Bulgaria: vince il filo-russo e euroscettico Radev

Vittoria dell’ex presidente che ha presentato un programma filo-russo ed anticorruzione.
Ue preoccupata: potrebbe diventare la nuova Ungheria di Orban.

L’ex presidente bulgaro Rumen Radev ha conquistato il primo posto alle elezioni parlamentari con il 44,48% dei voti.

Il suo programma filo-russo ed anticorruzione ha riscosso un forte consenso tra gli elettori del Paese più povero dell’Unione europea.

Secondo i dati non ancora definitivi ma ormai sicuri, questo risultato conferisce alla coalizione “Bulgaria Progressista” di Radev, guidata dal 62enne, la maggioranza assoluta di almeno 132 seggi nel parlamento di 240 seggi.

Radev, che ha guidato il Paese dal 2017 al 2026, si è dimesso a gennaio per candidarsi alle elezioni parlamentari, e la sua vittoria rimescola le carte per la formazione del governo.

La vittoria di Radev suscita timori nell’Unione europea per le sue posizioni euroscettiche e filorusse.

Dopo la sconfitta di Orbán in Ungheria, come riporta RaiNews, la Bulgaria infatti potrebbe diventare la nuova spina nel fianco Est dell’UE e della Nato.

L’Iran chiama la Francia: uso basi Usa nella regione deve cessare

Telefonata tra il presidente iraniano Pezeshkian e quello francese Macron.
Iran: ci aspettiamo che la comunità internazionale condanni l’aggressione e rispetti il diritto internazionale.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha annunciato sui social di avere avuto una telefonata con Emmanuel Macron, al quale ha “sottolineato che l’Iran non ha dato inizio a questa brutale guerra. La difesa contro l’aggressione è un diritto naturale che conosciamo bene. L’utilizzo delle basi statunitensi nella regione contro l’Iran, con l’obiettivo di compromettere le nostre relazioni con i Paesi vicini, deve cessare“.

L’Iran, ha aggiunto come riporta Ansa, “non si arrenderà ai prepotenti. Ci aspettiamo che la comunità internazionale condanni questa aggressione e convinca gli aggressori a rispettare il diritto internazionale“.

Nato avvia pianificazione militare per missione in Groenlandia

La missione è denominata Artic Sentry.
Il colonnello O’Donnell: attività di vigilanza rafforzata.

La Nato ha avviato la pianificazione militare per una missione denominata Arctic Sentry.

Lo ha riferito un portavoce del quartier generale militare dell’alleanza Shape, stando a quanto riportato da Reuters.

È in corso la pianificazione per un’attività di vigilanza rafforzata della Nato, denominata Arctic Sentry“, ha detto il colonnello Martin L. O’Donnell, portavoce del Quartier Generale Supremo delle Potenze Alleate in Europa (Shape), confermando un’indiscrezione stampa dalla rivista tedesca Spiegel.

Groenlandia: arriva la difesa europea

Ecco la lista dei Paesi e di cosa hanno inviato; Canada unica nazione extra-europea.
La Polonia dice “no”, gli Usa mantengono la base esistente.
Non rilevata presenza ostile di Russia e Cina.

Diverse nazioni europee, principalmente membri NATO, hanno annunciato l’invio di contingenti militari limitati in Groenlandia per partecipare a esercitazioni congiunte con la Danimarca (denominate Operation Arctic Endurance), in risposta alle tensioni con gli USA riguardo al futuro dell’isola.

Non ci sono indicazioni di invii da parte di nazioni extra-europee oltre al Canada, né di presenze ostili come Russia o Cina.

Ecco, come riporta Giubbe Rosse, un riepilogo delle nazioni coinvolte e dei numeri dichiarati:

Francia: 15 soldati specializzati in montagna, con rinforzi previsti (inclusi asset terrestri, aerei e navali).
Germania: 13 soldati per una squadra di ricognizione.
Svezia: 3 ufficiali.
Norvegia: 2 ufficiali, con partecipazione confermata per esercitazioni.
Paesi Bassi: partecipazione confermata, numero di ufficiali non specificato.
Finlandia: partecipazione confermata, numero di ufficiali non specificato.
Regno Unito: 1 ufficiale per un gruppo di ricognizione (partecipazione limitata).
Canada: partecipazione confermata, numero non specificato.

La Polonia ha esplicitamente escluso l’invio di truppe.

Nel frattempo, gli USA mantengono una base esistente (Thule Air Base) con fino a 150 effettivi.

Trump: potrei dover scegliere tra Groenlandia e Nato

Il presidente americano: Cina e Russia non hanno paura della Nato senza gli Usa. L’Europa deve adattarsi.

Il presidente americano, Donald Trump, potrebbe trovarsi a dover scegliere tra la Groenlandia e preservare la Nato.

Lo ha dichiarato lo stesso Trump al New York Times, come si legge nella trascrizione dell’intervista rilasciata nei giorni scorsi e pubblicata integralmente sul sito del giornale, poi ripresa da Adnkronos.

Trump continua a rivendicare la Groenlandia per questioni di interesse nazionale dinanzi alle “minacce” di Russia e Cina (approfondimento al link).

Beh, non vorrei dirvelo, ma potrei dover fare una scelta”, ha detto Trump rispondendo a una domanda.

Dovete capire. La Russia non è affatto preoccupata dalla Nato senza di noi. La Cina non è affatto preoccupata dalla Nato senza di noi”, ha poi affermato il tycoon.

L’Europa sta diventando un posto molto diverso e devono davvero adattarsi. Voglio che si adattino”, ha aggiunto ancora il presidente americano.