Mosca: nuove basi militari in risposta ad allargamento Nato

Kiev: “siamo nella fase più sanguinosa”.
Draghi: da Putin solo risposte negative alle richieste di pace. È vero?

La guerra in Ucraina entra nel suo 86esimo giorno, con l’offensiva russa che prosegue la sua corsa. Mosca annuncia che risponderà con nuove basi militari all’allargamento dell’Alleanza Atlantica, mentre Zelensky accusa Mosca di aver trasformato la regione del Donbass in un “inferno” e rende noto che nella notte le truppe del Cremlino hanno colpito il villaggio di Desna (vicino al confine con la Bielorussia) provocando “molti morti“.

Come riporta “Tgcom24”, secondo l’intelligence ucraina, la Russia “mobilita tutti, anche i disabili”. Draghi dice che da Putin ha avuto solo “risposte negative” alle sue richieste di pace e di cessate il fuoco, ma dal Cremlino arriva qualche segnale di apertura.

Il più significativo riguarda il primo colloquio dall’inizio dell’invasione tra il suo capo di Stato maggiore, il generale Valery Gerasimov, e l’omologo americano Mark Milley. E c’è anche una disponibilità a riprendere i negoziati con Kiev.

Al contrario, però, va segnalato che Russia ed Ucraina si sono già sedute al tavole delle trattative più di una volta (sia in Bielorussia che in Turchia) e proprio quando si pareva essere vicini ad un accordo che portasse al cessate il fuoco, è intervenuta la Nato imponendo all’Ucraina di non firmare i concordati di pace e di proseguire nel conflitto, inviando ulteriori aiuti economici e militari.

Corte internazionale Giustizia: stop operazioni russe

Ordinato lo stop delle operazioni militari in Ucraina.
Richiesta anche la garanzia per le forze controllate o appoggiate.

La Corte internazionale di Giustizia ha ordinato alla Russia di cessare le operazioni militari in Ucraina.

Non solo. è stata chiesta anche la garanzia che le altre forze controllate o appoggiate da Mosca non continuino l’operazione militare iniziata il 24 febbraio 2022 dopo che il Donbas aveva lanciata la richiesta ufficiale di aiuto alla Russia a causa dei bombardamenti da parte dell’esercito ucraino.

Come riporta “Reuters”, nella sentenza si legge quanto di seguito:

La Federazione russa deve sospendere immediatamente le operazioni militari avviate il 24 febbraio 2022 nel territorio dell’Ucraina“.

La Russia ha la bomba termobarica più potente al mondo

Putin ordina l’allerta per il sistema difensivo nucleare.
“Tutto ciò che è vivo, semplicemente evapora”.

Stando a quanto sostiene Putin, tenta di dialogare con l’occidente da circa 15 anni ottenendo come risposta solo ulteriori provocazioni.

Da 7 anni l’Ucraina bombarda il Donbas infrangendo gli accordi di Minsk e nessuno è mai intervenuto, anzi la NATO ha continuamente inviato aiuti economici e militari a Kiev (che non fa parte né della NATO né dell’Ue). L’ultimo attacco al Donbas è stato proprio quello che ha fatto scattare l’attuale reazione della Russia.

Includendo l’Ucraina nella NATO, gli Usa avrebbero la possibilità di piazzare i missili fuori dalla porta di casa sia della Russia che della Cina; insomma, un po’ come se la Russia avesse rifornito di armi Cuba che era sotto embargo da parte degli Usa o avesse spostato le proprie truppe in Messico al confine con gli Stati Uniti: figuratevi cosa sarebbe successo.

Putin, infine, aveva avvisato che chiunque avesse interferito nella situazione tra Russia ed Ucraina avrebbe avuto conseguenze mai viste prima. La risposta della NATO e dell’Ue sono state l’aumento degli aiuti economici e militari a Kiev.

Per questo motivo il presidente russo ha messo in allerta il sistema difensivo nucleare.

Ma non è tutto. Come riporta “Quotidiano.net”, infatti, Putin è in possesso della carta FOAB, “Father of All Bombs” (“padre di tutte le bombe”), o in russo AVBPM, cioè la bomba termobarica più potente al mondo.

