Trump: abbiamo ottenuto la Groenlandia

Firmato l’accordo che concede agli Usa ampio accesso allo spazio aereo ed al territorio, il rafforzamento della base militare esistente più la creazione di altre due.

“L’abbiamo ottenuta, abbiamo ottenuto la Groenlandia. (Gli alleati, ndr) sono stati abbastanza gentili da cedercela, nonostante tutte le polemiche”.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, intervenendo ieri alla Casa Bianca, durante la presentazione di un’iniziativa contro le frodi, ha spazzato via qualsiasi eventuale dubbio residuo su come consideri l’isola artica, oggetto dei suoi desideri fin dal suo primo mandato.

Per Trump, la regione è “fondamentale” per la sicurezza degli Usa e dunque deve essere americana, acquistandola oppure, ha lasciato intendere, usando la forza.

Oppure ancora, attraverso l’accordo firmato il mese scorso con la Groenlandia e la Danimarca (cui l’isola appartiene come territorio autonomo), che potrebbe fungere da ‘cavallo di troia’ per controllare de facto il territorio.

L’intesa, come riporta Adnkronos, prevede per gli Usa un ampio accesso allo spazio aereo e al territorio dell’isola, il rafforzamento della loro attuale base militare a Pituffik – che supporta le operazioni di allerta missilistica, difesa missilistica e sorveglianza spaziale per gli Stati Uniti e la Nato – e la realizzazione di altre due basi, a Narsarsuaq e Mestersvig. Ciascuna delle tre parti può inoltre proporre ulteriori “aree di difesa”, con l’approvazione delle altre due.

“Qualsiasi futuro attacco agli Stati Uniti dovrà necessariamente passare attraverso la Groenlandia, dove la nostra Difesa abbatterà regolarmente droni, missili o qualsiasi altra forma di arma non ancora nemmeno concepita. Ci offre tempo, posizione e visuale come nessun altro luogo al mondo“, ha scritto Trump sul suo social Truth.

Macron: insieme a Carney ribadiremo a Trump la sovranità delle nazioni

Trump posta sui suoi social una cartina che copre con la bandiera degli Stati Uniti i territori del Canada, della Groenlandia, del Messico e delle Antille.
Francia e Canada unite nelle risposta.

Il presidente francese Emmanuel Macron ed il primo ministro canadese Mark Carney, ribadiranno la “sovranità delle nazioni” il 20 settembre a Saint-Pierre-et-Miquelon, isole francesi nell’Atlantico del nord, di fronte alle mire di Donald Trump, ha annunciato stamattina l’Eliseo.

“Si tratterà della prima visita ufficiale di un primo ministro canadese nell’arcipelago, simbolo della forze della relazione che unisce i nostri due paesi” ha fatto sapere la presidenza francese.

L’arcipelago, a una ventina di chilometri dalle coste di Terranova, all’estremità est del Canada, comprende 3 isole legate da istmi di sabbia, e 6.000 abitanti.

Macron vi farà tappa sulla strada per New York, dove assisterà all’Assemblea generale dell’Onu.

“La Francia e il Canada condividono gli stessi valori di libertà, di democrazia, di stato di diritto e di rispetto della sovranità delle nazioni“, ha sottolineato la presidenza francese, come riportato da Ansa.

“In un mondo segnato dal ritorno dei rapporti di forza, delle tensioni geopolitiche e di nuove dipendenze – ha aggiunto – la Francia e il Canada condividono l’ambizione di lavorare insieme, e con tutti i paesi che condividono questi valori, rafforzare la loro capacità di decidere ed agire autonomamente“.

Trump ha scatenato una nuova polemica postando lunedì sui suoi social una cartina che copre con la bandiera degli Stati Uniti i territori del Canada, della Groenlandia, del Messico e delle Antille. Inglobando in questo insieme anche diversi territori francesi d’Oltremare, come la Guadalupa, Martinica, Saint-Barthélemy, Saint-Martin e Saint-Pierre-et-Miquelon.

Trump: la Groenlandia dovrebbe essere controllata dagli Usa

Al summit Nato il presidente Usa torna sulla questione: la Danimarca non spende soldi per aiutare la Groenlandia, noi li aiutiamo a contrastare Russia e Cina.

