Ancona contesta Letta

“Buffone, vattene in Africa”.
L’attacco durante parlava di immigrati ed immigrazione.

Contestazione contro Enrico Letta ad Ancona, dove il segretario del Partito democratico si è presentato per un evento elettorale. Ma il primo uomo del Pd non è stato accolto come, forse, si aspettava.

Durante il comizio nel capoluogo marchigiano, tra il pubblico che si è presentato al suo comizio c’è stato anche un contestatore, che ha aspettato il momento giusto per far sentire la sua voce dal mucchio nel momento in cui Enrico Letta ha iniziato a parlare di migranti e immigrazione:

Buffone, vattene in Africa anziché portare i clandestini, vattene in Africa“.

È stato lo stesso segretario a rivelare l’accaduto, mostrando il video di quanto accaduto ad Ancona.

Subito dopo l’intervento del contestatore, Enrico Letta ha invitato tutti alla calma, visto che in suoi sostenitori hanno iniziato a insultare e ad attaccare il contestatore.

Qui il segretario del Pd ha risposto al contestatore:

Mi immagino cosa sarebbe successo se avessi detto quello che stavo per dire, cioè che la questione dei diritti civili ha a che vedere con tanti temi, ma se io dovessi dire quello che a me di questa legislatura ha fatto più vergognare tra ciò che questa legislatura ha promesso e non ha poi fatto è di gran lunga lo Ius scholae, che non abbiamo approvato“.

Enrico Letta continua a ribattere sullo Ius scholae, un tema fortemente divisivo, per il quale non c’è mai stata una promessa di istituzione.

È sempre stato solo il Pd a rilanciare il tema, in una legislatura, ancora in piedi, nella quale sono presenti anche Lega e Forza Italia, che non hanno mai appoggiato l’idea dello Ius scholae com’era stata impostata dal Pd.

Tanto più la Lega, che ha alzato le barricate contro il provvedimento fin dall’inizio, considerandolo un provvedimento non utile e, soprattutto, non sostenibile.

Lo stesso video del contestatore è stato condiviso da Matteo Salvini, che ha commentato:

Enrico stai sereno, il 25 vincono la Lega e gli italiani“.

Turchia-Bari: traffico di immigrati via jet

Cinque arresti con mandato internazionale e due ricercati.
10.000 euro a viaggio la tariffa.

Avrebbero utilizzato jet privati in partenza dalla Turchia per far arrivare in Italia e in altri paesi europei clandestini di origine principalmente kurda o irachena facendosi pagare 10 mila euro a viaggio.

Il mandato d’arresto è stato emesso dalla polizia belga per cinque persone: un italiano residente a Roma e quattro egiziani, di cui tre residenti in Italia e uno in Belgio.

Coinvolta anche una donna tunisina residente a Bruxelles. Altri due stranieri sono ricercati.

In Italia le indagini sono state coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, considerato il ruolo dell’aeroporto pugliese utilizzato da questi trafficanti.

Come riporta “La Repubblica”, è quanto emerso dalle indagini condotte da una squadra investigativa comune, composta dalle forze di Polizia di Italia, Belgio, Germania, Austria e Francia.

Gli arrestati sono accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in Europa di cittadini stranieri.

I fatti si riferiscono al periodo compreso tra ottobre e dicembre 2020.

Le indagini hanno preso spunto dall’arrivo, in alcuni scali europei, di jet privati con a bordo cittadini stranieri che, utilizzando dei falsi documenti diplomatici dello stato caraibico di Saint Kitts & Nevis, erano riusciti ad imbarcarsi dalla Turchia su voli privati diretti verso quel Paese, con scalo intermedio in Europa.

Una volta raggiunto lo scalo, i passeggeri dichiaravano la loro reale nazionalità alle Autorità di Polizia del luogo, richiedendo asilo politico.

La polizia belga ha provveduto al sequestro di due aeromobili dal valore complessivo di 426 mila euro.

Le indagini sono state condotte con il supporto del Servizio per la cooperazione Internazionale di Polizia della direzione  centrale della polizia criminale e delle agenzie statunitensi Hsi e Dss.

Sbarco autonomo per 74 migranti

Sono partiti dalla Turchia con una barca a vela.
Tra loro una sola donna e diversi casi di scabbia.

Nuovo sbarco di migranti, ieri, lungo la fascia costiera jonica della provincia di Reggio Calabria.

Stavolta si è trattato di uno sbarco “autonomo” e i migranti, partiti dalla Turchia, sono arrivati nella frazione Spropoli del comune di Palizzi dove si sono arenati sulla battigia a bordo di una barca a vela di circa 12 metri.

In 74, di varie nazionalità, sono poi scesi a terra; tra loro una sola donna e 73 uomini alcuni dei quali minori non accompagnati.

A lanciare l’allarme sono stati alcuni bagnanti che si trovavano sulla spiaggia e hanno assistito all’arrivo della barca a vela fino a riva.

Come riporta “Ansa”, sul luogo si sono recati gli agenti della Polizia di Stato del commissariato di Condofuri, i militari della Guardia Costiera di Reggio Calabria e alcuni amministratori del Comune di Palizzi tra cui il sindaco, Umberto Felice Nocera.

Dopo i primi soccorsi i migranti sono stati trasferiti nel palazzetto dello sport di Palizzi e sottoposti dal personale medico dell’Azienda sanitaria provinciale reggina al test del tampone molecolare.

In diversi migranti sono stati riscontrati casi di scabbia.

Non appena saranno ultimate le procedure di identificazione e fotosegnalamento da parte degli agenti dell’ufficio stranieri della Questura di Reggio Calabria, i migranti, su disposizione della Prefettura reggina, saranno trasferiti nei prossimi giorni in strutture di prima accoglienza più adeguate.

Con lo sbarco di Spropoli di Palizzi è salito a 37 il numero di arrivi di migranti nella sola striscia di costa della Locride in questi sette mesi e mezzo del 2022.

Spagna, polizia allontana bagnanti che rubano droga dal carico arenato

Il tentativo dopo che i trafficanti erano arenati.
Intervento con l’elicottero da parte della polizia.

La polizia spagnola ha pubblicato sul proprio account Twitter il video di un raid sulla spiaggia di Sanlúcar de Barrameda, a Cadice, in cui si vede un elicottero che cerca di allontanare decine di persone intente a rubare il carico di droga, precisamente hashish, da un’imbarcazione di narcotrafficanti che gli agenti hanno fatto appena arenare.

A quanto pare, le persone che si trovavano nei pressi della spiaggia hanno sentito dell’incidente e si sono subito precipitate sul posto.

Stando a quanto riporta “Il Corriere della Sera”, le autorità doganali spagnole hanno richiesto l’aiuto della Guardia Civil e della Polizia Nazionale per fermare i disordini sul posto.