Pakistan: alleanza fra Paesi islamici contro Israele

Il ministro della Difesa Asif: Israele Stato illegittimo prodotto dalla Dichiarazione Balfour del 1919; non importa chi verrà dopo Netanyahu, la loro mentalità non cambierà.

Il patto militare firmato questa settimana dal Pakistan – unico Paese a maggioranza islamica al mondo dotato di un arsenale nucleare – con la Turchia e l’Arabia Saudita s’inserisce in un contesto in cui Israelerappresenta una minaccia per tutto il mondo musulmano“. Lo ha ha affermato il ministro della Difesa pachistano, Khawaja Asif, in un’intervista a un giornale locale ripresa nel weekend da vari media arabi e internazionali.

Asif, come riporta Ansa, ha evocato la necessità che i Paesi musulmani diano vita a “un fronte militare unito” contro questa minaccia, non senza additare Israele come “uno Stato illegittimo, prodotto dalla Dichiarazione Balfour” del 1919, e accusarlo di “minacciare ciascuno dei Paesi della regione“. Ha inoltre escluso che le prossime elezioni israeliane e l’eventuale uscita di scena di Benyamin Netanyahu possano cambiare alcunché: “Non importa chi va al potere a Gerusalemme, che diventi premier magari Naftali Bennet o qualcun altro, le differenze saranno solo marginali, poiché la loro attitudine contro i Palestinesi e la loro mentalità anti-islamica non sparirà“.

Secondo il ministro della Difesa del Pakistan, Paese che unisce una forte alleanza con la Cina a legami storici con l’Occidente, l’obiettivo dello Stato ebraico resta quello di provare a “mettere i Paesi musulmani l’uno contro l’altro“, mentre “il mondo islamico deve restare unito fino a che la questione palestinese non sarà definitivamente risolta“.

Putin: degna risposta a Ucraina aiutata da Occidente

Il presidente russo: L’Ucraina attacca indiscriminatamente i civili e minaccia le centrali nucleari; l’Occidente attacca la Russia per mano ucraina.

L’Ucraina riceverà “una degna risposta” per la sua invasione del territorio russo e Mosca raggiungerà “tutti gli obiettivi” che si è posta.

Le forze russe stanno avanzando lungo tutta la linea di contatto con quelle ucraine, secondo quanto affermato dal presidente Vladimir Putin, citato da vari media russi, con la notizia poi riportata da Ansa.

Il principale compito ora per il ministero della Difesa è respingere le forze ucraine fuori dal territorio russo, ha aggiunto.

L’Ucraina ha attaccato il territorio russocon l’aiuto dell’Occidente” con lo scopo di migliorare la sua posizione in vista di futuri negoziati.

Il presidente russo Vladimir Putin ha escluso che la Russia possa avere negoziati di pace con l’Ucraina nell’attuale situazione:

Di cosa possiamo parlare con gente che colpisce indiscriminatamente i civili e cerca di minacciare le centrali nucleari?“.

L’Occidente muove guerra alla Russiaper mano ucraina“.

Medvedev: l’Occidente ha deciso di eliminare Zelensky

Lo definisce “Il clown della droga” e ritiene che il premier ucraino dovrebbe essere seriamente allarmato.

Medvedev, accompagnando il suo messaggio con un fotomontaggio che ritrae Zelensky mentre sniffa cocaina al centro di un mirino di un’arma da fuoco, scrive così su Telegram:

Un attentato alla vita del principale membro dei Bandera in Polonia? Ma questo è davvero grave. Il clown della droga (il presidente Ucraino Volodymyr Zelensky, ndr) ha motivo di essere seriamente allarmato. È probabile che questa sia la prima prova che l’Occidente ha deciso di eliminarlo. Abbi paura, pagliaccio!“.

Il vicepresidente del consiglio di sicurezza russo, come riporta Ansa, si riferisce all’arresto di ieri di un uomo sospettato di contatti con i servizi di spionaggio russi e di averli aiutati a preparare un attacco contro Zelensky in Polonia.