La terribile “Aviation Thermobaric Bomb of Increased Power” ha una potenza pari a 44 tonnellate di TNT, che raggiunge con circa 7 tonnellate di un nuovo tipo di esplosivo ad alto potenziale. E’ stata testata l’11 settembre 2007, venendo sganciata da un bombardiere strategico Tupolev Tu-160. Gli effetti sono devastanti: l’esplosione ha distrutto tutto nel raggio di 300 metri, cosa che la rende l’ordigno non nucleare più potente sulla terra.

La AVBPM (“Aviatsionnaya vakuumnaya bomba povyshennoy moshchnosti” traducibile in “Bomba aeromobile di elevata potenza che crea il vuoto“), è stata la risposta russa all’americana MOAB, “Mother Of All Bombs” (“madre di tutte le bombe”), pensata per sostituire diversi tipi di bombe nucleari di piccola taglia o per ottenere effetti simili, ma senza radioattività.

La statunitense “GBU-43 Massive Ordnance Air Blast bomb” però assicura una potenza pari a 11 tonnellate di TNT, quattro volte meno potente della versione russa. Testata nel 2003, è stata utilizzata dagli Stati Uniti la prima volta in Afghanistan nel 2017 per colpire una base dell’Isis nella provincia di Nangarhar.

La micidialità della FOAB è dovuta alla devastante esplosione i cui gas provocano un vuoto che disintegra tutto. Il generale russo Alexander Rukshin disse: “Tutto ciò che è vivo semplicemente evapora”.

Ucraina-Russia: la disamina

Ecco perché si fa la voce grossa con Putin ma non lo si può attaccare.
Usa guerrafondaia. Ue insipido carrozzone.

È senza dubbio il tema caldo di questi giorni, il conflitto tra Russia ed Ucraina.

La situazione ha avuto un’escalation ieri, giovedì 24 febbraio, quando la Russia attorno alle 04:00 del mattino è entrata militarmente in Ucraina, mettendola al tappeto in sole 8-10 ore.

L’attacco russo è stato fortemente e fermamente criticato dagli Usa e dall’Unione europea, che hanno espresso la loro solidarietà all’Ucraina tramite dichiarazioni, manifestazioni e fissando un’agenda di meeting volti a stilare il comportamento da adottare (al momento pare si vada verso la direzione delle pesanti sanzioni).

Tuttavia, l’Ucraina è stata di fatto sedotta ed abbandonata ritrovandosi sola nella lotta.

La tipica strategia americana è stata quella di usare uno Stato (in questo caso l’Ucraina) per ottenere i propri scopi, ovvero scatenare la tanto desiderata guerra contro Putin e la Russia. Per farlo, hanno illuso l’Ucraina di supportarla in tutto e per tutto: dagli aiuti economico-finanziari (approfondimento al link) a quelli militari (approfondimento al link).

La promessa sembrava anche credibile, dato che gli Usa stanno armando da tempo gli ex Stati Urss al confine Est-Europeo (Polonia, Bulgaria, Romania, Lettonia, Estonia e Lituania), facendo lo stesso con l’Ucraina e condendo i dialoghi con la possibilità di farla entrare nell’Ue e nella NATO.

Forte di una convinzione errata, l’Ucraina decide di attaccare il Donbas, che già bombarda da circa 7 anni proprio per via di questi conflitti e che da tempo si è dichiarata una Repubblica indipendente, manifestando la volontà di aderire alla Federazione Russa anche tramite referendum (qualcuno sostiene che il referendum fu falsato, ma queste accuse si possono fare anche per le elezioni negli Usa, in Polonia, la rivoluzione Arancione in Ucraina o ancora l’Italia che ha avuto diversi premier non eletti con un governo meno legittimo di quello del tanto criticato Assad, vincitore con oltre il 90% alle ultime elezioni…insomma, un’accusa comune).

Il Donbas, sotto attacco dell’Ucraina, prima chiede a Kiev di fermare le ostilità e poi chiede aiuto alla Russia (tanto che i rifugiati non scappavano dalla Russia ma verso la Russia).

Sulla base di questo, Putin dichiara di ritenere infranti gli accordi di Minsk (approfondimento al link) per il comportamento ucraino e di agire in difesa del suo popolo (le regioni dichiaratesi indipendenti dall’Ucraina e che avevano formalizzato la loro adesione alla Federazione Russa), sferrando appunto l’attacco di ieri.

