No del M5S al sostegno militare all’Ucraina

Conte: continuo ad essere per una svolta negoziale che l’Europa non vuole; direi a Zelensky che lui è l’aggredito, ma subito dopo chiamerei Putin per negoziare la pace.

No al sostegno militare all’Ucraina.

Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, si esprime così sulla posizione in relazione al conflitto tra Ucraina e Russia.

Noi siamo stati favorevoli al primo invio di armi per una assimetria militare e impedire alla Russia di invadere e conquistare tutta l’Ucraina”, dice a PiazzAsiago, con la notizia poi ripresa da Adnkronos. Ma il prossimo voto sul sostegno militare, lo voterete? “Noi non votiamo il sostegno militare”, dice. 

Io continuo ad essere favorevole a una svolta negoziale che l’Europa non vuole”, afferma Conte. “Più che una coalizione di volonterosi servirebbe una coalizione di coraggiosi“, dice ancora, delineando poi la propria strategia se fosse presidente del Consiglio. “Se dovessi essere investito” della premiership “chiamerei Zelensky, lo incontrerei per rassicurarlo che lui è l’aggredito, ma gli preannuncerei che un attimo dopo chiamerei Putin, l’aggressore, per imprimere una svolta negoziale”. 

Nel centrosinistra non c’è una posizione unitaria in relazione al conflitto. Esiste un nodo Ucraina? “Lo scioglieremo con le primarie, faremo decidere agli italiani”, la risposta. “Se dovessi essere io vincente alle primarie, il giorno dopo mi batterò in Europa per trovare una soluzione negoziale. Una soluzione che tuteli al massimo gli interessi dell’Ucraina che è il paese aggredito”, ripete. 

Espulsioni diplomatici russi dall’Italia, l’ambasciatore: mancano figure di levatura

Espulsi due addetti militari dell’ambasciata russa in Italia.
Paramonov: in Italia mancano figure di levatura come Putin e Lavrov.

Espellendo dal Paese il maggior numero possibile di diplomatici russi, vorrebbe limitare al massimo l’influenza della Russia in Italia“, ma “questo è comunque impossibile“.

Lo ha affermato l’ambasciatore russo, Alexei Paramonov, sul suo canale Telegram, commentando l’espulsione dei due addetti militari della sua ambasciata.

Infatti – prosegue Paramonov citato da Ansa – la Russia può contare su esponenti della statura di Vladimir Putin e Serghei Lavrov. L’Italia, per contro, pur col suo immenso potenziale sul piano delle idee e col suo patrimonio politico e umanistico, oggi non dispone di figure di tale levatura“.

Cremlino: le condizioni di Mosca per la pace in Ucraina non cambiano

Peskov: le condizioni sono le stesse da 2 anni: ritiro delle truppe ucraine dalle regioni rivendicate e non adesione di Kiev alla Nato.

Le condizioni della Russia per arrivare a una pace negoziata in Ucrainanon sono cambiate“, dal punto di vista territoriale e della richiesta a Kiev di rinunciare a entrare nella Nato.

Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

La nostra posizione è ben conosciuta” e “non è cambiata“, ha sottolineato Peskov, citato dalla Tass. “La nostra posizione – ha aggiunto il portavoce di Vladimir Putinè stata illustrata due anni fa dal capo di Stato durante un discorso al ministero degli Esteri“.

In quel discorso, Putin disse che per ottenere la pace, Kiev avrebbe dovuto ritirare le sue truppe dall’intero territorio delle quattro regioni rivendicate da Mosca e impegnarsi ufficialmente a non entrare nella Nato.

Tale posizione russa “è ben nota al regime di Kiev, è ben nota ai negoziatori americani, ed è molto coerente“, ha concluso Peskov come riporta Ansa.

Putin: nessuno può sconfiggere la Russia sul campo di battaglia

Lo zar: L’Occidente non è riuscito a sconfiggere la Russia sul campo di battaglia, da qui i suoi futili tentativi di destabilizzare la situazione politica in Russia. Aspettiamo i negoziatori Usa quando saranno meno impegnati con l’Iran.

“Nessuno può sconfiggere la Russia sul campo di battaglia“.

Lo ha detto il presidente russo, Vladimir Putin, parlando al congresso del partito Russia Unita, riferisce la Tass, poi ripresa da Ansa.

Il regime di Kiev ricorre a metodi terroristici mentre le forze ucraine continuano a ritirarsi lungo l’intera linea di contatto“, ha proseguito lo zar.

L’Occidente non è riuscito a sconfiggere la Russia sul campo di battaglia, da qui i suoi futili tentativi di destabilizzare la situazione politica in Russia“, ha aggiunto.

Oggi si tiene il primo turno del congresso pre-elettorale di Russia Unita, il partito di maggioranza parlamentare.

I membri dovranno nominare i candidati e approvare le liste elettorali per le elezioni di novembre alla Duma (la Camera bassa del Parlamento).

In base alla legge, i partiti che partecipano alle elezioni della Duma devono tenere congressi per nominare i candidati per le liste di partito e i collegi uninominali entro 25 giorni dall’inizio della campagna.

Infine, in merito al conflitto con l’Ucraina, ha detto: “stiamo aspettando i negoziatori americani, quando saranno meno occupati con l’Iran“.

Cina: ordine mondiale pericolosamente vicino a legge della giungla

Xi Jinping: unilateralismo ed egemonia rappresentano gravi minacce. Russia e Cina devono rafforzare il coordinamento per evitare che si torni alla legge del più forte.

Il mondo è ben lontano dall’essere pacifico, con l’unilateralismo e l’egemonia che rappresentano gravi minacce, portando l’ordine internazionale pericolosamente vicino a un ritorno alla lotta per il potere e al dominio in stile ‘legge della giungla’.

Lo ha affermato il presidente cinese Xi Jinping, citato dal South China Morning Post e poi ripreso da Ansa.

Xi sostiene che Cina e Russia dovrebbero rafforzare il loro coordinamento internazionale, dato che il mondo non è pacifico, mettendo in guardia contro il “prepotente unilaterale” e la “legge della giungla“.