più volte è al tempo stesso un risultato straordinario e una sfida continua“, ha affermato.

Chevrolet dice addio al mercato cinese

La decisione dopo oltre 20 anni di presenza sul territorio cinese: General Motors deve salvaguardare l’intera redditività aziendale in un mercato ormai dominato dalla case asiatiche.

La decisione era nell’aria, ma l’ufficialità scuote l’intero panorama.

Dopo oltre vent’anni di attività in uno dei territori più strategici al mondo, il marchio statunitense ferma la commercializzazione dei propri veicoli all’ombra della Grande Muraglia.

Questo passo, come riporta Autospecial, certifica le gravi difficoltà dei costruttori occidentali nell’affrontare un ecosistema profondamente mutato, ormai dominato dalle case asiatiche.

Sapere che Chevrolet dice addio al mercato cinese evidenzia un netto e strutturato riposizionamento strategico di General Motors per salvaguardare l’intera redditività aziendale.

Porsche cede MHP all’indiana Tata

Dopo aver licenziato il CFO e il Direttore Vendite, il gruppo cede la consulenza gestionale e informatica.
Tata acquista l’intero gruppo MHP con 4.500 dipendenti nel mondo.

Tra tutte le mosse industriali viste nel gruppo Porsche negli ultimi anni (ad esempio il licenziamento del CFO e del Direttore Vendite – approfondimento al link), la vendita di MHP è una di quelle che cambia di più la struttura dietro le quinte.

La casa di Zuffenhausen, come riporta motor1.com, ha firmato a Stoccarda un accordo per cedere al gruppo indiano Tata Consultancy Services (TCS) la società di consulenza gestionale e informatica che controllava dal 2007 e che ha seguito la trasformazione digitale del marchio.

Nel piano interno chiamato “Sportwagenschmiede 35” questa operazione è un tassello centrale: TCS rileverà l’intero gruppo MHP, che continuerà però a usare il proprio marchio e a lavorare come consulenza indipendente. Il passaggio di proprietà deve ancora ottenere le autorizzazioni regolatorie e antitrust e, in base alle comunicazioni ufficiali, dovrebbe chiudersi nei prossimi mesi.

La scelta di separarsi da MHP arriva mentre Porsche sta rivedendo in profondità la propria organizzazione, anche con tagli ai costi legati all’andamento dell’utile nel 2026.

Uscire da una controllata che fa consulenza libera risorse per l’attività principale: progettare, costruire e vendere auto sportive, con maggiore attenzione ai modelli che generano più margini.

Porsche e MHP hanno chiarito che il cambio di proprietà non interrompe la collaborazione costruita in questi anni. La società di consulenza, con sede a Ludwigsburg e oltre 4.500 dipendenti nel mondo, resterà un fornitore importante per la digitalizzazione di varie aree del costruttore, in particolare nei progetti che usano l’intelligenza artificiale dentro i processi industriali e commerciali.