Vaccini Covid19: Ue al lavoro per i contratti

Acconto da 336 milioni alla AstraZeneca.
Merkel: altri accordi simili in cantiere. Finirà come con l’H1N1?

È caccia al vaccino per il Covid-19. E su questo fronte anche l’Ue si sta dando da fare.

Proprio ieri, infatti, un portavoce ha detto che la Commissione europea ha versato un acconto pari a 336 milioni di euro alla AstraZeneca, azienda farmaceutica britannica, al fine di accaparrarsi almeno 300 milioni di dosi di quello che è un potenziale vaccino contro il coronavirus.

Durante una conferenza stampa, poi, è arrivata la conferma anche da parte della cancelleria tedesca Angela Merkel:

Altri contratti di questo tipo sono in cantiere.”

La domanda che ora sorge spontanea è: finirà come l’H1N1, quando le case farmaceutiche si portarono a casa enormi business per un vaccino poi rimasto completamente inutilizzato (approfondimento al link)?

Francia e Germania: Recovery fund da 500 miliardi

Accordo sull’asse franco-tedesco per attivare uno strumento anti-crisi a livello europeo.
Ancora una volta, però, le regole le fanno loro mettendo bene in chiaro chi comanda in Europa.

Un Recovery fund da 500 miliardi di euro.

Questo è l’accordo trovato da Francia e Germania al fine di trovare strumenti in grado di dare un aiuto contro la crisi da Covid19, ovvero “la più grave crisi della storia dell’ue”, come l’ha definita Angela Merkel.

Proprio la cancelliera tedesca ha concordato con Emmanuel Macron di arricchire il bilancio europeo pluriennale con i sopracitati 500 miliardi di euro.

Gli aiuti verranno dati ai Paesi più in crisi sotto forma di trasferimenti, non di prestiti, e la loro raccolta verrà effettuata dalla Commissione Ue sul mercato tramite dei bond.

I medesimi trasferimenti, come precisato dal premier francese, non verranno direttamente restituiti dagli Stati che li riceveranno, ma dai Paesi membri nel complesso. Gli ha fatto eco la Merkel, tenendo a sottolineare che la Germania si farà carico della parte più sostanziosa del contributo (27%).

L’importo del fondo è stato ridotto rispetto alle richieste iniziali di Paesi come l’Italia, che pare riceverà circa 100 miliardi, ma la cosa era necessaria per ottenere il nullaosta da parte dei Paesi più ostili a manovre di questo genere come Olanda ed Austria. Ancora una volta, anche se la proposta dovrà essere accettata all’unanimità in Parlamento europeo per poi essere ratificata dai vari Parlamenti nazionali, è tuttavia palese chi comandi in Europa, decidendo tempistiche, portata e modalità di ogni manovra.

Coronavirus, tensioni sociali altissime: guerre civili dietro l’angolo?

Bill Gates finanzia l’Oms e lancia il vaccino tatuato sottocutaneo; Trump accusa l’Oms, che a sua volta anticipa la necessità di prelevare le persone da casa anche con la forza.
In Italia i cittadini aspettano ancora gli aiuti, la Francia “seda” i gilet gialli e in Germania gli industriali vanno dalla Merkel.

È una situazione complessa e dinamica.

Ogni giorno, infatti, accade qualche colpo di scena. Il filo conduttore è, ovviamente, il coronavirus.

Solo la sua nascita, di per sé, ha portato varie agitazioni: c’è chi dice sia partito da un pipistrello, chi ritiene sia stato creato in un laboratorio (con particolare riferimento al laboratorio nazionale di biosicurezza di Wuhan, reperibile al link  e cliccando su “mostra tutto”) chi, ancora, sostiene che la verità non si saprà mai.

La gente vuole sapere cosa stia succedendo e perchè. Ma le informazioni, sotto ogni punto di vista, latitano.

In Italia aziende e partite iva aspettano ancora aiuti concreti dal governo dopo l’imposizione del lockdown e, con il morale alterato dalla quarantena oltre che dalle preoccupazioni, si stanno scaldando gli animi. Il governo, contemporaneamente, mette in piedi una task force per il controllo delle notizie inerenti al coronavirus, stabilendo cosa possa essere detto o meno, con buona pace della FNSI, e firma il Mes, ovvero lo strumento utilizzato durante la crisi greca.

In Francia, Macron ha militarizzato il Paese per l’emergenza del coronavirus riuscendo momentaneamente a sedare le rivolte dei gilet gialli, ma cosa accadrà nel post crisi quando le rivolte riprenderanno e saranno aggravate dalla crisi economica?

In Germania le industrie dell’automotive sono andate in delegazione dalla Merkel per chiedere che aiuti Italia e Spagna a riaprire le aziende perché, senza la componentistica proveniente dai due Paesi, la Germania non riesce a produrre auto.