Danimarca: chiusa inchiesta su esplosioni Nord Stream

Anche la Svezia aveva chiuso le indagini mentre si aspettano quelle tedesche.
Mosca: assurdo; si riconosce il sabotaggio ma non si fanno indagini.

La Danimarca ha chiuso le indagini sulle esplosioni del 2022 nei gasdotti Nord Stream che trasportano il gas russo in Germania, dopo che anche la Svezia aveva chiuso la propria inchiesta.

Lo ha comunicato oggi la polizia danese, come riporta Reuters.

I gasdotti Nord Stream 1 e 2 che trasportano gas sotto il Mar Baltico sono stati danneggiati da una serie di esplosioni in Svezia e Danimarca a settembre 2022, rilasciando grandi quantità di metano nell’aria.

Le esplosioni sono avvenute sette mesi dopo che la Russia ha avviato un’operazione in Ucraina, che ha innescato una serie di sanzioni economiche e finanziarie occidentali contro Mosca.

In un comunicato della polizia di Copenaghen si legge quanto di seguito:

Le indagini hanno portato le autorità a concludere che c’è stato un sabotaggio intenzionale dei gasdotti. Tuttavia, si ritiene che non ci siano basi sufficienti per portare avanti una causa penale in Danimarca“.

All’inizio del mese la Svezia ha chiuso l’inchiesta sulle esplosioni, affermando di non avere giurisdizione sul caso, ma ha consegnato prove agli investigatori tedeschi, che non hanno ancora pubblicato alcun risultato.

Il governo tedesco è ancora “molto interessato” a scoprire le cause delle esplosioni che hanno danneggiato i gasdotti Nord Stream, ha detto un portavoce a Berlino.

L’anno scorso, la Germania ha detto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di aver rilevato tracce di esplosivi sottomarini su uno yacht che potrebbe essere stato usato per trasportare gli esplosivi e che sommozzatori addestrati potrebbero aver fissato gli esplosivi alle condutture.

La Russia e l’Occidente, ai ferri corti per lo scontro in Ucraina nel febbraio 2022, si sono accusati a vicenda per l’esplosione dei gasdotti.

Entrambe le parti hanno negato qualsiasi coinvolgimento e non si sono assunte la responsabilità.

Oggi il Cremlino ha dichiarato che la situazione delle indagini è “quasi assurda” con il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov che ha dichiarato:

Da un lato si riconosce un sabotaggio deliberato, dall’altro non ci sono ulteriori progressi“.

Lo stesso ha poi aggiungendo che la Danimarca ha respinto le richieste di fornire informazioni sulle sue indagini.

Lavrov a Cuba: basta embargo illegale Usa

I due Paesi convengono: Serve un ordine mondiale più democratico; Occidente si ostina a ignorare Carta Nazioni Unite.

Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, da ieri sull’isola caraibica nel quadro di un tour in America Latina che lo porterà anche in Venezuela e in Brasile, ha criticato gli Stati Uniti per “l’embargo economico, commerciale e finanziario illegale” di Washington contro Cuba.

L’inviato del presidente Vladimir Putin, secondo l’agenzia Prensa Latina, ha chiesto al governo di Joe Biden di “porre fine a questa vergognosa politica” contro Cuba e di rimuoverlo dalla lista dei presunti sponsor del terrorismo.

All’Avana, come riporta Ansa, il ministro russo ha incontrato il suo omologo cubano, Bruno Rodríguez, al quale ha espresso l’intenzione di promuovere i legami della Russia con organizzazioni d’integrazione come la Comunità degli Stati latinoamericani e caraibici (Celac), l’Alleanza bolivariana per le Americhe (Alba) e con la Comunità caraibica (Caricom).

Nel corso dell’incontro Lavrov e Rodríguez hanno concordato su aspetti come la “necessità di avere un ordine mondiale più democratico“, basato sui postulati della Carta delle Nazioni Unite, che, a loro dire, “l’Occidente si ostina a ignorare“.