In occasione del summit Nato in Turchia, il presidente Usa Donald Trump ha detto che la Groenlandia dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti e non dalla Danimarca.

Le affermazioni di Trump secondo cui Washington dovrebbe acquisire o controllare la Groenlandia, territorio danese semi-autonomo, hanno suscitato tensioni tra Stati Uniti e Danimarca – entrambi membri fondatori della Nato – e, più in generale, in tutta Europa.

Come riporta Reuters, la questione è poi approdata sul piano diplomatico:

“Dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti, non dalla Danimarca“, ha detto Trump ai giornalisti durante un incontro con il presidente turco Tayyip Erdogan.

Trump ha detto che la questione del controllo sulla Groenlandia ha danneggiato la relazione degli Stati Uniti con l’Alleanza.

“È questo che ha danneggiato il mio rapporto con la Nato, perché la Groenlandia non aiuta la Danimarca. La Danimarca non spende soldi per aiutare davvero la Groenlandia, ma è una parte importante per gli Stati Uniti ed è circondata da navi cinesi e navi russe, e questo non deve accadere“, ha detto ricordando “tutti i soldi che spendiamo per aiutarli a contrastare la Russia“.

Il segretario di Stato statunitense Rubio ha detto a giugno che i colloqui con la Danimarca e la Groenlandia proseguono con cadenza mensile.

Anche la Danimarca guarda a destra

Crolla Mette Frederiksen, paladina anti Trump, con la sinistra che ottiene il peggior risultato dal 1903.
L’immigrazione è ora il tema centrale e il re Federico X chiede agli ultraconservatori di formare un esecutivo.

Anche la Danimarca ora guarda a destra.

Dopo che Mette Frederiksen, la paladina anti Trump protagonista della battaglia per la Groenlandia, non è riuscita a formare una coalizione di governo, re Federico X ha chiesto a Troels Lund Poulsen, leader del partito ultraconservatore Venstre, di mettere insieme un nuovo esecutivo.

L’annuncio ha scosso l’establishment politico, dato che Frederiksen è stata una figura di spicco della politica danese per decenni. Il suo partito di sinistra, i Socialdemocratici, ha ottenuto la maggioranza relativa dei voti alle elezioni parlamentari di marzo, ma ha perso consensi, registrando il peggior risultato elettorale dal 1903 e nessun partito ha di fatto conquistato la maggioranza.

Da allora, come riporta Il Tempo, Frederiksen ha cercato di formare un governo di sinistra con il sostegno dei moderati di centro-destra di Lars Løkke Rasmussen, che è considerato un ago della bilancia grazie ad una posizione intermedia tra Frederiksen e Troels Lund Poulsen, ma il progetto di “campo largo alla danese” non ha convinto.

Venerdì sera Rasmussen, potente ex ministro degli Esteri, ha abbandonato i negoziati promettendo sostegno a Poulsen.

Il sovrano ha così chiesto a lui di “guidare i negoziati al fine di formare un governo“, senza la partecipazione dei socialdemocratici e dei moderati.

Negli ultimi anni la politica danese si è spostata sempre più a destra e le elezioni di marzo hanno visto un aumento dei voti per i partiti conservatori.

L’immigrazione è diventata un tema centrale e persino i partiti di sinistra hanno adottato politiche più restrittive in materia di controllo dei lavoratori extracomunitari che entrano nel paese.

Nato avvia pianificazione militare per missione in Groenlandia

La missione è denominata Artic Sentry.
Il colonnello O’Donnell: attività di vigilanza rafforzata.

La Nato ha avviato la pianificazione militare per una missione denominata Arctic Sentry.

Lo ha riferito un portavoce del quartier generale militare dell’alleanza Shape, stando a quanto riportato da Reuters.

“È in corso la pianificazione per un’attività di vigilanza rafforzata della Nato, denominata Arctic Sentry“, ha detto il colonnello Martin L. O’Donnell, portavoce del Quartier Generale Supremo delle Potenze Alleate in Europa (Shape), confermando un’indiscrezione stampa dalla rivista tedesca Spiegel.