La Repubblica Ceca vuole ritirare un’onorificenza a Zelensky

Rajchl: Zelesnky protagonista di gesti controversi nei confronti della storia.
Pochi giorni fa anche la Polonia aveva ritirato un’onorificenza al presidente ucraino.

Il movimento “Libertà e Democrazia Diretta” (Spd), che partecipa al governo in Repubblica Ceca, ha chiesto di revocare a Volodymyr Zelensky l’Ordine del Leone Bianco, la più alta onorificenza statale. Come ha riferito il deputato Jindřich Rajchl, il partito partito si adopererà affinché la Camera dei deputati rivolga un appello in tal senso al presidente ceco Petr Pavel.

L’Spd, come riporta Euronews, prevede inoltre di sollevare il tema durante le riunioni della coalizione.

Rajchl ha sottolineato che non si può ignorare la situazione attuale, ovvero il fatto che la massima onorificenza ceca è detenuta da una persona che, a suo avviso, si rende protagonista di gesti controversi nei confronti della storia, tra cui l’attribuzione di nomi a unità militari che richiamano l’Esercito insurrezionale ucraino, accusato di crimini contro polacchi, ebrei e cechi durante la Seconda guerra mondiale.

Zelensky ha ricevuto l’Ordine del Leone Bianco dalla Repubblica Ceca nel 2022, dopo l’inizio della guerra tra Russia ed Ucraina. L’onorificenza gli è stata conferita come riconoscimento per la sua leadership in tempo di guerra e per la difesa dell’indipendenza del Paese e dei valori democratici.

La vicenda si inserisce nelle più ampie tensioni in Europa centro-orientale, dove le diverse interpretazioni della storia della Seconda guerra mondiale continuano a influenzare i rapporti tra i Paesi.

Pochi giorni fa, anche la Polonia aveva deciso di ritirare un’onorificenza a Zelensky (approfondimento al link).

Ucraina: nuovo scandalo corruzione

A Kiev spariti altri 4,7 miliardi di dollari.
Lo rileva un’inchiesta del Servizio Tributario ucraino che ha scoperto 2.300 società fantasma.

Continuano i casi di corruzione in Ucraina.

Dopo i diversi già segnalati e che vedono coinvolti direttamente membri del cerchio magico di Zelensky (approfondimento al link), ora il Servizio Tributario ucraino ha rilevato che 2.300 società fantasma hanno trasferito all’estero 4,7 miliardi di dollari all’estero in 2 anni.

Il tutto, mentre l’Ue continua ad inviare ingenti aiuti (solo l’ultimo pacchetto è stato di 90 miliardi di euro) e a spingere per l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea.

I dettagli della notizia, riportata da Liberti Media, sono reperibili qui.

Zelensky: colpiti terminal petrolio e obiettivi militari a San Pietroburgo

L’annuncio del presidente ucraino che rivendica gli attacchi: colpiti obiettivi sul territorio russo che distano 1.100 chilometri dalla nostra frontiera.

Questa notte sono stati colpiti obiettivi importanti sul territorio della Russia. Tra questi, il terminale petrolifero di San Pietroburgo. Dalla nostra frontiera statale ucraina a questo obiettivo dell’industria petrolifera russa, che lavora per la guerra, ci sono circa 1.100 chilometri. Sono stati raggiunti anche obiettivi puramente militari nella base di Kronstadt“.

Così su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky rivendica gli attacchi con droni nella notte. Oggi a San Pietroburgo comincia il summit economico Spief promosso da Putin, la cosiddetta ‘Davos russa‘.

Trump a Zelensky: cedi il Donbass o verrai distrutto

Secondo il Financial Times l’incontro alla Casa Bianca sarebbe più volte finito in una lite furibonda con Trump che ha gettato via le mappe della linea del fronte in Ucraina.

Durante l’incontro alla Casa Bianca tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky il presidente Usa avrebbe esortato il leader ucraino ad accettare le condizioni imposte dalla Russia per porre fine alla guerra, avvertendo che Putin aveva dichiarato che avrebbe “distrutto” l’Ucraina se non avesse accettato.

Lo scrive il Financial Times, poi ripreso da Ansa, parlando di un incontro sfociato più volte in una “lite furibonda“.

Secondo le fonti, Trump ha gettato via le mappe della linea del fronte in Ucraina, ha insistito affinché Zelensky consegnasse l’intero Donbass a Putin e ha ribadito i punti chiave espressi dal leader russo nel loro colloquio del giorno prima.

Zelensky: o Putin ferma la guerra o i funzionari del Cremlino si cerchino rifugi antiaerei

Il presidnete ucraino minaccia quello russo: ho il sostegno di Trump per attaccare obiettivi russi”.
Poi aggiunge: finita la guerra non mi ricandiderò.

Volodymyr Zelensky ha dichiarato ad Axios che, se la Russia non porrà fine alla guerra, i funzionari che lavorano al Cremlino dovrebbero assicurarsi di sapere dove si trova il rifugio antiaereo più vicino.

Zelensky, come riporta Tgcom24, ha detto di aver fatto una richiesta particolare a Trump: un nuovo sistema d’arma che costringerebbe Vladimir Putin a sedersi al tavolo dei negoziati.

Abbiamo il sostegno del presidente Usa per attaccare obiettivi russi“, ha detto ancora.

Il presidente ucraino ha poi continuato dicendo che non intende guidare il Paese in tempo di pace: “Il mio obiettivo è porre fine alla guerra“, non continuare a candidarmi, ha affermato.