Mosca: l’Occidente non vuole negoziati in Ucraina

Quando la negoziazione era ormai chiusa, Johnson disse di “No”.
Lavrov: Ucraina respinga ideologia nazista e anti-russa.

Ogni voce su possibili negoziati diretti tra Russia e Ucrainaè, appunto, solo una voce”.

Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, in una conferenza stampa a Mosca, ripresa da Ansa.

Secondo Lavrov, spetta all’Ucraina decidere quando avviare seri negoziati, e lo può fare respingendo l’ideologia nazista e anti-russa e rinunciando alle “aspirazioni di entrare nella Nato“.

Il ministro degli Esteri russo ha nuovamente accusato l’Occidente di avere convinto l’Ucraina a cestinare una bozza d’accordo tra Mosca e Kiev siglata nell’aprile del 2022 ed ha aggiunto che anche ora “l’Occidente non è interessato” a negoziati.

Vladimir Putin, infatti, ha dichiarato che quando erano vicini a chiudere i negoziati, l’Ucraina li ha rifiutati per volontà di Boris Johnson.

La Russia lancia il proprio Wikipedia

Partito ieri “Ruwiki”, ha già più articoli della versione originale.
Nel Paese non sarà comunque bloccato l’accesso a Wikipedia.

Lunedì 15 gennaio 2024 ha debuttato ufficialmente Ruwiki, una nuova enciclopedia online in lingua russa.

Il progetto, sostenuto dal governo russo, si propone come un’alternativa a Wikipedia, la nota enciclopedia collaborativa nata in Occidente.

Ruwiki, infatti, vanta già un numero di articoli superiore a quello della versione originale, grazie a mesi di beta test con il coinvolgimento di migliaia di utenti.

Nonostante il lancio di Ruwiki, il Cremlino ha assicurato che non ha intenzione di bloccare l’accesso a Wikipedia in Russia.

Il lancio di Ruwiki, quindi, non significa la fine di Wikipedia, ma la nascita di una concorrenza che potrebbe mettere a rischio la sua credibilità e la sua diffusione.

Ruwiki è nato nel maggio 2022, quando il presidente russo Vladimir Putin ha dato il via alla creazione di piattaforme alternative a Wikipedia, con l’obiettivo di rafforzare il controllo governativo sui contenuti online e contrastare le fake news.

Da allora, come riporta Punto Informatico, Ruwiki ha lavorato per accumulare articoli in lingua russa, sfruttando la collaborazione di utenti e esperti.

Secondo il quotidiano Izvestia, gli articoli più letti durante la fase di beta test riguardavano temi come la lista dei morti del 2023, l’escalation del conflitto arabo-israeliano e l’operazione militare russa in Ucraina.

Inoltre, le statistiche mostrano che gli utenti hanno trascorso mediamente oltre sei minuti sul sito, con una profondità media di visualizzazione di oltre cinque pagine.

Russia avvia produzione nuova bomba planante

Putin: economie europee verso il declino; dipendono da noi molto più di quanto dipendiamo noi da loro.

La Russia, che già possiede la bomba termobarica più potente al mondo (approfondimento al link) prevede di iniziare la produzione di una nuova bomba planante a grappoloDrel‘ nel 2024.

Lo ha riferito l’agenzia Tass, citando Rostec, il produttore di armi statale russo.

Le bombe sono progettate per essere sganciate da aerei a distanza di sicurezza dai loro obiettivi ed utilizzano quindi una traiettoria di volo guidata per consegnare con precisione un carico che, secondo gli analisti occidentali, sarebbe composto da munizione a grappolo.

Stando a quanto riporta Adnkronos, la Russia ha già bombe plananti nel suo arsenale e le ha usate contro l’Ucraina.

Le bombe ‘Drel‘ sono destinate ad essere usate contro veicoli corazzati, strutture terrestri e difese antiaeree, ha riferito la Tass.

Secondo le informazioni disponibili, la bomba aerea trasporta fino a 15 elementi da combattimento, che colpiscono il bersaglio. L’Istituto per lo studio della guerra (Isw) aveva riferito che la Russia ha ridotto l’attività aerea e l’uso di bombe plananti dopo che l’esercito ucraino ha abbattuto tre cacciabombardieri Su-34 il 21 e 22 dicembre.

