CR7: 15 giorni per demolire la costruzione abusiva

L’attico a Lisbona ha un valore totale di 7,3 milioni di euro.
Le possibilità sono la demolizione della struttura o l’iter autorizzativo.

(Foto da internet)

A luglio le autorità locali di Lisbona hanno notificato a Cristiano Ronaldo che la costruzione annessa al suo attico è illegale.

Il campione portoghese ha infatti costruito un gazebo in vetro, una struttura esterna accessoria dove CR7 si allena e passa il tempo con la sua famiglia.

Stando a quanto riporta il The Sun, Cristiano Ronaldo avrebbe 15 giorni di tempo per mettersi in regola.

Per farlo, può percorrere due vie: la demolizione del medesimo gazebo in vetro, oppure avviare un iter burocratico al comune di Lisbona per farlo autorizzare.

La pratica potrebbe fargli guadagnare ulteriori 30 giorni; attualmente l’attico ha un valore complessivo pari a 7,3 milioni di euro.

Rivoluzione o terremoto ? La Superlega e il futuro del calcio

I top club vogliono la Superlega, la UEFA li minaccia. Il calcio a un bivio.

Rivoluzione nel mondo del calcio. Se ne parlava orami da tempo ma, forse, ora ci siamo. A trapela da varie fonti, alcuni dei più importanti lui a livello europeo, avrebbero raggiunto un accordo per la creazione della Superlega europea. Tra queste squadre ci sarebbero anche Juventus, Milan e Inter. Si tratterebbe di una competizione a inviti che dovrebbe nascere parallelamente allo svolgimento dei campionati nazionali e delle competizioni continentali attualmente esistenti. Tale progetto, qualora vedesse la luce, porterebbe grandi vantaggi economici per i club partecipanti che voglio risollevarsi dalle ristrettezze dell’ultimo anno. Le altre squadre partecipanti dovrebbero essere Manchester United, Chelsea, Liverpool, Tottenham, Manchester City, Arsenal, Atletico Madrid, Real Madrid e Barcellona. PSG, Bayern Monaco e Borussia, sempre secondo le prime indiscrezioni, avrebbero rifiutato di aderire.

Abbiamo parlato di rivoluzione ma sarebbe più corretto definirlo terremoto. Quanto riportato da fonti di stampa quali l’Equipe e New York Times ha provocato una durissima reazione da parte del UEFA. Insieme alle Leghe professionistiche di Inghilterra, Spagna e Italia, ha emesso un comunicato roboante. L’ipotesi sarebbe, infatti, quella di escludere le squadre coinvolte nella Superlega da ogni competizione nazionale e continentale. La UEFA potrebbe avere poi il supporto della FIFA la quale non permetterebbe ai tesserati delle succitate squadre di partecipare ai tornei internazionali di sua competenza.

Siamo di fronte ad una situazione potenzialmente esplosiva. Immaginare le competizioni UEFA senza i top club della Superlega avrebbe dell’incredibile. Pensare di non vedere Messi e Ronaldo giocare ai mondiali sarebbe ancora più surreale. Ma qual è la soluzione di questo potenziale stallo? Al momento è impossibile dirlo. Certo la creazione della Superlega avrebbe un impatto importante sui bilanci dei club partecipanti. Allo stesso tempo sarebbe incredibilmente penalizzante per chi non ne facesse parte. In un mondo del calcio sempre più legato ai diritti di trasmissione degli incontri, l’appeal dei campionati nazionali e delle competizioni europee sarebbe di molto ridimensionato. Ci sono poi le ragioni “etiche” legate ad una competizione il cui accesso non sarebbe legato a meriti sportivi ma a diritti di presunta nobiltà sportiva.

Il calcio non è più lo sport che era anche solo 15 anni fa, quando l’Italia di Lippi vinceva il suo ultimo mondiale. Nel frattempo sono arrivati gli sceicchi, la Cina ha aperto le sue frontiere e il business ha assunto un ruolo ancor più preminente. Le istituzioni sportive internazionali, bisogna dirlo, non hanno dato prova di essere organi dal funzionamento impeccabili. Gli scandali che hanno coinvolto Blatter e Platini, il Financial Fair Play, il caso Neymar… di errori ne sono stati fatti tanti. Suona dunque un po’ fuori tempo massimo la presa di posizione contro la Superlega. C’è da dire, tuttavia, che l’ipotesi di rendere ancor più elitario il mondo del calcio vorrebbe dire privare milioni di tifosi della possibilità di vedere la propria squadra competere con le migliori. Con la Superlega sarebbe ancora possibile un miracolo Leicester? Presto per dirlo. Certo sarebbe potenzialmente molto più difficile.