Sapendo che Putin ha reagito ad un attacco ucraino dopo che Kiev aveva infranto gli accordi di Minsk, che l’Ucraina non è né nella NATO né nell’Ue e quindi non vi sono requisiti per intervenire militarmente, Usa ed Ue usano le armi a loro disposizione: le sanzioni e la propaganda (approfondimento al link).

Ecco che cominciano le manifestazioni e le dichiarazioni contro Putin, per farlo apparire come colui che ha iniziato la guerra; poi vengono fissate le agende degli incontri per stabilire quale strategia usare e quali sanzioni applicare alla Russia.

I canali russi come “Russia Today” e “Sputnik” cominciano a venire oscurati in modo da non far trapelare altre verità, si cominciano a diffondere fake news come foto di caccia americani abbattuti (in realtà inerenti ad esercitazioni di anni fa) o a missili su Kiev (in realtà immagini del videogioco “War Thunder”); si comincia a pensare di escludere la Russia dai mercati globali e dai sistemi internazionali di pagamento per isolarla. Gli Usa e la Germania decidono di sanzionare il gasdotto Nord Stream 2 (approfondimento al link) che dalla Russia porta il gas in Europa.

Qui cominciano le spaccature dell’Unione: Italia, Germania, Ungheria e Cipro si oppongono all’esclusione della Russia dal sistema dei pagamenti internazionali SWIFT, mentre la Gran Bretagna (fuori dall’Ue ma nella NATO) propone il veto di operare sul proprio territorio per ogni banca russa ed un limite ai conti correnti dei cittadini russi, oltre che il divieto di atterraggio di aerei russi sul suolo britannico.

Come ogni volta, le decisioni e le azioni tardano arrivare: un blocco di circa 30 Paesi che si muove in maniera pachidermica, scoordinata, insipida.

L’Europa è dipendente al 40% dal gas russo, la Germania arriva al 60% considerando il petrolio e, come sostenuto da Putin, speculava sulle forniture di gas che poi hanno subito un aumento del prezzo (approfondimento al link). Se la Russia chiude i rubinetti del gas, l’Europa deve andare a prenderselo con una guerra?

La NATO dichiara che non schiererà un solo soldato sul suolo ucraino.

Insomma, interessi troppo importanti e troppo diversi per agire in modo unanime, almeno per il momento.

Nel frattempo la Cina si schiera al fianco della Russia (materializzando l’incubo di Kissinger di vedere Russia e Cina unite), dichiarando che “Cina e Russia, non sono alleati, sono molto di più” (subito dopo la Cina ha acquistato ingenti quantità di grano dalla Russia invece che dall’Australia e, poco tempo fa, la Russia aveva siglato un accordo di fornitura di gas verso la Cina), La Turchia dice che non prenderà parte alle sanzioni nei confronti della Russia, l’Iran si dichiara al fianco della Federazione Russa, Maduro e Trump elogiano Putin (approfondimento al link).

Come dichiara Arestovich, consigliere dell’ufficio del presidente ucraino, Putin non colpirà obiettivi civili in quanto deve mantenere la fedeltà della popolazione, ma solo gli obiettivi delle forze armate ucraine.

Lukashenko propone un incontro tra Russia ed Ucraina a Minsk per ridiscutere gli accordi di Minsk.

Putin propone la tregua a Zelensky in cambio del riconoscimento delle Repubbliche indipendenti e gli concede 12 ore di tempo per pensarci; il premier ucraino dichiara che il suo Paese è stato lasciato solo, che nessuno ha intenzione di combattere per loro, che non li vogliono portare nella NATO e che hanno paura di dare garanzie.

Ora Zelensky dovrà decidere se accettare o se continuare un inutile spargimento di sangue condannando a morte il proprio popolo; al momento sono in atto delle controffensive ucraine, che hanno colpito anche due navi mercantili russe.

Perché se gli Usa, con un’economia fortemente militare, esportano democrazia con le bombe in Libia, Serbia, Afghanistan, Iraq o Kosowo dobbiamo fare il tifo, mentre se la Russia si difende è perché vuole scatenare la guerra?

Provate a pensare, infine, se la Russia avesse armato Cuba come gli Usa hanno fatto con l’Ucraina o se, ancora, avesse spostato le proprie truppe in Messico al confine con gli Stati Uniti: come credete che avrebbero reagito gli americani?