Intanto il presidente Vladimir Putin ha ribadito che la Russia ha dimostrato al mondo intero di essere autosufficiente in ogni senso; il presidente, in un incontro con i residenti di Anadyr, la città più orientale della Russia ha infatti sottolineato quanto di seguito:

La cosa principale che abbiamo dimostrato a noi stessi e al mondo intero è che la Russia è un paese autosufficiente sotto ogni aspetto. È forte, sta andando avanti e guarda con fiducia al futuro. Questo è senza dubbio il risultato più importante dell’ultimo anno. Anche le principali economie europee stanno attraversando momenti difficili. Noi siamo in crescita e loro in declino. Ebbene non siamo qui per parlare di questi dettagli. Questo non ci rende felici ma resta il fatto che si sono trasformati di dipendere da noi più di quanto noi dipendessimo da loro. I problemi in cui sono coinvolti non possono nemmeno essere paragonati ai nostri problemi“.

La Russa vende il suv di Berlusconi

Berlusconi comprò la Uaz Patriot per una scommessa con Putin.
Pagata 13.500 euro, il Cavaliere la regalò poi a La Russa.

Che fine ha fatto il suv ‘Uaz Patriot’ di Silvio Berlusconi?

Da anni se ne erano perse le tracce ma, come riporta Adnkronos, la jeep italo-russa fa capolino nella ultima dichiarazione dei redditi di Ignazio La Russa, quella presentata il 12 dicembre scorso.

Carte alla mano, infatti, si scopre che nel ‘portafoglio’ dell’attuale presidente del Senato c’è una ‘autovettura Uaz di cavalli fiscali 22‘, immatricolata nel 2010, ma risulta ‘venduta‘.

L’ex ministro della Difesa, raccontano, ha deciso di cederla perché non la utilizzava più, soprattutto per la mancanza di pezzi di ricambio.

Il veicolo ha una storia particolare. Si tratta, infatti, di una scommessa persa da Silvio Berlusconi 13 anni fa.

Nel gennaio 2010 il Cavaliere, alla guida del suo quarto governo, si era impegnato con Vladimir Putin a comprare il primo esemplare (un 2300 diesel dotato di tutti gli optional e frutto di una collaborazione con la Fiat) uscito dallo stabilimento di Vladivostok se questo fosse stato completato, a tempo di record, entro la fine del 2009.

Il capo del Cremlino la spuntò e il leader azzurro pagò pegno acquistando il ‘Patriot‘ collaudato e consegnato personalmente dallo ‘zar‘. Un modello grigio chiaro metallizzato, ‘dedicato’ al presidente del Consiglio italiano, con tanto di numero ‘001’ sulla targhetta e motore Iveco.

Il presidente di Forza Italia lo acquistò per 13 mila 500 euro (con uno sconto di circa il 10% sul prezzo di listino) per poi regalarlo all’allora ministro della Difesa, La Russa ancora prima della presentazione ufficiale nel cortile di palazzo Chigi, il 23 aprile del 2010, giusto 24 ore dopo il ‘Che fai mi cacci?‘ di finiana memoria alla infuocata direzione nazionale del Pdl all’Auditorium della Conciliazione, che sancì la rottura del Popolo della libertà.

Stamattina ho parlato di questo con La Russa, il quale mi ha detto che aveva intenzione di comprare un suv. Allora, in diretta, gliela ho regalata“.

Dono accettato dall’ex colonnello di An che decise di devolvere in beneficenza l’equivalente valore in denaro:

Guiderò personalmente il suv italo-russo sulle colline dell’Etna o del Monte Rosa, dove trascorro qualche giorno delle mie vacanze estive e natalizie“.

Erdogan a Putin: silenzio occidente su Gaza peggiora la crisi

Telefonata tra i due premier.
Turchia: continueremo a cercare di portare tranquillità nella regione.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha discusso con l’omologo russo Vladimir Putin del conflitto in Israele e Palestina e, stando a quanto riporta Ansa, durante la sua telefonata ha dichiarato quanto di seguito:

Il silenzio dei Paesi occidentali ha portato la crisi umanitaria a Gaza a livelli incontrollabili“.

Il premier turco ha poi aggiunto che la Turchia continuerà con i suoi sforzi per cercare di riportare tranquillità nella regione.