Musk denuncia Twitter

Il social lo aveva denunciato per aver ritirato l’offerta d’acquisto.
Sul piatto 44 miliardi di dollari.

Denuncia e controdenuncia.

È quanto è accaduto tra Twitter ed Elon Musk.

Il patron di Tesla, infatti, passa al contrattacco e presenta una causa contro Twitter, dopo che il social media lo ha denunciato per essersi ritirato dall’offerta di acquisto da 44 miliardi di dollari.

A riportare la notizia è “Reuters”, spiegando che la causa di Musk non è stata ancora pubblicata e quindi non si conoscono i dettagli.

Si sa, però, che i legali di Elon Musk l’hanno presentata poche ore dopo che il tribunale del Delaware ha convocato il processo per il 17 ottobre: un procedimento che Twitter spera costringerà il milionario a concludere l’operazione.

Musk sotto indagine per l’acquisto di Twitter

Indaga la Securities and Exchange Commission.
Attacchi dopo le dichiarazioni a favore dei Repubblicani.

Elon Musk è sotto indagine per l’acquisto di Twitter.

La Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti, ovvero l’organo federale preposto alla vigilanza sulla borsa, ha infatti reso pubblico il 27 maggio di aver dato avvio a un’indagine sull’acquisto di azioni Twitter da parte del patron di Tesla avvenuto lo scorso aprile.

L’agenzia governativa si riserva di esaminare se le intenzioni del miliardario sudafricano siano state “oneste” nei confronti della società del famoso social network.

Lo stesso Musk, dal suo profilo Twitter, dopo essersi schierato contro i Dem ed al fianco dei Repubblicani, si era detto certo che avrebbe subìto attacchi personali.

Nuovo cristallo per far durare anni le batterie

Schizza il prezzo del litio.
Si pensa di impiegare il nitrito di gallio nelle auto elettriche.

Il prezzo del litio è esploso sul mercato e servono materiali alternativi.

L’allarme lo aveva lanciato ancora Elon Musk, quando in un tweet il patron di Tesla aveva scritto:
Il prezzo del litio è salito a livelli folli! Tesla potrebbe effettivamente dover entrare nel mining e nella raffinazione direttamente su larga scala, a meno che i costi non migliorino. Non c’è carenza dell’elemento stesso, poiché il litio è quasi ovunque sulla Terra, ma il ritmo di estrazione/affinamento è lento.

Ma stando a quanto riporta “Esquire”, ci sarebbe una nuova soluzione: Si chiama nitruro di gallio (GaN) ed è un semiconduttore che si usa negli emettitori (tipo i LED) sin dagli anni Novanta.

Secondo gli esperti del settore grazie a questo materiale le batterie dei veicoli elettrici potrebbero perdere peso critico e anche caricarsi più velocemente, tutto a causa della composizione chimica e fisica del GaN rispetto al silicio, che gli dona una capacità maggiore con meno materiali.

Questo potrebbe essere il futuro delle auto elettriche.

Elon Musk entra nel cda di Twitter

Incarico fino al 2024 e quota non superiore al 14,9%.
Il titolo schizza in Borsa.

Elon Musk entra nel consiglio di amministrazione di Twitter.

Ad annunciarlo è la stessa società del social media, aggiungendo di aver raggiunto un accordo con il proprietario di Tesla affinché non superi la quota del 14,9% finché farà parte del board e per 90 giorni dopo l’eventuale decadenza dal ruolo. L’incarico, infatti, durerà fino all’assemblea degli azionisti del 2024.

Il 4 aprile, il titolo di Twitter ha guadagnato il 27,1% dopo che Musk ha comprato una quota che lo ha portato a essere il maggior azionista con il 9,2% del capitale.

Il ceo di Twitter, Parag Agrawal, ha scritto in un tweet:

Musk porterà un valore aggiunto al board. È sia un appassionato sostenitore, sia un ardente critico del servizio ed è esattamente quello di cui abbiamo bisogno”.

Pochi minuti dopo è arrivato il commento di Musk, sempre su Twitter:

Non vedo l’ora di lavorare con Parag edil board per portare miglioramenti significativi nei prossimi mesi”.

Ieri (5 aprile), dopo la notizia dell’ingresso di Musk nel consiglio, il titolo è salito di circa il 6% nel pre-mercato del Nasdaq.

Criptovalute: G7 definisce linee guida per banca centrale

Utilizzo complementare al contante e ben regolato.
Non devono nuocere alla stabilità monetaria e finanziaria.

Le criptovalute stanno prendendo sempre più piede, è innegabile.

Ne fa largo uso Elon Musk, il fondatore di Tesla, giochicchiando a piacimento con i rimbalzi in Borsa che da solo riesce a far fare al Bitcoin (approfondimento al link); ne testimonia l’ormai assodato utilizzo perfino l’FBI quando, usa la moneta digitale per le proprie strategie ai fini della sicurezza nazionale (approfondimento al link).

Ora, anche il G7 ne ha parlato ufficialmente dichiarando che qualsiasi valuta digitale emessa da una banca centrale deve “sostenere e non nuocere” alla capacità della banca di adempiere al suo mandato sulla stabilità monetaria e finanziaria, oltre a dover soddisfare standard rigorosi.

Se emessa, una valuta digitale della banca centrale (Cbdc) potrebbe essere complementare al contante e potrebbe agire come un bene liquido e sicuro per il regolamento e come un’ancora per il sistema di pagamento, hanno detto i Paesi del G7 dopo la riunione di ieri.

Ma le valute devono essere emesse in modo da non violare i mandati delle banche centrali e soddisfare rigorosi standard di privacy, trasparenza e responsabilità per la protezione dei dati degli utenti, hanno aggiunto.

I leader finanziari del G7, in una nota, più precisamente hanno affermato quanto di seguito:

“Ogni valuta digitale della banca centrale (Cbdc) dovrebbe essere fondata su impegni pubblici di lunga data per la trasparenza, lo stato di diritto e una sana governance economica.”

La volontà di una certa parte politica di abolire il contante è nota da tempo e sul tema erano già intervenuti sia Paolo Savona, definendo la monete elettronica “un pericolo per la società” (approfondimento al link) sia Alessandro Montanari in un’interessante intervista rilasciataci ancora in tempi non sospetti, tradotta anche in inglese ed in polacco per le grandi visualizzazioni ricevute e reperibile a questo link.