Alla fine, forse, si arriverà ad una mediazione tra le parti. Tuttavia questa vicenda ci dice che abbiamo un problema immenso. Un problema di credibilità. È giusto che il mondo del calcio si interroghi sulla sua sostenibilità, ormai precaria. È però fondamentale che si diano, tutti insieme, le risposte giuste per non allontanare definitivamente il calcio dalla gente. Il romanticismo nel calcio è morto e sepolto da anni. Adesso, tuttavia, il giocattolo rischia di esplodere definitivamente.

Isole, animali e molto altro: ecco le spese più bizzarre degli sportivi

Hobby, animali, ville e sfizi: ecco le spese più bizzarre dei campioni dello sport.

Quando i campioni dello sport si danno allo shopping, riescono a farlo in modo decisamente bizzarro.

Hobby, passioni o semplici sfizi; nella lista degli acquisti finiscono intere isole, animali, cibi ed oggetti particolarmente curiosi.

Partiamo con Zlatan Ibrahimovic, il calciatore appena tornato al Milan appare ancora in splendida forma nonostante i suoi 38 anni e si è comprato un’isola privata per dedicarsi alla sua passione della caccia; stiamo parlando dell’isola di Daverso nel lago Maralen, vicino a Stoccolma, che gli è costata 2,5 milioni di euro.

Passiamo poi a Novak Djokovic. Il tennista serbo ha acquistato tutta la produzione annuale del formaggio più costoso al mondo, al fine di rifornire i suoi ristoranti. Stiamo parlando del formaggio Pule, derivato dal latte d’asina e prodotto proprio in Serbia nella riserva naturale dei Zasavica, per un costo di 4.500 euro al chilo.

È poi il turno di un altro calciatore: il brasiliano Neymar, grande appassionato di Batman, si è comprato un elicottero Airbus H-145 facendolo decorare con lo stile del suo supereroe preferito.

Prosegue la lista l’ennesimo calciatore. Sta volta è il turno di Arturo Vidal; il centrocampista cileno è un grande appassionato di cavalli ed in Cile ha acquistato un’intera scuderia. Solo un esemplare, gli è costato 500.000 euro.

Procediamo con un giocatore di baseball. Stiamo parlando del cubano Yoenis Cespedes che milita nei New york Mets e si è comprato un maiale ad una fiera in Florida per una cifra pari a 7.000 dollari americani. Il problema principale del suo acquisto riguarda però la legge vigente in Florida: Cespedes non sapeva infatti che, lì, un maiale acquistato all’asta dev’essere macellato.

Torniamo ai calciatori e vediamo che la stella argentina Lionel Messi, dichiarato patrimonio storico-sportivo dell’umanità nel luglio del 2011, lamentava il rumore dei vicini di casa dove risiede nella sua villa a Barcellona; ha così deciso di comprare la casa dei vicini.

Thierry Henry, invece, ha una grande passione per gli acquari. Per questo motivo l’ex calciatore francese ne ha realizzato uno al centro dei tre piani della sua villa.

L’opera gli è costata circa 15 milioni di euro e si sostanzia in una vasca di 12 metri contenete 21.000 litri d’acqua, dove Henry ha inserito oltre 300 specie di pesci.

Non si fermano le pazzie dei calciatori, che con Djibril Cissè, ex attaccante della Lazio, che si è comprato un palazzo reale nel Cheshire nel Nord-Ovest dell’Inghilterra, per 3 milioni di euro. Lo scopo? Diventare nobile!

Non è uno scherzo: Cissè si è infatti auto-riconosciuto il titolo di Lord of the Manor.

Chiude la lista ancora un calciatore, l’ex centrocampista inglese David Beckham, il quale ha comprato la villa che era di Gianni Versace a Miami beach per la bellezza di 43 milioni di euro. Per aggiudicarsi la dimora, Beckham ha vinto la concorrenza con molti miliardari, tra cui Cristiano Ronaldo.