Accordo Damasco-Mosca per basi militare russe in Siria

Riconversione delle basi in centri militari congiunti di riabilitazione e di addestramento per la tutela degli interessi reciproci.
Siria: svolta importantissima.

La Siria ha annunciato di aver firmato un memorandum d’intesa con Mosca sul destino delle basi militari russe rimasto in forse dopo la caduta a Damasco del precedente governo Assad. Lo riporta l’agenzia siriana Sana, poi ripresa da Ansa, citando il ministero degli Esteri.

Le due basi di Hmeimim, a Latakia, e di Tartus, aerea la prima e navale la seconda, restano operative ma vengono convertite “in centri militari congiunti di riabilitazione e di addestramento, nel quadro di nuovi accordi di tutela degli interessi reciproci” definiti dai due ministeri in relazione alla presenza russa in Medio Oriente e sul Mediterraneo.

L’intesa arriva dopo un anno e mezzo di negoziati fra i due dicasteri degli Esteri, sottolinea l’agenzia Sana citando una nota dell’ufficio stampa del ministero siriano.

Stando a questa nota, il memorandum prevede il passaggio sotto il controllo delle autorità locali delle strutture ad uso civile dell’aeroporto di Hmeimim e del molo commerciale numero 4 del porto mediterraneo di Tartus. Quanto alle installazioni militari, “le due parti le hanno ridefinite trasformando le basi russe in centri congiunti di addestramento e riqualificazione in base a nuovi accordi miranti alla tutela degli interessi di entrambi i Paesi“. Il testo dell’intesa indica in 3 mesi la scadenza per “il completamento della transizione“.

Secondo Damasco, si tratta della svolta “più importante da quando i negoziati sono partiti 18 mesi fa“: svolta che “apre la strada a una nuova fase nelle relazioni fra Siria e Russia

Trump respinge la richiesta di Zelensky su nuovi missili Patriot

No del presidente Usa alla richiesta ucraina di centinaia di nuovi missili intercettori: ci servono nella guerra contro l’Iran.

Il Financial Times, citando “fonti familiari con i colloqui“, scrive che nell’incontro della settimana scorsa alla Casa Bianca, Donald Trump ha respinto la richiesta di Zelensky di fornire centinaia di nuovi missili intercettori Patriot.

Le fonti, come riporta Ansa, hanno aggiunto che il presidente Usa ha motivato la sua decisione affermando che tali missili sono necessari agli Usa per difendere i loro interessi in Medio Oriente e nel Golfo Persico nella guerra con l’Iran.

Accordo Usa-Iran in fase di finalizzazione

Lo annunciano i media arabi: il capo dell’esercito pachistano potrebbe a breve recarsi in Iran per la versione definitiva.

Secondo quanto riportato da Iran International, che riprende l’emittente televisiva araba Al Arabiya, sono in corso i lavori per limare il testo di un accordo tra Washington e Teheran per porre fine alla guerra in Medio Oriente.

L’annuncio del completamento potrebbe arrivare “entro poche ore“, come riportato da Ansa.

Secondo quanto riferito da Al Arabiya, inoltre, il capo dell’esercito pachistano, Asim Munir, potrebbe recarsi in Iran domani per annunciare la versione definitiva del documento.

Medio Oriente: Kuwait dichiara “force majeure” su consegne greggio

Il blocco dello Stretto di Hormuz impedisce ad alcune navi di entrare nel Golfo Persico.
Si cerca di evitare il blocco completo delle forniture.

Il Kuwait ha dichiarato lo stato di forza maggiore per quanto riguarda le spedizioni di greggio e prodotti raffinati dopo che il blocco dello Stretto di Hormuz ha impedito ad alcune navi di entrare nel Golfo Persico, compromettendo la sua capacità di onorare determinati impegni nei confronti dei clienti.

La notizia è stata riportata da Reuters che a sua volta cita Bloomberg, secondo cui la società statale Kuwait Petroleum Corp. ha comunicato oggi ai propri clienti che avrebbe invocato la clausola contrattuale che le consente di sospendere le consegne programmate, secondo quanto riportato.

Tuttavia, la decisione non dovrebbe però comportare un arresto completo delle forniture.

Ue ai governi: prepararsi a prolungate interruzioni sui mercati energetici

Il commissario Ue all’energia: prepararsi tempestivamente a prolungate interruzioni. Ridurre i consumi e promuovere misure alternative.

I Paesi Ue dovrebbero “prepararsi tempestivamente” a “un’interruzione potenzialmente prolungata” delle forniture energetiche dovuta alla crisi in Medio Oriente.

Questo l’avvertimento che il commissario Ue all’energia, Dan Jorgensen, ha lanciato in una lettera ai 27 ministri dell’energia, scoraggiando l’adozione di “misure che possano aumentare il consumo di carburante, limitare la libera circolazione dei prodotti petroliferi o disincentivare la produzione delle raffinerie dell’Ue“.

La lettera, datata 30 marzo e ripresa da Ansa, è stata inviata alle capitali in vista della riunione straordinaria che i ministri terranno nel pomeriggio in videoconferenza.

Il commissario invita i ministri a promuovere misure di risparmio della domanda di petrolio, in particolare nei trasporti, nonché “a valutare la possibilità di aumentare l’utilizzo dei biocarburanti, che potrebbero contribuire a sostituire i prodotti petroliferi fossili e ad alleviare la pressione sul mercato“.