Trump: l’immigrazione sta uccidendo l’Europa

Il presidente americano: conosco l’Europa meglio delle persone che la guidano; due cose la stanno uccidendo: immigrazione ed energia.

Il Presidente degli Stati UnitiDonald Trump, ha attaccato l’Europa, criticando la sua politica migratoria.

In Europa dovete fermare l’immigrazione illegale. Conosco l’Europa meglio di chiunque altro, meglio delle persone che la guidano“, ha detto parlando con i giornalisti nello Studio Ovale.

Due cose stanno uccidendo l’Europa – ha aggiunto, come riportato da Agial primo posto l’immigrazione. Al secondo l’energia“. 

Ceuta chiede chiusura frontiera con Marocco e intervento esercito

L’enclave spagnola letteralmente invasa da migranti clandestini via terra e via mare: la frontiera Sud dell’Europa chiede “urgente e improrogabile” chiusura della frontiera.

Dopo i nuovi ingressi in massa di migranti alla frontiera terrestre e gli oltre 1500 arrivi a nuoto via mare in una settimana, l’assemblea di Ceuta, attraverso la confrenza dei capigruppo riunita d’urgenza, ha approvato un ordine del giorno in cui si chiede al governo spagnolo la chiusura immediata della frontiera con il Marocco, il dispiegamento dell’esercito e la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale.

La richiesta, come riporta Ansa, è stata approvata all’unanimità della conferenza dei capigruppo, che riunisce il partido Popular, il Partito socialista (Psoe), Vox, e le liste locali MdyC e Ceuta ya!, dopo quello che è stato definito “un salto qualitativo” della crisi migratoria.

Nelle ultime ore, in contemporanea agli arrivi via mare, centinaia di giovani marocchini sono riusciti ad entrare anche a piedi nell’enclave spagnola in Marocco, frontiera sud dell’Europa, aggirando la scogliera frangiflutti del Tarajal.

La richiesta dei partiti a Madrid è di procedere alla chiusura della frontiera come misura “urgente e improrogabile” e dispiegare l’esercito per “garantire la sicurezza dei cittadini“, mentre invitano la popolazione a mantenere “serenità e calma“, ricordando che Ceutaha già saputo superare situazioni limite grazie alla maturità e alla solidarietà dei suoi cittadini“.

La Danimarca vuole vietare il richiamo islamico alla preghiera

Il Ministro: il richiamo alla preghiera non deve risuonare sopra i tetti danesi; il Paese sembra un sobborgo di Islamabad.
Il governo di centro-sinistra al terzo progetto per creare un quadro giuridico solido che vieti l’Adhan.

La Danimarca si prepara a una nuova e severa stretta in materia di immigrazione e integrazione.

Il Ministro dell’Immigrazione Morten Bødskov, esponente del partito dei Socialdemocratici (centro-sinistra), ha annunciato l’intenzione del governo di mettere al bando l’Adhan, il tradizionale richiamo islamico alla preghiera diffuso dai minareti.

La dichiarazione, come riporta Il Messaggero, ha sollevato immediate discussioni sia sul piano interno che internazionale, in particolare per i toni netti utilizzati dal ministro, il quale ha affermato che alcune aree del Paese hanno ormai finito per assomigliare a «un sobborgo di Islamabad».

«Il richiamo alla preghiera non deve risuonare sopra i tetti danesi», ha dichiarato il Ministro all’organo di stampa Ritzau, aggiungendo che «l’Islamizzazione strisciante starebbe occupando troppo spazio pubblico» e che i cittadini «non dovrebbero mai avere il dubbio di trovarsi in Pakistan mentre passeggiano per le città della Danimarca».

Il tentativo di costruire un quadro giuridico solido per vietare l’Adhan non è una novità assoluta per la politica danese: si tratta infatti del terzo progetto in questa direzione promosso dai Socialdemocratici, dopo i precedenti tentativi avviati nel 2020 e nel 2025.

Ue: sì agli hub in Paesi terzi per i rimpatri

L’accordo deve essere ora approvato dalla commissione Libe e dalla plenaria.

C’è l’accordo tra i negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio sul regolamento rimpatri.

Dopo diversi rinvii, i colegislatori hanno trovato l’intesa sul provvedimento chiave della nuova politica europea sui migranti, il tassello mancante del nuovo Patto Migrazione e Asilo.

Le nuove norme impongono obblighi di cooperazione con le autorità ai cittadini di paesi terzi che non hanno diritto di soggiorno negli Stati membri.

Prevedono inoltre, come riporta Ansa, strumenti per rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri e la creazione di hub per i rimpatri nei paesi terzi.

L’intesa deve essere ora approvata dalla commissione Libe e dalla plenaria.

Ue: previsto calo demografico del 12% entro il 2100

Ecco le statistiche con le previsione di quanto aumenteranno o diminuiranno i Paesi europei.
Si tiene conto anche della possibile migrazione.

In Europa la natalità è in calo e la popolazione sta invecchiando.

Le ultime proiezioni di Eurostat indicano che tra il 2025 e il 2100 la popolazione dell’UE dovrebbe ridursi dell’11,7%. Passerà da 452 milioni a 399 milioni di abitanti, con un calo di 53 milioni di persone entro l’inizio del prossimo secolo.

Questa previsione, come riporta Euronews, include anche la possibile migrazione.

Il cambiamento demografico previsto in Europa varia molto da Paese a Paese.

Alcuni Stati avranno più abitanti nel 2100 rispetto al 2025, mentre molti altri vedranno diminuire la loro popolazione.

Tra 30 Paesi europei, 12 dovrebbero registrare una crescita della popolazione, mentre 18 sono destinati a un calo entro il 2100.

Lettonia (−33,9%), Lituania (−33,4%), Polonia (−31,6%) e Grecia (−30,1%) dovrebbero subire le diminuzioni più forti, tutte superiori al 30%. In pratica, questi Paesi potrebbero perdere entro il 2100 più di tre abitanti su dieci.

Il calo sarà superiore al 20 % anche in Bulgaria (−28%), Croazia (−27%), Slovacchia (−26,7%), Romania (−24,3%), Italia (−24%) ed Ungheria (−22,5%). È l’equivalente, più o meno, di perdere circa una persona su quattro in questi Paesi, un dato molto significativo.

La diminuzione della popolazione sarà compresa tra il 10 % e il 20 % in Portogallo (−19,3%), Estonia (−19,1%), Cechia (−11,5%), Finlandia (−10,7%), Slovenia (−10,6%) e Germania (−10,6%).

Al contrario, tre Paesi europei dovrebbero crescere di oltre il 25%, sebbene abbiano popolazioni relativamente piccole: Lussemburgo (+36,4%), Islanda (+27,1%) e Malta (+26%).

Svizzera (+16,9 %), Irlanda (+14,6 %), Norvegia (+11,8 %) e Svezia (+10 %) sono altri Paesi per i quali si prevede un aumento demografico superiore al 10%.