Di contro la Germania, insieme ad altri Stati, non vuole sentir parlare di coronabond e spinge per il MES; cosa non gradita a molti in Italia e che soffierebbe sul fuoco delle rivolte.

Nel frattempo Trump attacca l’Oms, sostenendo che sia “filocinese” e lo colpevolizza di “aver dato in ritardo l’allarme”, minacciando di tagliare i fondi.

L’Oms, però, di fondi ne riceve da Bill Gates, che tramite la sua fondazione Bill and Melinda Gates Foundation è tra i più grossi sostenitori dell’Organizzazione e sponsorizza fortemente la creazione di un vaccino che venga applicato tramite un tatuaggio sottocutaneo che sarebbe da lui stesso prodotto (approfondimento al link).

La genealogia di Gates è già stata portata alla luce da Maurizo Blondet, che ha indicato la sua stirpe come “eugenetici, malthusiani e vaccinatori”, oltre che mettere in evidenza le sue connessioni con l’alta finanza dei Rockefeller (approfondimento al link).

Il vaccino sarebbe una delle grandi truffe legate al coronavirus secondo i punti di vista di autori definiti come sostenitori della tesi del complotto (approfondimento al link) ed anche il pubblico pro-vax si chiede si chiede come mai i medici si vaccinino così poco, se sono proprio loro stessi i primi a consigliare di farlo (approfondimento al link ).

Infine, l’Oms, tramite l’Executive Director dottor Michal Ryan, ha dichiarato che “a causa del diffondersi del virus, le autorità potrebbero dover entrare all’interno delle case e rimuovere alcni membri delle famiglie, presumibilmente con l’uso della forza, per isolare i malati seppur in modo sicuro e dignitoso” (reperibile al link).

Andare a prendere con la forza le persone nelle loro case ed imporre loro un vaccino in formato cip, sommato alle tensioni già presenti in tutto il mondo, potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso sfociando in rivolte popolari e guerre civili.

L’Ue decide di non decidere: l’attesa sui coronabond porterà al MES

La Commissione europea non trova la quadra sui coronabond a causa della divisione di vedute tra Paesi del Sud e del Nord Europa.
Col passare del tempo ed una crisi da affrontare, il MES rimane l’unico strumento utilizzabile.

C’è un’emergenza dilagante. Meglio ancora, una pandemia.

E richiede quindi misure efficaci e soprattutto rapide in modo da intervenire in tutti i modi possibili al fine di sorreggere un’economia in totale arresto cardiaco.

Ecco quindi che si riunisce la Commissione europea per parlare di coronabond, ma l’esito è che decide non decidere.

Troppo grande la distanza tra i Paesi del Sud Europa (Italia, Spagna, Irlanda, Grecia, Lussemburgo, Francia, Belgio, Portogallo e Slovenia) e quelli del Nord Europa (Germania, Olanda, Austria e Finlandia) per riuscire a trovare un accordo.

I 27 leader dell’Ue si sono dunque dati appuntamento tra circa due settimane.

Il problema è che il tempo passa e la crisi si fa sempre più nera; vista la forte differenza nelle posizioni dei Paesi è altamente probabile che non se ne esca con un accordo neanche dopo il prossimo incontro.

Al momento ci sono sul piatto due pacchetti: il primo è il piano SURE da 100 miliardi di euro e che si sostanzia in una sorta di cassa integrazione o disoccupazione europea; il secondo è il pacchetto CRII+ che serve principalmente a snellire le fasi procedurali necessarie all’attuazione dei programmi.

Mentre il vice presidente della Bce, Luis de Guindos, ha rilasciato dichiarazioni alla radio spagnola Cope in cui si dichiarava a favore dei coronabond in quanto “si tratta di una pandemia che avrà ripercussioni su tutti” e che “è una crisi completamente diversa da quelle del 2008-2009-2010”, il premier olandese Rutte ha sottolineato la sua contrarietà ai corobond sostenendo che “l’Europa ha già i suoi strumenti, come il MES, che possono essere usati in modo efficace , ma con le condizionalità previste dai trattati” e concludendo infine con un secco “non posso prevedere alcuna circostanza in cui l’Olanda possa accettare gli eurobond”.

Nel frattempo gli industriali dell’automotive tedesco hanno chiesto alla Merkel di aiutare l’Italia e la Spagna, in quanto senza la componentistica proveniente da questi due Paesi sarebbe per loro impossibile produrre auto.

Ciò nonostante, la distanza di vedute sembra troppo forte per riuscire ad essere smorzata sfociando nei coronabond. Di contro il tempo passa e cittadini, partite iva ed azienda hanno urgente bisogno di aiuto: Unicredit ha stimato un calo del 15% del Pil italiano.

Sotto la forte spinta delle richieste d’aiuto che va a scontrarsi con le posizioni dei Paesi del Nord Europa, l’unica soluzione attuabile sembra davvero essere il MES, anche se poi questo costerà caro ai Paesi che ne dovranno usufruire.